UFFICIO DELLE LETTURE

Lunedì, 26 ottobre 2026

LUNEDI
DELLA TRENTESIMA SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

V   O Dio, vieni a salvarmi.
R   Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.
Alleluia.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

Sommo Creatore dei lucenti cieli,
o immenso Dio che dividendo l’acque,
offri alla bruna terra
le fresche piogge e l’ardore del sole,

dall’alto manda sull’anima nostra
la divina rugiada della grazia,
né, seducendoci con nuovi inganni,
ci mortifichi più l’antico errore.

Alla tua luce la fede
attinga la provvida luce
che ogni miraggio disperda
e dissipi ogni tenebra.

Ascolta, Padre, la nostra preghiera
per Gesù Cristo Signore
che regna con te nei secoli
e con lo Spirito santo.   Amen.

latino

Imménse cæli Cónditor,
qui, mixta ne confúnderent,
aquæ fluénta dívidens,
cælum dedísti límitem,

Firmans locum cæléstibus
simúlque terræ rívulis,
ut unda flammas témperet,
terræ solum ne díssipet:

Infúnde nunc, piíssime,
donum perénnis grátiæ,
fraudis novæ ne cásibus
nos error átterat vetus.

Lucem fides invéniat,
sic lúminis iubar ferat;
hæc vana cuncta térreat,
hanc falsa nulla cómprimant.

Præsta, Pater piíssime,
per Iesum Christum Dóminum,
qui tecum in perpétuum
regnat cum sancto Spíritu.   Amen.

in canto

O sommo Creatore dei cieli,
sapiente dividi le acque,
offrendo alla terra feconda
le piogge e l’ardore del sole.

Dall’alto discenda sull’anima
divina rugiada di grazia;
tornando con nuovi inganni,
non rechi la morte il Maligno.

Al tuo splendore la fede
attinga la provvida luce,
che ogni miraggio disperda
e dissipi tutte le tenebre.

O Padre, la nostra preghiera
ascolta per Cristo Signore,
che insieme alla Spirito santo
con te vive e regna in eterno. Amen.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

Ristorate le membra affaticate,
i servi tuoi si lèvano;
vieni ed accogli, o Dio,
la prima voce dei tuoi figli oranti.

Lieto ti loda il labbro,
il cuore ardente ti chiama:
all’operosa vita che riprende
presiedi e benedici.

La stella del mattino
vince la notte, alla crescente luce
la tenebra nel bel sereno sfuma:
il male così ceda alla tua grazia.

A te concorde sale la supplica:
strappa dai cuori ogni fibra colpevole,
e l’animo redento
celebrerà in eterno la tua gloria.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
domina e vive nei secoli.   Amen.

latino

Somno reféctis ártubus,
spreto cubíli, súrgimus:
nobis, Pater, canéntibus
adésse te depóscimus.

Te lingua primum cóncinat,
te mentis ardor ámbiat,
ut áctuum sequéntium
tu, sancte, sis exórdium.

Cedant tenébræ lúmini
et nox diúrno síderi,
ut culpa, quam nox íntulit,
lucis labáscat múnere.

Precámur ídem súpplices
noxas ut omnes ámputes,
et ore te canéntium
laudéris in perpétuum.

Præsta, Pater piíssime,
per Iesum Christum Dóminum,
qui tecum in perpétuum
regnat cum sancto Spíritu.   Amen.

in canto

La notte ha donato ristoro
e lieti i tuoi figli si levano;
accogli benevolo, o Padre,
la lode in attesa del giorno.

Con gioia il labbro si schiude,
il cuore ardente ti chiama:
al nostro lavoro presiedi
e dona il tuo amore fecondo.

La stella del primo mattino
è segno di luce crescente
che vince serena le tenebre:
così la tua grazia il male!

Concorde a te sale la supplica:
tu strappa dai cuori ogni colpa,
e l’animo nostro redento
ti celebri oggi e in eterno.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Cristo Gesù, tuo Figlio
che regna Signore per sempre,
unito allo Spirito santo. Amen.

CANTICO DEI TRE GIOVANI

Cfr. Dn 3, 52-56

Ogni creatura lodi il Signore

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
     e siedi sui cherubini, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Come era nel principio e ora e sempre
     nei secoli dei secoli, amen, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

SALMODIA

Salmo 30, 2-17. 20-25

Supplica fiduciosa nell’afflizione

«Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito» (Lc 23, 46).

I (2-9)

Ant. 1   Tu mi riscatti, Signore, Dio fedele: *
             mi affido alle tue mani.

In te, Signore, mi sono rifugiato, †
     mai sarò deluso; *
     per la tua giustizia salvami.

Porgi a me l’orecchio, *
     vieni presto a liberarmi.
Sii per me la rupe che mi accoglie, *
     la cinta di riparo che mi salva.

Tu sei la mia roccia e il mio baluardo, *
     per il tuo nome dirigi i miei passi.
Scioglimi dal laccio che mi hanno teso, *
     perché sei tu la mia difesa.

Mi affido alle tue mani; *
     tu mi riscatti, Signore, Dio fedele.
Tu detesti chi serve idoli falsi, *
     ma io ho fede nel Signore.

Esulterò di gioia per la tua grazia, †
     perché hai guardato alla mia miseria, *
     hai conosciuto le mie angosce;

non mi hai consegnato nelle mani del nemico, *
     hai guidato al largo i miei passi.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 1   Tu mi riscatti, Signore, Dio fedele: *
             mi affido alle tue mani.

II (10-17)

Ant. 2   Fa’ splendere il tuo volto *
             sul tuo servo, o Signore.

Abbi pietà di me, Signore, sono nell’affanno; †
     per il pianto si struggono i miei occhi, *
     la mia anima e le mie viscere.

Si consuma nel dolore la mia vita, *
     i miei anni passano nel gemito;
inaridisce per la pena il mio vigore, *
     si dissolvono tutte le mie ossa.

Sono l’obbrobrio dei miei nemici, il disgusto dei miei vicini, †
     l’orrore dei miei conoscenti; *
     chi mi vede per strada mi sfugge.

Sono caduto in oblio come un morto, *
     sono divenuto un rifiuto.

Se odo la calunnia di molti, *
     il terrore mi circonda;
quando insieme contro di me congiurano, *
     tramano di togliermi la vita.

Mai io confido in te, Signore; †
     dico: «Tu sei il mio Dio, *
     nelle tue mani sono i miei giorni».

Liberami dalla mano dei miei nemici, *
     dalla stretta dei miei persecutori:
fa’ splendere il tuo volto sul tuo servo, *
     salvami per la tua misericordia.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 2   Fa’ splendere il tuo volto *
             sul tuo servo, o Signore.

III (20-25)

Ant. 3   Quanto è grande la tua bontà: *
             ti lodiamo, o Signore.

Quanto è grande la tua bontà, Signore! *
     La riservi per coloro che ti temono,
ne ricolmi chi in te si rifugia *
     davanti agli occhi di tutti.

Tu li nascondi al riparo del tuo volto, *
     lontano dagli intrighi degli uomini:
li metti al sicuro nella tua tenda, *
     lontano dalla rissa delle lingue.

Benedetto il Signore, †
     che ha fatto per me meraviglie di grazia *
     in una fortezza inaccessibile.

Io dicevo nel mio sgomento: *
     «Sono escluso dalla tua presenza».
Tu invece hai ascoltato la voce della mia preghiera *
     quando a te gridavo aiuto.

Amate il Signore, voi tutti suoi santi; †
     il Signore protegge i suoi fedeli *
     e ripaga oltre misura l’orgoglioso.

Siate forti, riprendete coraggio, *
     o voi tutti che sperate nel Signore.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 3   Quanto è grande la tua bontà: *
             ti lodiamo, o Signore.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

V   Tu sei benedetto, Signore.
R   Amen.

L    Benedicimi, Padre.
V   Per Cristo, che è via e verità,
      la divina Maestà  ci benedica.
R   Amen.

PRIMA LETTURA

Ger 25, 15-17. 27-38

Dal libro del profeta Geremia

Il calice della collera del Signore contro i popoli pagani

Così mi disse il Signore, Dio di Israele: «Prendi dalla mia mano questa coppa di vino della mia ira e falla bere a tutte le nazioni alle quali ti invio, perché ne bevano, ne restino inebriate ed escano di senno dinanzi alla spada che manderò in mezzo a loro». 
Presi dunque la coppa dalle mani del Signore e la diedi a bere a tutte le nazioni alle quali il Signore mi aveva inviato.
«Tu riferirai loro: Dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Bevete e inebriatevi, vomitate e cadete senza rialzarvi davanti alla spada che io mando in mezzo a voi. Se poi rifiuteranno di prendere dalla tua mano il calice da bere, tu dirai loro: Dice il Signore degli eserciti: Certamente berrete! Se io comincio a castigare proprio la città che porta il mio nome, pretendete voi di rimanere impuniti? No, impuniti non resterete, perché io chiamerò la spada su tutti gli abitanti della terra. Oracolo del Signore degli eserciti.
Tu preannunzierai, tutte queste cose e dirai loro:
Il Signore ruggisce dall'alto,
dalla sua santa dimora fa udire il suo tuono;
alza il suo ruggito contro la prateria,
manda grida di giubilo come i pigiatori delle uve,
contro tutti gli abitanti del paese.
Il rumore giunge fino all'estremità della terra,
perché il Signore viene a giudizio con le nazioni;
egli istruisce il giudizio riguardo a ogni uomo,
abbandona gli empi alla spada.
Parola del Signore.
Dice il Signore degli eserciti:
Ecco, la sventura passa
di nazione in nazione,
un grande turbine si alza
dall'estremità della terra.
In quel giorno i colpiti dal Signore si troveranno da un'estremità all'altra della terra; non saranno pianti né raccolti né sepolti, ma saranno come letame sul suolo.
Urlate, pastori, gridate,
rotolatevi nella polvere, capi del gregge!
Perché sono compiuti i giorni per il vostro macello;
stramazzerete come scelti montoni.
Non ci sarà rifugio per i pastori
né scampo per i capi del gregge.
Sentite le grida dei pastori,
gli urli delle guide del gregge,
perché il Signore distrugge il loro pascolo;
sono devastati i prati tranquilli
a causa dell'ardente ira del Signore.
Il leone abbandona la sua tana,
poiché il loro paese è una desolazione
a causa della spada devastatrice
e a causa della sua ira ardente».

RESPONSORIO

Cfr. Sal 74, 9. 8

R   Nella mano del Signore è un calice
      ricolmo di vino drogato,
      poiché da Dio viene il giudizio:
           ne berranno tutti gli empi della terra.

V   Egli ne versa:
      fino alla feccia ne dovranno sorbire,
           ne berranno tutti gli empi della terra.

L    Benedicimi, Padre.
V   La grazia dello Spirito santo
      illumini i nostri sensi e il nostro cuore.
R   Amen.

SECONDA LETTURA

Dal libro della «Imitazione di Cristo»

Le vane speranze e la superbia

Stolto è chi ripone la sua speranza negli uomini o nelle altre creature. Tu non aver vergogna di esser servo degli altri per amor di Gesù Cristo e di apparire privo di tutto in questo mondo. Non contare su te stesso, ma riponi tutta la tua fiducia in Dio. Fa' tutto quello che ti è possibile: e Dio non mancherà di assistere la tua buona volontà.
Non confidare nella tua scienza o nell'astuzia di qualche uomo, chiunque sia, ma nella grazia di Dio, che soccorre gli umili e umilia i presuntuosi. Se poi hai ricchezze o amici potenti, non vantartene, ma loda Dio, donatore di ogni cosa, che per di più desidera donarci se stesso. Non ti facciano insuperbire la prestanza o la bellezza del tuo corpo, che dalla più piccola malattia è presto sciupato e sfigurato. E così, non compiacerti della tua abilità o del tuo ingegno, per non dispiacere a Dio, che di qualsiasi dote naturale degli uomini è il vero padrone. Non stimarti migliore degli altri, ché proprio Dio potrebbe giudicarti peggiore, lui che conosce bene l'intimo di ogni uomo. 
Non insuperbire, se fai qualcosa di buono, perché Dio vede in modo diverso dagli uomini, e spesso ciò che piace agli uomini dispiace a lui. Se hai qualche buona qualità, stima migliori quelle degli altri, per non perdere l'umiltà. Il considerarti inferiore a tutti non ti recherà alcun danno, mentre te ne recherà moltissimo l'anteporti anche a uno solo. L'umile ha una pace che non tramonta; al contrario, nel cuore del superbo stanno di continuo il cruccio e lo sdegno.

LAUS ANGELORUM MAGNA

Gloria a Dio nell’alto dei cieli, *
     e pace in terra agli uomini di buona volontà.

Noi ti lodiamo, ti eleviamo un inno, *
     ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo.
Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, *
     Signore Dio, Re del cielo.

Dio Padre onnipotente, *
     Gesù Cristo e Spirito santo.

Signore Dio, *
     Figlio del Padre.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, *
     accogli la nostra supplica.
Tu che siedi alla destra del Padre, *
     abbi pietà di noi.

Sii tu la nostra guida e il nostro aiuto; *
     salvaci, rendici puri, conservaci nella tua pace.
Liberaci dai nemici *
     e dalle tentazioni.

Perché tu solo il santo, *
     tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo,
Gesù Cristo, *
     nella gloria di Dio Padre con lo Spirito santo.

Ogni giorno ti benediciamo, *
     e lodiamo il tuo nome per sempre.
Dégnati oggi, Signore, *
     di custodirci senza peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
     mostrami il tuo volere.
Vedi la mia miseria e la mia pena *
     e perdona tutti i miei peccati.

Dalle mie labbra fiorisca la lode, *
     la lode al nostro Dio.
Possa io vivere per lodarti: *
     mi aiutino i tuoi giudizi.

Come pecora smarrita vado errando; *
     cerca il tuo servo perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Presto ci venga incontro la tua misericordia, †
     perché siamo troppo infelici: *
     aiutaci, Dio, nostra salvezza.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.   Amen.

LAUS ANGELORUM MAGNA

Glória in excélsis Deo *
     et in terra pax homínibus bonæ voluntátis.

Laudámus te, hymnum dícimus tibi, *
     benedícimus te, adorámus te, glorificámus te.
Grátias tibi ágimus propter magnam glóriam tuam, *
     Dómine Deus rex cæléstis.

Deus Pater omnípotens, *
     Iesu Christe et sancte Spíritus.

Dómine Deus, *
     Fílius Patris.

Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi, *
     sύscipe deprecatiónem nostram;
qui sedes ad déxteram Patris, *
     miserére nobis.

Miserére nobis: sύbveni nobis, dírige nos: *
     consérva nos, munda nos, pacífica nos,
libera nos ad inimícis, *
     a tentatiónibus.

Quia tu solus sanctus, *
     tu solus Dóminus, tu solus Altíssimus
Iesu Christie *
     in glória Dei Patris cum sancto Spíritu.

Per síngulos dies benedícimus te, *
     et laudámus nomen tuum in ætérnum, et in sæculum sæculi.

Dignáre, Dómine, die isto, *
     sine peccáto nos custodíre.

Benedíctus es, Dómine, *
     doce me iustítias tuas.
Vide humilitátem meam et labórem meum *
     et dimítte ómnia peccáta mea.

Eructábunt lábia mea hymnum, *
     hymnum Deo nostro.
Vivet ánima mea et laudábit te, *
     et iudícia tua adiuvábunt me.

Errávi sicut ovis, quæ períerat: *
     requíre servum tuum, quia mandáta tua non sum oblítus.

Cito antícipet nos misericórdia tua, Dómine, †
     quia páuperes factin sumus nimis, *
     ádiuva nos, Deus salutáris noster.

Benedíctus es, Dómine, Deus patrum nostrórum, *
     et laudábilis et gloriósus in sæcula sæculórum.   Amen.

Se all’Ufficio delle Letture seguono immediatamente le Lodi si omettono l’orazione seguente e l’introduzione di Lodi e si recita immediatamente il Cantico di Zaccaria.

ORAZIONE

O Dio Creatore, sorgente di ogni bene,
donaci la fedeltà nel tuo servizio,
poiché solo nell’obbedirti
sta la felicità senz’ombre e senza fine.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.


Quando l'Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell'orazione riportata si può sempre dire l'orazione seguente:

Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE

V   Benediciamo il Signore.
R   Rendiamo grazie a Dio.