UFFICIO DELLE LETTURE

Venerdì, 16 ottobre 2026

BEATO CONTARDO FERRINI
Memoria

V   O Dio, vieni a salvarmi.
R   Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.
Alleluia.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

L’alta tua fantasia
ha popolato, Signore, la terra,
con ordinata sapienza chiamando
e fiere e rettili e bestie del campo.

E quasi re, sugli animali ignari
hai posto l’uomo, tua vivente immagine,
dell’universo coscienza e voce:
e così fu compiuto il sesto giorno.

La nostra nobiltà difendi, o Dio,
salva l’uomo dal male
che contamina il cuore
e i tuoi figli avvilisce.

La grazia accordi l’animo alla lode:
ogni groviglio di contesa sciogli,
prosperi nella pace il nostro giorno,
salvaci nella gioia.

A te leviamo, Padre, la supplica
per Gesù Cristo tuo Figlio
che nello Spirito santo
regna con te nei secoli.   Amen.

latino

Plasmátor hóminis, Deus,
qui, cuncta solus órdinans,
humum iubes prodúcere
reptántis et feræ genus;

Qui magna rerum córpora,
dictu iubéntis vívida,
ut sérviant per órdinem
subdens dedísti hómini:

Repélle a servis tuis
quicquid per immundítiam
aut móribus se súggerit,
aut áctibus se intérserit.

Da gaudiórum præmia,
da gratiárum múnera;
dissólve litis víncula,
astrínge pacis fœdera.

Præsta, Pater piíssime,
per Iesum Christum Dóminum,
qui tecum in perpétuum
regnat cum sancto Spíritu.   Amen.

in canto

L’altissimo tuo pensiero
la terra ha colmato, Signore,
chiamando con ordine saggio
le fiere e le bestie del campo.

E re sopra tutti i viventi
hai posto, a tua immagine, l’uomo:
coscienza e voce del mondo,
vicario del piano di Dio.

Difendi la nostra grandezza
e salvaci, o Dio, dal male,
che il cuore gravato minaccia
e i figli che ami avvilisce.

La grazia conduca alla lode
sciogliendo contese e litigi:
fiorisca nel giorno la pace
e guidaci tu alla gioia.

Ascoltaci, Padre clemente,
per Cristo Gesù tuo Figlio,
che regna con te nello Spirito
da sempre e per sempre nei secoli. Amen.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

Tu che l’arcana voce di Dio
unico Figlio proclama,
o contemplata gloria degli angeli,
sei la salvezza e il vigore del mondo.

Cibo, bevanda, senso alla fatica
tu sei, dolcezza alla quiete, Cristo;
ogni disgusto, ogni triste livore
dall’anima disperdi.

Lieto splendore che vinci le tenebre,
dall’odioso Nemico salvaci;
sciogli dall’impaccio delle colpe e guidaci
alla dimora del cielo.

Al Padre, eterno Signore dei secoli,
all’Unigenito amato, allo Spirito
dal coro dei credenti
gioiosamente si levi il cantico.   Amen.

latino

Christe, tu Patris, Patre teste, Proles
tuque sanctórum decus angelórum,
tu salus mundi, via, vita, virtus
     créderis esse.

Esto tu noster cibus atque potus,
tu labor, virtus, réquies, amíctus;
livor absístat, tumor, ira, luxus
     mæror et omnis.

Lucem infúndens ténebras repélle,
aufer infésti láqueos dracónis,
vincla dissólvens scélerum, fer astra
     scándere nobis.

Glória summum résonet Paréntem,
glória Natum, paritérque sanctum
Spíritum dulci modulétur hymno
     omne per ævum.   Amen.

in canto

La voce arcana di Dio
te unico Figlio proclama:
sei luce gloriosa degli angeli,
salvezza e vigore del mondo.

Tu cibo, bevanda e ristoro,
dolcezza alla quiete, o Cristo;
disperdi dall’anima inquieta
disgusto e triste vigore.

Splendore che vinci la notte,
soccorrici contro il Nemico;
noi, schiavi di colpa, purifica
e guidaci al Regno dei cieli.

Al Padre, Signore dei secoli,
al Figlio Unigenito amato,
uniti nell’unico Spirito,
gioioso si levo il canto. Amen.

CANTICO DEI TRE GIOVANI

Cfr. Dn 3, 52-56

Ogni creatura lodi il Signore

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
     e siedi sui cherubini, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Come era nel principio e ora e sempre
     nei secoli dei secoli, amen, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

SALMODIA

Salmo 77, 1-39

Bontà del Signore e infedeltà del popolo nella storia della salvezza

Ciò avvenne come esempio per noi (1Cor 19, 6a).

I (1-16)

Ant. 1   Diremo le lodi del Signore, la sua potenza *
             e le meraviglie che egli ha compiuto.

Popolo mio, porgi l’orecchio al mio insegnamento, *
     ascolta le parole della mia bocca.
Aprirò la mia bocca in parabole, *
     rievocherò gli arcani dei tempi antichi.

Ciò che abbiamo udito e conosciuto †
     e i nostri padri ci hanno raccontato, *
     non lo terremo nascosto ai loro figli;

diremo alla generazione futura †
     le lodi del Signore, la sua potenza *
     e le meraviglie che egli ha compiuto.

Ha stabilito una testimonianza in Giacobbe, *
     ha posto una legge in Israele:

ha comandato ai nostri padri di farle conoscere ai loro figli, †
     perché le sappia la generazione futura, *
     i figli che nasceranno.

Anch’essi sorgeranno a raccontarlo ai loro figli *
     perché ripongano in Dio la loro fiducia
e non dimentichino le opere di Dio, *
     ma osservino i suoi comandi.

Non siano come i loro padri, *
     generazione ribelle e ostinata,
generazione dal cuore incostante *
     e dallo spirito infedele a Dio.

I figli di Èfraim, valenti tiratori d’arco, *
     voltarono le spalle nel giorno della lotta.

Non osservarono l’alleanza di Dio, *
     rifiutando di seguire la sua legge.

Dimenticarono le sue opere, *
     le meraviglie che aveva loro mostrato.
Aveva fatto prodigi davanti ai loro padri, *
     nel paese d’Egitto, nei campi di Tanis.

Divise il mare e li fece passare *
     e fermò le acque come un argine.
Li guidò con una nube di giorno *
     e tutta la notte con un bagliore di fuoco.

Spaccò le rocce nel deserto *
     e diede loro da bere come dal grande abisso.
Fece sgorgare ruscelli dalla rupe *
     e scorrere l’acqua a torrenti.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 1   Diremo le lodi del Signore, la sua potenza *
             e le meraviglie che egli ha compiuto.

II (17-31)

Ant. 2   Al tuo popolo, Signore,
             hai dato il cibo degli angeli, *
             lo hai saziato con il pane del cielo
             preparato dai secoli eterni.

I nostri padri continuarono a peccare contro di lui, *
     a ribellarsi all’Altissimo nel deserto.
Nel loro cuore tentarono Dio, *
     chiedendo cibo per le loro brame;

mormorarono contro Dio *
     dicendo: «Potrà forse Dio preparare una mensa nel deserto?».

Ecco, egli percosse la rupe e ne scaturì acqua, *
     e strariparono torrenti.
«Potrà forse dare anche pane *
     o preparare carne al suo popolo?».

All’udirli il Signore ne fu adirato; †
     un fuoco divampò contro Giacobbe *
     e l’ira esplose contro Israele,

perché non ebbero fede in Dio *
     né speranza nella sua salvezza.

Comandò alle nubi dall’alto *
     e aprì le porte del cielo;
fece piovere su di essi la manna per cibo *
     e diede loro pane del cielo:

l’uomo mangiò il pane degli angeli, *
     diede loro cibo in abbondanza.

Scatenò nel cielo il vento d’oriente, *
     fece spirare l’australe con potenza;
su di essi fece piovere la carne come polvere *
     e gli uccelli come sabbia del mare;

caddero in mezzo ai loro accampamenti, *
     tutto intorno alle loro tende.
Mangiarono e furono ben sazi, *
     li soddisfece nel loro desiderio.

La loro avidità non era ancora saziata, *
     avevano ancora il cibo in bocca,

quando l’ira di Dio si alzò contro di essi, †
     facendo strage dei più vigorosi *
     e abbattendo i migliori d’Israele.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 2   Al tuo popolo, Signore,
             hai dato il cibo degli angeli, *
             lo hai saziato con il pane del cielo
             preparato dai secoli eterni.

III (32-39)

Ant. 3   Il Signore pietoso, *
             ci perdonò le colpe invece di distruggerci.

I nostri padri continuarono a peccare *
     e non credettero ai suoi prodigi.
Allora dissipò come un soffio i loro giorni *
     e i loro anni con strage repentina.

Quando li faceva perire, lo cercavano, *
     ritornavano e ancora si volgevano a Dio;
ricordavano che Dio è loro rupe, *
     e Dio, l’Altissimo, il loro salvatore;

lo lusingavano con la bocca, *
     e gli mentivano con la lingua;
il loro cuore non era sincero con lui *
     e non erano fedeli alla sua alleanza.

Ed egli, pietoso, perdonava la colpa, *
     li perdonava invece di distruggerli.

Molte volte placò la sua ira *
     e trattenne il suo furore,
ricordando che essi sono carne, *
     un soffio che va e non ritorna.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 3   Il Signore pietoso, *
             ci perdonò le colpe invece di distruggerci.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

V   Tu sei benedetto, Signore.
R   Amen.

L    Benedicimi, Padre.
V   Per Cristo, che è via e verità,
      la divina Maestà  ci benedica.
R   Amen.

PRIMA LETTURA

Ger 7, 1-20

Dal libro del profeta Geremia

Oracolo contro la vana fiducia nel tempio

Questa è la parola che fu rivolta dal Signore a Geremia: «Fèrmati alla porta del tempio del Signore e là pronunzia questo discorso dicendo: Ascoltate la parola del Signore, voi tutti di Giuda che attraversate queste porte per prostrarvi al Signore. Così dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Migliorate la vostra condotta e le vostre azioni e io vi farò abitare in questo luogo. Pertanto non confidate nelle parole menzognere di coloro che dicono: Tempio del Signore, tempio del Signore, tempio del Signore è questo! Poiché, se veramente emenderete la vostra condotta e le vostre azioni, se realmente pronunzierete giuste sentenze fra un uomo e il suo avversario; se non opprimerete lo straniero, l'orfano e la vedova, se non spargerete il sangue innocente in questo luogo e se non seguirete per vostra disgrazia altri dèi, io vi farò abitare in questo luogo, nel paese che diedi ai vostri padri da lungo tempo e per sempre. Ma voi confidate in parole false e ciò non vi gioverà: rubare, uccidere, commettere adulterio, giurare il falso, bruciare incenso a Baal, seguire altri dèi che non conoscevate. Poi venite e vi presentate alla mia presenza in questo tempio, che prende il nome da me, e dite: Siamo salvi! per poi compiere tutti questi abomini. È forse una spelonca di ladri ai vostri occhi questo tempio che prende il nome da me? Anch'io, ecco, vedo tutto questo. Parola del Signore. Andate, dunque, nella mia dimora che era in Silo, dove avevo da principio posto il mio nome; considerate che cosa io ne ho fatto a causa della malvagità d'Israele, mio popolo. Ora, poiché avete compiuto tutte queste azioni – parola del Signore – e, quando vi ho parlato con premura e sempre, non mi avete ascoltato e, quando vi ho chiamato, non mi avete risposto, io tratterò questo tempio che porta il mio nome e nel quale confidate e questo luogo che ho concesso a voi e ai vostri padri come ho trattato Silo. Vi scaccerò davanti a me come ho scacciato tutti i vostri fratelli, tutta la discendenza di Èfraim.
Tu poi, non pregare per questo popolo, non innalzare per esso suppliche e preghiere né insistere presso di me, perché non ti ascolterò. Non vedi che cosa fanno nelle città di Giuda e nelle strade di Gerusalemme? I figli raccolgono la legna, i padri accendono il fuoco e le donne impastano la farina per preparare focacce alla Regina del cielo; poi si compiono libazioni ad altri dèi per offendermi. Ma forse costoro offendono me – oracolo del Signore – o non piuttosto se stessi a loro vergogna?». Pertanto, dice il Signore Dio: «Ecco il mio furore, la mia ira si riversa su questo luogo, sugli uomini e sul bestiame, sugli alberi dei campi e sui frutti della terra e brucerà senza estinguersi».

RESPONSORIO

Cfr. Ger 7, 4. 3; Sal 33, 12

R   Non confidate nelle parole menzognere
      di coloro che dicono:
      «Tempio del Signore,
      tempio del Signore è questo!».
           Migliorate la vostra condotta e le vostre azioni.

V   Venite, figli, ascoltatemi:
      v'insegnerò il timore del Signore.
           Migliorate la vostra condotta e le vostre azioni.

L    Benedicimi, Padre.
V   Il beato Contardo Ferrini
      che gioiosamente ricordiamo,
      interceda per noi presso il Signore.
R   Amen.

SECONDA LETTURA

Da «Gli scritti religiosi» del beato Contardo Ferrini

(Biblioteca dei Santi, Milano 1926, 180-182)
La natura vive animata dal soffio onnipossente di Dio

Stupendi gli arcani di Dio! Confusa l'anima superba, egli sa trarre luce, ove il mondo non sospetta che tenebre; egli sa accecare, donde il mondo attende la luce. E la parola di Dio è verità. 
Non solo parlo di quei fenomeni viventi, troppo oggidì numerosi, di quei Capanei novelli, che rinnegano Dio e calpestano la fede; io parlo di voi, filosofi cristiani, di voi teologi sottili e celebrati. Ah! quante volte la povera vecchierella della mia montagna che apprese a creder nel Figliuol del fabbro ed ha conforto e lume in quella fede, potrebbe insegnare a voi e dire meravigliata le parole evangeliche: «Come! tu sei maestro in Israele e ignori queste cose?» (Gv 3, 10). 
Donde tanto lume di Dio nelle anime sante, umili e semplici e senza farina di mondo, senza ingombro di libri? donde tanto alto sentimento di lui? Quante volte, stanco d'una lunga giornata di cammino sui monti, assiso all'ombra d'un abete che mi difendeva dal sole cadente, ho ragionato col pastore dell'Alpi, colla povera donna, figlia della montagna! E ogni volta fui meravigliato e confuso: tanta era la sapienza della vita, tanto il senso della Provvidenza divina, tanto bassa la stima delle cose terrene, tanta la pace intima e il gaudio d'una vita intemerata! Dio parla loro dalla cima nebbiosa del monte, dal fragore del torrente montano, dall'orrore della rupe scoscesa, dal candore delle nevi perpetue, dal sole che imporpora l'occidente, dal vento che investe la chioma dell'abete vetusto; la natura vive animata dal soffio onnipossente di lui, sorride del gaudio di lui, s'oscura per l'ira di lui, e in mezzo alle mille vicende è giovane ancora, com'è perennemente giovane il sorriso di Dio. È giovane lo spirito che vive per lui, per l'ardore della carità, la forza de' propositi, la non turbata letizia: e al sorgere dell'aurora suonar festosa la squilla della chiesuola alpina e correre i poveri abitanti e gioire avanti al Dio vivo e vero, al Dio, che rallegra la loro gioventù (cfr. Sal 42, 4).
Quanto infinito in quella vita, che si nasconde in quella mal composta capanna, fra quelle candide greggie, fra quelle cime solitarie di monti! Quanto infinito in quella madre solerte, che educa le generazioni venture e perpetua l'opera di Dio, onoranda per un sacerdozio nobile ed efficace; in quella venerabile canizie che narra ai nepoti le uniformi vicende di una vita lunga e povera, ma degna e intemerata; in quel pudico rossore di volto della giovane sposa, che sale al santuario della sua montagna e trepida invoca Maria! Oh! lasciatemi ripetere quella gioconda parola: Quanto bene c'è nel mondo, quanto il Signore ha prediletto gli umili tra i figli suoi!
È terribile verità! Quella scienza, che parrebbe la strada all'infinito, non lo scorge, se non è fondata nella più semplice umiltà, ma travia e delira. Se alcuno de' nostri grandi ha inteso e sentito Dio, guardate se fu nell'arido studio di astruse questioni, o fu piuttosto in un'ora mattutina davanti agli altari di Dio, o al tramonto, quando l'ultimo raggio di sole o il pio raggio della sorgente luna cadeva su la mite immagine di Maria e un uomo prostrato in dolce e confidente preghiera.

LAUS ANGELORUM MAGNA

Gloria a Dio nell’alto dei cieli, *
     e pace in terra agli uomini di buona volontà.

Noi ti lodiamo, ti eleviamo un inno, *
     ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo.
Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, *
     Signore Dio, Re del cielo.

Dio Padre onnipotente, *
     Gesù Cristo e Spirito santo.

Signore Dio, *
     Figlio del Padre.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, *
     accogli la nostra supplica.
Tu che siedi alla destra del Padre, *
     abbi pietà di noi.

Sii tu la nostra guida e il nostro aiuto; *
     salvaci, rendici puri, conservaci nella tua pace.
Liberaci dai nemici *
     e dalle tentazioni.

Perché tu solo il santo, *
     tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo,
Gesù Cristo, *
     nella gloria di Dio Padre con lo Spirito santo.

Ogni giorno ti benediciamo, *
     e lodiamo il tuo nome per sempre.
Dégnati oggi, Signore, *
     di custodirci senza peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
     mostrami il tuo volere.
Vedi la mia miseria e la mia pena *
     e perdona tutti i miei peccati.

Dalle mie labbra fiorisca la lode, *
     la lode al nostro Dio.
Possa io vivere per lodarti: *
     mi aiutino i tuoi giudizi.

Come pecora smarrita vado errando; *
     cerca il tuo servo perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Presto ci venga incontro la tua misericordia, †
     perché siamo troppo infelici: *
     aiutaci, Dio, nostra salvezza.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.   Amen.

LAUS ANGELORUM MAGNA

Glória in excélsis Deo *
     et in terra pax homínibus bonæ voluntátis.

Laudámus te, hymnum dícimus tibi, *
     benedícimus te, adorámus te, glorificámus te.
Grátias tibi ágimus propter magnam glóriam tuam, *
     Dómine Deus rex cæléstis.

Deus Pater omnípotens, *
     Iesu Christe et sancte Spíritus.

Dómine Deus, *
     Fílius Patris.

Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi, *
     sύscipe deprecatiónem nostram;
qui sedes ad déxteram Patris, *
     miserére nobis.

Miserére nobis: sύbveni nobis, dírige nos: *
     consérva nos, munda nos, pacífica nos,
libera nos ad inimícis, *
     a tentatiónibus.

Quia tu solus sanctus, *
     tu solus Dóminus, tu solus Altíssimus
Iesu Christie *
     in glória Dei Patris cum sancto Spíritu.

Per síngulos dies benedícimus te, *
     et laudámus nomen tuum in ætérnum, et in sæculum sæculi.

Dignáre, Dómine, die isto, *
     sine peccáto nos custodíre.

Benedíctus es, Dómine, *
     doce me iustítias tuas.
Vide humilitátem meam et labórem meum *
     et dimítte ómnia peccáta mea.

Eructábunt lábia mea hymnum, *
     hymnum Deo nostro.
Vivet ánima mea et laudábit te, *
     et iudícia tua adiuvábunt me.

Errávi sicut ovis, quæ períerat: *
     requíre servum tuum, quia mandáta tua non sum oblítus.

Cito antícipet nos misericórdia tua, Dómine, †
     quia páuperes factin sumus nimis, *
     ádiuva nos, Deus salutáris noster.

Benedíctus es, Dómine, Deus patrum nostrórum, *
     et laudábilis et gloriósus in sæcula sæculórum.   Amen.

Se all’Ufficio delle Letture seguono immediatamente le Lodi si omettono l’orazione seguente e l’introduzione di Lodi e si recita immediatamente il Cantico di Zaccaria.

ORAZIONE

O Dio, che ti riveli
a quanti ti cercano con cuore umile e casto,
concedi figli saggi e fedeli alla tua Chiesa
che, sull’esempio del beato Contardo,
attraverso l’indagine umana e la scienza
rivelino al mondo le misteriose profondità
della tua sapienza e del tuo disegno mirabile.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE

V   Benediciamo il Signore.
R   Rendiamo grazie a Dio.