UFFICIO DELLE LETTURE

Venerdì, 18 settembre 2026

SANT'EUSTORGIO I, VESCOVO
Memoria

V   O Dio, vieni a salvarmi.
R   Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.
Alleluia.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

L’alta tua fantasia
ha popolato, Signore, la terra,
con ordinata sapienza chiamando
e fiere e rettili e bestie del campo.

E quasi re, sugli animali ignari
hai posto l’uomo, tua vivente immagine,
dell’universo coscienza e voce:
e così fu compiuto il sesto giorno.

La nostra nobiltà difendi, o Dio,
salva l’uomo dal male
che contamina il cuore
e i tuoi figli avvilisce.

La grazia accordi l’animo alla lode:
ogni groviglio di contesa sciogli,
prosperi nella pace il nostro giorno,
salvaci nella gioia.

A te leviamo, Padre, la supplica
per Gesù Cristo tuo Figlio
che nello Spirito santo
regna con te nei secoli.   Amen.

latino

Plasmátor hóminis, Deus,
qui, cuncta solus órdinans,
humum iubes prodúcere
reptántis et feræ genus;

Qui magna rerum córpora,
dictu iubéntis vívida,
ut sérviant per órdinem
subdens dedísti hómini:

Repélle a servis tuis
quicquid per immundítiam
aut móribus se súggerit,
aut áctibus se intérserit.

Da gaudiórum præmia,
da gratiárum múnera;
dissólve litis víncula,
astrínge pacis fœdera.

Præsta, Pater piíssime,
per Iesum Christum Dóminum,
qui tecum in perpétuum
regnat cum sancto Spíritu.   Amen.

in canto

L’altissimo tuo pensiero
la terra ha colmato, Signore,
chiamando con ordine saggio
le fiere e le bestie del campo.

E re sopra tutti i viventi
hai posto, a tua immagine, l’uomo:
coscienza e voce del mondo,
vicario del piano di Dio.

Difendi la nostra grandezza
e salvaci, o Dio, dal male,
che il cuore gravato minaccia
e i figli che ami avvilisce.

La grazia conduca alla lode
sciogliendo contese e litigi:
fiorisca nel giorno la pace
e guidaci tu alla gioia.

Ascoltaci, Padre clemente,
per Cristo Gesù tuo Figlio,
che regna con te nello Spirito
da sempre e per sempre nei secoli. Amen.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

Tu che l’arcana voce di Dio
unico Figlio proclama,
o contemplata gloria degli angeli,
sei la salvezza e il vigore del mondo.

Cibo, bevanda, senso alla fatica
tu sei, dolcezza alla quiete, Cristo;
ogni disgusto, ogni triste livore
dall’anima disperdi.

Lieto splendore che vinci le tenebre,
dall’odioso Nemico salvaci;
sciogli dall’impaccio delle colpe e guidaci
alla dimora del cielo.

Al Padre, eterno Signore dei secoli,
all’Unigenito amato, allo Spirito
dal coro dei credenti
gioiosamente si levi il cantico.   Amen.

latino

Christe, tu Patris, Patre teste, Proles
tuque sanctórum decus angelórum,
tu salus mundi, via, vita, virtus
     créderis esse.

Esto tu noster cibus atque potus,
tu labor, virtus, réquies, amíctus;
livor absístat, tumor, ira, luxus
     mæror et omnis.

Lucem infúndens ténebras repélle,
aufer infésti láqueos dracónis,
vincla dissólvens scélerum, fer astra
     scándere nobis.

Glória summum résonet Paréntem,
glória Natum, paritérque sanctum
Spíritum dulci modulétur hymno
     omne per ævum.   Amen.

in canto

La voce arcana di Dio
te unico Figlio proclama:
sei luce gloriosa degli angeli,
salvezza e vigore del mondo.

Tu cibo, bevanda e ristoro,
dolcezza alla quiete, o Cristo;
disperdi dall’anima inquieta
disgusto e triste vigore.

Splendore che vinci la notte,
soccorrici contro il Nemico;
noi, schiavi di colpa, purifica
e guidaci al Regno dei cieli.

Al Padre, Signore dei secoli,
al Figlio Unigenito amato,
uniti nell’unico Spirito,
gioioso si levo il canto. Amen.

CANTICO DEI TRE GIOVANI

Cfr. Dn 3, 52-56

Ogni creatura lodi il Signore

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
     e siedi sui cherubini, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Come era nel principio e ora e sempre
     nei secoli dei secoli, amen, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

SALMODIA

Salmo 77, 1-39

Bontà del Signore e infedeltà del popolo nella storia della salvezza

Ciò avvenne come esempio per noi (1Cor 19, 6a).

I (1-16)

Ant. 1   Diremo le lodi del Signore, la sua potenza *
             e le meraviglie che egli ha compiuto.

Popolo mio, porgi l’orecchio al mio insegnamento, *
     ascolta le parole della mia bocca.
Aprirò la mia bocca in parabole, *
     rievocherò gli arcani dei tempi antichi.

Ciò che abbiamo udito e conosciuto †
     e i nostri padri ci hanno raccontato, *
     non lo terremo nascosto ai loro figli;

diremo alla generazione futura †
     le lodi del Signore, la sua potenza *
     e le meraviglie che egli ha compiuto.

Ha stabilito una testimonianza in Giacobbe, *
     ha posto una legge in Israele:

ha comandato ai nostri padri di farle conoscere ai loro figli, †
     perché le sappia la generazione futura, *
     i figli che nasceranno.

Anch’essi sorgeranno a raccontarlo ai loro figli *
     perché ripongano in Dio la loro fiducia
e non dimentichino le opere di Dio, *
     ma osservino i suoi comandi.

Non siano come i loro padri, *
     generazione ribelle e ostinata,
generazione dal cuore incostante *
     e dallo spirito infedele a Dio.

I figli di Èfraim, valenti tiratori d’arco, *
     voltarono le spalle nel giorno della lotta.

Non osservarono l’alleanza di Dio, *
     rifiutando di seguire la sua legge.

Dimenticarono le sue opere, *
     le meraviglie che aveva loro mostrato.
Aveva fatto prodigi davanti ai loro padri, *
     nel paese d’Egitto, nei campi di Tanis.

Divise il mare e li fece passare *
     e fermò le acque come un argine.
Li guidò con una nube di giorno *
     e tutta la notte con un bagliore di fuoco.

Spaccò le rocce nel deserto *
     e diede loro da bere come dal grande abisso.
Fece sgorgare ruscelli dalla rupe *
     e scorrere l’acqua a torrenti.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 1   Diremo le lodi del Signore, la sua potenza *
             e le meraviglie che egli ha compiuto.

II (17-31)

Ant. 2   Al tuo popolo, Signore,
             hai dato il cibo degli angeli, *
             lo hai saziato con il pane del cielo
             preparato dai secoli eterni.

I nostri padri continuarono a peccare contro di lui, *
     a ribellarsi all’Altissimo nel deserto.
Nel loro cuore tentarono Dio, *
     chiedendo cibo per le loro brame;

mormorarono contro Dio *
     dicendo: «Potrà forse Dio preparare una mensa nel deserto?».

Ecco, egli percosse la rupe e ne scaturì acqua, *
     e strariparono torrenti.
«Potrà forse dare anche pane *
     o preparare carne al suo popolo?».

All’udirli il Signore ne fu adirato; †
     un fuoco divampò contro Giacobbe *
     e l’ira esplose contro Israele,

perché non ebbero fede in Dio *
     né speranza nella sua salvezza.

Comandò alle nubi dall’alto *
     e aprì le porte del cielo;
fece piovere su di essi la manna per cibo *
     e diede loro pane del cielo:

l’uomo mangiò il pane degli angeli, *
     diede loro cibo in abbondanza.

Scatenò nel cielo il vento d’oriente, *
     fece spirare l’australe con potenza;
su di essi fece piovere la carne come polvere *
     e gli uccelli come sabbia del mare;

caddero in mezzo ai loro accampamenti, *
     tutto intorno alle loro tende.
Mangiarono e furono ben sazi, *
     li soddisfece nel loro desiderio.

La loro avidità non era ancora saziata, *
     avevano ancora il cibo in bocca,

quando l’ira di Dio si alzò contro di essi, †
     facendo strage dei più vigorosi *
     e abbattendo i migliori d’Israele.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 2   Al tuo popolo, Signore,
             hai dato il cibo degli angeli, *
             lo hai saziato con il pane del cielo
             preparato dai secoli eterni.

III (32-39)

Ant. 3   Il Signore pietoso, *
             ci perdonò le colpe invece di distruggerci.

I nostri padri continuarono a peccare *
     e non credettero ai suoi prodigi.
Allora dissipò come un soffio i loro giorni *
     e i loro anni con strage repentina.

Quando li faceva perire, lo cercavano, *
     ritornavano e ancora si volgevano a Dio;
ricordavano che Dio è loro rupe, *
     e Dio, l’Altissimo, il loro salvatore;

lo lusingavano con la bocca, *
     e gli mentivano con la lingua;
il loro cuore non era sincero con lui *
     e non erano fedeli alla sua alleanza.

Ed egli, pietoso, perdonava la colpa, *
     li perdonava invece di distruggerli.

Molte volte placò la sua ira *
     e trattenne il suo furore,
ricordando che essi sono carne, *
     un soffio che va e non ritorna.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 3   Il Signore pietoso, *
             ci perdonò le colpe invece di distruggerci.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

V   Tu sei benedetto, Signore.
R   Amen.

L    Benedicimi, Padre.
V   Per Cristo, che è via e verità,
      la divina Maestà  ci benedica.
R   Amen.

PRIMA LETTURA

Os 14, 2-10

Dal libro del profeta Osea

Invito alla conversione. Promessa della salvezza

Così dice il Signore:
«Torna, Israele, al Signore tuo Dio,
poiché hai inciampato nella tua iniquità.
Preparate le parole da dire
e tornate al Signore;
ditegli: "Togli ogni iniquità:
accetta ciò che è bene
e ti offriremo il frutto delle nostre labbra.
Assur non ci salverà,
non cavalcheremo più su cavalli,
né chiameremo più dio nostro
l'opera delle nostre mani,
poiché presso di te l'orfano
trova misericordia".
Io li guarirò dalla loro infedeltà,
li amerò di vero cuore,
poiché la mia ira si è allontanata da loro.
Sarò come rugiada per Israele;
esso fiorirà come un giglio
e metterà radici come un albero del Libano,
si spanderanno i suoi germogli
e avrà la bellezza dell'olivo
e la fragranza del Libano.
Ritorneranno a sedersi alla mia ombra,
faranno rivivere il grano,
coltiveranno le vigne,
famose come il vino del Libano.
Èfraim, che ha ancora in comune con gl'idoli?
Io l'esaudisco e veglio su di esso;
sono come un cipresso sempre verde, 
grazie a me tu porti frutto.
Chi è saggio comprenda queste cose, 
chi ha intelligenza le comprenda; 
poiché rette sono le vie del Signore, 
i giusti camminano in esse, 
mentre i malvagi v'inciampano».

RESPONSORIO

Cfr. Os 14, 6; Sal 106, 43. 41

R   «Sarò come rugiada per Israele:
      fiorirà come un giglio,
      metterà radice come un cedro del Libano».
           Chi è saggio osservi queste cose
           e comprenderà la bontà del Signore.

V   Il Signore risollevò il povero dalla miseria
      e rese le famiglie numerose come greggi.
           Chi è saggio osservi queste cose
           e comprenderà la bontà del Signore.

L   Benedicimi, Padre.
V   Il vescovo sant'Eustorgio I
      che gioiosamente ricordiamo,
      interceda per noi presso il Signore.
R   Amen.

SECONDA LETTURA

Dal «Discorso contro Aussenzio sulla consegna delle basiliche» di sant’Ambrogio, vescovo

(17-19: PL 16, 1054-1056)
«Non avvenga mai che io ceda l'eredità del confessore Eustorgio»

Tu, Signore Gesù, in un istante hai redento il mondo; Aussenzio in un istante, per quanto è in suo potere, truciderà tanta gente, gli uni con la spada, gli altri con il sacrilegio? Chiede la mia basilica con la bocca lorda di sangue, con le mani che ne grondano. A lui opportunamente risponde l'odierna lettura scritturale: «E Dio disse al peccatore: Perché vai ripetendo i miei decreti?» (Sal 49, 16), cioè, non si accordano pace e furore, Cristo e Belial.
Ricordi anche che oggi si è letto che Nabot, uomo santo, proprietario d'una vigna, all'invito rea­le di cedergliela, perché, tagliate le viti, il re potesse piantarvi dei vili ortaggi, rispose: «Non avvenga mai ch'io ti ceda l'eredità dei miei padri» (1Re 21, 3).
Il re si rattristò che gli fosse stato rifiutato, in base a un giusto riferimento, ciò che apparteneva a un altro, ma fu ingannato dall'astuto disegno d'una donna. Nabot difese le proprie viti anche a prezzo del suo sangue. Se egli non cedette la sua vigna, noi cederemo la chiesa di Cristo?
Che ci fu d'arrogante nella mia risposta? Convocato dissi: «Non sia mai che io ceda l'eredità di Cristo. Se quello non cedette l'eredità dei suoi padri, io dovrei cedere l'eredità di Cristo?». Ma aggiunsi anche questo: «Non avvenga mai che io ceda l'eredità dei nostri padri», cioè l'eredità di Dionigi, che morì esule per la fede, l'eredità del confessore Eustorgio, l'eredità di Mirocle e di tutti i santi vescovi precedenti. Io ho risposto ciò che conviene a un vescovo; l'imperatore faccia ciò che conviene a un imperatore. Mi potrebbe togliere la vita prima della fede.
Ma a chi la dovrei cedere? L'odierna lettura del vangelo ci deve insegnare che cosa chiedere e a chi. Certamente hai sentito leggere che, mentre Cristo sedeva sul dorso dell'asina, i fanciulli lo acclamavano e i Giudei ne erano irritati. Perciò sollecitarono il Signore Gesù, invitandolo a farli tacere; ma egli rispose: «Se questi tacessero, griderebbero le pietre» (Lc 19, 40). Quindi, entrato nel tempio, ne cacciò i cambiavalute e quelli che vendevano colombe nel tempio di Dio con i loro seggi. Questo testo certamente non fu letto per una nostra disposizione, bensì per caso; ma esso si adatta perfettamente alla presente situazione. Le lodi di Cristo sono sempre staffilate per i traditori. Anche ora, quando si loda Cristo, gli eretici affermano che si provoca una sommossa; dicono gli eretici che con queste lodi si preparava la loro morte. E veramente trovano la morte nelle lodi di Cristo. Come potrebbero sopportare le lodi di colui del quale proclamano la debolezza? Pertanto anche oggi, quando si loda Cristo, si sferza la stoltezza degli Ariani.

LAUS ANGELORUM MAGNA

Gloria a Dio nell’alto dei cieli, *
     e pace in terra agli uomini di buona volontà.

Noi ti lodiamo, ti eleviamo un inno, *
     ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo.
Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, *
     Signore Dio, Re del cielo.

Dio Padre onnipotente, *
     Gesù Cristo e Spirito santo.

Signore Dio, *
     Figlio del Padre.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, *
     accogli la nostra supplica.
Tu che siedi alla destra del Padre, *
     abbi pietà di noi.

Sii tu la nostra guida e il nostro aiuto; *
     salvaci, rendici puri, conservaci nella tua pace.
Liberaci dai nemici *
     e dalle tentazioni.

Perché tu solo il santo, *
     tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo,
Gesù Cristo, *
     nella gloria di Dio Padre con lo Spirito santo.

Ogni giorno ti benediciamo, *
     e lodiamo il tuo nome per sempre.
Dégnati oggi, Signore, *
     di custodirci senza peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
     mostrami il tuo volere.
Vedi la mia miseria e la mia pena *
     e perdona tutti i miei peccati.

Dalle mie labbra fiorisca la lode, *
     la lode al nostro Dio.
Possa io vivere per lodarti: *
     mi aiutino i tuoi giudizi.

Come pecora smarrita vado errando; *
     cerca il tuo servo perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Presto ci venga incontro la tua misericordia, †
     perché siamo troppo infelici: *
     aiutaci, Dio, nostra salvezza.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.   Amen.

LAUS ANGELORUM MAGNA

Glória in excélsis Deo *
     et in terra pax homínibus bonæ voluntátis.

Laudámus te, hymnum dícimus tibi, *
     benedícimus te, adorámus te, glorificámus te.
Grátias tibi ágimus propter magnam glóriam tuam, *
     Dómine Deus rex cæléstis.

Deus Pater omnípotens, *
     Iesu Christe et sancte Spíritus.

Dómine Deus, *
     Fílius Patris.

Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi, *
     sύscipe deprecatiónem nostram;
qui sedes ad déxteram Patris, *
     miserére nobis.

Miserére nobis: sύbveni nobis, dírige nos: *
     consérva nos, munda nos, pacífica nos,
libera nos ad inimícis, *
     a tentatiónibus.

Quia tu solus sanctus, *
     tu solus Dóminus, tu solus Altíssimus
Iesu Christie *
     in glória Dei Patris cum sancto Spíritu.

Per síngulos dies benedícimus te, *
     et laudámus nomen tuum in ætérnum, et in sæculum sæculi.

Dignáre, Dómine, die isto, *
     sine peccáto nos custodíre.

Benedíctus es, Dómine, *
     doce me iustítias tuas.
Vide humilitátem meam et labórem meum *
     et dimítte ómnia peccáta mea.

Eructábunt lábia mea hymnum, *
     hymnum Deo nostro.
Vivet ánima mea et laudábit te, *
     et iudícia tua adiuvábunt me.

Errávi sicut ovis, quæ períerat: *
     requíre servum tuum, quia mandáta tua non sum oblítus.

Cito antícipet nos misericórdia tua, Dómine, †
     quia páuperes factin sumus nimis, *
     ádiuva nos, Deus salutáris noster.

Benedíctus es, Dómine, Deus patrum nostrórum, *
     et laudábilis et gloriósus in sæcula sæculórum.   Amen.

Se all’Ufficio delle Letture seguono immediatamente le Lodi si omettono l’orazione seguente e l’introduzione di Lodi e si recita immediatamente il Cantico di Zaccaria.

ORAZIONE

O Dio, che hai santificato questa tua Chiesa
col ministero pastorale del vescovo sant’Eustorgio,
donaci di avvalerci dei suoi insegnamenti
e dei suoi esempi
e di formare un giorno la sua corona in cielo.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, 
nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, 
nell'unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE

V   Benediciamo il Signore.
R   Rendiamo grazie a Dio.