UFFICIO DELLE LETTURE

Sabato, 29 agosto 2026

MARTIRIO DI SAN GIOVANNI BATTISTA
Festa

V   O Dio, vieni a salvarmi.
R   Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.
Alleluia.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

Vita dei santi, Cristo, unica via,
o sola speranza del mondo,
o sorgente di pace e di giustizia,
voci e cuori a te inneggiano.

Se qualche luce di virtù tu vedi,
ogni parola vera,
ogni infiammata volontà di bene,
è, Signore, tua grazia.

Dona quiete ai tempi incerti,
salda custodisci la fede,
rinvigorisci i deboli,
perdona i peccatori.

Gloria si canti al Padre
e all’unico suo Figlio,
dolce si levi la lode allo Spirito
negli infiniti secoli.   Amen.

latino

Vita sanctórum, via, spes salúsque,
Christe, largítor probitátis atque
cónditor pacis, tibi voce, sensu
pángimus hymnum:

Cuius est virtus manifésta totum
quod pii possunt, quod habent, quod ore,
corde vel factis cúpiunt, amóris
igne flagrántes.

Témporum pacem, fídei tenórem,
lánguidis curam veniámque lapsis,
ómnibus præsta páriter beátæ
múnera vitæ.

Glória summum résonet Paréntem,
glória Natum, paritérque sanctum
Spíritum dulci modulétur hymno
omne per ævum.   Amen.

in canto

O Cristo, sei vita dei santi,
salvezza e speranza del mondo;
sorgente di pace e giustizia,
ti cantano i cuori e le voci.

Se qualche virtù in noi vedi,
parole sincere di vita,
il nostro cammino nel bene
è frutto, Signore, di grazia.

Da’ quiete ai tempi insicuri,
saldezza a una fragile fede,
ai deboli dona vigore,
a tutti perdona i peccati.

Al Padre si cantino lodi
e all’unico Figlio Signore,
onore allo Spirito santo
per sempre nei secoli eterni. Amen.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

La nostra lode accogli,
o Creatore eterno delle cose,
che, notte e giorno avvicendando,
rendi più vario e grato il tempo.

Alta regna la notte
e già s’ode il canto del gallo,
gioioso presagio di luce
all’ansia del viandante.

Si desta allora e ad oriente appare
la stella palpitante del mattino,
la torma squagliasi dei vagabondi,
abbandonando i vicoli del male.

Il gallo canta. La sua voce placa
il furioso fragore dell’onda;
e Pietro, roccia che fonda la Chiesa,
la colpa asterge con lacrime amare.

Orsù leviamoci animosi e pronti:
tutti risveglia il richiamo del gallo
e gli indolenti accusa che si attardano
sotto le coltri dormigliando ancora.

Il gallo canta. Torna la speranza:
l’infermo sente rifluir la vita,
il sicario nasconde il suo pugnale,
negli smarriti la fede rivive.

Gesù Signore, guardaci pietoso,
quando, tentati, incerti vacilliamo:
se tu ci guardi, le macchie dileguano
e il peccato si stempera nel pianto.

Tu, vera luce, nei cuori risplendi,
disperdi il torpore dell’anima:
a te sciolga il labbro devoto
la santa primizia dei canti.

Gloria a Dio Padre
e all’unico suo Figlio
con lo Spirito santo
nella distesa dei secoli.   Amen.

latino

Ætérne rerum Cónditor,
noctem diémque qui regis,
et témporum das témpora,
ut álleves fastídium;

Præco diéi iam sonat,
noctis profúndæ pérvigil,
noctúrna lux viantibus
a nocte noctem ségregans.

Hoc excitátus lúcifer
solvit polum calígine,
hoc omnis errónum chorus
vias nocéndi déserit.

Hoc nauta vires cólligit
pontíque mitescunt freta,
hoc ipse Petra Ecclésiæ
canénte culpam diluit.

Surgámus ergo strénue!
gallus iacentes excitat,
et somnoléntos íncrepat,
Gallus negantes arguit.

Gallo canénte spes redit,
ægris salus refúnditur,
mucro latrónis cónditur,
lapsis fides revértitur.

Iesu, labántes respice,
et nos vidéndo córrige,
si réspicis, lapsus cadunt,
fletúque culpa sólvitur.

Tu lux refúlge sensibus,
mentísque somnum díscute,
te nostra vox primum sonet
et ore solvámus tibi.

Deo Patri sit glória
eiúsque soli Fílio,
cum Spíritu Paráclito
in sempíterna sǽcula.   Amen.

in canto

Accogli nel canto la lode,
eterno Creatore del mondo,
che notte e giorno avvicendi
rendendo più vario il tempo.

Ancora la notte è oscura
e già si ode il canto del gallo,
gioioso presagio di luce
all’ansia dell’uomo in cammino.

Si desta e appare ad oriente
la stella del primo mattino;
la torma di uomini infidi
rifugge da vie tortuose.

Il canto del gallo è una voce
sul cupo fragore dell’onda;
e Pietro, la roccia di Cristo,
con lacrime asperge la colpa.

Leviamoci pronti e animosi:
il canto del gallo risveglia
e accusa i pigri indolenti,
che ancora nel sonno si attardano.

Così la speranza ritorna:
il male abbandona il violento,
fluisce la vita all’infermo,
la fede rivive nei cuori.

Clemente Signore, difendici:
incerti e tentati noi siamo!
Se guardi, le macchie dileguano:
nel pianto il peccato laviamo.

Tu, luce, risplendi nell’uomo,
disperdi il torpore dell’anima:
a te sciolga il labbro devoto
la santa primizia dei canti.

La gloria innalziamo al Padre
e all’unico Figlio risorto,
insieme allo Spirito santo,
per sempre nei secoli eterni. Amen.

CANTICO DEI TRE GIOVANI

Cfr. Dn 3, 52-56

Ogni creatura lodi il Signore

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
     e siedi sui cherubini, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Come era nel principio e ora e sempre
     nei secoli dei secoli, amen, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

SALMODIA

Sap 3, 1-19

Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio

Beati i morti che muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, riposeranno dalle loro fatiche, perché le loro opere li seguono (Ap 14, 13).

Ant. 1   Né le regali lusinghe,
             né le minacce di morte lo piegano: *
             aperta è la denuncia della colpa, la verità non si tace.

Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, *
     non le toccherà nessun tormento.

Agli occhi degli stolti parve che morissero; *
     la loro fine fu ritenuta una sciagura,
la loro dipartita da noi una rovina, *
     ma essi sono nella pace.

Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi, *
     piena di immortalità è la loro speranza.

In cambio di una breve pena *
     riceveranno grandi benefici,
perché Dio li ha provati *
     e di sé li ha trovati degni;

li ha saggiati come oro nel crogiuolo *
     e li ha graditi come un olocausto.

I giusti nel giorno del loro giudizio risplenderanno; *
     correranno qua e là, come scintille nella stoppia.

Governeranno le nazioni, avranno potere sui popoli *
     e il Signore regnerà per sempre su di loro.

Comprenderanno la verità quanto confidano in lui; *
     coloro che gli sono fedeli
          vivranno presso di lui nell'amore,

perché grazia e misericordia *
     sono riservate ai suoi eletti.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 1   Né le regali lusinghe,
             né le minacce di morte lo piegano: *
             aperta è la denuncia della colpa, la verità non si tace.

Cantico - Sap 5, 1-6. 14-15

La sorte beata dei giusti

I giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro (Mt 13, 43).

Ant. 2   Duro e penoso è il cammino *
             del precursore Giovanni.

Il giusto starà con grande fiducia †
     di fronte a quanti lo hanno oppresso *
     e a quanti han disprezzato le sue sofferenze.

Costoro vedendolo
          saran presi da terribile spavento, *
     saran presi da stupore per la sua salvezza inattesa.
Pentiti, diranno fra di loro, *
     gemendo nello spirito tormentato:

«Ecco colui che noi una volta abbiamo deriso *
     e che stolti abbiam preso a bersaglio
          del nostro scherno;
giudicammo la sua vita una pazzia *
     e la sua morte disonorevole.

Perché ora è considerato tra i figli di Dio *
     e condivide la sorte dei santi?

Abbiamo dunque deviato dal cammino della verità; †
     la luce della giustizia non è brillata per noi, *
     né mai per noi si è alzato il sole.

La speranza dell'empio
          è come pula portata dal vento, *
     come schiuma leggera sospinta dalla tempesta,
come fumo dal vento è dispersa, *
     si dilegua come il ricordo dell'ospite di un sol giorno.

I giusti al contrario vivono per sempre, †
     la loro ricompensa è presso il Signore *
     e l'Altissimo ha cura di loro.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 2   Duro e penoso è il cammino *
             del precursore Giovanni.

Cantico - Sir 51, 1-12

Rendimento di grazie a Dio che ha liberato i suoi dalla tribolazione

Mi compiaccio nelle mie infermità, negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo (2Cor 12, 10)

Ant. 3   Non è sorto tra i nati di donna *
             uno più grande di Giovanni il Battista.

Ti glorificherò, Signore mio re, *
     ti loderò, Dio mio salvatore;
glorificherò il tuo nome, *
     perché fosti mio protettore e mio aiuto

e hai liberato il mio corpo dalla perdizione, †
     dal laccio di una lingua calunniatrice, *
     dalle labbra che proferiscono menzogne;

di fronte a quanti mi circondavano *
     sei stato il mio aiuto e mi hai liberato,
secondo la tua grande misericordia *
     e per il tuo nome,

dai morsi di chi stava per divorarmi, *
     dalla mano di quanti insidiavano alla mia vita,

dalle molte tribolazioni di cui soffrivo, †
     dal soffocamento di una fiamma avvolgente, *
     e dal fuoco che non avevo acceso,
dal profondo seno degli inferi, *
     dalla lingua impura e dalla parola falsa.

Una calunnia di lingua ingiusta *
     era giunta al re.
La mia anima era vicina alla morte, *
     la mia vita era alle porte degli inferi.

Mi assalivano dovunque *
     e nessuno mi aiutava;
mi rivolsi per soccorso agli uomini, *
     ma invano.

Allora mi ricordai delle tue misericordie, Signore, *
     e delle tue opere che sono da sempre,
perché tu liberi quanti sperano in te, *
     li salvi dalla mano dei nemici.

Ed innalzi dalla terra la mia supplica; *
     pregai per la liberazione dalla morte.
Esclamai: «Signore, mio padre tu sei *
     e autore della mia salvezza,

non mi abbandonare nei giorni dell'angoscia, *
     nel tempo dello sconforto e della desolazione.
Io loderò sempre il tuo nome; *
     canterò inni a te con riconoscenza».

La mia supplica fu esaudita; †
     tu mi salvasti infatti dalla rovina *
     e mi strappasti da una cattiva situazione.

Per questo ti ringrazierò e ti darò lode, *
     benedirò il nome del Signore.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 3   Non è sorto tra i nati di donna *
             uno più grande di Giovanni il Battista.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

V   Tu sei benedetto, Signore.
R   Amen.

L    Benedicimi, Padre.
V   Per intercessione di san Giovanni Battista
      il Signore ci conceda benedizione e salvezza.
R   Amen.

PRIMA LETTURA

Ger 1, 4-19

Dal libro del profeta Geremia

Oggi io faccio di te come una città fortificata

Mi fu rivolta la parola del Signore:
«Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo,
prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato;
ti ho stabilito profeta delle nazioni».
Risposi: «Ahimé, Signore Dio, ecco io non so parlare,
perché sono giovane».
Ma il Signore mi disse: «Non dire: Sono giovane,
ma va' da coloro a cui ti manderò
e annunzia ciò che io ti ordinerò.
Non temerli,
perché io sono con te per proteggerti».
Oracolo del Signore.
Il Signore stese la mano, mi toccò la bocca
e il Signore mi disse:
«Ecco, ti metto le mie parole sulla bocca.
Ecco, oggi ti costituisco
sopra i popoli e sopra i regni
per sradicare e demolire,
per distruggere e abbattere,
per edificare e piantare».
Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Che cosa vedi, Geremia?». Risposi: «Vedo un ramo di mandorlo». Il Signore soggiunse: «Hai visto bene, poiché io vigilo sulla mia parola per realizzarla». Quindi mi fu rivolta di nuovo questa parola del Signore: «Che cosa vedi?». Risposi: «Vedo una caldaia sul fuoco inclinata verso settentrione».
Il Signore mi disse:
«Dal settentrione si rovescerà la sventura
su tutti gli abitanti del paese.
Poiché, ecco, io sto per chiamare
tutti i regni del settentrione.
Oracolo del Signore.
Essi verranno e ognuno porrà il trono
davanti alle porte di Gerusalemme,
contro tutte le sue mura
e contro tutte le città di Giuda.
Allora pronunzierò i miei giudizi contro di loro,
per tutto il male che hanno commesso abbandonandomi,
per sacrificare ad altri dèi
e prostrarsi davanti al lavoro delle proprie mani.
Tu, poi, cingiti i fianchi,
alzati e di' loro tutto ciò che ti ordinerò;
non spaventarti alla loro vista,
altrimenti ti farò temere davanti a loro.
Ed ecco oggi io faccio di te
come una fortezza,
come un muro di bronzo
contro tutto il paese,
contro i re di Giuda e i suoi capi,
contro i suoi sacerdoti e il popolo del paese.
Ti muoveranno guerra ma non ti vinceranno,
perché io sono con te per salvarti».
Oracolo del Signore.

RESPONSORIO

Cfr. Mt 14, 10; Mc 6, 18. 19

R   Erode mandò nel carcere una guardia
      a tagliare la testa del Battista,
           che al re era andato dicendo:
           «Non ti è lecito tenere
           la moglie di tuo fratello».

V   Erodìade nutriva rancore
      e voleva far uccidere Giovanni,
           che al re era andato dicendo:
           «Non ti è lecito tenere
           la moglie di tuo fratello».

L   Benedicimi, Padre.
V   San Giovanni Battista
      interceda per noi presso il Signore.
R   Amen.

SECONDA LETTURA

Dal trattato su «Le vergini» di sant’Ambrogio, vescovo

(L. IlI, 26. 28-30: CPS 148. 150-152)
Quanti peccati in una sola scelleratezza!

Poiché la memoria d'un uomo tanto grande non è da toccarsi così di volo, è interessante rendersi conto da chi, per qual motivo, come e quando Giovanni fu ucciso. Sono due adùlteri che mettono a morte quel giusto, due rei che ritorcono contro il giudice la pena di delitto capitale. La morte del Profeta, poi è il premio concesso a una ballerina. Finalmente in mezzo a festini e gozzoviglie (cosa che gli stessi barbari hanno sempre avuto in orrore) si emana l'ordine di consumare il delitto e si porta attorno dalla mensa al carcere, dal carcere alla mensa la testimonianza dell'atroce misfatto. Quanti peccati in una sola scelleratezza!
«Allora», dice il vangelo, «il re n'ebbe piacere e disse alla fanciulla di chiedergli ciò che voleva. E giurò di darle anche la metà del regno, se lo avesse chiesto» (cfr. Mc 6, 22-23). Vedete il conto che fanno i mondani dei loro regni e dei loro stati: li vendono per un ballo. La ragazza, istruita dalla madre, chiese che le si portasse su di un bacile il capo di Giovanni. Quel che si legge poi (cfr. Mc 6, 26): «Il re si rattristò», non è pentimento, ma riconoscimento della propria iniquità, a cui la divina giustizia suole condurre il malvagio costringendolo a condannarsi con la confessione della sua colpa. Sèguita il vangelo: «Ma a causa di quelli ch'erano a mensa con lui». Che cosa poteva fare di più vergognoso che dare l’ordine di un omicidio solo per non dispiacere a dei commensali? «E per il giuramento», soggiunge.
Oh religione veramente singolare! Sarebbe stato un male minore lo spergiuro! Perciò non senza motivo il Signore nel vangelo ci vieta il giuramento, per evitarci un'occasione di spergiuro e non costringerci a peccare. Intanto si colpisce un innocente per non violare un giuramento. Non so davvero quale delle due colpe ispiri più orrore. Gli spergiuri dei tiranni sono più tollerabili dei loro giuramenti.
Vedendo quel correre su e giù dalla mensa al carcere, chi non avrebbe creduto che si ordinasse la scarcerazione del Profeta? Chi mai, dico, visto che si trattava di festeggiare il natalizio di Erode, che il convito era solenne e che era stato concesso alla fanciulla di chiedere quel che volesse, non avrebbe pensato che si mandasse a liberare Giovanni? Che ha a che fare la crudeltà con i festini, il piacere con la morte? Viene trucidato il Profeta nell'ora stessa del convito, per ordini emanati durante il convito stesso, e dai quali del resto avrebbe sdegnato di venire prosciolto. Viene decapitato, e la testa di lui portata in un piatto. Ben conveniva a quell'inumano una tale vivanda, con cui sfamasse la sua ferocia non sazia di cibi.
Guarda, scelleratissimo re, quale spettacolo degno del tuo banchetto! E perché nulla manchi alla tua barbarie, stendi la mano, così che ti scorra tra le dita quel sangue sacro. E poiché la tua fame rabbiosa non poté saziarsi con le vivande, né con i vini spegnersi la tua sete d'inaudita ferocia, bevi quel sangue che scorre ancora dalle vene di quel capo reciso. Guarda quegli occhi che, anche morti, attestano ancora il tuo peccato, e - aborrono i tuoi festini. Si chiudono quegli occhi non tanto in forza della morte, quanto per orrore della tua lussuria. Quell'aurea bocca, della quale non potevi tollerare i giudizi, è muta, eppure la temi ancora.
La lingua, che, quantunque morta ancora compie il suo dovere come quando era viva, con un movimento che si sarebbe detto convulso, fulminava anche ades­so quello scandalo!

TE DEUM

Noi ti lodiamo, Dio, *
ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre, *
tutta la terra ti adora.

A te cantano gli angeli *
e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo *
il Signore Dio dell’universo.

I cieli e la terra *
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *
e la candida schiera dei martiri;

le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico Figlio, *
e lo Spirito Santo Paraclito.

O Cristo, re della gloria, *
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre *
per la salvezza dell’uomo.

Vincitore della morte, *
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.

Soccorri i tuoi figli, Signore, *
che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria *
nell’assemblea dei santi.

Salva il tuo popolo, Signore, *
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, *
Lodiamo il tuo nome per sempre.

Degnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: *
in te abbiamo sperato.

Pietà di noi, Signore, *
pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, *
non saremo confusi in eterno.

TE DEUM

Te Deum laudámus: *
     te Dóminum confitémur.
Te ætérnum Patrem *
     omnis terra venerátur.

Tibi omnes ángeli, *
     tibi cæli et univérsæ potestátes:
tibi chérubim et séraphim *
     incessábili voce proclámant:

Sanctus, Sanctus, Sanctus *
     Dóminus Deus Sábaoth.
Pleni sunt cæli et terra *
     maiestátis glóriæ tuæ.

Te gloriósus *
     apostolórum chorus,
te prophetárum *
     laudábilis númerus,
te mártyrum candidátus *
     laudat exércitus.

Te per orbem terrárum *
     sancta confitétur Ecclésia
Patrem *
     Imménsæ maiestátis,

venerándum tuum verum *
     et únicum Filium,
Sanctum quoque *
     Paráclitum Spíritum.

Te rex glóriæ, *
     Christe.
Tu Patris *
     sempitérnus es Fílius.
Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem, *
     non horruísti Vírginis úterum.

Tu, devícto mortis acúleo, *
     apertuísti credéntibus regna cælórum.
Tu ad déxteram Dei sedes, *
     in glória Patris.
Iudex *
     créderis esse ventúrus.

Te ergo, quæsumus, tuis fámulis súbveni, *
     quos pretióso sánguine redemísti.
Ætérna fac cum sanctis tuis *
     in glória numerári.

Salvum fac pópulum tuum, Dómine, *
     et bénedic hereditáti tuæ.
Et rege eos, *
     et extólle illos usque in ætérnum,.

Per síngulos dies *
     benedícimus te;
et laudámus nomen tuum in sæculum, *
     et in sæculum sæculi.

Dignáre, Dómine, die isto *
     sine peccáto nos custodire.
Miserére nostri, Dómine, *
     miserére nostri.

Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, *
     quemádmodum sperávimus in te.
In te, Dómine, sperávi: *
     non confúndar in ætérnum.

Se all’Ufficio delle Letture seguono immediatamente le Lodi si omettono l’orazione seguente e l’introduzione di Lodi e si recita immediatamente il Cantico di Zaccaria.

ORAZIONE

L’orazione del precursore e martire Giovanni 
protegga, o Dio, la tua Chiesa, 
che ripetutamente lo onora, 
e le ottenga i doni imperituri della vita redenta. 
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, 
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, 
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE

V   Benediciamo il Signore.
R   Rendiamo grazie a Dio.