UFFICIO DELLE LETTURE
Domenica, 29 novembre 2026
DOMENICA
DELLA TERZA SETTIMANA DI AVVENTO
V O Dio, vieni a salvarmi.
R Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
INNO
Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:
Col prodigio stupendo della luce,
rifulgente primizia,
hai dato origine al mondo
e all’implacabile corsa dei giorni.
Tu che hai domato il caos tenebroso
con l’alternarsi mirabile
di aurore e di tramonti,
ascolta, Padre, la voce che implora.
Oh! Non accada all’anima,
dispersa nei beni fuggevoli,
di legarsi ostinata nella colpa
e perdere la tua vita;
ma, immune dal peccato,
eluso ogni pericolo,
arrivi alla porta del cielo
ed entri al premio eterno.
Ascolta, Dio pietoso, la preghiera
per Gesù Cristo Signore,
che regna con te nei secoli
e con lo Spirito santo. Amen.
latino
Lucis creátor óptime,
lucem diérum próferens,
primórdiis lucis novæ
mundi parans oríginem;
Qui mane iunctum vésperi
diem vocári præcipis:
tætrum chaos illábitur;
audi preces cum flétibus.
Ne mens graváta crímine
vitæ sit exsul múnere,
dum nil perénne cógitat
seséque culpis ílligat.
Cælórum pulset íntimum,
vitále tollat præmium;
vitémus omne nóxium,
purgémus omne péssimum.
Præsta, Pater piíssime,
per Iesum Christum Dóminum,
qui tecum in perpétuum
regnat cum sancto Spíritu. Amen.
in canto
Prodigio stupendo è la luce!
Con essa origine hai dato
al mondo e alla corsa dei giorni,
o Padre, creatore potente.
Il caos tenebroso hai domato,
donandoci aurore e tramonti,
mirabile danza nel tempo:
ascoltaci, eterno Signore!
Il cuore dell’uomo assetato,
disperso nei beni fuggevoli,
non cerchi ostinato la colpa,
perdendo la vita e la pace;
ma, immune da ogni peccato,
elusi pericoli e inganni,
arrivi alla porta del cielo
ed entri felice nel regno.
Ascoltaci, Dio pietoso,
per Cristo Signore risorto:
uniti allo Spirito santo
vivete e regnate per sempre. Amen.
INNO
Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:
La nostra lode accogli,
o Creatore eterno delle cose,
che, notte e giorno avvicendando,
rendi più vario e grato il tempo.
Alta regna la notte
e già s’ode il canto del gallo,
gioioso presagio di luce
all’ansia del viandante.
Si desta allora e ad oriente appare
la stella palpitante del mattino,
la torma squagliasi dei vagabondi,
abbandonando i vicoli del male.
Il gallo canta. La sua voce placa
il furioso fragore dell’onda;
e Pietro, roccia che fonda la Chiesa,
la colpa asterge con lacrime amare.
Orsù leviamoci animosi e pronti:
tutti risveglia il richiamo del gallo
e gli indolenti accusa che si attardano
sotto le coltri dormigliando ancora.
Il gallo canta. Torna la speranza:
l’infermo sente rifluir la vita,
il sicario nasconde il suo pugnale,
negli smarriti la fede rivive.
Gesù Signore, guardaci pietoso,
quando, tentati, incerti vacilliamo:
se tu ci guardi, le macchie dileguano
e il peccato si stempera nel pianto.
Tu, vera luce, nei cuori risplendi,
disperdi il torpore dell’anima:
a te sciolga il labbro devoto
la santa primizia dei canti.
Gloria a Dio Padre
e all’unico suo Figlio
con lo Spirito santo
nella distesa dei secoli. Amen.
latino
Ætérne rerum Cónditor,
noctem diémque qui regis,
et témporum das témpora,
ut álleves fastídium;
Præco diéi iam sonat,
noctis profúndæ pérvigil,
noctúrna lux viantibus
a nocte noctem ségregans.
Hoc excitátus lúcifer
solvit polum calígine,
hoc omnis errónum chorus
vias nocéndi déserit.
Hoc nauta vires cólligit
pontíque mitescunt freta,
hoc ipse Petra Ecclésiæ
canénte culpam diluit.
Surgámus ergo strénue!
gallus iacentes excitat,
et somnoléntos íncrepat,
Gallus negantes arguit.
Gallo canénte spes redit,
ægris salus refúnditur,
mucro latrónis cónditur,
lapsis fides revértitur.
Iesu, labántes respice,
et nos vidéndo córrige,
si réspicis, lapsus cadunt,
fletúque culpa sólvitur.
Tu lux refúlge sensibus,
mentísque somnum díscute,
te nostra vox primum sonet
et ore solvámus tibi.
Deo Patri sit glória
eiúsque soli Fílio,
cum Spíritu Paráclito
in sempíterna sǽcula. Amen.
in canto
Accogli nel canto la lode,
eterno Creatore del mondo,
che notte e giorno avvicendi
rendendo più vario il tempo.
Ancora la notte è oscura
e già si ode il canto del gallo,
gioioso presagio di luce
all’ansia dell’uomo in cammino.
Si desta e appare ad oriente
la stella del primo mattino;
la torma di uomini infidi
rifugge da vie tortuose.
Il canto del gallo è una voce
sul cupo fragore dell’onda;
e Pietro, la roccia di Cristo,
con lacrime asperge la colpa.
Leviamoci pronti e animosi:
il canto del gallo risveglia
e accusa i pigri indolenti,
che ancora nel sonno si attardano.
Così la speranza ritorna:
il male abbandona il violento,
fluisce la vita all’infermo,
la fede rivive nei cuori.
Clemente Signore, difendici:
incerti e tentati noi siamo!
Se guardi, le macchie dileguano:
nel pianto il peccato laviamo.
Tu, luce, risplendi nell’uomo,
disperdi il torpore dell’anima:
a te sciolga il labbro devoto
la santa primizia dei canti.
La gloria innalziamo al Padre
e all’unico Figlio risorto,
insieme allo Spirito santo,
per sempre nei secoli eterni. Amen.
RESPONSORIO
Cfr. Sal 94,1
R Ecco, il Signore giudicherà.
Egli verrà
e noi saremo salvi.
V Venite, applaudiamo al Signore,
acclamiamo alla roccia della nostra salvezza.
Egli verrà
e noi saremo salvi.
SALMODIA
Cantico Gio 2, 3-10
Dal ventre del pesce Giona pregò il Signore suo Dio
Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera (Rm 12, 12).
Ant. 1 La mia preghiera giunga fino a te, Signore, *
fino alla tua santa dimora.
Nella mia angoscia ho invocato il Signore *
ed egli mi ha esaudito;
dal profondo degli inferi ho gridato *
e tu hai ascoltato la mia voce.
Mi hai gettato nell’abisso, nel cuore del mare *
e le correnti mi hanno circondato;
tutti i tuoi flutti e le tue onde *
sopra di me sono passati.
Io dicevo: «Sono scacciato lontano dai tuoi occhi; *
eppure tornerò a guardare il tuo santo tempio».
Le acque mi hanno sommerso fino alla gola, †
l’abisso mi ha avvolto, *
l’alga si è avvinta al mio capo.
Sono sceso alle radici dei monti, †
la terra ha chiuso le sue spranghe *
dietro a me per sempre.
Ma tu hai fatto risalire dalla fossa la mia vita, *
Signore mio Dio.
Quando in me sentivo venir meno la vita, *
ho ricordato il Signore.
Fino a te è giunta la mia preghiera, *
fino alla tua santa dimora.
Quelli che onorano cose vane e false *
abbandonano il loro amore.
Ma io con voce di lode *
offrirò a te un sacrificio
e adempirò il voto che ho fatto; *
la salvezza viene dal Signore.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. 1 La mia preghiera giunga fino a te, Signore, *
fino alla tua santa dimora.
Cantico - Sir 51, 1-5. 8. 12
Inno di ringraziamento per la liberazione
Mi compiaccio nelle mie infermità, negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo (2Cor 12, 10).
Ant. 2 Ti glorificherò, mio protettore e mio aiuto.
Ti glorificherò, Signore mio re, †
ti loderò, Dio mio salvatore; *
glorificherò il tuo nome,
perché fosti mio protettore e mio aiuto *
e hai liberato il mio corpo dalla perdizione,
dal laccio di una lingua calunniatrice, *
dalle labbra che proferiscono menzogne;
di fronte a quanti mi circondavano †
sei stato il mio aiuto e mi hai liberato, *
secondo la tua grande misericordia e per il tuo nome,
dai morsi di chi stava per divorarmi, *
dalla mano di quanti insidiavano alla mia vita,
dalle molte tribolazioni di cui soffrivo, †
dal soffocamento di una fiamma avvolgente, *
e dal fuoco che non avevo acceso,
dal profondo seno degli inferi, *
dalla lingua impura e dalla parola falsa.
Allora mi ricordai delle tue misericordie, Signore, *
e delle tue opere che sono da sempre,
perché tu liberi quanti in te sperano, *
li salvi dalla mano dei nemici.
Per questo ti ringrazierò e ti darò lode, *
benedirò il nome del Signore.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. 2 Ti glorificherò, mio protettore e mio aiuto.
Cantico - Ger 31, 2-9
Salva, Signore, il tuo popolo
Come siete partecipi delle sofferenze, così lo siete anche della consolazione (2 Cor 1, 7).
Ant. 3 «Ti ho amato di amore eterno» *
– dice il Signore –.
Così dice il Signore: †
«Ha trovato grazia nel deserto *
un popolo di scampati alla spada;
Israele si avvia a una quieta dimora». *
Da lontano gli è apparso il Signore:
«Ti ho amato di amore eterno, *
per questo ti conservo ancora misericordia.
Ti edificherò di nuovo e tu sarai riedificata, *
vergine d’Israele.
Di nuovo ti ornerai dei tuoi tamburi *
e uscirai fra la danza dei festanti.
Di nuovo pianterai vigne sulle colline di Samaria; *
i piantatori, dopo aver piantato, raccoglieranno.
Verrà il giorno in cui grideranno le vedette *
sulle montagne di Efraim:
Su, saliamo a Sion, *
andiamo dal Signore nostro Dio».
Poiché dice il Signore: †
«Innalzate canti di gioia per Giacobbe, *
Esultate per la prima delle nazioni,
fate udire la vostra lode e dite: †
Il Signore ha salvato il suo popolo, *
un resto d’Israele».
Ecco li riconduco dal paese del settentrione *
e li raduno dall’estremità della terra;
fra di essi sono il cieco e lo zoppo, †
la donna incinta e la partoriente; *
ritorneranno qui in gran folla.
Essi erano partiti nel pianto, *
io li riporterò tra le consolazioni;
li condurrò a fiumi d’acqua *
per una strada diritta in cui non inciamperanno;
perché io sono un padre per Israele, *
Efraim è il mio primogenito.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. 3 «Ti ho amato di amore eterno» *
– dice il Signore –.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.
V Tu sei benedetto, Signore.
R Amen.
L Benedicimi, Padre.
V Per Cristo, che è via e verità,
la divina Maestà ci benedica.
R Amen.
PRIMA LETTURA
Is 6, 1-13
Dal libro del profeta Isaia
Vocazione di Isaia
Nell’anno in cui morì il re Ozia, io vidi il Signore seduto su un trono alto ed elevato; i lembi del suo manto riempivano il tempio. Attorno a lui stavano dei serafini, ognuno aveva sei ali; con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava. Proclamavano l’uno all’altro:
«Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti.
Tutta la terra è piena della sua gloria».
Vibravano gli stipiti delle porte alla voce di colui che gridava, mentre il tempio si riempiva di fumo. E dissi:
«Ohimè! Io sono perduto,
perché un uomo dalle labbra impure io sono
e in mezzo a un popolo
dalle labbra impure io abito;
eppure i miei occhi hanno visto
il re, il Signore degli eserciti».
Allora uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall’altare. Egli mi toccò la bocca e mi disse:
«Ecco, questo ha toccato le tue labbra,
perciò è scomparsa la tua iniquità
e il tuo peccato è espiato».
Poi io udii la voce del Signore che diceva: «Chi manderò e chi andrà per noi?». E io risposi: «Eccomi, manda me!». Egli disse: «Va’ e riferisci a questo popolo:
Ascoltate pure, ma senza comprendere,
osservate pure, ma senza conoscere.
Rendi insensibile il cuore di questo popolo,
fallo duro d’orecchi
e acceca i suoi occhi
e non veda con gli occhi,
né oda con gli orecchi,
né comprenda con il cuore,
né si converta in modo da esser guarito».
Io dissi: «Fino a quando, Signore?».
Egli rispose:
«Finché non siano devastate
le città, senza abitanti,
le case senza uomini
e la campagna resti deserta e desolata».
Il Signore scaccerà la gente
e grande sarà l’abbandono nel paese.
Ne rimarrà una decima parte,
ma di nuovo sarà preda della distruzione
come una quercia e come un terebinto,
di cui alla caduta
resta il ceppo.
Progenie santa sarà il suo ceppo.
RESPONSORIO
Cfr. Ab 2, 3; Mic 7, 19; Sal 69, 2-3
R Vieni, Signore, e non tardare
a perdonare i nostri peccati.
Soccorri il tuo popolo.
V I Vieni a salvarmi, o Dio,
vieni presto, Signore, in mio aiuto.
Soccorri il tuo popolo.
V II Siano confusi e arrossiscano
quanti attentano alla mia vita.
Soccorri il tuo popolo.
L Benedicimi, Padre.
V La grazia dello Spirito santo
illumini i nostri sensi e il nostro cuore.
R Amen.
SECONDA LETTURA
Dalla «Esposizione del vangelo secondo Luca» di sant’Ambrogio, vescovo
(L. X, 6-8: SAEMO 12, 399-403)
Perisca il mondo perché in voi viva Cristo
«Non resterà pietra su pietra che non sia distrutta» (Lc 21, 6). A questo punto verrebbe il passo riguardante la vedova, ma poiché ne abbiamo già trattato nell’opera da noi composta su «Le vedove», ora lo tralasciamo. Quanto alle parole sopra esposte, è stato annunziato il vero a proposito del tempio, costruito da Salomone; esso per prima cosa dev’essere distrutto dai nemici al momento del giudizio; non c’è nulla, infatti, costruito col lavoro o dalle mani dell’uomo, che gli anni non consumino o la violenza non abbatta o il fuoco non divori. Però c’è anche un altro tempio, edificato con pietre stupende e ornato di privilegi, la cui distruzione sembra che il Signore abbia voluto indicare: voglio dire la sinagoga dei Giudei, la cui fatiscente costruzione vien demolita quando sorge la Chiesa. E vi è anche un tempio in ciascuno di noi, che crolla quando viene a mancare la fede, e specialmente quando qualcuno adduce falsamente come pretesto il nome di Cristo per espugnare l’intimo affetto.
Ma la spiegazione può anche esser fatta in tal modo da presentare un maggior frutto per me. In realtà a che cosa mi giova conoscere il giorno del giudizio? A che cosa mi giova che venga il Signore, consapevole come sono di peccati tanto grandi, se egli non viene nella mia anima, se non fa ritorno nella mia mente, se Cristo non vive in me, se Cristo non parla in me? Per me dunque deve venire Cristo, per me deve realizzarsi la sua venuta. Ora la seconda venuta del Signore giunge quando il mondo viene meno, quando siamo in grado di dire: «Il mondo è stato crocifisso per me, come io per il mondo» (Gal 6, 14).
Ma se un siffatto crollo del mondo sorprende quest’uomo nelle stanze superiori della casa, tanto che il suo soggiorno sia nei cieli, allora sarà distrutto il tempio corporeo e visibile, la legge corporea, la pasqua corporea e la pasqua visibile, gli azzimi corporei e gli azzimi visibili, oserei dire, perfino, il Cristo di questo mondo, come avvenne a Paolo prima della conversione, poiché, per colui a cui il mondo viene a mancare, il Cristo rimane in eterno. Per un uomo così il tempio è spirituale, la Legge è spirituale, anche la Pasqua è spirituale, poiché Cristo viene ucciso una volta sola; costui si nutre a sazietà degli azzimi che provengono non da una messe terrena, ma dalla messe della giustizia. Per lui la sapienza è presente, la potenza e la giustizia sono presenti, la redenzione è presente; infatti «Cristo è morto» senza dubbio «una volta per sempre, per i peccati» (1Pt 3, 18) del popolo, ma per riscattare ogni giorno i peccati del popolo.
LAUS ANGELORUM MAGNA
Gloria a Dio nell’alto dei cieli, *
e pace in terra agli uomini di buona volontà.
Noi ti lodiamo, ti eleviamo un inno, *
ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo.
Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, *
Signore Dio, Re del cielo.
Dio Padre onnipotente, *
Gesù Cristo e Spirito santo.
Signore Dio, *
Figlio del Padre.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, *
accogli la nostra supplica.
Tu che siedi alla destra del Padre, *
abbi pietà di noi.
Sii tu la nostra guida e il nostro aiuto; *
salvaci, rendici puri, conservaci nella tua pace.
Liberaci dai nemici *
e dalle tentazioni.
Perché tu solo il santo, *
tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo,
Gesù Cristo, *
nella gloria di Dio Padre con lo Spirito santo.
Ogni giorno ti benediciamo, *
e lodiamo il tuo nome per sempre.
Dégnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.
Benedetto sei tu, Signore; *
mostrami il tuo volere.
Vedi la mia miseria e la mia pena *
e perdona tutti i miei peccati.
Dalle mie labbra fiorisca la lode, *
la lode al nostro Dio.
Possa io vivere per lodarti: *
mi aiutino i tuoi giudizi.
Come pecora smarrita vado errando; *
cerca il tuo servo perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.
Presto ci venga incontro la tua misericordia, †
perché siamo troppo infelici: *
aiutaci, Dio, nostra salvezza.
Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri, *
degno di lode e di gloria nei secoli. Amen.
LAUS ANGELORUM MAGNA
Glória in excélsis Deo *
et in terra pax homínibus bonæ voluntátis.
Laudámus te, hymnum dícimus tibi, *
benedícimus te, adorámus te, glorificámus te.
Grátias tibi ágimus propter magnam glóriam tuam, *
Dómine Deus rex cæléstis.
Deus Pater omnípotens, *
Iesu Christe et sancte Spíritus.
Dómine Deus, *
Fílius Patris.
Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi, *
sύscipe deprecatiónem nostram;
qui sedes ad déxteram Patris, *
miserére nobis.
Miserére nobis: sύbveni nobis, dírige nos: *
consérva nos, munda nos, pacífica nos,
libera nos ad inimícis, *
a tentatiónibus.
Quia tu solus sanctus, *
tu solus Dóminus, tu solus Altíssimus
Iesu Christie *
in glória Dei Patris cum sancto Spíritu.
Per síngulos dies benedícimus te, *
et laudámus nomen tuum in ætérnum, et in sæculum sæculi.
Dignáre, Dómine, die isto, *
sine peccáto nos custodíre.
Benedíctus es, Dómine, *
doce me iustítias tuas.
Vide humilitátem meam et labórem meum *
et dimítte ómnia peccáta mea.
Eructábunt lábia mea hymnum, *
hymnum Deo nostro.
Vivet ánima mea et laudábit te, *
et iudícia tua adiuvábunt me.
Errávi sicut ovis, quæ períerat: *
requíre servum tuum, quia mandáta tua non sum oblítus.
Cito antícipet nos misericórdia tua, Dómine, †
quia páuperes factin sumus nimis, *
ádiuva nos, Deus salutáris noster.
Benedíctus es, Dómine, Deus patrum nostrórum, *
et laudábilis et gloriósus in sæcula sæculórum. Amen.
Se all’Ufficio delle Letture seguono immediatamente le Lodi si omettono l’orazione seguente e l’introduzione di Lodi e si recita immediatamente il Cantico di Zaccaria.
ORAZIONE
Al sorgere del tuo splendore
ogni decrepitezza si dissolva,
perché i tuoi figli, o Dio,
rinnovàti nella vita interiore e nel comportamento,
crescano come tempio spirituale
dedicato a Cristo, Redentore e Signore,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Quando l'Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell'orazione riportata si può sempre dire l'orazione seguente:
Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
CONCLUSIONE
V Benediciamo il Signore.
R Rendiamo grazie a Dio.