UFFICIO DELLE LETTURE

Martedì, 01 settembre 2026

MARTEDI
DELLA VENTIDUESIMA SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

V   O Dio, vieni a salvarmi.
R   Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.
Alleluia.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

Creatore e sovrano di tutto,
vincendo le furie del mare,
hai tratto alla luce la terra,
bellissima nostra dimora.

Tu di vivaci fiori l’adorni
e, quasi mensa regale
di frutti ricoprendola e di mèssi,
la presenti ai tuoi figli.

Così alla fresca tua rugiada, o Dio,
verdeggi il deserto dell’anima;
lavi ogni macchia il pianto,
ogni ribelle fremito si plachi.

La nostra volontà alla tua si accordi
e rifugga dal male,
il cuore si arrenda alla grazia
e schivi gli atti che arrecano morte.

A te eleviamo, o Padre, la preghiera,
a te che regni nei secoli
con l’unico tuo Figlio
e lo Spirito santo.   Amen.

latino

Tellúris ingens Conditor,
mundi solum qui éruens,
pulsis aquæ moléstiis,
terram dedísti immóbilem,

Ut germen aptum próferens,
fulvis decóra flóribus,
fecúnda fructu sísteret
pastúmque gratum rédderet:

Mentis perústæ vúlnera
munda viróre grátiæ,
ut facta fletu díluat
motúsque pravos átterat,

Iussis tuis obtémperet,
nullis malis appróximet,
bonis repléri gáudeat
et mortis actum nésciat.

Præsta, Pater piíssime,
per Iesum Christum Dóminum,
qui tecum in perpétuum
regnat cum sancto Spíritu.   Amen.

in canto

Creatore e sovrano di tutto,
vincendo le furie del mare,
hai tratto alla luce la terra,
bellissima nostra dimora.

Di fiori vivaci l’adorni
e, quasi regale banchetto,
di frutti e di messi arricchita,
la doni ogni giorno ai tuoi figli.

Così alla tua rugiada
verdeggi il deserto dell’anima;
il pianto cancelli le colpe,
si plachino i cuori ribelli.

Si compia il tuo disegno,
dal male ci salvi il tuo amore;
il cuore si arrenda alla grazia,
fuggendo le azioni di morte.

Ascolta la nostra preghiera,
o Padre, che regni nei secoli
con l’unico Figlio diletto,
insieme allo Spirito santo. Amen.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

Tu, Giorno eterno, che vivi e risplendi
dell’increata luce del Padre,
guarda propizio chi devoto illumina
di lieti canti la notte.

Vinci, Signore, le nostre tenebre:
sperdi le schiere dei dèmoni,
gli animi scuoti sì che il torpore
non soffochi le menti.

I servi che ti implorano
pietosamente ascolta: la lode
che a te si leva, Cristo, ci meriti
grazia, perdono e pace.

A te la gloria ascenda e il nostro giubilo,
o mite Re d’amore,
al Padre e allo Spirito Paraclito
negli infiniti secoli.   Amen.

latino

Consors patérni lúminis,
lux ipse lucis et dies,
noctem canéndo rúmpimus:
assíste postulántibus.

Aufer tenébras méntium,
fuga catérvas dǽmonum,
expélle somnoléntiam
ne pigritántes óbruat.

Sic, Christe, nobis ómnibus
indúlgeas credéntibus,
ut prosit exorántibus
quod præcinéntes psállimus.

Sit, Christe, rex piíssime,
tibi Patríque glória
cum Spíritu Paráclito,
in sempitérna sæcula.   Amen.

in canto

Tu, Giorno eterno, che splendi
nel Padre, la luce increata,
accogli propizio chi illumina
la notte con canti festosi.

Le tenebre vinci, Signore:
disperdi le schiere dei dèmoni,
gli animo scuoti dal sonno
che soffoca i cuori e le menti.

Ascolta i tuoi servi che implorano
l’amore sul giorno nascente:
o Cristo, la lode ci ottenga
la grazia, il perdono, la pace.

Sei degno di onore e di gloria,
o Re, nostro mite Signore,
col Padre e lo Spirito santo
nel tempo e nei secoli eterni. Amen.

CANTICO DEI TRE GIOVANI

Cfr. Dn 3, 52-56

Ogni creatura lodi il Signore

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
     e siedi sui cherubini, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Come era nel principio e ora e sempre
     nei secoli dei secoli, amen, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

SALMODIA

Salmo 36

Il destino dell’empio e del giusto

Beati i miti perché erediteranno la terra (Mt 5, 5).

I (1-11)

Ant. 1   Confida nel Signore e fa’ il bene.

Non adirarti contro gli empi, *
     non invidiare i malfattori.
Come fieno presto appassiranno, *
     cadranno come erba del prato.

Confida nel Signore e fa’ il bene, *
     abita la terra e vivi con fede.
Cerca la gioia nel Signore, *
     esaudirà i desideri del tuo cuore.

Manifesta al Signore la tua via, *
     confida in lui: compirà la sua opera;
farà brillare come luce la tua giustizia, *
     come il meriggio il tuo diritto.

Sta’ in silenzio davanti al Signore *
     e spera in lui;
non irritarti per chi ha successo, *
     per l’uomo che trama insidie.

Desisti dall’ira e deponi lo sdegno, *
     non irritarti: faresti del male,
poiché i malvagi saranno sterminati, *
     ma chi spera nel Signore possederà la terra.

Ancora un poco e l’empio scompare, *
     cerchi il suo posto e più non lo trovi.
I miti invece possederanno la terra *
     e godranno di una grande pace.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 1   Confida nel Signore e fa’ il bene.

II (12-29)

Ant. 2   Conosce il Signore la vita dei buoni, *
             la loro eredità dura per sempre.

Lempio trama contro il giusto, *
     contro di lui digrigna i denti.
Ma il Signore ride dell’empio, *
     perché vede arrivare il suo giorno.

Gli empi sfoderano la spada e tendono l’arco †
     per abbattere il misero e l’indigente, *
     per uccidere chi cammina sulla retta via.

La loro spada raggiungerà il loro cuore *
     e i loro archi si spezzeranno.

Il poco del giusto è cosa migliore *
     dell’abbondanza degli empi;
le braccia degli empi saranno spezzate, *
     ma il Signore è il sostegno dei giusti.

Conosce il Signore la vita dei buoni, *
     la loro eredità durerà per sempre.
Non saranno confusi nel tempo della sventura *
     e nei giorni della fame saranno saziati.

Poiché gli empi periranno, †
     i nemici del Signore appassiranno come lo splendore dei prati, *
    tutti come fumo svaniranno.

L’empio prende in prestito e non restituisce, *
     ma il giusto ha compassione e dà in dono.

Chi è benedetto da Dio possederà la terra, *
     ma chi è maledetto sarà sterminato.

Il Signore fa sicuri i passi dell’uomo *
     e segue con amore il suo cammino.
Se cade non rimane a terra, *
     perché il Signore lo tiene per mano.

Sono stato fanciullo e ora sono vecchio, †
     non ho mai visto il giusto abbandonato *
     né i suoi figli mendicare il pane.

Egli ha sempre compassione e dà in prestito, *
     per questo la sua stirpe è benedetta.

Sta’ lontano dal male e fa’ il bene, *
     e avrai sempre una casa.

Perché il Signore ama la giustizia e non abbandona i suoi fedeli; †
     gli empi saranno distrutti per sempre *
     e la loro stirpe sarà sterminata.

I giusti possederanno la terra *
     e la abiteranno per sempre.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 2   Conosce il Signore la vita dei buoni, *
             la loro eredità dura per sempre.

III (30-40)

Ant. 3   La legge del suo Dio è nel suo cuore, *
             i suoi passi non vacilleranno.

La bocca del giusto proclama la sapienza, *
     e la sua lingua esprime la giustizia;
la legge del suo Dio è nel suo cuore, *
     i suoi passi non vacilleranno.

L’empio spia il giusto *
     e cerca di farlo morire.
Il Signore non lo abbandona alla sua mano, *
     nel giudizio non lo lascia condannare.

Spera nel Signore e segui la sua via: †
     ti esalterà e tu possederai la terra *
     e vedrai lo sterminio degli empi.

Ho visto l’empio trionfante *
     ergersi come cedro rigoglioso;
sono passato e più non c’era, *
     l’ho cercato e più non si è trovato.

Osserva il giusto e vedi l’uomo retto, *
     l’uomo di pace avrà una discendenza.
Ma tutti i peccatori saranno distrutti, *
     la discendenza degli empi sarà sterminata.

La salvezza dei giusti viene dal Signore, *
     nel tempo dell’angoscia è loro difesa;

il Signore viene in loro aiuto e li scampa, †
     li libera dagli empi e dà loro salvezza, *
     perché in lui si sono rifugiati.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 3   La legge del suo Dio è nel suo cuore, *
             i suoi passi non vacilleranno.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

V   Tu sei benedetto, Signore.
R   Amen.

L    Benedicimi, Padre.
V   Per Cristo, che è via e verità,
      la divina Maestà  ci benedica.
R   Amen.

PRIMA LETTURA

Am 2, 4-16

Dal libro del profeta Amos

Il giudizio di Dio su Giuda e Israele

Così dice il Signore:
«Per tre misfatti di Giuda
e per quattro non revocherò il mio decreto,
perché hanno disprezzato la legge del Signore
e non ne hanno osservato i decreti;
si son lasciati traviare dai loro idoli
che i loro padri avevano seguito;
appiccherò il fuoco a Giuda
e divorerà i palazzi di Gerusalemme».
Così dice il Signore:
«Per tre misfatti d’Israele
e per quattro non revocherò il mio decreto,
perché hanno venduto il giusto per denaro
e il povero per un paio di sandali;
essi che calpestano come la polvere della terra
la testa dei poveri
e fanno deviare il cammino dei miseri;
e padre e figlio vanno dalla stessa ragazza,
profanando così il mio santo nome.
Su vesti prese come pegno si stendono
presso ogni altare
e bevono il vino confiscato come ammenda
nella casa del loro Dio.
Eppure io ho sterminato davanti a loro l’Amorreo,
la cui statura era come quella dei cedri,
e la forza come quella della quercia;
ho strappato i suoi frutti in alto
e le sue radici di sotto.
Io vi ho fatti uscire dal paese di Egitto
e vi ho condotti per quarant’anni nel deserto,
per darvi in possesso il paese dell’Amorreo.
Ho fatto sorgere profeti tra i vostri figli
e nazirei fra i vostri giovani.
Non è forse così, o Israeliti?».
Oracolo del Signore.
«Ma voi avete fatto bere vino ai nazirei
e ai profeti avete ordinato: Non profetate!
Ebbene, io vi affonderò nella terra
come affonda un carro
quando è tutto carico di paglia.
Allora nemmeno l’uomo agile potrà più fuggire,
né l’uomo forte usare la sua forza;
il prode non potrà salvare la sua vita
né l’arciere resisterà;
non scamperà il corridore,
né si salverà il cavaliere.
Il più coraggioso fra i prodi
fuggirà nudo in quel giorno!».
Oracolo del Signore.

RESPONSORIO

Cfr. Sal 32, 12. 20. 17

R   Beata la nazione il cui Dio è il Signore,
      il popolo che si è scelto come erede.
           L'anima nostra attende il Signore,
           egli è il nostro aiuto e il nostro scudo.

V   Il cavallo non giova per la vittoria,
      con tutta la sua forza non potrà salvare.
           L'anima nostra attende il Signore,
           egli è il nostro aiuto e il nostro scudo.

L    Benedicimi, Padre.
V   La grazia dello Spirito santo
      illumini i nostri sensi e il nostro cuore.
R   Amen.

SECONDA LETTURA

Dal trattato su «La fuga dal mondo» di sant’Ambrogio, vescovo

(II, 10-11: SAEMO 4, 80-85)
Tre città offerte come rifugio

Se la colpa si è insinuata in un uomo di buoni sentimenti, il primo rimedio è che egli senza alcuna dilazione, se vuole avere un'assoluta sicurezza, si affretti a raggiungere la stessa rocca dell'universo, dove il Verbo di Dio sta in seno al Padre, cioè nel mistero inaccessibile di Dio, dove è la fonte della sapienza, per attingerne, invece della morte, la bevanda immortale della vita eterna.
Il secondo rimedio è che colui il quale non può deliberare subito la conoscenza di quel sommo bene ed è alquanto tardo o nella mente o nella comprensione della fede – perché con la prontezza e il vigore dell'intelligenza e con l'acutezza dell'ingegno si raggiungono le conoscenze più sublimi – consideri almeno le opere del Signore e, risalendo da ciò che è stato creato, contempli l'Artefice di un'opera così grandiosa. Infatti, dalle cose buone che esistono nel complesso del creato – e sono veramente buone, come disse il Signore – si comprende quel sommo ed eterno Bene. Quale ordine, quale regolarità, quale bellezza! Da queste meraviglie anche un'intelligenza quanto vuoi tarda non è forse spinta ad amare il proprio Creatore? Se amiamo i nostri genitori perché ci hanno generato, quanto più dobbiamo amare il Creatore dei nostri genitori, dal quale anche noi siamo stati creati! La potenza creatrice di Dio, anche se non si vede, tuttavia si stima dalle sue opere che rivelano il loro Artefice, così che si riesce a concepire l'idea di colui che non si riesce a comprendere.
Perciò anche il Signore dice: «Se non credete a me, credete almeno alle mie opere» (Gv 10, 38). È adatta dunque quale rifugio anche questa città che attesta la bontà di chi l'ha edificata e suscita in noi la disposizione ad amare con ardore più vivo colui che manifestamente ha composto per noi la meravigliosa bellezza di questa costruzione.
La terza via consiste nella contemplazione del potere regale, in modo che siamo soggetti al re, se non proviamo per lui il rispetto dovuto ad un padre. Chi non sente gratitudine per la salvezza ricevuta, generalmente obbedisce all'autorità per timore di chi comanda, sicché riconosce l'obbligo della disciplina chi non ha voluto e potuto riconoscere la bontà dell'affetto paterno. La necessità dunque corregge colui che l'affetto paterno avrebbe dovuto stimolare. 
Queste sono le tre città al di là del Giordano, offerte come rifugio a una più perfetta sapienza, perché, in primo luogo, fuggiamo la colpa per una propensione dell'animo, in quanto conformi all'immagine di Dio. Infatti siamo stati creati da Dio con queste parole: «Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza» (Gn 1, 26). Questa è dunque la legge di quella prima città. Se poi per la fragilità della carne e le seduzioni del mondo non riusciamo ad educare l'animo nostro secondo tale norma, rendiamo meno grave il nostro peccato con l'ossequio verso il Padre che ci ha dato la vita e con la premura filiale; «la carità», infatti, «copre una moltitudine di peccati» (1Pt 4, 8). Chi non potrà essere conforme all'immagine di Dio, sia conforme alla pienezza della carità. La prima città esclude la colpa; questa la cancella. Perciò questa è la legge della seconda città: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutte le tue forze» (Dt 6, 5). Ma se, d'altra parte, vi sono anime così anguste e piccine che non possono accogliere in sé l'abbondanza della carità e la grazia, eccoti la terza città, perché la paura della potenza divina ti renda sottomesso e il timore ti pieghi. Questa è la terza legge: «Adorerai il Signore Dio tuo e servirai lui solo» (Mt 4, 10). Queste sono le virtù più importanti e perciò proprie di pochi, non di molti, identificate con le città poste al di là del Giordano: riprodurre il modello come un'immagine, amare il Padre come un figlio, adorare il Re come un suddito.

LAUS ANGELORUM MAGNA

Gloria a Dio nell’alto dei cieli, *
     e pace in terra agli uomini di buona volontà.

Noi ti lodiamo, ti eleviamo un inno, *
     ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo.
Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, *
     Signore Dio, Re del cielo.

Dio Padre onnipotente, *
     Gesù Cristo e Spirito santo.

Signore Dio, *
     Figlio del Padre.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, *
     accogli la nostra supplica.
Tu che siedi alla destra del Padre, *
     abbi pietà di noi.

Sii tu la nostra guida e il nostro aiuto; *
     salvaci, rendici puri, conservaci nella tua pace.
Liberaci dai nemici *
     e dalle tentazioni.

Perché tu solo il santo, *
     tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo,
Gesù Cristo, *
     nella gloria di Dio Padre con lo Spirito santo.

Ogni giorno ti benediciamo, *
     e lodiamo il tuo nome per sempre.
Dégnati oggi, Signore, *
     di custodirci senza peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
     mostrami il tuo volere.
Vedi la mia miseria e la mia pena *
     e perdona tutti i miei peccati.

Dalle mie labbra fiorisca la lode, *
     la lode al nostro Dio.
Possa io vivere per lodarti: *
     mi aiutino i tuoi giudizi.

Come pecora smarrita vado errando; *
     cerca il tuo servo perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Presto ci venga incontro la tua misericordia, †
     perché siamo troppo infelici: *
     aiutaci, Dio, nostra salvezza.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.   Amen.

LAUS ANGELORUM MAGNA

Glória in excélsis Deo *
     et in terra pax homínibus bonæ voluntátis.

Laudámus te, hymnum dícimus tibi, *
     benedícimus te, adorámus te, glorificámus te.
Grátias tibi ágimus propter magnam glóriam tuam, *
     Dómine Deus rex cæléstis.

Deus Pater omnípotens, *
     Iesu Christe et sancte Spíritus.

Dómine Deus, *
     Fílius Patris.

Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi, *
     sύscipe deprecatiónem nostram;
qui sedes ad déxteram Patris, *
     miserére nobis.

Miserére nobis: sύbveni nobis, dírige nos: *
     consérva nos, munda nos, pacífica nos,
libera nos ad inimícis, *
     a tentatiónibus.

Quia tu solus sanctus, *
     tu solus Dóminus, tu solus Altíssimus
Iesu Christie *
     in glória Dei Patris cum sancto Spíritu.

Per síngulos dies benedícimus te, *
     et laudámus nomen tuum in ætérnum, et in sæculum sæculi.

Dignáre, Dómine, die isto, *
     sine peccáto nos custodíre.

Benedíctus es, Dómine, *
     doce me iustítias tuas.
Vide humilitátem meam et labórem meum *
     et dimítte ómnia peccáta mea.

Eructábunt lábia mea hymnum, *
     hymnum Deo nostro.
Vivet ánima mea et laudábit te, *
     et iudícia tua adiuvábunt me.

Errávi sicut ovis, quæ períerat: *
     requíre servum tuum, quia mandáta tua non sum oblítus.

Cito antícipet nos misericórdia tua, Dómine, †
     quia páuperes factin sumus nimis, *
     ádiuva nos, Deus salutáris noster.

Benedíctus es, Dómine, Deus patrum nostrórum, *
     et laudábilis et gloriósus in sæcula sæculórum.   Amen.

Se all’Ufficio delle Letture seguono immediatamente le Lodi si omettono l’orazione seguente e l’introduzione di Lodi e si recita immediatamente il Cantico di Zaccaria.

ORAZIONE

Strappaci dalle nostre ingiustizie, o Dio pietoso,
e sempre allietaci nella tua pace.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.


Quando l'Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell'orazione riportata si può sempre dire l'orazione seguente:

Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE

V   Benediciamo il Signore.
R   Rendiamo grazie a Dio.