UFFICIO DELLE LETTURE

Martedì, 22 dicembre 2026

FERIA PRENATALIZIA V

V   O Dio, vieni a salvarmi.
R   Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria. Alleluia.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

Vita dei santi, Cristo, unica via,
o sola speranza del mondo,
o sorgente di pace e di giustizia,
voci e cuori a te inneggiano.

Se qualche luce di virtù tu vedi,
ogni parola vera,
ogni infiammata volontà di bene,
è, Signore, tua grazia.

Dona quiete ai tempi incerti,
salda custodisci la fede,
rinvigorisci i deboli,
perdona i peccatori.

Gloria si canti al Padre
e all’unico suo Figlio,
dolce si levi la lode allo Spirito
negli infiniti secoli.   Amen.


latino

Vita sanctórum, via, spes salúsque,
Christe, largítor probitátis atque
cónditor pacis, tibi voce, sensu
pángimus hymnum:

Cuius est virtus manifésta totum
quod pii possunt, quod habent, quod ore,
corde vel factis cúpiunt, amóris
igne flagrántes.

Témporum pacem, fídei tenórem,
lánguidis curam veniámque lapsis,
ómnibus præsta páriter beátæ
múnera vitæ.

Glória summum résonet Paréntem,
glória Natum, paritérque sanctum
Spíritum dulci modulétur hymno
omne per ævum.   Amen.


in canto

O Cristo, sei vita dei santi,
salvezza e speranza del mondo;
sorgente di pace e giustizia,
ti cantano i cuori e le voci.

Se qualche virtù in noi vedi,
parole sincere di vita,
il nostro cammino nel bene
è frutto, Signore, di grazia.

Da’ quiete ai tempi insicuri,
saldezza a una fragile fede,
ai deboli dona vigore,
a tutti perdona i peccati.

Al Padre si cantino lodi
e all’unico Figlio Signore,
onore allo Spirito santo
per sempre nei secoli eterni. Amen.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

La nostra lode accogli,
o Creatore eterno delle cose,
che, notte e giorno avvicendando,
rendi più vario e grato il tempo.

Alta regna la notte
e già s’ode il canto del gallo,
gioioso presagio di luce
all’ansia del viandante.

Si desta allora e ad oriente appare
la stella palpitante del mattino,
la torma squagliasi dei vagabondi,
abbandonando i vicoli del male.

Il gallo canta. La sua voce placa
il furioso fragore dell’onda;
e Pietro, roccia che fonda la Chiesa,
la colpa asterge con lacrime amare.

Orsù leviamoci animosi e pronti:
tutti risveglia il richiamo del gallo
e gli indolenti accusa che si attardano
sotto le coltri dormigliando ancora.

Il gallo canta. Torna la speranza:
l’infermo sente rifluir la vita,
il sicario nasconde il suo pugnale,
negli smarriti la fede rivive.

Gesù Signore, guardaci pietoso,
quando, tentati, incerti vacilliamo:
se tu ci guardi, le macchie dileguano
e il peccato si stempera nel pianto.

Tu, vera luce, nei cuori risplendi,
disperdi il torpore dell’anima:
a te sciolga il labbro devoto
la santa primizia dei canti.

Gloria a Dio Padre
e all’unico suo Figlio
con lo Spirito santo
nella distesa dei secoli.   Amen.


latino

Ætérne rerum Cónditor,
noctem diémque qui regis,
et témporum das témpora,
ut álleves fastídium;

Præco diéi iam sonat,
noctis profúndæ pérvigil,
noctúrna lux viantibus
a nocte noctem ségregans.

Hoc excitátus lúcifer
solvit polum calígine,
hoc omnis errónum chorus
vias nocéndi déserit.

Hoc nauta vires cólligit
pontíque mitescunt freta,
hoc ipse Petra Ecclésiæ
canénte culpam diluit.

Surgámus ergo strénue!
gallus iacentes excitat,
et somnoléntos íncrepat,
Gallus negantes arguit.

Gallo canénte spes redit,
ægris salus refúnditur,
mucro latrónis cónditur,
lapsis fides revértitur.

Iesu, labántes respice,
et nos vidéndo córrige,
si réspicis, lapsus cadunt,
fletúque culpa sólvitur.

Tu lux refúlge sensibus,
mentísque somnum díscute,
te nostra vox primum sonet
et ore solvámus tibi.

Deo Patri sit glória
eiúsque soli Fílio,
cum Spíritu Paráclito
in sempíterna sǽcula.   Amen.


in canto

Accogli nel canto la lode,
eterno Creatore del mondo,
che notte e giorno avvicendi
rendendo più vario il tempo.

Ancora la notte è oscura
e già si ode il canto del gallo,
gioioso presagio di luce
all’ansia dell’uomo in cammino.

Si desta e appare ad oriente
la stella del primo mattino;
la torma di uomini infidi
rifugge da vie tortuose.

Il canto del gallo è una voce
sul cupo fragore dell’onda;
e Pietro, la roccia di Cristo,
con lacrime asperge la colpa.

Leviamoci pronti e animosi:
il canto del gallo risveglia
e accusa i pigri indolenti,
che ancora nel sonno si attardano.

Così la speranza ritorna:
il male abbandona il violento,
fluisce la vita all’infermo,
la fede rivive nei cuori.

Clemente Signore, difendici:
incerti e tentati noi siamo!
Se guardi, le macchie dileguano:
nel pianto il peccato laviamo.

Tu, luce, risplendi nell’uomo,
disperdi il torpore dell’anima:
a te sciolga il labbro devoto
la santa primizia dei canti.

La gloria innalziamo al Padre
e all’unico Figlio risorto,
insieme allo Spirito santo,
per sempre nei secoli eterni. Amen.

RESPONSORIO

Cfr. Is 35, 4; Nm 24, 17

R   Ecco, il Signore viene
           per la salvezza del popolo.

V   Una stella spunta da Giacobbe,
      e uno scettro sorge da Israele
           per la salvezza del popolo.

SALMODIA

Salmo 71, 1-11

Il potere regale del Messia

Il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre (Lc 1, 32).

Ant. 1   Le montagne portino pace al tuo popolo, Signore, *
             e le colline giustizia.

Dio, dà al re il tuo giudizio, *
     al figlio del re la tua giustizia;
regga con giustizia il tuo popolo *
     e i tuoi poveri con rettitudine.

Le montagne portino pace al popolo * 
     e le colline giustizia.

Ai miseri del suo popolo renderà giustizia, † 
     salverà i figli dei poveri *
     e abbatterà l’oppressore.

Il suo regno durerà quanto il sole, * 
     quanto la luna, per tutti i secoli.
Scenderà come pioggia sull’erba, * 
     come acqua che irrora la terra.

Nei suoi giorni fiorirà la giustizia † 
     e abbonderà la pace, *
     finché non si spenga la luna.

E dominerà da mare a mare, * 
     dal fiume sino ai confini della terra.
A lui si piegheranno gli abitanti del deserto, * 
     lambiranno la polvere i suoi nemici.

I re di Tarsis e delle isole porteranno offerte, * 
     i re degli Arabi e di Saba offriranno tributi.
A lui tutti i re si prostreranno, *
     lo serviranno tutte le nazioni.

Gloria.

Ant. 1   Le montagne portino pace al tuo popolo, Signore, *
             e le colline giustizia.

Salmo 76, 14-21

Dio rinnova i prodigi del suo amore

Siamo tribolati da ogni parte, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati (2Cor 4, 8).

Ant. 2   Manifesti, Signore, *
             la tua forza tra le genti.

O Dio, santa è la tua via; * 
     quale dio è grande come il nostro Dio?
Tu sei il Dio che opera meraviglie, * 
     manifesti la tua forza fra le genti.

È il tuo braccio che ha salvato il tuo popolo, * 
     i figli di Giacobbe e di Giuseppe.

Ti videro le acque, Dio, † 
     ti videro e ne furono sconvolte; *
     sussultarono anche gli abissi.

Le nubi rovesciarono acqua, † 
     scoppiò il tuono nel cielo; *
     le tue saette guizzarono.

Il fragore dei tuoi tuoni nel turbine, † 
     i tuoi fulmini rischiararono il mondo, *
     la terra tremò e fu scossa.

Sul mare passava la tua via, † 
     i tuoi sentieri sulle grandi acque *
     e le tue orme rimasero invisibili.

Guidasti come gregge il tuo popolo * 
     per mano di Mosè e di Aronne.

Gloria .

Ant. 2   Manifesti, Signore, *
             la tua forza tra le genti.

Salmo 79

Visita, o Signore, la tua vigna

Vieni, Signore, Gesù (Ap 22, 20).

Ant. 3   Ascolta, tu, pastore d'Israele;
             rivélati, tu che assiso sui cherubini rifulgi: *
             guarda dal cielo, e vieni a noi, Signore.

Tu, pastore d’Israele, ascolta, * 
     tu che guidi Giuseppe come un gregge.
Assiso sui cherubini rifulgi * 
     davanti a Èfraim, Beniamino e Manasse.

Risveglia la tua potenza * 
     e vieni in nostro soccorso.

Rialzaci, Signore, nostro Dio, * 
     fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi.

Signore, Dio degli eserciti, † 
     fino a quando fremerai di sdegno *
     contro le preghiere del tuo popolo?

Tu ci nutri con pane di lacrime, * 
     ci fai bere lacrime in abbondanza.
Ci hai fatto motivo di contesa per i vicini, * 
     e i nostri nemici ridono di noi.

Rialzaci, Dio degli eserciti, * 
     fa’ risplendere il tuo volto e noi saremo salvi.

Hai divelto una vite dall’Egitto, * 
     per trapiantarla hai espulso i popoli.
Le hai preparato il terreno, *    
     hai affondato le sue radici e ha riempito la terra.

La sua ombra copriva le montagne * 
     e i suoi rami i più alti cedri.
Ha esteso i suoi tralci fino al mare *
     e arrivavano al fiume i suoi germogli.

Perché hai abbattuto la sua cinta * 
     e ogni viandante ne fa vendemmia?
La devasta il cinghiale del bosco * 
     e se ne pasce l’animale selvatico.

Dio degli eserciti, volgiti, * 
    guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna,
proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato, *
     il germoglio che ti sei coltivato.

Quelli che l’arsero col fuoco e la recisero, * 
     periranno alla minaccia del tuo volto.

Sia la tua mano sull’uomo della tua destra, * 
     sul figlio dell’uomo che per te hai reso forte.

Da te più non ci allontaneremo, * 
     ci farai vivere e invocheremo il tuo nome.

Rialzaci, Signore, Dio degli eserciti, * 
     fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi.

Gloria.

Ant. 3   Ascolta, tu, pastore d'Israele;
             rivélati, tu che assiso sui cherubini rifulgi: *
             guarda dal cielo, e vieni a noi, Signore.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

V   Tu sei benedetto, Signore.
R   Amen.

L    Benedicimi, Padre.
V   Per l'avvento del Signore nostro Gesù Cristo
      il Padre ci conduca alla gioia del Paradiso.
R   Amen.

PRIMA LETTURA

Is 43, 1-13

Dal libro del profeta Isaia

Liberazione d’Israele

Così dice il Signore 
che ti ha creato, o Giacobbe,
che ti ha plasmato, o Israele:
«Non temere, perché io ti ho riscattato,
ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni.
Se dovrai attraversare le acque, sarò con te,
i fiumi non ti sommergeranno;
se dovrai passare in mezzo al fuoco, non ti scotterai,
la fiamma non ti potrà bruciare;
poiché io sono il Signore tuo Dio,
il Santo di Israele, il tuo salvatore.
Io do l’Egitto come prezzo per il tuo riscatto,
l’Etiopia e Seba al tuo posto.
Perché tu sei prezioso ai miei occhi,
perché sei degno di stima e io ti amo,
do uomini al tuo posto
e nazioni in cambio della tua vita.
Non temere, perché io sono con te;
dall’oriente farò venire la tua stirpe,
dall’occidente io ti radunerò.
Dirò al settentrione: Restituisci,
e al mezzogiorno: Non trattenere;
fa’ tornare i miei figli da lontano
e le mie figlie dall’estremità della terra,
quelli che portano il mio nome
e che per la mia gloria ho creato
e formato e anche compiuto.
Fa’ uscire il popolo cieco, che pure ha occhi,
i sordi, che pure hanno orecchi.
Si radunino insieme tutti i popoli
e si raccolgano le nazioni.
Chi può annunziare questo tra di loro
e farci udire le cose passate?
Presentino i loro testimoni e avranno ragione,
ce li facciano udire e avranno detto la verità.
Voi siete i miei testimoni – oracolo del Signore – 
miei servi, che io mi sono scelto
perché mi conosciate e crediate in me
e comprendiate che sono io.
Prima di me non fu formato alcun dio
né dopo ce ne sarà.
Io, io sono il Signore,
fuori di me non v’è salvatore.
Io ho predetto e ho salvato,
mi sono fatto sentire
e non c’era tra voi alcun dio straniero.
Voi siete miei testimoni – oracolo del Signore – 
e io sono Dio,
sempre il medesimo dall’eternità.
Nessuno può sottrarre nulla al mio potere;
chi può cambiare quanto io faccio?».

RESPONSORIO

Cfr. Lc 1, 42. 45

R   Benedetta tu fra le donne
      e benedetto il frutto del tuo ventre:
           nasce da te il Redentore del mondo.

V   Beata che hai creduto
      a quanto il Signore ha detto:
           nasce da te il Redentore del mondo.

L    Benedicimi, Padre.
V   Ci doni salvezza il Signore Figlio di Dio.
R   Amen.

SECONDA LETTURA

Dalla «Esposizione del vangelo secondo Luca» di sant’Ambrogio, vescovo

(L. II, 24-27: SAEMO 11, 167-169)
La visitazione della beata vergine Maria

«Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo seno! E donde a me questo, che venga da me la madre del mio Signore?» (Lc 1, 42 ss). Lo Spirito santo sa quel che deve dire, né mai se ne dimentica, e ogni profezia non solo si adempie avverandosi nella miracolosa realtà dei fatti, ma anche mediante la proprietà delle parole usate. Che è questo frutto del seno, se non colui, del quale è stato detto: «Ecco, eredità del Signore sono i figli, una ricompensa del frutto del seno» (Sal 126, 3)? Ciò significa: i figli sono eredità del Signore, perché sono la ricompensa di quel frutto, che procedette dal seno di Maria. Egli è il frutto del seno, il virgulto della radice; di lui bene ha profetato Isaia dicendo. «Un rampollo nascerà dal tronco di Iesse, un virgulto spunterà dalla sua radice» (Is 11, 1); la radice è la progenie giudaica, il rampollo è Maria, il virgulto di Maria è Cristo, che, come il frutto di un albero buono, secondo il progresso delle nostre virtù, ora fiorisce, ora fruttifica in noi, ora si rinnova in noi per virtù del suo corpo risuscitato.
«E donde a me questo, che venga da me la madre del mio Signore?». Non parla così per ignoranza – sapeva infatti che, per grazia e per impulso dello Spirito santo, la madre del profeta doveva essere salutata dalla madre del Signore per il bene del suo figliolo – : ma, conoscendo che tale dono non era dovuto a meriti umani, bensì solo alla grazia divina, per questo dice: «Donde a me questo?». Come se dicesse: Che grande favore è quello che mi accade, che la madre del mio Signore venga da me! Non riesco a comprenderlo. «Donde a me questo?». Per quale virtù, per quali buone opere, per quali meriti? Queste non sono gentilezze in uso fra le donne, «che venga da me la madre del mio Signore». Avverto il miracolo, riconosco il mistero: la madre del Signore è gravida del Verbo, è piena di Dio.
«Poiché, ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta alle mie orecchie, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata tu che hai creduto» (Lc 1, 44 ss). Vedi bene che Maria non aveva dubitato, bensì creduto, e perciò aveva conseguito il frutto della sua fede. «Beata tu che mi hai creduto». Ma beati anche voi che avete udito e avete creduto: infatti, ogni anima che crede, concepisce e genera il Verbo di Dio, e ne comprende le operazioni. Sia in ciascuno l’anima di Maria a magnificare il Signore, sia in ciascuno lo spirito di Maria a esultare in Dio; se, secondo la carne, una sola è la madre di Cristo, secondo la fede tutte le anime generano Cristo; ognuna infatti accoglie in sé il Verbo di Dio, purché, serbandosi senza macchia e libera dal peccato, custodisca con intemerato pudore la castità. Perciò ogni anima, che si è potuta mantenere così, magnifica il Signore, come l’anima di Maria ha magnificato il Signore, e il suo spirito ha esultato in Dio, suo salvatore. Di fatto il Signore viene magnificato, come si legge in un altro passo: «Magnificate il Signore insieme con me» (Sal 33, 4), non perché la voce dell’uomo gli possa aggiungere qualcosa, ma perché egli è esaltato in noi: infatti, Cristo è l’immagine di Dio; perciò quando l’anima opera qualche cosa di giusto e di santo, esalta quella divina immagine, conforme alla cui somiglianza è stata creata; e, mentre la esalta, più si sublima partecipando in qualche modo alla sua magnificenza, tanto da riprodurla in sé stessa con le sue splendide iridescenze delle buone opere, e come emulandone a gara la virtù. Ma l’anima di Maria magnifica il Signore, e il suo spirito esulta in Dio, perché, consacrata con l’anima e con lo spirito al Padre e al Figlio, essa adora con devoto affetto un solo Dio, dal quale tutto proviene, e un solo Signore in virtù del quale esistono tutte le cose.

LAUS ANGELORUM MAGNA

Gloria a Dio nell’alto dei cieli, *
     e pace in terra agli uomini di buona volontà.

Noi ti lodiamo, ti eleviamo un inno, *
     ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo.
Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, *
     Signore Dio, Re del cielo.

Dio Padre onnipotente, *
     Gesù Cristo e Spirito santo.

Signore Dio, *
     Figlio del Padre.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, *
     accogli la nostra supplica.
Tu che siedi alla destra del Padre, *
     abbi pietà di noi.

Sii tu la nostra guida e il nostro aiuto; *
     salvaci, rendici puri, conservaci nella tua pace.
Liberaci dai nemici *
     e dalle tentazioni.

Perché tu solo il santo, *
     tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo,
Gesù Cristo, *
     nella gloria di Dio Padre con lo Spirito santo.

Ogni giorno ti benediciamo, *
     e lodiamo il tuo nome per sempre.
Dégnati oggi, Signore, *
     di custodirci senza peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
     mostrami il tuo volere.
Vedi la mia miseria e la mia pena *
     e perdona tutti i miei peccati.

Dalle mie labbra fiorisca la lode, *
     la lode al nostro Dio.
Possa io vivere per lodarti: *
     mi aiutino i tuoi giudizi.

Come pecora smarrita vado errando; *
     cerca il tuo servo perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Presto ci venga incontro la tua misericordia, †
     perché siamo troppo infelici: *
     aiutaci, Dio, nostra salvezza.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.   Amen.

LAUS ANGELORUM MAGNA

Glória in excélsis Deo *
     et in terra pax homínibus bonæ voluntátis.

Laudámus te, hymnum dícimus tibi, *
     benedícimus te, adorámus te, glorificámus te.
Grátias tibi ágimus propter magnam glóriam tuam, *
     Dómine Deus rex cæléstis.

Deus Pater omnípotens, *
     Iesu Christe et sancte Spíritus.

Dómine Deus, *
     Fílius Patris.

Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi, *
     sύscipe deprecatiónem nostram;
qui sedes ad déxteram Patris, *
     miserére nobis.

Miserére nobis: sύbveni nobis, dírige nos: *
     consérva nos, munda nos, pacífica nos,
libera nos ad inimícis, *
     a tentatiónibus.

Quia tu solus sanctus, *
     tu solus Dóminus, tu solus Altíssimus
Iesu Christie *
     in glória Dei Patris cum sancto Spíritu.

Per síngulos dies benedícimus te, *
     et laudámus nomen tuum in ætérnum, et in sæculum sæculi.

Dignáre, Dómine, die isto, *
     sine peccáto nos custodíre.

Benedíctus es, Dómine, *
     doce me iustítias tuas.
Vide humilitátem meam et labórem meum *
     et dimítte ómnia peccáta mea.

Eructábunt lábia mea hymnum, *
     hymnum Deo nostro.
Vivet ánima mea et laudábit te, *
     et iudícia tua adiuvábunt me.

Errávi sicut ovis, quæ períerat: *
     requíre servum tuum, quia mandáta tua non sum oblítus.

Cito antícipet nos misericórdia tua, Dómine, †
     quia páuperes factin sumus nimis, *
     ádiuva nos, Deus salutáris noster.

Benedíctus es, Dómine, Deus patrum nostrórum, *
     et laudábilis et gloriósus in sæcula sæculórum.   Amen.

Se all’Ufficio delle Letture seguono immediatamente le Lodi si omettono l’orazione seguente e l’introduzione di Lodi e si recita immediatamente il Cantico di Zaccaria.

ORAZIONE

Padre onnipotente,
le nostre anime custodiscano il tuo Verbo
con intemerato pudore,
perché, a imitazione della Vergine madre,
nasca in noi secondo la fede e si manifesti nelle opere
lo stesso Cristo Salvatore, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.


Quando l'Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell'orazione riportata si può sempre dire l'orazione seguente:

Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE

V   Benediciamo il Signore.
R   Rendiamo grazie a Dio.