UFFICIO DELLE LETTURE
Venerdì, 25 dicembre 2026
NATALE DEL SIGNORE
Solennità
V O Dio, vieni a salvarmi.
R Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
INNO
Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:
Vita dei santi, Cristo, unica via,
o sola speranza del mondo,
o sorgente di pace e di giustizia,
voci e cuori a te inneggiano.
Se qualche luce di virtù tu vedi,
ogni parola vera,
ogni infiammata volontà di bene,
è, Signore, tua grazia.
Dona quiete ai tempi incerti,
salda custodisci la fede,
rinvigorisci i deboli,
perdona i peccatori.
Gloria si canti al Padre
e all’unico suo Figlio,
dolce si levi la lode allo Spirito
negli infiniti secoli. Amen.
latino
Vita sanctórum, via, spes salúsque,
Christe, largítor probitátis atque
cónditor pacis, tibi voce, sensu
pángimus hymnum:
Cuius est virtus manifésta totum
quod pii possunt, quod habent, quod ore,
corde vel factis cúpiunt, amóris
igne flagrántes.
Témporum pacem, fídei tenórem,
lánguidis curam veniámque lapsis,
ómnibus præsta páriter beátæ
múnera vitæ.
Glória summum résonet Paréntem,
glória Natum, paritérque sanctum
Spíritum dulci modulétur hymno
omne per ævum. Amen.
in canto
O Cristo, sei vita dei santi,
salvezza e speranza del mondo;
sorgente di pace e giustizia,
ti cantano i cuori e le voci.
Se qualche virtù in noi vedi,
parole sincere di vita,
il nostro cammino nel bene
è frutto, Signore, di grazia.
Da’ quiete ai tempi insicuri,
saldezza a una fragile fede,
ai deboli dona vigore,
a tutti perdona i peccati.
Al Padre si cantino lodi
e all’unico Figlio Signore,
onore allo Spirito santo
per sempre nei secoli eterni. Amen.
INNO
Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:
La nostra lode accogli,
o Creatore eterno delle cose,
che, notte e giorno avvicendando,
rendi più vario e grato il tempo.
Alta regna la notte
e già s’ode il canto del gallo,
gioioso presagio di luce
all’ansia del viandante.
Si desta allora e ad oriente appare
la stella palpitante del mattino,
la torma squagliasi dei vagabondi,
abbandonando i vicoli del male.
Il gallo canta. La sua voce placa
il furioso fragore dell’onda;
e Pietro, roccia che fonda la Chiesa,
la colpa asterge con lacrime amare.
Orsù leviamoci animosi e pronti:
tutti risveglia il richiamo del gallo
e gli indolenti accusa che si attardano
sotto le coltri dormigliando ancora.
Il gallo canta. Torna la speranza:
l’infermo sente rifluir la vita,
il sicario nasconde il suo pugnale,
negli smarriti la fede rivive.
Gesù Signore, guardaci pietoso,
quando, tentati, incerti vacilliamo:
se tu ci guardi, le macchie dileguano
e il peccato si stempera nel pianto.
Tu, vera luce, nei cuori risplendi,
disperdi il torpore dell’anima:
a te sciolga il labbro devoto
la santa primizia dei canti.
Gloria a Dio Padre
e all’unico suo Figlio
con lo Spirito santo
nella distesa dei secoli. Amen.
latino
Ætérne rerum Cónditor,
noctem diémque qui regis,
et témporum das témpora,
ut álleves fastídium;
Præco diéi iam sonat,
noctis profúndæ pérvigil,
noctúrna lux viantibus
a nocte noctem ségregans.
Hoc excitátus lúcifer
solvit polum calígine,
hoc omnis errónum chorus
vias nocéndi déserit.
Hoc nauta vires cólligit
pontíque mitescunt freta,
hoc ipse Petra Ecclésiæ
canénte culpam diluit.
Surgámus ergo strénue!
gallus iacentes excitat,
et somnoléntos íncrepat,
Gallus negantes arguit.
Gallo canénte spes redit,
ægris salus refúnditur,
mucro latrónis cónditur,
lapsis fides revértitur.
Iesu, labántes respice,
et nos vidéndo córrige,
si réspicis, lapsus cadunt,
fletúque culpa sólvitur.
Tu lux refúlge sensibus,
mentísque somnum díscute,
te nostra vox primum sonet
et ore solvámus tibi.
Deo Patri sit glória
eiúsque soli Fílio,
cum Spíritu Paráclito
in sempíterna sǽcula. Amen.
in canto
Accogli nel canto la lode,
eterno Creatore del mondo,
che notte e giorno avvicendi
rendendo più vario il tempo.
Ancora la notte è oscura
e già si ode il canto del gallo,
gioioso presagio di luce
all’ansia dell’uomo in cammino.
Si desta e appare ad oriente
la stella del primo mattino;
la torma di uomini infidi
rifugge da vie tortuose.
Il canto del gallo è una voce
sul cupo fragore dell’onda;
e Pietro, la roccia di Cristo,
con lacrime asperge la colpa.
Leviamoci pronti e animosi:
il canto del gallo risveglia
e accusa i pigri indolenti,
che ancora nel sonno si attardano.
Così la speranza ritorna:
il male abbandona il violento,
fluisce la vita all’infermo,
la fede rivive nei cuori.
Clemente Signore, difendici:
incerti e tentati noi siamo!
Se guardi, le macchie dileguano:
nel pianto il peccato laviamo.
Tu, luce, risplendi nell’uomo,
disperdi il torpore dell’anima:
a te sciolga il labbro devoto
la santa primizia dei canti.
La gloria innalziamo al Padre
e all’unico Figlio risorto,
insieme allo Spirito santo,
per sempre nei secoli eterni. Amen.
INNO
Oppure, sia nelle ore notturne sia nelle ore diurne
Oggi Egli è nato: ad Efrata,
vaticinato ostello,
ascese un’alma Vergine,
la gloria d’Israello,
grave di tal portato;
da cui promise è nato,
donde era atteso uscì.
La mira Madre in poveri
panni il Figliol compose,
e nell’umil presepio
soavemente il pose,
e l’adorò: beata!
innanzi al Dio prostrata,
che il puro sen le aprì!
L’angel del cielo, agli uomini
nunzio di tanta sorte,
non de’ potenti volgesi
alle vegliate porte;
ma tra i pastor devoti,
al duro mondo ignoti,
subito in luce appar.
E intorno a lui, per l’ampia
notte calati a stuolo,
mille celesti strinsero
il fiammeggiante volo;
e, accesi in dolce zelo,
come si canta in cielo,
a Dio gloria cantar.
RESPONSORIO
Cfr. Sal 94, 1-3
R La Luce della Luce, il Verbo eterno di Dio,
che in principio col Padre ha fatto l'universo,
rifulge dalla Vergine,
oggi nasce per noi.
V I Venite, applaudiamo al Signore,
acclamiamo alla roccia della nostra salvezza:
rifulge dalla Vergine,
oggi nasce per noi.
V II Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia:
rifulge dalla Vergine,
oggi nasce per noi.
V III Grande Dio è il Signore,
grande re su tutti gli dèi:
rifulge dalla Vergine,
oggi nasce per noi.
SALMODIA
L’Ufficio delle letture della solennità del Natale del Signore propone un duplice notturno. È obbligatoria la recita di un notturno (di regola il primo); è raccomandata la recita dell’ufficiatura completa.
I Notturno
Salmo 2
Il Messia re vittorioso
È visto come un uomo, è adorato come Signore; giace avvolto in panni, rifulge tra gli astri; la culla lo indica neonato, la stella lo proclama dominatore (S. Ambrogio).
Ant. 1 Dio mi ha detto: «Tu sei mio figlio, *
io oggi ti ho generato».
Perché le genti congiurano, *
perché invano cospirano i popoli?
Insorgono i re della terra †
e i principi congiurano insieme *
contro il Signore e contro il suo Messia:
«Spezziamo le loro catene, *
gettiamo via i loro legami».
Se ne ride chi abita nei cieli, *
li schernisce dall’alto il Signore.
Egli parla loro con ira, *
li spaventa nel suo sdegno:
«Io l’ho costituito mio sovrano *
sul Sion mio santo monte».
Annunzierò il decreto del Signore. †
Egli mi ha detto: «Tu sei mio figlio, *
io oggi ti ho generato.
Chiedi a me, ti darò in possesso le genti *
e in dominio i confini della terra.
Le spezzerai con scettro di ferro, *
come vasi di argilla le frantumerai».
E ora, sovrani, siate saggi, *
istruitevi, giudici della terra;
servite Dio con timore *
e con tremore esultate;
che non si sdegni *
e voi perdiate la via.
Improvvisa divampa la sua ira. *
Beato chi in lui si rifugia.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. 1 Dio mi ha detto: «Tu sei mio figlio, *
io oggi ti ho generato».
Salmo 39
Ringraziamento e domanda di aiuto
Assume lo stato di servo, cioè la pienezza della condizione umana, la pienezza dell’obbedienza (S. Ambrogio).
Ant. 2 «Ho detto: Ecco, io vengo; *
di me è scritto nel rotolo del libro».
Ho sperato: ho sperato nel Signore †
ed egli su di me si è chinato, *
ha dato ascolto al mio grido.
Mi ha tratto dalla fossa della morte, *
dal fango della palude;
i miei piedi ha stabilito sulla roccia, *
ha reso sicuri i miei passi.
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo, *
lode al nostro Dio.
Molti vedranno e avranno timore *
e confideranno nel Signore.
Beato l’uomo che spera nel Signore †
e non si mette dalla parte dei superbi, *
né si volge a chi segue la menzogna.
Quanti prodigi hai fatto, Signore Dio mio, †
quali disegni in nostro favore! *
Nessuno a te si può paragonare.
Se li voglio annunziare e proclamare *
sono troppi per essere contati.
Sacrificio e offerta non gradisci, *
gli orecchi mi hai aperto.
Non hai chiesto olocausto e vittima per la colpa. *
Allora ho detto: «Ecco, io vengo.
Sul rotolo del libro, di me è scritto *
di compiere il tuo volere.
Mio Dio, questo io desidero, *
la tua legge è nel profondo del mio cuore».
Ho annunziato la tua giustizia
nella grande assemblea; *
vedi, non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai.
Non ho nascosto la tua giustizia in fondo al cuore, *
la tua fedeltà e la tua salvezza ho proclamato.
Non ho nascosto la tua grazia *
e la tua fedeltà alla grande assemblea.
Non rifiutarmi, Signore, la tua misericordia, *
la tua fedeltà e la tua grazia
mi proteggano sempre,
poiché mi circondano mali senza numero, †
le mie colpe mi opprimono *
e non posso più vedere.
Sono più dei capelli del mio capo, *
il mio cuore viene meno.
Dégnati, Signore, di liberarmi; *
accorri, Signore, in mio aiuto.
Esultino e gioiscano in te quanti ti cercano, †
dicano sempre: «Il Signore è grande» *
quelli che bramano la tua salvezza.
Io sono povero e infelice; *
di me ha cura il Signore.
Tu, mio aiuto e mia liberazione, *
mio Dio, non tardare.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. 2 «Ho detto: Ecco, io vengo; *
di me è scritto nel rotolo del libro».
Salmo 18 A, 1-7
Inno al Dio creatore
Ci ha visitati dall’alto un sole che sorge per dirigere i nostri passi sulla via della pace (Lc 1, 78. 79).
Ant. 3 Da un estremo del cielo
sorge per noi il Signore, *
e la sua corsa raggiunge l'altro estremo.
I cieli narrano la gloria di Dio, *
e l’opera delle sue mani annunzia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il messaggio *
e la notte alla notte ne trasmette notizia.
Non è linguaggio e non sono parole, *
di cui non si oda il suono.
Per tutta la terra si diffonde la loro voce *
e ai confini del mondo la loro parola.
Là pose una tenda per il sole †
che esce come sposo dalla stanza nuziale, *
esulta come prode che percorre la via.
Egli sorge da un estremo del cielo †
e la sua corsa raggiunge l’altro estremo: *
nulla si sottrae al suo calore.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. 3 Da un estremo del cielo
sorge per noi il Signore, *
e la sua corsa raggiunge l'altro estremo.
II Notturno
Cantico - Is 52, 1-2. 7-10
Annunzio di salvezza
Il Signore Gesù è il sommo bene, annunziatoci dai profeti, cantato dagli angeli, promesso dal Padre, proclamato dagli apostoli (S. Ambrogio).
Ant. 4 (duplex) Si allieti la terra assetata *
ed esulti il deserto.
V Rallegratevi, o rive del Giordano: *
il Signore è venuto e ci ha redento.
Svegliati, svegliati,
rivestiti della tua magnificenza, Sion; *
indossa le vesti più belle,
Gerusalemme, città santa;
perché mai più entrerà in te *
il non circonciso né l’impuro.
Scuotiti la polvere, alzati, *
Gerusalemme schiava!
Sciogliti dal collo i legami, *
schiava figlia di Sion!
Come sono belli sui monti †
i piedi del messaggero di lieti annunzi *
che annunzia la pace,
messaggero di bene che annunzia la salvezza, *
che dice a Sion: «Regna il tuo Dio».
Senti? Le tue sentinelle alzano la voce, *
insieme gridano di gioia,
poiché vedono con i loro occhi *
il ritorno del Signore in Sion.
Prorompete insieme in canti di gioia, *
rovine di Gerusalemme,
perché il Signore ha consolato il suo popolo, *
ha riscattato Gerusalemme.
Il Signore ha snudato il suo santo braccio *
davanti a tutti i popoli;
tutti i confini della terra vedranno *
la salvezza del nostro Dio.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. 4 (duplex) Si allieti la terra assetata *
ed esulti il deserto.
V Rallegratevi, o rive del Giordano: *
il Signore è venuto e ci ha redento.
Cantico - Is 9, 1-6
Avvento del Principe della pace
La carne nasce per noi, il Verbo è dato. Ciò che ci è connaturale, nasce tra noi; ciò che è sopra di noi, ci è donato (S. Ambrogio).
Ant. 5 (duplex) Ecco il Salvatore
che i profeti predissero, *
ecco l’Agnello e il Servo del Signore
di cui parlò Isaia.
V Gabriele lo annunzia alla Vergine, *
e noi lo adoriamo,
offrendo a lui tutta la nostra vita.
Il popolo che camminava nelle tenebre *
vide una grande luce;
su coloro che abitavano in terra tenebrosa *
una luce rifulse.
Hai moltiplicato la gioia *
hai aumentato la letizia.
Gioiscono davanti a te †
come si gioisce quando si miete *
e come si gioisce quando si divide il bottino.
Poiché tu, come al tempo di Madian, *
hai spezzato il giogo che l’opprimeva,
la sbarra sulle sue spalle *
e il bastone dell’aguzzino.
Poiché ogni calzatura di soldato nella mischia †
e ogni mantello macchiato di sangue *
sarà bruciato, sarà esca del fuoco.
Poiché un bambino è nato per noi, *
ci è stato dato un figlio.
Sulle sue spalle è il segno del potere, *
ed è chiamato: «Consigliere ammirabile,
Dio potente, Padre per sempre, *
Principe della pace»;
grande sarà il suo dominio *
e la pace non avrà fine
sul trono di Davide e sul regno †
che egli viene a consolidare e rafforzare *
con il diritto e la giustizia, ora e sempre;
questo farà lo zelo *
del Signore degli eserciti.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. 5 (duplex) Ecco il Salvatore
che i profeti predissero, *
ecco l’Agnello e il Servo del Signore
di cui parlò Isaia.
V Gabriele lo annunzia alla Vergine, *
e noi lo adoriamo,
offrendo a lui tutta la nostra vita.
Cantico - Zc 2, 14-17
Esultiamo: Dio è con noi!
Tu solo immacolato, sei venuto dal grembo della Vergine a riscattare la salvezza del mondo con il tuo sangue (S. Ambrogio).
Ant. 6 Mentre tutto giaceva nel silenzio
e la notte era a mezzo del suo corso, *
la tua parola onnipotente, o Dio,
discese a noi dal suo trono regale.
«Gioisci, esulta, figlia di Sion, *
perché, ecco, io vengo ad abitare in mezzo a te
– oracolo del Signore –.
Nazioni numerose
aderiranno in quel giorno al Signore *
e diverranno suo popolo
ed egli dimorerà in mezzo a te †
e tu saprai che il Signore degli eserciti *
a te mi ha inviato.
Il Signore si terrà Giuda †
come eredità nella terra santa, *
Gerusalemme sarà di nuovo prescelta.
Taccia ogni mortale davanti al Signore, *
poiché egli si è destato dalla sua santa dimora».
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. 6 Mentre tutto giaceva nel silenzio
e la notte era a mezzo del suo corso, *
la tua parola onnipotente, o Dio,
discese a noi dal suo trono regale.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.
L Benedicimi, Padre.
V Il Verbo fatto uomo ci conduca al suo regno.
R Amen.
PRIMA LETTURA
Is 11, 1-10
Dal libro del profeta Isaia.
La radice di Iesse e la pace messianica
Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse,
un virgulto germoglierà dalle sue radici.
Su di lui si poserà lo spirito del Signore,
spirito di sapienza e di intelligenza,
spirito di consiglio e di fortezza,
spirito di conoscenza e di timore del Signore.
Si compiacerà del timore del Signore.
Non giudicherà secondo le apparenze
e non prenderà decisioni per sentito dire;
ma giudicherà con giustizia i poveri
e prenderà decisioni eque
per gli oppressi del paese.
La sua parola sarà una verga
che percuoterà il violento;
con il soffio delle sue labbra ucciderà l’empio.
Fascia dei suoi lombi sarà la giustizia,
cintura dei suoi fianchi la fedeltà.
Il lupo dimorerà insieme con l’agnello,
la pantera si sdraierà accanto al capretto;
il vitello e il leoncello pascoleranno insieme
e un fanciullo li guiderà.
La mucca e l’orsa pascoleranno insieme;
si sdraieranno insieme i loro piccoli.
Il leone si ciberà di paglia,
come il bue.
Il lattante si trastullerà sulla buca dell’àspide;
il bambino metterà la mano
nel covo di serpenti velenosi.
Non agiranno più iniquamente
né saccheggeranno
in tutto il mio santo monte,
perché la saggezza del Signore
riempirà il paese
come le acque ricoprono il mare.
In quel giorno la radice di Iesse
si leverà a vessillo per i popoli
le genti la cercheranno con ansia,
la sua dimora sarà gloriosa.
RESPONSORIO
Cfr. Lc 1, 32. 33
R O benedetto grembo di Maria,
santa dimora del Figlio di Dio;
o seno benedetto, che nutrì Cristo Signore!
Oggi da madre vergine nasce
il Salvatore del mondo.
V Il Signore gli darà il trono di Davide suo padre,
e regnerà per sempre nella casa di Giacobbe.
Oggi da madre vergine nasce
il Salvatore del mondo.
L Benedicimi, Padre.
V Il Dio fatto uomo ci colmi della sua grazia.
R Amen.
SECONDA LETTURA
Dalla «Esposizione del vangelo secondo Luca» di sant’Ambrogio, vescovo
(L. II, 40-41: SAEMO 11, 181-185)
Il Verbo di Dio dispensa la salvezza con la sua povertà
«Ed avvenne che, mentre si trovavano colà, si compirono per lei i giorni del parto; e diede alla luce il suo figlio primogenito, e lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo» (Lc 2, 6 s.).
San Luca descrive brevemente e il modo e il tempo e il luogo ove Cristo nacque secondo la carne. Se tu però desideri informarti sulla sua generazione eterna, leggi il vangelo di san Giovanni, che comincia dal cielo per discendere fino alla terra. Vi troverai descritto sia da quando egli era, sia il modo in cui era, sia che cosa era, e che cosa aveva fatto, che cosa faceva, e dov’era; e dove egli venne, in che modo, in quale momento, per qual motivo egli venne. Giovanni scrive: «In principio era il Verbo»: ecco descritto quando era; «e il Verbo era con Dio»: ecco il modo. Trovi anche chi era, perché dice: «e il Verbo era Dio»; che cosa aveva fatto: «tutto fu fatto per mezzo di Lui»; che cosa faceva: «era la luce vera, che illumina ogni uomo che viene nel mondo»; e dov’era: «egli era in questo mondo»; e dove sia venuto: «venne nella sua casa», in che modo sia venuto: «il Verbo si fece carne» (cfr. Gv 1, 1-14). In quale momento sia venuto, è Giovanni che lo dice, dandogli questa testimonianza: «Questi è colui del quale io ho detto: “Dopo di me viene un uomo che sta davanti a me, perché era prima di me”» (Gv 1, 30). E sempre Giovanni attesta per quale motivo egli sia venuto: «Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo» (Gv 1, 29). Se dunque abbiamo appreso l’una e l’altra nascita di Cristo, e se teniamo presente che uno solo è il soggetto di entrambe, e che una sola è la causa per cui è venuto – prendere su di sé le colpe del mondo ormai in sfacelo, per abolire nella sua propria persona, che non poteva essere vinta, l’infamia del peccato e la morte di tutti – ne consegue che in questa narrazione anche l’evangelista san Luca ci fa da maestro, e ci indica le vie del Signore, il quale cresceva secondo la carne. Nessuno però deve stupirsi se abbiamo detto che l’infanzia di Giovanni fu omessa per una ragione profonda, mentre ora facciamo notare come sia descritta l’infanzia di Cristo; non a tutti, infatti, è concesso di dire: «Io mi sono fatto debole con i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto a tutti» (1Cor 9, 22); e di nessun altro si può asserire, «che è stato trafitto per i nostri delitti, è divenuto debole per le nostre iniquità» (Is 53, 5). Per questo egli volle essere un bambinello, per questo volle essere un fanciulletto, affinché tu potessi diventare un uomo perfetto; egli fu stretto in fasce, affinché tu fossi sciolto dai lacci della morte; egli nella stalla, per porre te sugli altari; egli in terra, affinché tu raggiungessi le stelle; egli non trovò posto in quell’albergo, affinché tu avessi nei cieli molte dimore. «Da ricco che era», sta scritto, «si è fatto povero per voi, affinché voi diventaste ricchi della sua povertà» (2Cor 8, 9). Quella indigenza è dunque la mia ricchezza, e la debolezza del Signore è la mia forza. Ha preferito per sé le privazioni, per aver da donare in abbondanza a tutti. Il pianto della sua infanzia in vagiti è un lavacro per me, quelle lacrime hanno lavato i miei peccati. O Signore Gesù, sono più debitore ai tuoi oltraggi per la mia redenzione, che non alla tua potenza per la mia creazione. Sarebbe stato inutile per noi nascere, se non ci avesse giovato venire redenti.
Se l’Ufficio delle letture precede immediatamente la Messa «nella notte santa», omesso il Te Deum e l’atto penitenziale, si intona subito: Gloria a Dio nell’alto dei cieli, e quindi il celebrante dice l’orazione «all’inizio dell’assemblea liturgica».
TE DEUM
Noi ti lodiamo, Dio, *
ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre, *
tutta la terra ti adora.
A te cantano gli angeli *
e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo *
il Signore Dio dell’universo.
I cieli e la terra *
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *
e la candida schiera dei martiri;
le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico Figlio, *
e lo Spirito Santo Paraclito.
O Cristo, re della gloria, *
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre *
per la salvezza dell’uomo.
Vincitore della morte, *
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.
Soccorri i tuoi figli, Signore, *
che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria *
nell’assemblea dei santi.
Salva il tuo popolo, Signore, *
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, *
Lodiamo il tuo nome per sempre.
Degnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: *
in te abbiamo sperato.
Pietà di noi, Signore, *
pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, *
non saremo confusi in eterno.
TE DEUM
Te Deum laudámus: *
te Dóminum confitémur.
Te ætérnum Patrem *
omnis terra venerátur.
Tibi omnes ángeli, *
tibi cæli et univérsæ potestátes:
tibi chérubim et séraphim *
incessábili voce proclámant:
Sanctus, Sanctus, Sanctus *
Dóminus Deus Sábaoth.
Pleni sunt cæli et terra *
maiestátis glóriæ tuæ.
Te gloriósus *
apostolórum chorus,
te prophetárum *
laudábilis númerus,
te mártyrum candidátus *
laudat exércitus.
Te per orbem terrárum *
sancta confitétur Ecclésia
Patrem *
Imménsæ maiestátis,
venerándum tuum verum *
et únicum Filium,
Sanctum quoque *
Paráclitum Spíritum.
Te rex glóriæ, *
Christe.
Tu Patris *
sempitérnus es Fílius.
Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem, *
non horruísti Vírginis úterum.
Tu, devícto mortis acúleo, *
apertuísti credéntibus regna cælórum.
Tu ad déxteram Dei sedes, *
in glória Patris.
Iudex *
créderis esse ventúrus.
Te ergo, quæsumus, tuis fámulis súbveni, *
quos pretióso sánguine redemísti.
Ætérna fac cum sanctis tuis *
in glória numerári.
Salvum fac pópulum tuum, Dómine, *
et bénedic hereditáti tuæ.
Et rege eos, *
et extólle illos usque in ætérnum,.
Per síngulos dies *
benedícimus te;
et laudámus nomen tuum in sæculum, *
et in sæculum sæculi.
Dignáre, Dómine, die isto *
sine peccáto nos custodire.
Miserére nostri, Dómine, *
miserére nostri.
Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, *
quemádmodum sperávimus in te.
In te, Dómine, sperávi: *
non confúndar in ætérnum.
Se all’Ufficio delle Letture seguono immediatamente le Lodi si omettono l’orazione seguente e l’introduzione di Lodi e si recita immediatamente il Cantico di Zaccaria.
ORAZIONE
Dio, vigore dell’universo,
tu hai disposto che il Figlio tuo ci beneficasse
con la sua azione creatrice
e più ancora per l’opera di redenzione;
donaci un cuore capace di ringraziare,
e fa’ che un giorno,
resi conformi all’immagine del nostro Salvatore,
celebriamo in eterno il tuo disegno ineffabile,
con lui, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Quando l'Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell'orazione riportata si può sempre dire l'orazione seguente:
Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
CONCLUSIONE
V Benediciamo il Signore.
R Rendiamo grazie a Dio.