UFFICIO DELLE LETTURE

Sabato, 12 settembre 2026

SANTISSIMO NOME DI MARIA
Memoria

V   O Dio, vieni a salvarmi.
R   Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.
Alleluia.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

O misteriosa fonte dell’essere
che le bellezze del mondo hai creato
e hai dato fine all’opera
nella quiete del settimo giorno,

a te i solerti figli
pur nel riposo anelino
e nella vita innocente contemplino
la serena letizia del tuo volto.

O, se ingrati peccammo,
amaro pianto lavi il nostro errore,
sì che non ci impaùri, o Dio pietoso,
l’ora del tuo giudizio.

Accogli, Padre, la nostra preghiera
per Gesù Cristo che regna
con te e con lo Spirito santo
negli infiniti secoli.   Amen.

latino

Rerum, Deus, fons ómnium,
qui, rebus actis ómnibus,
totíus orbis ámbitum
censu replésti múnerum,

Ac, mole tanta cóndita,
tandem quiétem díceris
sumpsísse, dans labóribus
ut nos levémur grátius:

Concéde nunc mortálibus
deflére vitæ crímina,
instáre iam virtútibus
et munerári prósperis,

Ut cum treméndi iúdicis
horror suprémus cœperit,
lætémur omnes ínvicem
pacis repléti múnere.

Præsta, Pater piíssime,
per Iesum Christum Dóminum,
qui tecum in perpétuum
regnat cum sancto Spíritu.   Amen.

in canto

O fonte nascosta dell’essere,
al mondo bellezze hai donato:
compiuto il disegno mirabile,
riposi nel settimo giorno.

A te come figli solerti
noi tutti sperando aneliamo:
concedi una vita innocente,
serena dinanzi al tuo volto.

Se ingrati e infedeli peccammo,
il pianto purifichi il cuore;
ci salvi l’amore, o Dio,
nell’ora del tuo giudizio.

Accogli la nostra preghiera,
o Padre, per Cristo Signore,
che regna con te e con lo Spirito
per sempre nei secoli eterni. Amen.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

Il gallo annunzia il giorno,
chiama la nuova luce:
il Signore dei cuori
in questo canto ci dèsta alla vita,

e dice: «Su! Scuotete ogni torpore,
ogni pigrizia fugga,
in opere vegliate di giustizia:
vicino è il mio ritorno».

Quando l’alba rosseggia ad oriente,
intenti alla fatica
trovi i tuoi servi e ravvivi
la luminosa speranza.

O Figlio, nato prima d’ogni aurora,
col tuo vitale chiarore disperdi
l’ottenebrante sonno dello spirito;
la tua pietà ci sciolga da ogni male.

O Re d’amore, gloria
a te cantiamo e al Padre,
nell’unità del Paraclito
per la distesa dei secoli.   Amen.

latino

Ales diéi núntius
lucem propínquam præcinit;
nos excitátor méntium
iam Christus ad vitam vocat.

«Auférte — clamat — léctulos
ægros, sopóros, désides;
castíque, recti ac sóbrii
vigiláte; iam sum próximus».

Ut, cum corúscis flátibus
auróra cælum spárserit,
omnes labóre exércitos
confírmet ad spem lúminis.

Iesum ciámus vócibus
flentes, precántes, sóbrii;
inténta supplicátio
dormíre cor mundum vetat.

Tu, Christe, somnum dísice,
tu rumpe noctis víncula,
tu solve peccátum vetus
novúmque lumen íngere.

Sit, Christe, rex piíssime,
tibi Patríque glória
cum Spíritu Paráclito,
in sempitérna sæcula.   Amen.

in canto

Il gallo annunzia il giorno,
chiamando la luce che sorge:
benigno Signore dei cuori,
ci desti così alla vita.

Solerte ci scuoti dal sonno,
torpore e pigrizia allontani,
ci inviti ad opere giuste:
il tuo ritorno è vicino!

Rosseggia ormai l’alba ad oriente,
e pronti alla loro fatica
già trovi i tuoi servi operosi,
aperti a serena speranza.

O Giorno che vinci l’aurora,
col tuo vitale chiarore
disperdi la notte del cuore:
ci sciolga il tuo amore dal male.

Risorto e Re della gloria,
a te e al Padre cantiamo,
uniti allo Spirito santo
nel tempo e nei secoli eterni. Amen.

Oppure, sia nelle ore notturne sia nelle ore diurne:

A noi Madre di Dio quel nome sona: 
salve beata! che s'agguagli ad esso 
qual fu mai nome di mortal persona, 
     o che gli vegna appresso?

Salve beata! in quale età scortese 
quel sì caro a ridir nome si tacque? 
in qual dal padre il figlio non l'apprese? 
     quai monti mai, quali acque,

non l'udiron invocar? La terra antica 
non porta sola i templi tuoi, ma quella 
che il Genovese divinò, nutrica 
     i tuoi cultori anch'ella.

In che lande selvagge, oltre quai mari 
di sì barbaro nome fior si coglie, 
che non conosca de' tuoi miti altari 
     le benedette soglie?

CANTICO DEI TRE GIOVANI

Cfr. Dn 3, 52-56

Ogni creatura lodi il Signore

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
     e siedi sui cherubini, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Come era nel principio e ora e sempre
     nei secoli dei secoli, amen, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

SALMODIA

Cantico - Es 15, 1-4a. 8-13. 17-18

Inno di vittoria per il passaggio del Mare Rosso

Coloro che avevano vinto la bestia cantavano il cantico di Mosè, servo di Dio (Ap 15, 2-3).

Ant. 1   Gli Israeliti camminarono sull’asciutto
             in mezzo al mare: *
             le acque erano per loro una muraglia
             a destra e a sinistra.

Voglio cantare in onore del Signore; †
     perché ha mirabilmente trionfato, *
     ha gettato in mare cavallo e cavaliere.

Mia forza e mio canto è il Signore, *
     egli mi ha salvato.
È il mio Dio e lo voglio lodare, *
     è il Dio di mio padre e lo voglio esaltare!

Dio è prode in guerra, *
     si chiama Signore.
I carri del faraone e il suo esercito *
     li ha gettati in mare.

Al soffio della tua ira si accumularono le acque, †
     si alzarono le onde come un argine, *
     si rappresero gli abissi in fondo al mare.

Il nemico aveva detto: «Inseguirò, raggiungerò, †
     spartirò il bottino, se ne sazierà la mia brama, *
     sfodererò la spada, li conquisterà la mia mano!».

Soffiasti con il tuo alito: li coprì il mare, *
     sprofondarono come piombo in acque profonde.

Chi è come te fra gli dèi, *
     chi è come te, maestoso in santità, Signore?
Chi è come te, tremendo nelle imprese, *
     operatore di prodigi?

Stendesti la destra: *
     li inghiottì la terra.
Guidasti con il tuo favore questo popolo che hai riscattato, *
     lo conducesti con forza alla tua santa dimora.

Lo fai entrare *
     e lo pianti sul monte della tua promessa,
luogo che per tua sede, Signore, hai preparato, *
     santuario che le tue mani, Signore, hanno fondato.

Il Signore regna *
     in eterno e per sempre!

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 1   Gli Israeliti camminarono sull’asciutto
             in mezzo al mare: *
             le acque erano per loro una muraglia
             a destra e a sinistra.

Salmo 106

Ringraziamento per la liberazione

Questa è la parola che Dio ha inviato ai figli d’Israele recando la buona novella di pace, per mezzo di Gesù Cristo (At 10, 36).

I (1-16)

Ant. 2   I redenti dal Signore lo ringrazino *
             per la sua misericordia.

Celebrate il Signore, perché è buono, *
     perché eterna è la sua misericordia.
Lo dicano i riscattati del Signore, *
     che egli liberò dalla mano del nemico

e radunò da tutti i paesi, †
     dall’oriente e dall’occidente, *
     dal settentrione e dal mezzogiorno.

Vagavano nel deserto, nella steppa, *
     non trovarono il cammino per una città dove abitare.

Erano affamati e assetati, *
     veniva meno la loro vita.

Nell’angoscia gridarono al Signore *
     ed egli li liberò dalle loro angustie.

Li condusse sulla via retta, *
     perché camminassero verso una città dove abitare.

Ringrazino Dio per la sua misericordia: *
     ha fatto prodigi a salvezza dell’uomo:

poiché saziò il desiderio dell’assetato, *
     e l’affamato ricolmò di beni.

Abitavano nelle tenebre e nell’ombra di morte, *
     prigionieri della miseria e dei ceppi,
perché si erano ribellati alla parola di Dio *
     e avevano disprezzato il disegno dell’Altissimo.

Egli piegò il loro cuore sotto le sventure; *
     cadevano e nessuno li aiutava.

Nell’angoscia gridarono al Signore *
     ed egli li liberò dalle loro angustie.

Li fece uscire dalle tenebre e dall’ombra di morte *
     e spezzò le loro catene.

Ringrazino Dio per la sua misericordia: *
     ha fatto prodigi a salvezza dell’uomo;

perché ha infranto le porte di bronzo *
     e ha spezzato le sbarre di ferro.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 2   I redenti dal Signore lo ringrazino *
             per la sua misericordia.

II (17-43)

Ant. 3   Manda la tua parola *
             e guarisci i tuoi servi, Signore.

Stolti per la loro iniqua condotta
     soffrivano per i loro misfatti;
rifiutavano ogni nutrimento *
     e già toccavano le soglie della morte.

Nell’angoscia gridarono al Signore *
     ed egli li liberò dalle loro angustie.

Mandò la sua parola e li fece guarire, *
     li salvò dalla distruzione.

Ringrazino Dio per la sua misericordia: *
     ha fatto prodigi a salvezza dell’uomo.

Offrano a lui sacrifici di lode, *
     narrino con giubilo le sue opere.

Coloro che solcavano il mare sulle navi *
     e commerciavano sulle grandi acque,
videro le opere del Signore, *
     i suoi prodigi nel mare profondo.

Egli parlò e fece levare un vento burrascoso *
     che sollevò i suoi flutti.

Salivano fino al cielo, †
     scendevano negli abissi; *
     la loro anima languiva nell’affanno.

Ondeggiavano e barcollavano come ubriachi, *
     tutta la loro perizia era svanita.

Nell’angoscia gridarono al Signore *
     ed egli li liberò dalle loro angustie.

Ridusse la tempesta alla calma, *
     tacquero i flutti del mare.
Si rallegrarono nel vedere la bonaccia *
     ed egli li condusse al porto sospirato.

Ringrazino Dio per la sua misericordia: *
     ha fatto prodigi a salvezza dell’uomo.

Lo esaltino nell’assemblea del popolo, *
     lo lodino nel consesso degli anziani.

Ridusse i fiumi a deserto, *
     a luoghi aridi le fonti d’acqua
e la terra fertile a palude *
     per la malizia dei suoi abitanti.

Ma poi cambiò il deserto in lago, *
     e la terra arida in sorgenti d’acqua.
Là fece dimorare gli affamati *
     ed essi fondarono una città dove abitare.

Seminarono campi e piantarono vigne, *
     e ne raccolsero frutti abbondanti.
Li benedisse e si moltiplicarono, *
     non lasciò diminuire il loro bestiame.

Ma poi, ridotti a pochi, furono abbattuti, *
     perché oppressi dalle sventure e dal dolore.
Colui che getta il disprezzo sui potenti, *
     li fece vagare in un deserto senza strade.

Ma risollevò il povero dalla miseria *
     e rese le famiglie numerose come greggi.

Vedono i giusti e ne gioiscono *
     e ogni iniquo chiude la sua bocca.
Chi è saggio osservi queste cose *
     e comprenderà la bontà del Signore.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 3   Manda la tua parola *
             e guarisci i tuoi servi, Signore.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

V   Tu sei benedetto, Signore.
R   Amen.

L    Benedicimi, Padre.
V   Per intercessione della vergine Maria
      il Signore ci conceda pace e salvezza,
R   Amen.

PRIMA LETTURA

Is 7, 10-14; 8, 10; 11, 1-9

Dal libro del profeta Isaia

L’Emmanuele, re di pace

In quei giorni il Signore parlò ad Acaz dicendo: «Chiedi un segno dal Signore tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure lassù in alto». Ma Acaz rispose: «Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore». Allora Isaia disse: «Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta di stancare la pazienza degli uomini, perché ora vogliate stancare anche quella del mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele.
Preparate un piano, sarà senza effetti; 
fate un proclama, non si realizzerà, 
perché Dio è con noi». 
Un germoglio spunterà dal tronco di lesse, 
un virgulto germoglierà dalle sue radici. 
Su di lui si poserà lo spirito del Signore, 
spirito di sapienza e di intelligenza, 
spirito di consiglio e di fortezza, 
spirito di conoscenza e di timore del Signore. 
Si compiacerà del timore del Signore. 
Non giudicherà secondo le apparenze 
e non prenderà decisioni per sentito dire; 
ma giudicherà con giustizia i poveri 
e prenderà decisioni eque per gli oppressi del paese. 
La sua parola sarà una verga che percuoterà il violento; con il soffio delle sue labbra ucciderà l'empio.
Fascia dei suoi lombi sarà la giustizia, 
cintura dei suoi fianchi la fedeltà. 
Il lupo dimorerà insieme con l'agnello, 
la pantera si sdraierà accanto al capretto; 
il vitello e il leoncello pascoleranno insieme 
e un fanciullo li guiderà. 
La mucca e l'orsa pascoleranno insieme; 
si sdraieranno insieme i loro piccoli. 
Il leone si ciberà di paglia, come il bue. 
Il lattante si trastullerà sulla buca dell'aspide; 
il bambino metterà la mano 
nel covo di serpenti velenosi.
Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno
in tutto il mio santo monte,
perché la saggezza del Signore
riempirà il paese
come le acque ricoprono il mare.

RESPONSORIO

Cfr. Lc 1, 26-28

R   L'angelo Gabriele fu mandato da Dio
      a una vergine, promessa sposa
      di un uomo chiamato Giuseppe.
           Il nome della vergine era Maria.

V   Entrando da lei, l'angelo disse:
      «Ti saluto, o piena di grazia; 
      il Signore è con te».
           Il nome della vergine era Maria.

L    Benedicimi, Padre.
V   Per le preghiere e i meriti
      della beata vergine Maria
      il Signore ci conduca
      alla gioia della vita eterna.
R   Amen.

SECONDA LETTURA

Dai Discorsi di san Bernardo, abate

(Disc. In laudibus Virginis matris, II, 17: Opera omnia, 4, 34-35)
Guarda la stella e invoca Maria

«E il nome della Vergine era Maria» (Lc 1, 26): diciamo dunque qualche cosa anche su questo nome, che significa «stella del mare» e si adatta perfettamente alla Vergine madre. Molto felicemente infatti è paragonata a una stella: come una stella emette il proprio raggio senza alterarsi, così rimanendo intatta la Vergine partorisce il Figlio. Il raggio non diminuisce il chiarore della stella: così il Figlio non diminuisce l'integrità della Vergine.
È proprio Maria dunque la nobile stella spuntata da Giacobbe, il cui raggio illumina tutto l'universo, la cui lucentezza è la più viva nei cieli, penetra negli inferi e, rifulgendo sulla terra e riscaldando più le menti dei corpi, alimenta le virtù e dissecca i vizi. È Maria la stella fulgente e preziosa, collocata sopra questo mare grande e spazioso, splendente per i meriti e scintillante per gli esempi.
Tu che sei convinto di essere sballottato tra le tempeste e gli uragani nel pelago di questa vita, più che di camminare sulla terra, non distogliere gli occhi dal chiarore di questa stella, se non vuoi essere travolto dalle procelle.
Se insorgono i venti delle tentazioni, se urti negli scogli delle tribolazioni: guarda la stella, invoca Maria. Se vieni agitato dalle onde della superbia, dell'ambizione, della mormorazione, della gelosia: guarda la stella, invoca Maria.
Se l'ira, l'avarizia, i desideri della carne scuotono la navicella della tua anima: guarda a Maria. Se sei turbato dalla gravità dei peccati, confuso per le brutture della coscienza, atterrito per il rigore del giudizio, stai per essere risucchiato nel baratro della tristezza e nell'abisso della disperazione, pensa a Maria. Nei pericoli, nelle angustie, nel dubbio: pensa a Maria, chiama Maria. Non si allontani dalla bocca, non si allontani dal cuore; e per ottenere l'aiuto della sua preghiera non tralasciare di imitarne la vita. 
Se vai dietro a lei non devierai; se la preghi non dispererai; se pensi a lei non potrai sbagliare. Se lei ti guida non cadi, se ti protegge non puoi aver paura; sotto la sua guida non sentirai la fatica; con il suo aiuto arriverai alla mèta e potrai sperimentare in te stesso quanto giustamente si dica: «E il nome della Vergine era Maria». Ma ora dobbiamo fermarci un poco, perché la contemplazione di un così grande splendore non sia troppo fuggevole. Per usare le parole del vangelo: «È bene per noi stare qui» (Mt 17, 4): è piacevole contemplare in silenzio quello che il laborioso discorso non riesce a spiegare.

LAUS ANGELORUM MAGNA

Gloria a Dio nell’alto dei cieli, *
     e pace in terra agli uomini di buona volontà.

Noi ti lodiamo, ti eleviamo un inno, *
     ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo.
Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, *
     Signore Dio, Re del cielo.

Dio Padre onnipotente, *
     Gesù Cristo e Spirito santo.

Signore Dio, *
     Figlio del Padre.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, *
     accogli la nostra supplica.
Tu che siedi alla destra del Padre, *
     abbi pietà di noi.

Sii tu la nostra guida e il nostro aiuto; *
     salvaci, rendici puri, conservaci nella tua pace.
Liberaci dai nemici *
     e dalle tentazioni.

Perché tu solo il santo, *
     tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo,
Gesù Cristo, *
     nella gloria di Dio Padre con lo Spirito santo.

Ogni giorno ti benediciamo, *
     e lodiamo il tuo nome per sempre.
Dégnati oggi, Signore, *
     di custodirci senza peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
     mostrami il tuo volere.
Vedi la mia miseria e la mia pena *
     e perdona tutti i miei peccati.

Dalle mie labbra fiorisca la lode, *
     la lode al nostro Dio.
Possa io vivere per lodarti: *
     mi aiutino i tuoi giudizi.

Come pecora smarrita vado errando; *
     cerca il tuo servo perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Presto ci venga incontro la tua misericordia, †
     perché siamo troppo infelici: *
     aiutaci, Dio, nostra salvezza.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.   Amen.

LAUS ANGELORUM MAGNA

Glória in excélsis Deo *
     et in terra pax homínibus bonæ voluntátis.

Laudámus te, hymnum dícimus tibi, *
     benedícimus te, adorámus te, glorificámus te.
Grátias tibi ágimus propter magnam glóriam tuam, *
     Dómine Deus rex cæléstis.

Deus Pater omnípotens, *
     Iesu Christe et sancte Spíritus.

Dómine Deus, *
     Fílius Patris.

Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi, *
     sύscipe deprecatiónem nostram;
qui sedes ad déxteram Patris, *
     miserére nobis.

Miserére nobis: sύbveni nobis, dírige nos: *
     consérva nos, munda nos, pacífica nos,
libera nos ad inimícis, *
     a tentatiónibus.

Quia tu solus sanctus, *
     tu solus Dóminus, tu solus Altíssimus
Iesu Christie *
     in glória Dei Patris cum sancto Spíritu.

Per síngulos dies benedícimus te, *
     et laudámus nomen tuum in ætérnum, et in sæculum sæculi.

Dignáre, Dómine, die isto, *
     sine peccáto nos custodíre.

Benedíctus es, Dómine, *
     doce me iustítias tuas.
Vide humilitátem meam et labórem meum *
     et dimítte ómnia peccáta mea.

Eructábunt lábia mea hymnum, *
     hymnum Deo nostro.
Vivet ánima mea et laudábit te, *
     et iudícia tua adiuvábunt me.

Errávi sicut ovis, quæ períerat: *
     requíre servum tuum, quia mandáta tua non sum oblítus.

Cito antícipet nos misericórdia tua, Dómine, †
     quia páuperes factin sumus nimis, *
     ádiuva nos, Deus salutáris noster.

Benedíctus es, Dómine, Deus patrum nostrórum, *
     et laudábilis et gloriósus in sæcula sæculórum.   Amen.

Se all’Ufficio delle Letture seguono immediatamente le Lodi si omettono l’orazione seguente e l’introduzione di Lodi e si recita immediatamente il Cantico di Zaccaria.

ORAZIONE

Dio onnipotente,
la tua mano ci difenda da ogni pericolo;
l’intercessione e i meriti della beata vergine Maria
ci ottengano di vivere oggi e sempre operosi e sereni.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, 
che vive e regna con te, nell'unità dello Spirito santo, 
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE

V   Benediciamo il Signore.
R   Rendiamo grazie a Dio.