UFFICIO DELLE LETTURE

Domenica, 20 dicembre 2026

DIVINA MATERNITÀ DELLA VERGINE MARIA
Solennità

V   O Dio, vieni a salvarmi.
R   Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.
Alleluia.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

Vita dei santi, Cristo, unica via,
o sola speranza del mondo,
o sorgente di pace e di giustizia,
voci e cuori a te inneggiano.

Se qualche luce di virtù tu vedi,
ogni parola vera,
ogni infiammata volontà di bene,
è, Signore, tua grazia.

Dona quiete ai tempi incerti,
salda custodisci la fede,
rinvigorisci i deboli,
perdona i peccatori.

Gloria si canti al Padre
e all’unico suo Figlio,
dolce si levi la lode allo Spirito
negli infiniti secoli.   Amen.


latino

Vita sanctórum, via, spes salúsque,
Christe, largítor probitátis atque
cónditor pacis, tibi voce, sensu
pángimus hymnum:

Cuius est virtus manifésta totum
quod pii possunt, quod habent, quod ore,
corde vel factis cúpiunt, amóris
igne flagrántes.

Témporum pacem, fídei tenórem,
lánguidis curam veniámque lapsis,
ómnibus præsta páriter beátæ
múnera vitæ.

Glória summum résonet Paréntem,
glória Natum, paritérque sanctum
Spíritum dulci modulétur hymno
omne per ævum.   Amen.


in canto

O Cristo, sei vita dei santi,
salvezza e speranza del mondo;
sorgente di pace e giustizia,
ti cantano i cuori e le voci.

Se qualche virtù in noi vedi,
parole sincere di vita,
il nostro cammino nel bene
è frutto, Signore, di grazia.

Da’ quiete ai tempi insicuri,
saldezza a una fragile fede,
ai deboli dona vigore,
a tutti perdona i peccati.

Al Padre si cantino lodi
e all’unico Figlio Signore,
onore allo Spirito santo
per sempre nei secoli eterni. Amen.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

La nostra lode accogli,
o Creatore eterno delle cose,
che, notte e giorno avvicendando,
rendi più vario e grato il tempo.

Alta regna la notte
e già s’ode il canto del gallo,
gioioso presagio di luce
all’ansia del viandante.

Si desta allora e ad oriente appare
la stella palpitante del mattino,
la torma squagliasi dei vagabondi,
abbandonando i vicoli del male.

Il gallo canta. La sua voce placa
il furioso fragore dell’onda;
e Pietro, roccia che fonda la Chiesa,
la colpa asterge con lacrime amare.

Orsù leviamoci animosi e pronti:
tutti risveglia il richiamo del gallo
e gli indolenti accusa che si attardano
sotto le coltri dormigliando ancora.

Il gallo canta. Torna la speranza:
l’infermo sente rifluir la vita,
il sicario nasconde il suo pugnale,
negli smarriti la fede rivive.

Gesù Signore, guardaci pietoso,
quando, tentati, incerti vacilliamo:
se tu ci guardi, le macchie dileguano
e il peccato si stempera nel pianto.

Tu, vera luce, nei cuori risplendi,
disperdi il torpore dell’anima:
a te sciolga il labbro devoto
la santa primizia dei canti.

Gloria a Dio Padre
e all’unico suo Figlio
con lo Spirito santo
nella distesa dei secoli.   Amen.


latino

Ætérne rerum Cónditor,
noctem diémque qui regis,
et témporum das témpora,
ut álleves fastídium;

Præco diéi iam sonat,
noctis profúndæ pérvigil,
noctúrna lux viantibus
a nocte noctem ségregans.

Hoc excitátus lúcifer
solvit polum calígine,
hoc omnis errónum chorus
vias nocéndi déserit.

Hoc nauta vires cólligit
pontíque mitescunt freta,
hoc ipse Petra Ecclésiæ
canénte culpam diluit.

Surgámus ergo strénue!
gallus iacentes excitat,
et somnoléntos íncrepat,
Gallus negantes arguit.

Gallo canénte spes redit,
ægris salus refúnditur,
mucro latrónis cónditur,
lapsis fides revértitur.

Iesu, labántes respice,
et nos vidéndo córrige,
si réspicis, lapsus cadunt,
fletúque culpa sólvitur.

Tu lux refúlge sensibus,
mentísque somnum díscute,
te nostra vox primum sonet
et ore solvámus tibi.

Deo Patri sit glória
eiúsque soli Fílio,
cum Spíritu Paráclito
in sempíterna sǽcula.   Amen.


in canto

Accogli nel canto la lode,
eterno Creatore del mondo,
che notte e giorno avvicendi
rendendo più vario il tempo.

Ancora la notte è oscura
e già si ode il canto del gallo,
gioioso presagio di luce
all’ansia dell’uomo in cammino.

Si desta e appare ad oriente
la stella del primo mattino;
la torma di uomini infidi
rifugge da vie tortuose.

Il canto del gallo è una voce
sul cupo fragore dell’onda;
e Pietro, la roccia di Cristo,
con lacrime asperge la colpa.

Leviamoci pronti e animosi:
il canto del gallo risveglia
e accusa i pigri indolenti,
che ancora nel sonno si attardano.

Così la speranza ritorna:
il male abbandona il violento,
fluisce la vita all’infermo,
la fede rivive nei cuori.

Clemente Signore, difendici:
incerti e tentati noi siamo!
Se guardi, le macchie dileguano:
nel pianto il peccato laviamo.

Tu, luce, risplendi nell’uomo,
disperdi il torpore dell’anima:
a te sciolga il labbro devoto
la santa primizia dei canti.

La gloria innalziamo al Padre
e all’unico Figlio risorto,
insieme allo Spirito santo,
per sempre nei secoli eterni. Amen.

RESPONSORIO

Cfr. Lc 2, 10; Sal 94, 1

R   Ecco, vi annunzio una grande gioia:
           tutta la terra si allieti.

V   Venite, applaudiamo al Signore,
      acclamiamo alla roccia della nostra salvezza:
           tutta la terra si allieti.

SALMODIA

Cantico - 1 Sam 2, 1-10

La gioia e la speranza degli umili sono in Dio

«Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati» (Lc 1, 52-53).

Ant. 1   «Le generazioni mi chiameranno beata, *
             poiché Dio nel mio seno elesse la sua dimora».

Il mio cuore esulta nel Signore, *
     la mia fronte s’innalza, grazie al mio Dio.
Si apre la mia bocca contro i miei nemici, *
     perché io godo del beneficio che mi hai concesso.

Non c’è santo come il Signore, *
     non c’è rocca come il nostro Dio.

Non moltiplicate i discorsi superbi, † 
     dalla vostra bocca non esca arroganza; *
         perché il Signore è il Dio che sa tutto
              e le sue opere sono rette.

L’arco dei forti s’è spezzato, *
     ma i deboli sono rivestiti di vigore.

I sazi sono andati a giornata per un pane, *
     mentre gli affamati han cessato di faticare.
La sterile ha partorito sette volte * 
     e la ricca di figli è sfiorita.

Il Signore fa morire e fa vivere, * 
     scendere agli inferi e risalire.
Il Signore rende povero e arricchisce, * 
     abbassa ed esalta.

Solleva dalla polvere il misero, * 
     innalza il povero dalle immondizie,
per farli sedere con i capi del popolo, *
     e assegnare loro un seggio di gloria.

Perché al Signore appartengono i cardini della terra * 
     e su di essi fa poggiare il mondo.

Sui passi dei giusti egli veglia, † 
     ma gli empi svaniscono nelle tenebre *
     Certo non prevarrà l’uomo malgrado la sua forza.

Dal Signore saranno abbattuti i suoi avversari! *
     L’Altissimo tuonerà dal cielo.

Il Signore giudicherà gli estremi confini della terra; †
     al suo re darà la forza *
     ed eleverà la potenza del suo Messia.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 1   «Le generazioni mi chiameranno beata, *
             poiché Dio nel mio seno elesse la sua dimora».

Cantico - Is 2, 2-5

La nuova città di Dio, centro dell’umanità intera

Il Signore, dovendo redimere il mondo, volle iniziare da Maria l’opera sua (S. Ambrogio).

Ant. 2   Vergine Madre di Dio,
             colui che il mondo non può contenere
             si chiuse nel tuo grembo, fatto uomo. *
             Tu rimani vergine in eterno
             e il Figlio che hai generato
             ha tolto il peccato del mondo.

Alla fine dei giorni, †
     il monte del tempio del Signore *
     sarà elevato sulla cima dei monti,

e sarà più alto dei colli; *
     ad esso affluiranno tutte le genti.

Verranno molti popoli e diranno: †
     «Venite, saliamo sul monte del Signore, *
     al tempio del Dio di Giacobbe,

perché ci indichi le sue vie *
     e possiamo camminare per i suoi sentieri».
Poiché da Sion uscirà la legge *
     e da Gerusalemme la parola del Signore.

Egli sarà giudice fra le genti *
     e sarà arbitro fra molti popoli.
Forgeranno le loro spade in vomeri, *
     le loro lance in falci;

un popolo non alzerà più la spada
          contro un altro popolo, *
     non si eserciteranno più nell’arte della guerra.

Casa di Giacobbe, vieni, *
     camminiamo nella luce del Signore.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 2   Vergine Madre di Dio,
             colui che il mondo non può contenere
             si chiuse nel tuo grembo, fatto uomo. *
             Tu rimani vergine in eterno
             e il Figlio che hai generato
             ha tolto il peccato del mondo.

Cantico - Is 61, 10 – 62, 5

Giubilo del profeta per la nuova Gerusalemme

Vidi la città santa, la nuova Gerusalemme, pronta come una sposa adorna per il suo sposo (Ap 21, 2).

Ant. 3   Il roveto che brucia e mai non si consuma
             la tua verginità, Maria, ci raffigura. *
             Santa Madre di Dio, intercedi per noi.

Io gioisco pienamente nel Signore, *
     la mia anima esulta nel mio Dio,

perché mi ha rivestito delle vesti di salvezza, *
     mi ha avvolto con il manto della giustizia,
come uno sposo che si cinge il diadema *
     e come una sposa che si adorna di gioielli.

Poiché come la terra produce la vegetazione †
     e come un giardino fa germogliare i semi, *
     così il Signore Dio farà germogliare la giustizia
          e la lode davanti a tutti i popoli.

Per amore di Sion non mi terrò in silenzio, *
     per amore di Gerusalemme non mi darò pace,
finché non sorga come stella la sua giustizia *
     e la sua salvezza non risplenda come lampada.

Allora i popoli vedranno la tua giustizia, *
     tutti i re la tua gloria;
ti si chiamerà con un nome nuovo *
     che la bocca del Signore avrà indicato.

Sarai una magnifica corona nella mano del Signore, *
     un diadema regale nella palma del tuo Dio.

Nessuno ti chiamerà più «Abbandonata», *
     né la tua terra sarà più detta «Devastata»,
ma tu sarai chiamata «Mio compiacimento» *
     e la tua terra, «Sposata»,

perché di te si compiacerà il Signore *
     e la tua terra avrà uno sposo.

Sì, come un giovane sposa una vergine, *
     così ti sposerà il tuo Creatore;
come gioisce lo sposo per la sposa, *
     così per te gioirà il tuo Dio.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 3   Il roveto che brucia e mai non si consuma
             la tua verginità, Maria, ci raffigura. *
             Santa Madre di Dio, intercedi per noi.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

V   Tu sei benedetto, Signore.
R   Amen.

L    Benedicimi, Padre.
V   Con la vergine Madre Cristo ci guidi nella pace.
R   Amen.

PRIMA LETTURA

Is 63, 7-9. 16b-19; 64, 1-3

Dal libro del profeta Isaia

Invocazione a Dio perché scenda a salvare

Voglio ricordare i benefici del Signore,
le glorie del Signore,
quanto egli ha fatto per noi.
Egli è grande in bontà per la casa di Israele.
Egli ci trattò secondo il suo amore,
secondo la grandezza della sua misericordia.
Disse: «Certo, essi sono il mio popolo,
figli che non deluderanno»
e fu per loro un salvatore
in tutte le angosce.
Non un inviato né un angelo,
ma egli stesso li ha salvati;
con amore e compassione
egli li ha riscattati;
li ha sollevati e portati su di sé,
in tutti i giorni del passato.
Tu, Signore, tu sei nostro padre,
da sempre ti chiami nostro redentore.
Perché, Signore,
ci lasci vagare lontano dalle tue vie
e lasci indurire il nostro cuore,
così che non ti tema?
Ritorna per amore dei tuoi servi,
per amore delle tribù, tue eredità.
Perché gli empi hanno calpestato il tuo santuario,
i nostri avversari hanno profanato il tuo luogo santo?
Siamo diventati come coloro
su cui tu non hai mai dominato,
sui quali il tuo nome non è stato mai invocato.
Se tu squarciassi i cieli e scendessi!
Davanti a te sussulterebbero i monti.
Come il fuoco incendia le stoppie
e fa bollire l’acqua,
così il fuoco distrugga i tuoi avversari,
perché si conosca il tuo nome fra i tuoi nemici.
Davanti a te tremavano i popoli,
quando tu compivi cose terribili che non attendevamo,
di cui non si udì parlare da tempi lontani.
Orecchio non ha sentito,
occhio non ha visto
che un Dio, fuori di te, abbia fatto tanto
per chi confida in lui.

RESPONSORIO

R   Discende dal cielo il nostro Salvatore
      e viene a noi dal grembo di Maria.
      A lui gli angeli cantano lode.
           Egli è Dio, ammirabile e potente.

V   «Serbando la gloria regale della verginità,
      io sono madre del Re della gloria».
           Egli è Dio, ammirabile e potente.

L    Benedicimi, Padre.
V   Il Verbo fatto uomo ci conduca al suo regno.
R   Amen.

SECONDA LETTURA

Dalla «Esposizione del vangelo secondo Luca» di sant’Ambrogio, vescovo

(L. II, 14-17: SAEMO 11, 159-161)
Maria esempio di fede e di obbedienza

«Allora Maria disse all’angelo: “Come avverrà questo poiché io non ho conosciuto uomo?”» (Lc 1, 34).
Se non vi si riflette attentamente, qui sembra che Maria non abbia avuto fede; eppure non è lecito pensare che sia stata incredula proprio colei, che era stata scelta per generare l’unigenito Figlio di Dio. E come potrebbe mai essere – per quanto sia necessario tener conto del suo privilegio di madre, senza dubbio più meritevole di riguardi, benché quanto maggiore era il privilegio, tanto maggiore era la fede che esso doveva richiedere – come dunque potrebbe mai essere che Zaccaria, non avendo creduto, fu condannato al mutismo, Maria invece fu glorificata con l’effusione dello Spirito santo, se non avesse creduto? Però Maria non doveva né mancare di fede, né credere alla cieca: voglio dire, né mancare di fede all’angelo, né credere alla cieca alle promesse divine. Non era facile conoscere il mistero nascosto da secoli in Dio (cfr. Col 1, 26), che nemmeno le potenze celesti riuscirono a sapere. E tuttavia essa non negò l’assenso, non ricusò l’omaggio, ma vi prestò il suo impegno, vi promise la sua obbedienza. Difatti quando disse: «Come avverrà questo?», non dubitò che quel parto sarebbe realmente avvenuto, ma volle sapere in che modo.
Quant’è più misurata questa risposta che non le parole del sacerdote! Maria dice: «Come avverrà questo?», colui rispose: «In che modo potrò conoscere questo?» (Lc , 18). Essa ormai pondera la proposta, quegli tuttora dubita dell’annunzio. Quegli, negando di poter conoscere, nega di poter credere, e cerca inoltre un ulteriore garante della sua fede; questa invece si dichiara pronta ad obbedire, né dubita che debba avverarsi ciò che pur domanda in che modo avverrà; leggiamo infatti «Come avverrà questo, poiché non ho conosciuto uomo?». Un parto così incredibile e inaudito doveva essere chiaramente udito, prima di essere creduto.
Che una vergine partorisca, è il suggello di un mistero divino, non umano. Del resto è scritto: «Ricevi il segno: Ecco la vergine concepirà nell’utero e partorirà un figlio» (Is 7, 14).
Maria aveva letto queste parole, e per questo credette che sarebbe avvenuto; tuttavia non aveva letto in che modo sarebbe avvenuto, perché ciò non era stato rivelato nemmeno a un profeta importante come Isaia. Il mistero tanto grande, nascosto in questo comando, non doveva essere pronunziato dalla bocca di un uomo, ma di un angelo.
In questo giorno si ascoltano per la prima volta le parole: «Lo Spirito santo scenderà su di te» (Lc 1, 35); e, appena ascoltate, sono credute.
Essa infine dice: «Ecco l’ancella del Signore; avvenga a me secondo la tua parola» (Lc 1, 38). Quale umiltà, quale devozione! Mentre viene scelta per madre, si professa ancella del Signore, e non si lascia esaltare dall’improvvisa promessa. Parimenti, chiamandosi ancella non si arrogò alcun privilegio, che pur le proveniva da un dono così grande, e volle semplicemente fare quanto le veniva imposto; e poiché doveva dare alla luce colui che è mite e umile, anch’essa doveva dar prova della sua umiltà. «Ecco l’ancella del Signore, avvenga a me secondo la tua parola». Ecco la sua obbedienza, ecco il suo desiderio; infatti le parole: «ecco l’ancella del Signore» significano che essa è pronta a servire; «mi avvenga secondo la tua parola» esprimono che il desiderio si è avverato.
Con quale prontezza, dunque, credette Maria, pur trovandosi in una condizione tanto eccezionale!

LAUS ANGELORUM MAGNA

Gloria a Dio nell’alto dei cieli, *
     e pace in terra agli uomini di buona volontà.

Noi ti lodiamo, ti eleviamo un inno, *
     ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo.
Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, *
     Signore Dio, Re del cielo.

Dio Padre onnipotente, *
     Gesù Cristo e Spirito santo.

Signore Dio, *
     Figlio del Padre.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, *
     accogli la nostra supplica.
Tu che siedi alla destra del Padre, *
     abbi pietà di noi.

Sii tu la nostra guida e il nostro aiuto; *
     salvaci, rendici puri, conservaci nella tua pace.
Liberaci dai nemici *
     e dalle tentazioni.

Perché tu solo il santo, *
     tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo,
Gesù Cristo, *
     nella gloria di Dio Padre con lo Spirito santo.

Ogni giorno ti benediciamo, *
     e lodiamo il tuo nome per sempre.
Dégnati oggi, Signore, *
     di custodirci senza peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
     mostrami il tuo volere.
Vedi la mia miseria e la mia pena *
     e perdona tutti i miei peccati.

Dalle mie labbra fiorisca la lode, *
     la lode al nostro Dio.
Possa io vivere per lodarti: *
     mi aiutino i tuoi giudizi.

Come pecora smarrita vado errando; *
     cerca il tuo servo perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Presto ci venga incontro la tua misericordia, †
     perché siamo troppo infelici: *
     aiutaci, Dio, nostra salvezza.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.   Amen.

LAUS ANGELORUM MAGNA

Glória in excélsis Deo *
     et in terra pax homínibus bonæ voluntátis.

Laudámus te, hymnum dícimus tibi, *
     benedícimus te, adorámus te, glorificámus te.
Grátias tibi ágimus propter magnam glóriam tuam, *
     Dómine Deus rex cæléstis.

Deus Pater omnípotens, *
     Iesu Christe et sancte Spíritus.

Dómine Deus, *
     Fílius Patris.

Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi, *
     sύscipe deprecatiónem nostram;
qui sedes ad déxteram Patris, *
     miserére nobis.

Miserére nobis: sύbveni nobis, dírige nos: *
     consérva nos, munda nos, pacífica nos,
libera nos ad inimícis, *
     a tentatiónibus.

Quia tu solus sanctus, *
     tu solus Dóminus, tu solus Altíssimus
Iesu Christie *
     in glória Dei Patris cum sancto Spíritu.

Per síngulos dies benedícimus te, *
     et laudámus nomen tuum in ætérnum, et in sæculum sæculi.

Dignáre, Dómine, die isto, *
     sine peccáto nos custodíre.

Benedíctus es, Dómine, *
     doce me iustítias tuas.
Vide humilitátem meam et labórem meum *
     et dimítte ómnia peccáta mea.

Eructábunt lábia mea hymnum, *
     hymnum Deo nostro.
Vivet ánima mea et laudábit te, *
     et iudícia tua adiuvábunt me.

Errávi sicut ovis, quæ períerat: *
     requíre servum tuum, quia mandáta tua non sum oblítus.

Cito antícipet nos misericórdia tua, Dómine, †
     quia páuperes factin sumus nimis, *
     ádiuva nos, Deus salutáris noster.

Benedíctus es, Dómine, Deus patrum nostrórum, *
     et laudábilis et gloriósus in sæcula sæculórum.   Amen.

Se all’Ufficio delle Letture seguono immediatamente le Lodi si omettono l’orazione seguente e l’introduzione di Lodi e si recita immediatamente il Cantico di Zaccaria.

ORAZIONE

Esaudisci, o Padre infinitamente buono,
la nostra supplica:
donaci di aderire con umile fede alla tua parola
sull’esempio della Vergine immacolata
che, all’annunzio dell’angelo,
accolse il tuo Verbo ineffabile
e, colma di Spirito santo, divenne tempio di Dio.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.


Quando l'Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell'orazione riportata si può sempre dire l'orazione seguente:

Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE

V   Benediciamo il Signore.
R   Rendiamo grazie a Dio.