UFFICIO DELLE LETTURE

Mercoledì, 19 agosto 2026

MERCOLEDI
DELLA VENTESIMA SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

V   O Dio, vieni a salvarmi.
R   Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.
Alleluia.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

Tu che l’immensa volta del cielo
stupendamente di luce avvampi
e di vaghi colori
adorni la bellezza del creato;

tu che nel quarto giorno hai voluto
il fiammeggiante globo del sole
e l’alternante gioco della luna
e il nitido corso degli astri,

così scandendo nell’ordine il tempo
e misurando le notti
e i giorni e i mesi e gli anni,
ascolta, Padre, la nostra preghiera.

Sciogli l’orrido gelo della colpa,
rischiara il cuore degli uomini,
impreziosisci l’anima
della tua santa grazia.

Noi t’imploriamo, o Dio,
per il tuo Figlio unigenito
che regna con te nei secoli
e con lo Spirito santo. Amen.

latino

Cæli Deus sanctíssime,
qui lúcidum centrum poli
candóre pinguis ígneo
augens decóri lúmina.

Quarto die qui flámmeam
solis rotam constítuens,
lunæ minístras órdini
vagos recúrsus síderum.

Ut nóctibus vel lúmini
diremptiónis términum,
primórdiis et ménsium
signum dares notíssimum:

Illúmina cor hóminum,
abstérge sordes méntium,
resólve culpæ vínculum,
evérte moles críminum.

Præsta, Pater piíssime,
per Iesum Christum Dóminum,
qui tecum in perpétuum
regnat cum sancto Spíritu.   Amen.

in canto

La volta immensa del cielo
avvampi di luce stupenda;
tu doni colori splendenti,
bellezza per tutto il creato.

Nel tuo disegno hai voluto
il globo del sole raggiante,
di notte la candida luna,
e il nitido corso degli astri.

Ascolta la nostra preghiera,
o Padre, nel tempo che scorre:
i giorni coi mesi e con gli anni
in pace serena conduci.

Sciogliendo il gelo del male,
rischiara il cuore dell’uomo;
e l’anima rendi preziosa,
immersa in un fiume di grazia.

Unanimi noi t’imploriamo,
o Padre col Figlio unigenito,
che regna con te e con lo Spirito
nel tempo e nei secoli eterni. Amen.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

Non sono impallidite ancora in cielo
l’ultime stelle, e già dal sonno, o Dio,
sorge la Chiesa a mattinar lo sposo
con animo adorante.

Così ci sia donato,
dopo la lunga notte,
di varcare le soglie del tuo regno
inni cantando a te con cuore nuovo.

O Trinità beata,
a te, suprema fonte dell’essere,
il coro dei redenti
leva felice l’inno nei secoli.   Amen.

latino

Nocte surgéntes vigilémus omnes,
semper in psalmis meditémur atque
víribus totis Dómino canámus
     dúlciter hymnos,

Ut, pio regi páriter canéntes,
cum suis sanctis mereámur aulam
íngredi cæli, simul et beátam
     dúcere vitam.

Glória summum résonet Paréntem,
glória Natum, paritérque sanctum
Spíritum dulci modulétur hymno
     omne per ævum.   Amen.

in canto

Ancora nel cielo scintillano
le ultime stelle, o Dio,
e già la tua Chiesa dal sonno
si desta e canta allo Sposo.

Così varcheremo la soglia
del Giorno di luce infinita,
trascorsa la notte del tempo,
cantando gioiosi nel Regno.

A te, uno e trino Signore,
sorgente suprema dell’essere,
elevino tutti i redenti
un inno di festa nei secoli. Amen.

CANTICO DEI TRE GIOVANI

Cfr. Dn 3, 52-56

Ogni creatura lodi il Signore

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
     e siedi sui cherubini, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Come era nel principio e ora e sempre
     nei secoli dei secoli, amen, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

SALMODIA

Salmo 102

Inno alla misericordia di Dio

Grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, venne a visitarci dall’alto un sole che sorge (Lc 1, 78).

I (1-7)

Ant. 1   Il Signore ti corona di grazia *
             e di misericordia.

Benedici il Signore, anima mia, *
     quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia, *
     non dimenticare tanti suoi benefici.

Egli perdona tutte le tue colpe, *
     guarisce tutte le tue malattie;
salva dalla fossa la tua vita, *
     ti corona di grazia e di misericordia;

egli sazia di beni i tuoi giorni *
     e tu rinnovi come aquila la tua giovinezza.

Il Signore agisce con giustizia *
     e con diritto verso tutti gli oppressi.
Ha rivelato a Mosè le sue vie, *
     ai figli d’Israele le sue opere.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 1   Il Signore ti corona di grazia *
             e di misericordia.

II (8-16)

Ant. 2   Ricòrdati, Signore, che noi siamo polvere, *
             non ripagarci secondo le nostre colpe.

Buono e pietoso è il Signore, *
     lento all’ira e grande nell’amore.
Egli non continua a contestare *
     e non conserva per sempre il suo sdegno.

Non ci tratta secondo i nostri peccati, *
     non ci ripaga secondo le nostre colpe.

Come il cielo è alto sulla terra, *
     così è grande la sua misericordia su quanti lo temono;

come dista l’oriente dall’occidente, *
     così allontana da noi le nostre colpe.
Come un padre ha pietà dei suoi figli, *
     così il Signore ha pietà di quanti lo temono.

Perché egli sa di che siamo plasmati, *
     ricorda che noi siamo polvere.
Come l’erba sono i giorni dell’uomo, *
     come il fiore del campo, così egli fiorisce.

Lo investe il vento e più non esiste *
     e il suo posto non lo riconosce.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 2   Ricòrdati, Signore, che noi siamo polvere, *
             non ripagarci secondo le nostre colpe.

III (17-22)

Ant. 3   Benedite il Signore, voi tutte opere sue.

La grazia del Signore è da sempre, *
     dura in eterno per quanti lo temono.

La sua giustizia per i figli dei figli, †
     per quanti custodiscono la sua alleanza *
     e ricordano di osservare i suoi precetti.

Il Signore ha stabilito nel cielo il suo trono *
     e il suo regno abbraccia l’universo.

Benedite il Signore, voi tutti suoi angeli, †
     potenti esecutori dei suoi comandi, *
     pronti alla voce della sua parola.

Benedite il Signore, voi tutte sue schiere, *
     suoi ministri che fate il suo volere.

Benedite il Signore, voi tutte opere sue, †
     in ogni luogo del suo dominio. *
     benedici il Signore, anima mia.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 3   Benedite il Signore, voi tutte opere sue.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

V   Tu sei benedetto, Signore.
R   Amen.

L    Benedicimi, Padre.
V   Per Cristo, che è via e verità,
      la divina Maestà  ci benedica.
R   Amen.

PRIMA LETTURA

Ef 2, 11-22

Dalla lettera agli Efesini di san Paolo, apostolo

I pagani riconciliati con gli Ebrei e con Dio

Ricordatevi che un tempo voi, pagani per nascita, chiamati incirconcisi da quelli che si dicono circoncisi perché tali sono nella carne per mano di uomo, ricordatevi che in quel tempo eravate senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza d'Israele, estranei ai patti della promessa, senza speranza e senza Dio in questo mondo. Ora invece, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate i lontani siete diventati i vicini grazie al sangue di Cristo. Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo, cioè l'inimicizia, annullando, per mezzo della sua carne, la legge fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, distruggendo in se stesso l’inimicizia.
Egli è venuto perciò ad «annunziare pace» a voi «che eravate lontani e pace a coloro che erano vicini» (cfr. Is 57, 19; Zc 9, 10). Per mezzo di lui possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito.
Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù. In lui ogni costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi insieme con gli altri venite edificati per diventare dimora di Dio per mezzo dello Spirito.

RESPONSORIO

Cfr. Ef 2, 13. 14. 18; Sal 71, 7

R   Noi che un tempo eravamo i lontani
      siamo diventati i vicini nel sangue di Cristo:
      egli è la nostra pace,
           perché possiamo per mezzo suo
           presentarci tutti al Padre
           in un solo Spirito.

V   Nei suoi giorni fiorirà la giustizia
      e abbonderà la pace,
      finché non si spenga la luna,
           perché possiamo per mezzo suo
           presentarci tutti al Padre
           in un solo Spirito.

L    Benedicimi, Padre.
V   La grazia dello Spirito santo
      illumini i nostri sensi e il nostro cuore.
R   Amen.

SECONDA LETTURA

Dalla «Lettera alle monache di Lione» di Bernardo di Portes

(1.2-3: SC 274, 78. 82-84)
Bisogna fare il bene con gioia e letizia

Bernardo, chiamato priore di Portes, e i suoi fratelli porgono un devotissimo saluto nel Signore alle venerabili e carissime sorelle in Cristo, la badessa di Lione e tutte le monache che servono il Signore sotto la sua guida.
Sappiate che è molto utile e salutare per voi fare con gioia e letizia il bene che avete intrapreso. È così che le opere buone devono essere fatte. Lo insegna l’Apostolo dicendo: «Non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia» (2Cor 9, 7). E nel salmo è scritto: «Servite il Signore nella gioia» (Sal 99, 2). E se per caso alcune di voi sono ancora tristi per questa violenza santa e cara a Dio che è stata fatta loro, voi che siete più prudenti e migliori dovete consolarle nella parola di Dio e ricordare loro ciò che dice la santa Scrittura: «Come il tarlo nuoce alle vesti, e il verme al legno, così la tristezza nuoce al cuore» (Prv 25, 20). E ciò che dice l'Apostolo: «Perché la tristezza secondo Dio produce un pentimento irrevocabile che porta alla salvezza, mentre la tristezza del mondo produce la morte» (2Cor 7, 10). Dovete anche pregare per loro, e invitarle all'orazione, in modo che per la grazia di Dio convertano la necessità in volontà e, come insegna il beato Girolamo, facciano di necessità virtù. Se voi formulerete incessantemente per loro questa preghiera, e se esse faranno lo stesso, la carità di Dio per mezzo dello Spirito santo si diffonderà nei loro cuori, e allora diranno con verità: «Corro per la via dei tuoi comandamenti, perché hai dilatato il mio cuore» (Sal 118, 32).
La tristezza, si sa, genera angosce nel cuore, e in seguito a ciò la vita devota diventa un peso e provoca noia. Invece la carità dilata il cuore, e allora ci si dedica alle opere buone con gioia e senza difficoltà. Fate tutte insieme ciò che dice l'Apostolo: «La donna non sposata, allo stesso modo che la vergine, si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito» (1Cor 7, 34). È santa nel corpo colei che ha un corpo immacolato. È santa nello spirito colei che, pensando alle cose di Dio, conserva il suo cuore puro da pensieri immondi e seduttori, onde è scritto: «Con ogni cura vigila sul tuo cuore, perché da esso sgorga la vita» (Prv 4, 23). Ora, il cuore è ben custodito se è sempre tenuto occupato per quanto è possibile in santi pensieri, secondo ciò che si legge nelle Scritture: «La riflessione ti custodirà» (Prv 2, 11).

LAUS ANGELORUM MAGNA

Gloria a Dio nell’alto dei cieli, *
     e pace in terra agli uomini di buona volontà.

Noi ti lodiamo, ti eleviamo un inno, *
     ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo.
Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, *
     Signore Dio, Re del cielo.

Dio Padre onnipotente, *
     Gesù Cristo e Spirito santo.

Signore Dio, *
     Figlio del Padre.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, *
     accogli la nostra supplica.
Tu che siedi alla destra del Padre, *
     abbi pietà di noi.

Sii tu la nostra guida e il nostro aiuto; *
     salvaci, rendici puri, conservaci nella tua pace.
Liberaci dai nemici *
     e dalle tentazioni.

Perché tu solo il santo, *
     tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo,
Gesù Cristo, *
     nella gloria di Dio Padre con lo Spirito santo.

Ogni giorno ti benediciamo, *
     e lodiamo il tuo nome per sempre.
Dégnati oggi, Signore, *
     di custodirci senza peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
     mostrami il tuo volere.
Vedi la mia miseria e la mia pena *
     e perdona tutti i miei peccati.

Dalle mie labbra fiorisca la lode, *
     la lode al nostro Dio.
Possa io vivere per lodarti: *
     mi aiutino i tuoi giudizi.

Come pecora smarrita vado errando; *
     cerca il tuo servo perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Presto ci venga incontro la tua misericordia, †
     perché siamo troppo infelici: *
     aiutaci, Dio, nostra salvezza.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.   Amen.

LAUS ANGELORUM MAGNA

Glória in excélsis Deo *
     et in terra pax homínibus bonæ voluntátis.

Laudámus te, hymnum dícimus tibi, *
     benedícimus te, adorámus te, glorificámus te.
Grátias tibi ágimus propter magnam glóriam tuam, *
     Dómine Deus rex cæléstis.

Deus Pater omnípotens, *
     Iesu Christe et sancte Spíritus.

Dómine Deus, *
     Fílius Patris.

Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi, *
     sύscipe deprecatiónem nostram;
qui sedes ad déxteram Patris, *
     miserére nobis.

Miserére nobis: sύbveni nobis, dírige nos: *
     consérva nos, munda nos, pacífica nos,
libera nos ad inimícis, *
     a tentatiónibus.

Quia tu solus sanctus, *
     tu solus Dóminus, tu solus Altíssimus
Iesu Christie *
     in glória Dei Patris cum sancto Spíritu.

Per síngulos dies benedícimus te, *
     et laudámus nomen tuum in ætérnum, et in sæculum sæculi.

Dignáre, Dómine, die isto, *
     sine peccáto nos custodíre.

Benedíctus es, Dómine, *
     doce me iustítias tuas.
Vide humilitátem meam et labórem meum *
     et dimítte ómnia peccáta mea.

Eructábunt lábia mea hymnum, *
     hymnum Deo nostro.
Vivet ánima mea et laudábit te, *
     et iudícia tua adiuvábunt me.

Errávi sicut ovis, quæ períerat: *
     requíre servum tuum, quia mandáta tua non sum oblítus.

Cito antícipet nos misericórdia tua, Dómine, †
     quia páuperes factin sumus nimis, *
     ádiuva nos, Deus salutáris noster.

Benedíctus es, Dómine, Deus patrum nostrórum, *
     et laudábilis et gloriósus in sæcula sæculórum.   Amen.

Se all’Ufficio delle Letture seguono immediatamente le Lodi si omettono l’orazione seguente e l’introduzione di Lodi e si recita immediatamente il Cantico di Zaccaria.

ORAZIONE

Custodisci i tuoi servi, o Padre,
nell’obbedienza ai divini voleri
e rianima il nostro cuore
con la molteplicità delle tue grazie.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.


Quando l'Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell'orazione riportata si può sempre dire l'orazione seguente:

Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE

V   Benediciamo il Signore.
R   Rendiamo grazie a Dio.