UFFICIO DELLE LETTURE

Martedì, 03 novembre 2026

MARTEDI
DELLA TRENTUNESIMA SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

V   O Dio, vieni a salvarmi.
R   Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.
Alleluia.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

Creatore e sovrano di tutto,
vincendo le furie del mare,
hai tratto alla luce la terra,
bellissima nostra dimora.

Tu di vivaci fiori l’adorni
e, quasi mensa regale
di frutti ricoprendola e di mèssi,
la presenti ai tuoi figli.

Così alla fresca tua rugiada, o Dio,
verdeggi il deserto dell’anima;
lavi ogni macchia il pianto,
ogni ribelle fremito si plachi.

La nostra volontà alla tua si accordi
e rifugga dal male,
il cuore si arrenda alla grazia
e schivi gli atti che arrecano morte.

A te eleviamo, o Padre, la preghiera,
a te che regni nei secoli
con l’unico tuo Figlio
e lo Spirito santo.   Amen.

latino

Tellúris ingens Conditor,
mundi solum qui éruens,
pulsis aquæ moléstiis,
terram dedísti immóbilem,

Ut germen aptum próferens,
fulvis decóra flóribus,
fecúnda fructu sísteret
pastúmque gratum rédderet:

Mentis perústæ vúlnera
munda viróre grátiæ,
ut facta fletu díluat
motúsque pravos átterat,

Iussis tuis obtémperet,
nullis malis appróximet,
bonis repléri gáudeat
et mortis actum nésciat.

Præsta, Pater piíssime,
per Iesum Christum Dóminum,
qui tecum in perpétuum
regnat cum sancto Spíritu.   Amen.

in canto

Creatore e sovrano di tutto,
vincendo le furie del mare,
hai tratto alla luce la terra,
bellissima nostra dimora.

Di fiori vivaci l’adorni
e, quasi regale banchetto,
di frutti e di messi arricchita,
la doni ogni giorno ai tuoi figli.

Così alla tua rugiada
verdeggi il deserto dell’anima;
il pianto cancelli le colpe,
si plachino i cuori ribelli.

Si compia il tuo disegno,
dal male ci salvi il tuo amore;
il cuore si arrenda alla grazia,
fuggendo le azioni di morte.

Ascolta la nostra preghiera,
o Padre, che regni nei secoli
con l’unico Figlio diletto,
insieme allo Spirito santo. Amen.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

Tu, Giorno eterno, che vivi e risplendi
dell’increata luce del Padre,
guarda propizio chi devoto illumina
di lieti canti la notte.

Vinci, Signore, le nostre tenebre:
sperdi le schiere dei dèmoni,
gli animi scuoti sì che il torpore
non soffochi le menti.

I servi che ti implorano
pietosamente ascolta: la lode
che a te si leva, Cristo, ci meriti
grazia, perdono e pace.

A te la gloria ascenda e il nostro giubilo,
o mite Re d’amore,
al Padre e allo Spirito Paraclito
negli infiniti secoli.   Amen.

latino

Consors patérni lúminis,
lux ipse lucis et dies,
noctem canéndo rúmpimus:
assíste postulántibus.

Aufer tenébras méntium,
fuga catérvas dǽmonum,
expélle somnoléntiam
ne pigritántes óbruat.

Sic, Christe, nobis ómnibus
indúlgeas credéntibus,
ut prosit exorántibus
quod præcinéntes psállimus.

Sit, Christe, rex piíssime,
tibi Patríque glória
cum Spíritu Paráclito,
in sempitérna sæcula.   Amen.

in canto

Tu, Giorno eterno, che splendi
nel Padre, la luce increata,
accogli propizio chi illumina
la notte con canti festosi.

Le tenebre vinci, Signore:
disperdi le schiere dei dèmoni,
gli animo scuoti dal sonno
che soffoca i cuori e le menti.

Ascolta i tuoi servi che implorano
l’amore sul giorno nascente:
o Cristo, la lode ci ottenga
la grazia, il perdono, la pace.

Sei degno di onore e di gloria,
o Re, nostro mite Signore,
col Padre e lo Spirito santo
nel tempo e nei secoli eterni. Amen.

CANTICO DEI TRE GIOVANI

Cfr. Dn 3, 52-56

Ogni creatura lodi il Signore

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
     e siedi sui cherubini, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Come era nel principio e ora e sempre
     nei secoli dei secoli, amen, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

SALMODIA

Salmo 67

L’ingresso trionfale del Signore

Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per riempire tutte le cose (Ef 4, 10).

I (2-11)

Ant. 1   Sorga Dio, i suoi nemici si disperdano.

Sorga Dio, i suoi nemici si disperdano *
      e fuggano davanti a lui quelli che lo odiano.

Come si disperde il fumo, tu li disperdi; †
     come fonde la cera di fronte al fuoco, *
     periscano gli empi davanti a Dio.

I giusti invece si rallegrino, †
     esultino davanti a Dio *
     e cantino di gioia.

Cantate a Dio, inneggiate al suo nome, *
     spianate la strada a chi cavalca le nubi:
«Signore» è il suo nome, *
     gioite davanti a lui.

Padre degli orfani e difensore delle vedove *
     è Dio nella sua santa dimora.

Ai derelitti Dio fa abitare una casa, †
     fa uscire con gioia i prigionieri; *
     solo i ribelli abbandona in arida terra.

Dio, quando uscivi davanti al tuo popolo, *
     quando camminavi per il deserto, tremò la terra,
stillarono i cieli davanti al Dio del Sinai, *
     davanti a Dio, il Dio di Israele.

Pioggia abbondante riversavi, o Dio, *
     rinvigorivi la tua eredità esausta.
E il tuo popolo abitò il paese *
     che nel tuo amore, o Dio, preparasti al misero.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 1   Sorga Dio, i suoi nemici si disperdano.

II (12-24)

Ant. 2   Il Signore annunzia una notizia, *
             le messaggere di vittoria sono grande schiera.

Il Signore annunzia una notizia, *
     le messaggere di vittoria sono grande schiera:
«Fuggono i re, fuggono gli eserciti, *
     anche le donne si dividono il bottino.

Mentre voi dormite tra gli ovili, †
     splendono d’argento le ali della colomba, *
     le sue piume di riflessi d’oro».

Quando disperdeva i re l’Onnipotente, *
     nevicava sullo Zalmon.

Monte di Dio, il monte Basan, *
     monte dalle alte cime, il monte di Basan.

Perché invidiate, o monti dalle alte cime, †
     il monte che Dio ha scelto a sua dimora? *
     Il Signore lo abiterà per sempre.

I carri di Dio sono migliaia e migliaia: *
     il Signore viene dal Sinai nel santuario.

Sei salito in alto conducendo prigionieri, †
     hai ricevuto uomini in tributo: *
     anche i ribelli abiteranno presso il Signore Dio.

Benedetto il Signore sempre; *
     ha cura di noi il Dio della salvezza.
Il nostro Dio è un Dio che salva; *
     il Signore Dio libera dalla morte.

Sì, Dio schiaccerà il capo dei suoi nemici, *
     la testa altèra di chi percorre la via del delitto.

Ha detto il Signore: «Da Basan li farò tornare, *
     li farò tornare dagli abissi del mare,

perché il tuo piede si bagni nel sangue, *
     e la lingua dei tuoi cani riceva la sua parte tra i nemici».

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 2   Il Signore annunzia una notizia, *
             le messaggere di vittoria sono grande schiera.

III (25-36)

Ant. 3   Conferma, o Dio, quanto hai fatto per noi, *
             e rendi forte il tuo popolo.

Appare il tuo corteo, Dio, *
     il corteo del mio Dio, del mio re, nel santuario.

Precedono i cantori, †
     seguono ultimi i citaredi, *
     in mezzo le fanciulle che battono cèmbali.

«Benedite Dio nelle vostre assemblee, *
     benedite il Signore, voi della stirpe di Israele».

Ecco, Beniamino, il più giovane, †
     guida i capi di Giuda nelle loro schiere, *
     i capi di Zàbulon, i capi di Nèftali.

Dispiega, Dio, la tua potenza, *
     conferma, Dio, quanto hai fatto per noi.
Per il tuo tempio, in Gerusalemme, *
     a te i re porteranno doni.

Minaccia la belva dei canneti, †
     il branco dei tori con i vitelli dei popoli: *
     si prostrino portando verghe d’argento;

disperdi i popoli che amano la guerra. †
     Verranno i grandi dall’Egitto, *
     l’Etiopia tenderà le mani a Dio.

Regni della terra, cantate a Dio, *
     cantate inni al Signore;
egli nei cieli cavalca, nei cieli eterni, *
     ecco, tuona con voce potente.

Riconoscete a Dio la sua potenza, †
     la sua maestà su Israele, *
     la sua potenza sopra le nubi.

Terribile sei, Dio, dal tuo santuario; †
     il Dio d’Israele dà forza e vigore al suo popolo. *
     Sia benedetto Dio.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 3   Conferma, o Dio, quanto hai fatto per noi, *
             e rendi forte il tuo popolo.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

V   Tu sei benedetto, Signore.
R   Amen.

L    Benedicimi, Padre.
V   Per Cristo, che è via e verità,
      la divina Maestà  ci benedica.
R   Amen.

PRIMA LETTURA

Ger 32, 6-10. 16. 24-40

Dal libro del profeta Geremia

Geremia in carcere compra il campo di Anatòt in segno di speranza

Geremia disse: Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Ecco Canamèl, figlio di Sallùm tuo zio, viene da te per dirti: Comprati il mio campo, che si trova in Anatòt, perché a te spetta il diritto di riscatto per acquistarlo!».
Venne dunque da me Canamèl, figlio di mio zio, secondo la parola del Signore, nell'atrio della prigione e mi disse: «Compra il mio campo che si trova in Anatòt, perché a te spetta il diritto di acquisto e a te tocca il riscatto. Compratelo!».
Allora riconobbi che questa era la volontà del Signore e comprai il campo da Canamèl, figlio di mio zio, e gli pagai il prezzo: diciassette sicli d'argento. Stesi il documento del contratto, lo sigillai, chiamai i testimoni e pesai l'argento sulla stadera.
Pregai il Signore dopo aver consegnato il contratto di compra a Baruc figlio di Neria:
«Ecco, le opere di assedio hanno raggiunto la città per occuparla; la città sarà data in mano ai Caldei che l'assediano con la spada, la fame e la peste. Ciò che tu avevi detto avviene; ecco, tu lo vedi. E tu, Signore Dio, mi dici: Comprati il campo con denaro e chiama i testimoni, mentre la città sarà messa in mano ai Caldei».
Allora mi fu rivolta questa parola del Signore: «Ecco, io sono il Signore Dio di ogni essere vivente; qualcosa è forse impossibile per me? Pertanto dice il Signore: Ecco, io darò questa città in mano ai Caldei e a Nabucodònosor re di Babilonia, il quale la prenderà. Vi entreranno i Caldei che combattono contro questa città, bruceranno questa città con il fuoco e daranno alle fiamme le case sulle cui terrazze si offriva incenso a Baal e si facevano libazioni agli altri dei per provocarmi.
Gli Israeliti e i figli di Giuda non hanno fatto che quanto è male ai miei occhi fin dalla loro giovinezza; gli Israeliti hanno soltanto saputo offendermi con il lavoro delle loro mani. Oracolo del Signore. Poiché causa della mia ira e del mio sdegno è stata questa città da quando la edificarono fino ad oggi, così io farò scomparire dalla mia presenza, a causa di tutto il male che gli Israeliti e i figli di Giuda commisero per provocarmi, essi, i loro re, i loro capi, i loro sacerdoti e i loro profeti, gli uomini di Giuda e gli abitanti di Gerusalemme. Essi mi voltarono la schiena invece della faccia; io li istruivo con continua premura, ma essi non ascoltarono e non impararono la correzione. Essi collocarono i loro idoli abominevoli perfino nel tempio che porta il mio nome per contaminarlo e costruirono le alture di Baal nella valle di Ben-Innòm per far passare per il fuoco i loro figli e le loro figlie in onore di Moloch – cosa che io non avevo comandato, anzi neppure avevo pensato di istituire un abominio simile –, per indurre a peccare Giuda». 
Ora così dice il Signore Dio di Israele, riguardo a questa città che voi dite sarà data in mano al re di Babilonia per mezzo della spada, della fame e della peste: «Ecco, li radunerò da tutti i paesi nei quali li ho dispersi nella mia ira, nel mio furore e nel mio grande sdegno; li farò tornare in questo luogo e li farò abitare tranquilli. Essi saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio. Darò loro un solo cuore e un solo modo di comportarsi perché mi temano tutti i giorni per il loro bene e per quello dei loro figli dopo di essi. Concluderò con essi un'alleanza eterna e non mi allontanerò più da loro per beneficarli; metterò nei loro cuori il mio timore, perché non si distacchino da me».

RESPONSORIO

Cfr. Ger 32, 40. 39; Sal 146, 2

R   Il Signore concluderà con noi un'alleanza eterna,
      ci darà un solo cuore:
           egli godrà nel beneficiarci.

V   Il Signore ricostruisce Gerusalemme,
      raduna i dispersi d'Israele:
           egli godrà nel beneficiarci.

L    Benedicimi, Padre.
V   La grazia dello Spirito santo
      illumini i nostri sensi e il nostro cuore.
R   Amen.

SECONDA LETTURA

Dal trattato su «La verginità» di sant’Ambrogio, vescovo

(43-46: CPS 6, 210-214)
Cristo non si trova sulle piazze

Al declinare del giorno si trasportavano i malati a Cristo; allo spuntare del sole le turbe lo ricercavano. E quando mai si cerca Gesù se non di giorno? Infatti chi cammina nella luce, non s'allontana da Cristo. La notte pertanto aveva i gemiti di quelli che erano tuttavia malati, ma il giorno la fede dei popoli e la gioia dei guariti; perché si compisse quel che sta scritto: «A sera sarà il pianto, e al mattino la gioia» (Sal 29, 6). E qual cosa più grata alle turbe che seguire Gesù anche nel deserto?
E in questo egli ci insegna che chi tende alla perfezione deve tenersi lontano dalla vanagloria: egli infatti non sfuggiva la moltitudine dei malati, ma l'ostentazione dei suoi miracoli.
Anche noi quindi, se bramiamo essere salvi, o se già meritiamo la salute, teniamoci lungi dalla lussuria, lungi dalla lascivia; nell'arido e sterile suolo di questa vita seguiamo assetati Gesù, che rifugge dalle mollezze dei sensi.
Seguiamolo di giorno. Già splende il dì della Chiesa, che Abramo vide e per il quale si rallegrò. Cerchiamo dunque Gesù di giorno, perché di notte non lo si trova. Dice infatti la Sposa: «Sul mio giaciglio, nelle notti, cercai l'amato del mio cuore; l'ho cercato senza trovarlo; l'ho chiamato, ma non mi ha udita» (Ct 3, 1).
Cristo non si trova nel foro o sulle piazze. Non ve lo trovò neppure colei che disse: «Voglio levarmi e girare per la città, per il foro e per le piazze; voglio cercare l'amato del mio cuore. L'ho cercato senza trovarlo, l'ho chiamato, ma non mi ha udita» (Ct 3, 1). Non cerchiamo dunque Cristo dove non lo si può trovare. Cristo non s'aggira per il foro: Cristo è pace, e nel foro si trattano liti; Cristo è giustizia, e nel foro vi è l'iniquità; Cristo è laborioso, e nel foro v’è l'ozio; Cristo è carità, e nel foro v’è la maldicenza; Cristo è lealtà, e nel foro vi sono la frode e la perfidia; Cristo sta nelle chiese, e nel foro stanno gli idoli. E perché quella vedova, da me altrove toccata nel vivo, sappia che non parlai per spirito di maldicenza, ma per ammonirla, e che non fui aspro ma sollecito del suo bene, prenda in segno di riconciliazione quel che ora le dico: la vedova in chiesa viene giustificata, ma nel foro viene sedotta. Fuggiamo dunque dal foro, fuggiamo dalle piazze.

LAUS ANGELORUM MAGNA

Gloria a Dio nell’alto dei cieli, *
     e pace in terra agli uomini di buona volontà.

Noi ti lodiamo, ti eleviamo un inno, *
     ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo.
Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, *
     Signore Dio, Re del cielo.

Dio Padre onnipotente, *
     Gesù Cristo e Spirito santo.

Signore Dio, *
     Figlio del Padre.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, *
     accogli la nostra supplica.
Tu che siedi alla destra del Padre, *
     abbi pietà di noi.

Sii tu la nostra guida e il nostro aiuto; *
     salvaci, rendici puri, conservaci nella tua pace.
Liberaci dai nemici *
     e dalle tentazioni.

Perché tu solo il santo, *
     tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo,
Gesù Cristo, *
     nella gloria di Dio Padre con lo Spirito santo.

Ogni giorno ti benediciamo, *
     e lodiamo il tuo nome per sempre.
Dégnati oggi, Signore, *
     di custodirci senza peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
     mostrami il tuo volere.
Vedi la mia miseria e la mia pena *
     e perdona tutti i miei peccati.

Dalle mie labbra fiorisca la lode, *
     la lode al nostro Dio.
Possa io vivere per lodarti: *
     mi aiutino i tuoi giudizi.

Come pecora smarrita vado errando; *
     cerca il tuo servo perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Presto ci venga incontro la tua misericordia, †
     perché siamo troppo infelici: *
     aiutaci, Dio, nostra salvezza.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.   Amen.

LAUS ANGELORUM MAGNA

Glória in excélsis Deo *
     et in terra pax homínibus bonæ voluntátis.

Laudámus te, hymnum dícimus tibi, *
     benedícimus te, adorámus te, glorificámus te.
Grátias tibi ágimus propter magnam glóriam tuam, *
     Dómine Deus rex cæléstis.

Deus Pater omnípotens, *
     Iesu Christe et sancte Spíritus.

Dómine Deus, *
     Fílius Patris.

Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi, *
     sύscipe deprecatiónem nostram;
qui sedes ad déxteram Patris, *
     miserére nobis.

Miserére nobis: sύbveni nobis, dírige nos: *
     consérva nos, munda nos, pacífica nos,
libera nos ad inimícis, *
     a tentatiónibus.

Quia tu solus sanctus, *
     tu solus Dóminus, tu solus Altíssimus
Iesu Christie *
     in glória Dei Patris cum sancto Spíritu.

Per síngulos dies benedícimus te, *
     et laudámus nomen tuum in ætérnum, et in sæculum sæculi.

Dignáre, Dómine, die isto, *
     sine peccáto nos custodíre.

Benedíctus es, Dómine, *
     doce me iustítias tuas.
Vide humilitátem meam et labórem meum *
     et dimítte ómnia peccáta mea.

Eructábunt lábia mea hymnum, *
     hymnum Deo nostro.
Vivet ánima mea et laudábit te, *
     et iudícia tua adiuvábunt me.

Errávi sicut ovis, quæ períerat: *
     requíre servum tuum, quia mandáta tua non sum oblítus.

Cito antícipet nos misericórdia tua, Dómine, †
     quia páuperes factin sumus nimis, *
     ádiuva nos, Deus salutáris noster.

Benedíctus es, Dómine, Deus patrum nostrórum, *
     et laudábilis et gloriósus in sæcula sæculórum.   Amen.

Se all’Ufficio delle Letture seguono immediatamente le Lodi si omettono l’orazione seguente e l’introduzione di Lodi e si recita immediatamente il Cantico di Zaccaria.

ORAZIONE

La tua sovrana potenza
venga in nostro soccorso, o Padre buono,
e allontani da noi
ogni malvagia astuzia del demonio.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.


Quando l'Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell'orazione riportata si può sempre dire l'orazione seguente:

Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE

V   Benediciamo il Signore.
R   Rendiamo grazie a Dio.