VESPRI

Martedì, 10 novembre 2026

SAN MARTINO DI TOURS, VESCOVO
Festa

PRIMI VESPRI

V   Il Signore sia con voi.
R   E con il tuo spirito.

Se non presiede un sacerdote o un diacono:

V   Signore, ascolta la nostra preghiera.
R   E il nostro grido giunga fino a te.

RITO DELLA LUCE

Cfr. Sal 89, 17. 16. 14a

     Sempre su noi rifulga
     il divino splendore.
           O Dio, dirigi e rendi feconda
           l'opera delle nostre mani.

V   Guarda benigno i tuoi servi, Signore;
      saziaci con la tua grazia.
           O Dio, dirigi e rendi feconda
           l'opera delle nostre mani.

     Sempre su noi rifulga
     il divino splendore.
           O Dio, dirigi e rendi feconda
           l'opera delle nostre mani.

INNO

Martino, soldato intrepido,
spregi gli onori effimeri del mondo
e, consacrando l'armi al vero Re,
miri a più certa corona.

La spada, orrendo strumento di morte,
in servizio d'amore si converte,
e del mantello diviso
lieto si veste il povero.

Lieto si veste il Sovrano del cielo:
Gesù, splendente Signore di gloria,
tra lo stupore degli angeli sfoggia
la dimezzata clamide.

Davanti al santo vescovo
i malati guariscono,
un bacio animoso risana la lebbra,
tornano a vita i morti.

O dolce e forte milite di Cristo,
odi la nostra supplica:
pastore sacro del gregge di Dio,
guidaci verso il regno. 

A te la lode, Padre,
e all'unico tuo Figlio
con lo Spirito santo
negli infiniti secoli. Amen.

INNO

Virtúte clarus béllica,
Martínus arma cónsecrans,
levésque palmas ábdicans
trophæa cælo déstinat.

Miles rogántem páuperem,
divíso amíctu, cóntegit;
mox ipsa Iesus óbvius
in veste splendens ádstitit.

O grata caelo múnera!
Rex regum amíctus glória,
qui vestit orbem, hac déxtera
donóque gaudet índui!

Tum strata rnorbis córpora
signo salútis érigit,
mináxque pellit dæmones,
victor malórum et tártari.

Ut lepra quondam abscéderet,
lordáne mersa est sépties,
ast illo tanti præsulis
uno fugátur ósculo.

Mors ipsa frustra sæviens,
defléta iam cadávera
iussu poténtis déxterae
ter prompta luci réddidit.

Rogámus ergo súpplices:
tu nos ab alto dírige
ad bella, ad aras, ástraque
miles, sacérdos, coelifer.

Patri, simúlque Fílio,
tibíque, sancte Spíritus,
sicut fuit, sit iúgiter
sæculum per omne glória.   Amen.

INNO

Martino, soldato fedele,
che spregi gli onori del mondo:
le armi al tuo Re consacrando,
aspiri a corona più certa.

La spada, strumento di morte,
trasformi in servizio d’amore;
del tuo mantello diviso
il povero avvolgi felice.

E lieto si avvolge il Signore,
splendente Sovrano di gloria,
che sfoggia tra gli angeli in cielo
quell’abito, degno di onore.

Davanti al vescovo santo
guarisce sorpreso il malato;
un bacio risana la lebbra,
a vita ritornano i morti.

O milite dolce di Cristo,
accogli la nostra preghiera:
pastore del gregge di Dio,
tu guidaci al regno dei cieli.

A te sia lode, o Padre,
sia gloria al tuo Figlio unigenito,
insieme allo Spirito santo,
per sempre nei secoli eterni. Amen.

NOTIZIA DEL SANTO

Martino nacque verso il 316 nell’odierna Ungheria da genitori pagani e compì i suoi studi a Pavia. Avviato dal padre alla carriera militare, rimase nell’esercito fino all’anno 354. Intanto, dopo essere stato a lungo catecumeno e aver dato prova di coerenza cristiana e di amore verso i poveri, nella Pasqua del 339 aveva ricevuto il battesimo.
Lasciate le armi, in Gallia sotto la guida di sant’Ilario di Poitiers si consacrò totalmente a Dio nella professione monastica. Fu anche nelle nostre terre e alle porte di Milano condusse vita eremitica. Cacciato dal vescovo ariano Aussenzio, ritornò a Poitiers e nel 360 fu ordinato sacerdote.
Nel 371 fu eletto alla sede episcopale di Tours e per ventisei anni curò con grande zelo il suo gregge. Combatté energicamente il culto degli idoli, si oppose all’ingiustizia, difese i deboli, aiutò i poveri, attese con impegno alla formazione del clero, fondò monasteri. Morì l’8 novembre 397 e l’11 novembre fu solennemente deposto nel sepolcro. Da quel giorno il popolo cristiano, e specialmente la gente dei campi, anche nelle nostre regioni, ha sempre nutrito grande venerazione per san Martino, soldato, monaco, vescovo, evangelizzatore e amico dei miseri.

SALMODIA

Ant.   Dicevano i discepoli al beato Martino:
           «Tu ci abbandoni, padre? Desolati ci lasci? *
           Temiamo che il tuo gregge
           venga straziato da lupi rapaci».

Salmo 8

Grandezza del Signore e dignità dell’uomo

Dio tutto ha sottomesso ai piedi di Cristo, e lo ha costituito su tutte le cose a capo della Chiesa (Ef 1, 22).

O Signore, nostro Dio, †
     quanto è grande il tuo nome su tutta la terra: *
     sopra i cieli si innalza la tua magnificenza.

Con la bocca dei bimbi e dei lattanti †
     affermi la tua potenza contro i tuoi avversari, *
     per ridurre al silenzio nemici e ribelli.

Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, *
     la luna e le stelle che tu hai fissate,
che cosa è l’uomo perché te ne ricordi, *
     il figlio dell’uomo perché te ne curi?

Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli, *
     di gloria e di onore lo hai coronato:
gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, *
     tutto hai posto sotto i suoi piedi;

tutti i greggi e gli armenti, *
     tutte le bestie della campagna;
gli uccelli del cielo e i pesci del mare, *
     che percorrono le vie del mare.

O Signore, nostro Dio, *
     quanto è grande il tuo nome su tutta la terra!

Salmo 133

Invito alla preghiera notturna

Ecco, benedite il Signore, *
     voi tutti, servi del Signore;

voi che state nella casa del Signore *
     durante le notti.

Alzate le mani verso il tempio *
     e benedite il Signore.

Da Sion ti benedica il Signore, *
     che ha fatto cielo e terra.

Salmo 116

Invito universale alla lode di Dio

Lodate il Signore, popoli tutti, *
     voi tutte, nazioni, dategli gloria;

perché forte è il suo amore per noi *
     e la fedeltà del Signore dura in eterno.

Gloria.

Ant.   Dicevano i discepoli al beato Martino:
           «Tu ci abbandoni, padre? Desolati ci lasci? *
           Temiamo che il tuo gregge
           venga straziato da lupi rapaci».

PRIMA ORAZIONE

Ascolta il tuo popolo, o Dio,
che è sottomesso a te con tutto il cuore,
e difendilo sempre
per la preghiera del vescovo san Martino;
così, aiutato e protetto
nella vita del corpo e dello spirito,
tenda ardentemente alla mèta
rivelatagli dalla fede
e ottenga il compimento della sua giusta speranza.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA

Lc 1, 46-55

Esultanza dell'anima nel Signore

Sia in ciascuno l'anima di Maria a magnificare il Signore, sia in ciascuno lo spirito di Maria a esultare in Dio (S. Ambrogio).

Ant.   Martino, povero e piccolo servo del Signore,
          ricco di meriti varca la soglia del regno; *
          e, lietamente accolto nel seno di Abramo,
          con canti celestiali viene onorato dagli angeli.

L'anima mia magnifica il Signore *
     e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l'umiltà  della sua serva. *
     D'ora in poi tutte le generazioni
          mi chiameranno beata. 

Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
     e Santo è il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia *
     si stende su quelli che lo temono. 

Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
     ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni, *
     ha innalzato gli umili; 

ha ricolmato di beni gli affamati, *
     ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo, *
     ricordandosi della sua misericordia, 

come aveva promesso ai nostri padri, *
     ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. 

Gloria. 

L'anima mia magnifica il Signore.

Ant.   Martino, povero e piccolo servo del Signore,
          ricco di meriti varca la soglia del regno; *
          e, lietamente accolto nel seno di Abramo,
          con canti celestiali viene onorato dagli angeli.
          Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

SECONDA ORAZIONE

O Dio, che hai fatto risplendere la tua gloria
nella vita e nella morte del vescovo san Martino,
rinnova in noi le meraviglie della tua grazia
perché né in morte né in vita
ci separiamo mai dal tuo amore.
Per Cristo nostro Signore.

SALLENDA IN ONORE DEL SANTO

«Io sono il buon pastore – dice il Signore Gesù – ,
che per le sue pecore dona la vita».

     Gloria al Padre e al Figlio
     e allo Spirito santo.
     Come era nel principio e ora e sempre
     nei secoli dei secoli. Amen.

«Io sono il buon pastore – dice il Signore Gesù – ,
che per le sue pecore dona la via». 

Orazione

Padre, che hai eletto il vescovo san Martino
come segno e strumento della tua carità 
e del tuo disegno di salvezza, 
dona alla Chiesa in virtù della sua intercessione 
di risplendere davanti a tutti 
come una felice comunione di amore e di pace. 
Per Cristo nostro Signore.

INTERCESSIONI

Riconoscenti verso il Padre, 
che mediante il ministero dei sacerdoti 
conserva e accresce la fede nella sua Chiesa, 
fiduciosamente diciamo: 
     Pastore eterno, ascoltaci.

Aiuta i ministri della Chiesa 
a ricercare quelli che si sono allontanati da te,
     - perché gli erranti 
       possano ritornare sulla strada della vita.

Tu che ci hai inviato dei santi pastori, 
perché la nostra carità potesse ravvivarsi,
     sii vicino a coloro che nella comunità cristiana 
       esercitano il servizio dell’autorità.

Tu che hai chiamato a verità i popoli 
per l’opera degli apostoli del tuo Figlio,
     dona slancio e tenacia ai missionari, 
       perché portino in tutto il mondo 
       la luce del vangelo.

Sostieni con il vigore dello Spirito 
il nostro vescovo e i suoi collaboratori,
     perché siano una cosa sola 
       e siano accolti come mandati da te.

Tu che apri le porte del regno 
a chi è stato fedele alla missione a lui affidata,
     introduci nella tua pace 
       i vescovi e i presbiteri defunti.

Sull’esempio dei santi pastori, 
sorretti dalla fede osiamo dire:

Padre nostro.

CONCLUSIONE

Per la conclusione dei Vespri si danno due casi:

A) Se la celebrazione è presieduta da un sacerdote o da un diacono, la conclusione si fa col saluto e con la benedizione in questo modo:

V   Il Signore sia con voi.
R   E con il tuo spirito.
      Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison. 

V   Vi benedica Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito santo.
R   Amen. 

Si possono anche usare le forme di benedizione più solenni come è detto nel Messale.
Se si congeda l’assemblea, si aggiunge l’invito: 

V   Andiamo in pace.
R   Nel nome di Cristo. 


B) Nella celebrazione individuale o quando non presiede un sacerdote o un diacono, si conclude con la formula seguente:

V   Il Signore ci benedica e ci custodisca.
R   Amen. 

oppure:
V   La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
R   Amen.