VESPRI

Martedì, 15 settembre 2026

SANTI CORNELIO, PAPA
E CIPRIANO, VESCOVO, MARTIRI
Memoria

PRIMI VESPRI

V   Il Signore sia con voi.
R   E con il tuo spirito.

Se non presiede un sacerdote o un diacono:

V   Signore, ascolta la nostra preghiera.
R   E il nostro grido giunga fino a te.

RITO DELLA LUCE

Cfr. Sal 4, 7b. 8

     Splenda su noi, Signore,
     la luce del tuo volto.
           Il nostro cuore in festa
           canti di gioia.

V   Più che per mèsse copiosa
      o vendemmia felice,
           il nostro cuore in festa
           canti di gioia.

     Splenda su noi, Signore,
     la luce del tuo volto.
           Il nostro cuore in festa
           canti di gioia.

RITO DELLA LUCE

Cfr. Sal 89, 17. 16. 14a

     Sempre su noi rifulga
     il divino splendore.
           O Dio, dirigi e rendi feconda
           l'opera delle nostre mani.

V   Guarda benigno i tuoi servi, Signore;
      saziaci con la tua grazia.
           O Dio, dirigi e rendi feconda
           l'opera delle nostre mani.

     Sempre su noi rifulga
     il divino splendore.
           O Dio, dirigi e rendi feconda
           l'opera delle nostre mani.

INNO

Gli eterni doni di Cristo Signore
gioiosamente cantiamo:
così la Chiesa esalta
le vittorie dei martiri

e leva la sua lode
agli eroi della fede,
ai cittadini beati del cielo,
onore del popolo santo.

L'incubo del tiranno non li vince
né li piega lo scempio delle membra;
a prezzo di orribile morte
conquistarono la vita.

Sono gettati sui roghi
o in pasto alle belve azzannanti;
la mano del carnefice li strazia,
armata di unghiati tormenti.

O prodigio di grazia!
La fede viva, la speranza indomita
e la divina carità trionfa
sul tenebroso Principe del mondo.

Riluce in essi la gloria del Padre
e l'infocato amore dello Spirito
e la superna bellezza del Figlio,
che di sé allieta le schiere celesti. Amen.

latino

Ætérna Christi munera, 
et mártyrum victórias, 
laudes feréntes débitas, 
lætis canámus méntibus.

Ecclesiárum príncipes, 
belli triumpháles duces, 
cæléstis aulæ mílites, 
et vera mundi lúmina,

Terróre victo sæculi, 
pœnísque spretis córporis, 
mortis sacræ compéndio 
lucem beátam póssident.

Tradúntur igni mártyres, 
et bestiárum déntibus; 
armáta sævit úngulis 
tortóris insáni manus.

Nudáta pendent víscera, 
sanguis sacrátus fúnditur, 
sed pérmanent immóbiles 
vitæ perénnis gratía.

Devóta sanctórum fides, 
invícta spes credéntium, 
perfécta Christi cáritas 
mundi triúmphat príncipem.

In his patérna glória, 
in his volúntas Spíritus, 
exsúltat in his Fílius: 
cælum replétur gáudio.

Te nunc, Redémptor, quæsumus, 
ut mártyrum consórtio 
iungas precantes sérvulos 
in sempitérna sæcula. Amen.

in canto

I doni eterni di Cristo 
insieme cantiamo con gioia: 
così nella Chiesa esaltiamo 
le pure vittorie dei martiri.

Leviamo festosi la lode 
a questi eroi della fede, 
ormai cittadini del cielo
e onore del popolo santo.

Non vince il tiranno crudele, 
né il corpo umiliato li piega; 
a prezzo di orribile morte
la vita beata conquistano.

Gettati su fuoco rovente
o in pasto a terribili belve, 
li straziano mani crudeli, 
armate da un odio feroce.

Prodigio di grazia e fortezza! 
La fede tenace li regge, 
trionfano amore e speranza
sul Principe oscuro del mondo.

Risplende la gloria del Padre, 
l’ardore del santo Paraclito, 
la mite bellezza del Figlio
che allieta di sé il Regno eterno. Amen.

INNO

A noi ritorna, o Dio,
il giorno che il tuo popolo richiama
alla beata memoria dei santi
pastori della Chiesa.

Ogni fatica solerti affrontano
per la difesa del gregge,
a tutti offrendo il pascolo
della divina parola.

Vana è la furia rabbiosa dei lupi,
vana dei ladri l'avida scaltrezza:
prospera in pace l'ovile
dove il pastore vigila.

Ora che il regno eterno
gioiosamente li accoglie,
di questi santi al Giudice
salga per noi più valida la supplica.

Gloria a te, Cristo, pontefice eterno,
gloria si canti al Padre,
gloria allo Spirito santo
nella distesa dei secoli. Amen.

latino

Sacráta nobis gáudia 
dies redúxit ánnua, 
laudántur in qua débito 
cultu duces ovílium.

En pro gregis custódia 
nullos labóres néglegunt, 
tutántur illum, sánius 
impertiéntes pábulum.

Arcent lupos e fínibus, 
procul latrónes éxigunt, 
replent oves pinguédine, 
ovíle numquam déserunt.

Tot nunc potíti gáudiis, 
gregum duces sanctíssimi, 
nobis rogáte grátiam 
apud tribúnal iúdicis.

Ætérne Christe, póntifex, 
tibi sit æqua glória 
cum Patre et almo Spíritu 
in sempitérna sæcula. Amen.

in canto

Ritorna festoso, Signore,
il giorno che chiama il tuo popolo 
accanto ai santi pastori,
che tu alla Chiesa hai donato.

Affrontano ogni fatica, 
solerti, a difesa del gregge, 
offrendo una mensa per tutti:
la tua divina parola.

È vana la furia dei lupi 
e l’avida fame dei ladri:
in pace riposa l’ovile
se vigila attento il pastore.

Il regno infinito li accoglie, 
gioiosi col Giudice buono:
più valida salga la supplica 
per noi pellegrini nel mondo.

A Cristo, pontefice eterno, 
al Padre e allo Spirito santo 
si cantino gloria e onore
nei secoli senza tramonto. Amen.

NOTIZIA DEI SANTI

Cornelio divenne vescovo di Roma nel marzo del 251. La sua elezione fu impugnata dal prete Novaziano, che, divenuto antipapa, diede origine a un gravissimo scisma. L’autorità del vescovo di Cartagine, Cipriano, contribuì molto a far riconoscere nelle Chiese il papa legittimo. Pastore umile e prudente, Cornelio scrisse una lettera alla comunità cristiana di Antiochia, illustrando le ragioni pastorali della sua linea misericordiosa nei confronti dei cristiani che avevano defezionato durante la persecuzione.
Esiliato dall’imperatore Gallo, morì martire a Civitavecchia nel giugno del 253. I suoi resti mortali vennero quasi subito traslati a Roma, nella cripta dei papi del cimitero di Callisto.
Tascio Cipriano nacque a Cartagine verso il 210 da una ricca famiglia pagana e ricevette una formazione umanistica molto accurata. Dopo una gioventù passata nel traviamento, si trasfigurò col battesimo in un uomo nuovo, dedito allo studio della sacra Scrittura e alla pratica dei consigli evangelici.
Divenuto nel 249 vescovo della sua città, rivolse le cure ai poveri, al miglioramento morale dei fedeli, all’esaltazione della verginità consacrata.
Durante la persecuzione di Decio, si rifugiò lontano dal capoluogo, mantenendo un’assidua corrispondenza col clero e col popolo dei credenti. Anche per questo dovette sopportare accuse ingiuste e gravi incomprensioni. Si adoperò a ridare pace e unità alla Chiesa e a chiarire nelle molte controversie del suo tempo la vera dottrina.
Arrestato e condannato a morte nella persecuzione di Valeriano, mantenne durante il processo un comportamento improntato a grande dignità e il 14 settembre 258 accolse la morte di spada con la fede viva e la certa speranza del buon testimone del Signore.

SALMODIA

Salmo 136, 1-6

Sui fiumi di Babilonia

Bisogna riferire questa schiavitù corporea del popolo, come un’immagine, alla schiavitù dello spirito (S. Ilario).

Ant. 1   Se ti dimentico, Gerusalemme, *
             la mia destra si paralizzi.

Sui fiumi di Babilonia, là sedevamo piangendo *
     al ricordo di Sion.
Ai salici di quella terra *
     appendemmo le nostre cetre.

Là ci chiedevano parole di canto *
     coloro che ci avevano deportato,
canzoni di gioia, i nostri oppressori: *
     «Cantateci i canti di Sion!».

Come cantare i canti del Signore *
     in terra straniera?
Se ti dimentico, Gerusalemme, *
     si paralizzi la mia destra;

mi si attacchi la lingua al palato, †
     se lascio cadere il tuo ricordo, *
     se non metto Gerusalemme al di sopra di ogni mia gioia.

Gloria.

Ant. 1   Se ti dimentico, Gerusalemme, *
             la mia destra si paralizzi.

Salmo 137

Rendimento di grazie

I re della terra porteranno le loro magnificenze (Ap 21, 24).

Ant. 2   A te voglio cantare *
             davanti agli angeli, o Dio.

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore: *
     hai ascoltato le parole della mia bocca.
A te voglio cantare davanti agli angeli, *
     mi prostro verso il tuo tempio santo.

Rendo grazie al tuo nome *
     per la tua fedeltà e la tua misericordia:
hai reso la tua promessa *
     più grande di ogni fama.

Nel giorno in cui t’ho invocato, mi hai risposto, *
     hai accresciuto in me la forza.
Ti loderanno, Signore, tutti i re della terra *
     quando udranno le parole della tua bocca.

Canteranno le vie del Signore, *
     perché grande è la gloria del Signore;
eccelso è il Signore e guarda verso l’umile, *
     ma al superbo volge lo sguardo da lontano.

Se cammino in mezzo alla sventura, *
     tu mi ridoni la vita;
contro l’ira dei miei nemici stendi la mano *
     e la tua destra mi salva.

Il Signore completerà per me l’opera sua. *
     Signore, la tua bontà dura per sempre:
non abbandonare *
     l’opera delle tue mani.

Gloria.

Ant. 2   A te voglio cantare *
             davanti agli angeli, o Dio.

PRIMA ORAZIONE

Ascolta, o Dio, l’implorazione della tua Chiesa
che a te rende grazie cantando
davanti agli angeli:
tu che volgi lo sguardo lontano dai superbi
e contempli gli umili con occhi di misericordia,
stendi la mano a chi cammina
in mezzo alla sventura
e, portando a compimento l’opera del tuo amore,
introduci pietoso nella vita eterna
i servi che ti invocano.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA

Lc 1, 46-55

Esultanza dell'anima nel Signore

Sia in ciascuno l'anima di Maria a magnificare il Signore, sia in ciascuno lo spirito di Maria a esultare in Dio (S. Ambrogio).

Ant.   «A voi, miei amici, dico: *
          non temete coloro che uccidono il corpo».

Ant.   Quando apparirà il Pastore supremo, *
          riceverete la corona di gloria
          che non appassisce.

L'anima mia magnifica il Signore *
     e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l'umiltà  della sua serva. *
     D'ora in poi tutte le generazioni
          mi chiameranno beata. 

Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
     e Santo è il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia *
     si stende su quelli che lo temono. 

Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
     ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni, *
     ha innalzato gli umili; 

ha ricolmato di beni gli affamati, *
     ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo, *
     ricordandosi della sua misericordia, 

come aveva promesso ai nostri padri, *
     ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. 

Gloria. 

L'anima mia magnifica il Signore.

Ant.   «A voi, miei amici, dico: *
          non temete coloro che uccidono il corpo».
          Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

Ant.   Quando apparirà il Pastore supremo, *
          riceverete la corona di gloria
          che non appassisce.
          Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

SECONDA ORAZIONE

O Dio, che hai dato al tuo popolo
i santi Cornelio e Cipriano,
pastori generosi e martiri intrepidi,
con il loro aiuto rendici forti e perseveranti nella fede
e donaci di collaborare assiduamente
all’unità della Chiesa.
Per Cristo nostro Signore.

COMMEMORAZIONE DEL BATTESIMO

Nel battesimo l’acqua è il nostro sepolcro, così che possiamo risorgere rinnovati grazie allo Spirito (S. Ambrogio).

R   Al sacro fonte un divino lavacro
      dona salute ai popoli.
           In Cristo risorto la vita si rinnova.

V   L’acqua è un sepolcro donde l’uomo rinasce,
      disserrata è la porta della morte.
           In Cristo risorto la vita si rinnova.

Orazione

Dio onnipotente,
fa’ risplendere su noi la tua gloria;
e il fulgore della tua luce,
riverberato sugli animi nostri
dallo Spirito santo,
confermi nella fede e nell’amore
coloro che sono rigenerati dalla tua grazia.
Per Cristo nostro Signore.

INTERCESSIONI

Al Signore Gesù, perfetto modello di ogni credente,
rivolgiamo la nostra preghiera:

       Lode a te, o Cristo, testimone fedele.

Nessuna tentazione poté separare
i santi martiri Cornelio e Cipriano
dall'unità del tuo Corpo;
     - raccogli nel vincolo della carità
       quanti credono nel tuo nome.

Questi martiri hanno sopportato con coraggio
la persecuzione per il vangelo;
     - sostieni con la tua grazia
       chi soffre a causa della fede.

Essi per darti testimonianza
hanno disprezzato ogni mondano valore;
     - libera i nostri cuori dall'amor proprio
       e dal desiderio di dominare sugli altri.

Forti della speranza di risorgere un giorno,
non hanno esitato a dare la vita per te;
     - fa' che viviamo nell'attesa
       della tua gloriosa venuta.

Tu che hai chiamato tutti gli uomini
alla gioia del tuo regno,
     - dona ai fedeli defunti
       l'eredità promessa del cielo.

Spronàti dalla parola di Cristo,
rivolgiamo a Dio la lode e l'implorazione:

INTERCESSIONI

Riconoscenti verso il Padre,
che mediante il ministero dei sacerdoti
conserva e accresce la fede nella sua Chiesa,
fiduciosamente diciamo:

       Pastore eterno, ascoltaci.

Aiuta i ministri della Chiesa
a ricercare quelli che si sono allontanati da te,
     - perché gli erranti
       possano ritornare sulla strada della vita.

Tu che ci hai inviato dei santi pastori,
perché la nostra carità potesse ravvivarsi,
     - sii vicino a coloro che nella comunità cristiana
       esercitano il servizio dell’autorità.

Tu che hai chiamato a verità i popoli
per l’opera degli apostoli del tuo Figlio,
     - dona slancio e tenacia ai missionari,
       perché portino in tutto il mondo
       la luce del vangelo.

Sostieni con il vigore dello Spirito
il nostro vescovo e i suoi collaboratori,
     - perché siano una cosa sola
       e siano accolti come mandati da te.

Tu che apri le porte del regno
a chi è stato fedele alla missione a lui affidata,
     - introduci nella tua pace
       i vescovi e i presbiteri defunti.

Sull’esempio dei santi pastori,
sorretti dalla fede osiamo dire:

Padre nostro.

CONCLUSIONE

Per la conclusione dei Vespri si danno due casi:

A) Se la celebrazione è presieduta da un sacerdote o da un diacono, la conclusione si fa col saluto e con la benedizione in questo modo:

V   Il Signore sia con voi.
R   E con il tuo spirito.
      Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison. 

V   Vi benedica Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito santo.
R   Amen. 

Si possono anche usare le forme di benedizione più solenni come è detto nel Messale.
Se si congeda l’assemblea, si aggiunge l’invito: 

V   Andiamo in pace.
R   Nel nome di Cristo. 


B) Nella celebrazione individuale o quando non presiede un sacerdote o un diacono, si conclude con la formula seguente:

V   Il Signore ci benedica e ci custodisca.
R   Amen. 

oppure:
V   La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
R   Amen.