LODI MATTUTINE

Lunedì, 10 agosto 2026

SAN LORENZO, DIACONO E MARTIRE
Festa

V   O Dio, vieni a salvarmi.
R   Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.
Alleluia.

CANTICO DI ZACCARIA

Lc 1, 68-79

Il Messia e il suo precursore

O Sole vero, irràdiati! (S. Ambrogio).

Ant.   «Per la grazia di Dio sono quello che sono, *
          e la sua grazia in me non è stata vana».

Benedetto il Signore Dio d’Israele, *
     perché ha visitato e redento il suo popolo,

e ha suscitato per noi una salvezza potente *
     nella casa di Davide, suo servo,

come aveva promesso *
     per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:

salvezza dai nostri nemici, *
     e dalle mani di quanti ci odiano.

Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *
     e si è ricordato della sua santa alleanza,

del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *
     di concederci, liberàti dalle mani dei nemici,

di servirlo senza timore, in santità e giustizia *
     al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo *
     perché andrai innanzi al Signore
          a preparargli le strade,

per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *
     nella remissione dei suoi peccati,

grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *
     per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge,

per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *
     e nell’ombra della morte
e dirigere i nostri passi *
     sulla via della pace.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant.   «Per la grazia di Dio sono quello che sono, *
          e la sua grazia in me non è stata vana».
          Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

PRIMA ORAZIONE

Preghiamo.

(Pausa di preghiera silenziosa)

Dio, creatore e ordinatore del mondo,
che hai santificato questo giorno
col martirio del santo levita Lorenzo,
libera, ti supplichiamo, dal fuoco eterno
quanti onoriamo i meriti
di questo grande testimone di Cristo,
nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell'unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Salmodia

Cantico - Cfr. Sap 10, 15-21; 11, 1-4

L'esodo

La vita dei santi è per gli altri norma di vita (S. Ambrogio)

Ant. 1   Provami col fuoco, o Dio, *
             non troverai malizia.

La Sapienza liberò un popolo santo e una stirpe senza macchia *
     da una nazione di oppressori.

Entrò nell’anima di un servo del Signore *
     e si oppose con prodigi e con segni a terribili re.

Diede ai santi la ricompensa delle loro pene, *
     lì guidò per una strada meravigliosa,
divenne per loro riparo di giorno *
     e luce di stelle nella notte.

Fece loro attraversare il Mar Rosso, *
     guidandoli attraverso molte acque;
sommerse invece i loro nemici *
     e li rigettò dal fondo dell’abisso.

Per questo i giusti depredarono gli empi †
     e celebrarono, Signore, il tuo nome santo *
     e lodarono concordi la tua mano protettrice,

perché la sapienza aveva aperto la bocca dei muti *
     e aveva sciolto la lingua degli infanti.

Essa fece riuscire le loro imprese *
     per mezzo di un santo profeta:
attraversarono un deserto inospitale, †
     fissarono le tende in terreni impraticabili, *
     resistettero agli avversari, respinsero i nemici.

Quando ebbero sete, ti invocarono *
     e fu data loro acqua da una rupe scoscesa, rimedio contro la sete da una dura roccia.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 1   Provami col fuoco, o Dio, *
             non troverai malizia.

Salmi laudativi

(si può sceglierne uno solo tra i primi tre, cui però si aggiunge sempre il salmo 116)

Ant. 2   Egli donò largamente ai poveri, *
             la sua giustizia rimane per sempre.

Sal 148

Glorificazione di Dio Signore e Creatore

A colui che siede sul trono e all’Agnello lode, onore, gloria e potenza nei secoli dei secoli (Ap 5, 13).

Lodate il Signore dai cieli, *
     lodatelo nell’alto dei cieli.
Lodatelo, voi tutti, suoi angeli, *
     lodatelo, voi tutte, sue schiere

Lodatelo sole e luna, *
     lodatelo, voi tutte, fulgide stelle.
Lodatelo, cieli dei cieli, *
     voi acque al di sopra dei cieli.

Lodino tutti il nome del Signore, *
     perché egli disse e furono creati.
Li ha stabiliti per sempre, *
     ha posto una legge che non passa.

Lodate il Signore dalla terra, *
     mostri marini e voi tutti abissi,
fuoco e grandine, neve e nebbia, *
     vento di bufera che obbedisce alla sua parola,

monti e voi tutte, colline, *
     alberi da frutto e tutti voi, cedri,
voi fiere e tutte le bestie, *
     rettili e uccelli alati.

I re della terra e i popoli tutti, *
     i governanti e i giudici della terra,
i giovani e le fanciulle, †
     i vecchi insieme ai bambini *
     lodino il nome del Signore:

perché solo il suo nome è sublime, †
     la sua gloria risplende sulla terra e nei cieli. *
     Egli ha sollevato la potenza del suo popolo.

È canto di lode per tutti i suoi fedeli, *
     per i figli di Israele, popolo che egli ama.

Sal 116

Invito universale alla lode di Dio

Lodate il Signore, popoli tutti, *
     voi tutte, nazioni, dategli gloria;

perché forte è il suo amore per noi *
     e la fedeltà del Signore dura in eterno.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 2   Egli donò largamente ai poveri, *
             la sua giustizia rimane per sempre.

Salmo diretto

Sal 111

Beatitudine dell'uomo giusto

È contro la giustizia che il tuo simile non venga aiutato da te, dal momento che il Signore Dio nostro ha voluto dare la terra come possesso comune di tutti gli uomini e a tutti ha destinato i suoi frutti (S. Ambrogio).

Beato l'uomo che teme il Signore *
     e trova grande gioia nei suoi comandamenti.
Potente sulla terra sarà la sua stirpe, *
     la discendenza dei giusti sarà benedetta.

Onore e ricchezza nella sua casa, *
     la sua giustizia rimane per sempre.
Spunta nelle tenebre come luce per i giusti, *
     buono, misericordioso e giusto.

Felice l'uomo pietoso che dà in prestito, *
     amministra i suoi beni con giustizia.
Egli non vacillerà in eterno: *
     il giusto sarà sempre ricordato.

Non temerà annunzio di sventura, *
     saldo è il suo cuore, confida nel Signore.
Sicuro è il suo cuore, non teme, *
     finché trionferà dei suoi nemici.

Egli dona largamente ai poveri, †
     la sua giustizia rimane per sempre, *
     la sua potenza s'innalza nella gloria.

L'empio vede e si adira, †
     digrigna i denti e si consuma. *
     Ma il desiderio degli empi fallisce.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

SECONDA ORAZIONE

Ravviva nella tua Chiesa, o Dio,
gli esempi sublimi del diacono Lorenzo,
che per l'amore verso di te e verso il prossimo
gloriosamente rifulse;
fa' che, imitandone la carità
e la costanza nel sopportare il dolore,
ci conformiamo sempre più a Cristo crocifisso,
che vive e regna nei secoli dei secoli.

INNO

Il capo dei diaconi Lorenzo,
glorioso quasi come i santi apostoli,
l'identica fede romana
onorò di un'eguale corona.

A lui, sulla via del martirio,
il vescovo Sisto predisse:
«Non piangere, figlio mio,
che fra tre giorni mi segui».

Così, mistico erede,
impavido assiste al supplizio
e pietosamente contempla
la sorte che sarà sua.

E già si allieta del suo martirio:
non è impugnabile la successione,
dichiarata da un testamento
che fu segnato col sangue.

Dopo i tre giorni gli impongono
di consegnare i tesori:
docile e mite annuendo,
prepara un'arguta vittoria.

O splendido spettacolo!
Raduna le schiere dei poveri
e additandole dice:
«Ecco il vero tesoro della Chiesa».

Ricchezze nostre giuste e perenni
sono davvero i poveri;
ma la derisa avidità si indigna,
con le fiamme si vendica.

Però si ustiona da sé il carnefice
e fugge dalla sua vampa.
«Eccomi a punto - Lorenzo dice -,
mangiatemi, se volete».

Al Padre, all'unico Figlio
allo Spirito santo
gloria lieti cantiamo
per tutti i secoli.   Amen.

INNO

Apostolórum súpparem
Lauréntium archidiáconem
pari coróna mártyrum
Romana sacrávit fides.

Xystum sequens hic mártyrem
respónsa vatis réttulit:
Mœrére, fili, desine,
sequere me post triduum.»

Ne térritus pœnæ metu
heres futurus sanguinis
spectavit obtútu pio,
quod ipse mox persólverat.

Iam tunc in illo mártyre
egit triúmphum mártyris,
Succéssor æquus sýngrapham
vocis tenens et sánguinis.

Post tríduum iussus tamen
census sacrátos pródere
spondet pie nec ábnuit,
addens dolum victóriæ.

Spectáculum pulchérrimum!
Egéna cogit ágmina
inopésque monstrans prǽdicat:
Hi sunt opes Ecclésiæ.

Vere piórum perpetes
inopes profécto sunt opes;
avárus illúsus dolet
flammas et ultríces parat.

Fugit perústus cárnifex
suísque cedit ígnibus:
Versáte me, martyr vocat,
voráte, si coctum est».

Glória tibi, Dómine,
glória Unigénito,
una cum sancto Spíritu
in sempitérna sǽcula.   Amen.

INNO

Lorenzo, dei diaconi il capo,
seguiva gli apostoli santi:
l’identica fede romana
lo onora di eguale corona.

A lui, sulla via del martirio,
il vescovo Sisto predisse:
«Non piangere, figlio carissimo:
con me tu sarai fra tre giorni».

Così, come mistico erede,
impavido assiste al supplizio;
assorto e pietoso contempla
la sorte che a lui è serbata.

Ormai del martirio si allieta,
ma dopo tre giorni gli impongono:
«Consegna i tesori, i tuoi beni!».
E mite Lorenzo risponde.

Spettacolo nuovo e splendido!
Raduna le schiere dei poveri
e a tutti additandole dice:
«La Chiesa ha questo tesoro!».

Le nostre ricchezze perenni
i poveri sono davvero.
Deriso il tiranno si indigna:
al fuoco ricorre e si vendica.

Da solo si ustiona il carnefice
e fugge, lasciando la vittima;
il martire forte e sereno
tra fiamme roventi si immola.

Al Padre, all’unico Figlio,
al santo Paraclito Spirito
festosi e lieti cantiamo
la lode e la gloria nei secoli. Amen.

ACCLAMAZIONI A CRISTO SIGNORE

A Cristo, morto e risorto,
unica ragione della nostra vita, 
si levi la voce dei redenti:

Gesù, vero Dio,
che ti sei umiliato nell’obbedienza,
Kyrie eleison.
     Kyrie eleison.

Vittima sacra, che hai effuso il tuo sangue
sull’altare della croce,
Kyrie eleison.
     Kyrie eleison.

Figlio di Dio, fortezza dei martiri,
Kyrie eleison.
     Kyrie eleison.

Signore, che hai sofferto
e sei stato riconosciuto re dell’universo,
Kyrie eleison.
     Kyrie eleison.

Salvatore crocifisso,
che sei stato assunto nella gloria,
Kyrie eleison.
     Kyrie eleison.

Sposo della Chiesa, che sempre le sei vicino,
Kyrie eleison.
     Kyrie eleison.

Padre nostro.

CONCLUSIONE

La conclusione delle Lodi può essere fatta in due modi:
A) Se la celebrazione è presieduta da un sacerdote o da un diacono, la conclusione si fa col saluto e con la benedizione in questo modo:

V   Il Signore sia con voi.
R   E con il tuo spirito.
      Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison. 

V   Vi benedica Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito santo.
R   Amen. 

Si possono anche usare le forme di benedizione più solenni come è detto nel Messale.
Se si congeda l’assemblea, si aggiunge l’invito: 

V   Andiamo in pace.
R   Nel nome di Cristo. 


B) Nella celebrazione individuale o quando non presiede un sacerdote o un diacono, si conclude con la formula seguente:

V   Il Signore ci benedica e ci esaudisca.
R   Amen. 

oppure:
V   La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
R   Amen.