UFFICIO DELLE LETTURE

Mercoledì, 24 giugno 2026

NATIVITÀ DI SAN GIOVANNI BATTISTA
Solennità

V   O Dio, vieni a salvarmi.
R   Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.
Alleluia.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

Vita dei santi, Cristo, unica via,
o sola speranza del mondo,
o sorgente di pace e di giustizia,
voci e cuori a te inneggiano.

Se qualche luce di virtù tu vedi,
ogni parola vera,
ogni infiammata volontà di bene,
è, Signore, tua grazia.

Dona quiete ai tempi incerti,
salda custodisci la fede,
rinvigorisci i deboli,
perdona i peccatori.

Gloria si canti al Padre
e all’unico suo Figlio,
dolce si levi la lode allo Spirito
negli infiniti secoli.   Amen.

latino

Vita sanctórum, via, spes salúsque,
Christe, largítor probitátis atque
cónditor pacis, tibi voce, sensu
pángimus hymnum:

Cuius est virtus manifésta totum
quod pii possunt, quod habent, quod ore,
corde vel factis cúpiunt, amóris
igne flagrántes.

Témporum pacem, fídei tenórem,
lánguidis curam veniámque lapsis,
ómnibus præsta páriter beátæ
múnera vitæ.

Glória summum résonet Paréntem,
glória Natum, paritérque sanctum
Spíritum dulci modulétur hymno
omne per ævum.   Amen.

in canto

O Cristo, sei vita dei santi,
salvezza e speranza del mondo;
sorgente di pace e giustizia,
ti cantano i cuori e le voci.

Se qualche virtù in noi vedi,
parole sincere di vita,
il nostro cammino nel bene
è frutto, Signore, di grazia.

Da’ quiete ai tempi insicuri,
saldezza a una fragile fede,
ai deboli dona vigore,
a tutti perdona i peccati.

Al Padre si cantino lodi
e all’unico Figlio Signore,
onore allo Spirito santo
per sempre nei secoli eterni. Amen.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

La nostra lode accogli,
o Creatore eterno delle cose,
che, notte e giorno avvicendando,
rendi più vario e grato il tempo.

Alta regna la notte
e già s’ode il canto del gallo,
gioioso presagio di luce
all’ansia del viandante.

Si desta allora e ad oriente appare
la stella palpitante del mattino,
la torma squagliasi dei vagabondi,
abbandonando i vicoli del male.

Il gallo canta. La sua voce placa
il furioso fragore dell’onda;
e Pietro, roccia che fonda la Chiesa,
la colpa asterge con lacrime amare.

Orsù leviamoci animosi e pronti:
tutti risveglia il richiamo del gallo
e gli indolenti accusa che si attardano
sotto le coltri dormigliando ancora.

Il gallo canta. Torna la speranza:
l’infermo sente rifluir la vita,
il sicario nasconde il suo pugnale,
negli smarriti la fede rivive.

Gesù Signore, guardaci pietoso,
quando, tentati, incerti vacilliamo:
se tu ci guardi, le macchie dileguano
e il peccato si stempera nel pianto.

Tu, vera luce, nei cuori risplendi,
disperdi il torpore dell’anima:
a te sciolga il labbro devoto
la santa primizia dei canti.

Gloria a Dio Padre
e all’unico suo Figlio
con lo Spirito santo
nella distesa dei secoli.   Amen.

latino

Ætérne rerum Cónditor,
noctem diémque qui regis,
et témporum das témpora,
ut álleves fastídium;

Præco diéi iam sonat,
noctis profúndæ pérvigil,
noctúrna lux viantibus
a nocte noctem ségregans.

Hoc excitátus lúcifer
solvit polum calígine,
hoc omnis errónum chorus
vias nocéndi déserit.

Hoc nauta vires cólligit
pontíque mitescunt freta,
hoc ipse Petra Ecclésiæ
canénte culpam diluit.

Surgámus ergo strénue!
gallus iacentes excitat,
et somnoléntos íncrepat,
Gallus negantes arguit.

Gallo canénte spes redit,
ægris salus refúnditur,
mucro latrónis cónditur,
lapsis fides revértitur.

Iesu, labántes respice,
et nos vidéndo córrige,
si réspicis, lapsus cadunt,
fletúque culpa sólvitur.

Tu lux refúlge sensibus,
mentísque somnum díscute,
te nostra vox primum sonet
et ore solvámus tibi.

Deo Patri sit glória
eiúsque soli Fílio,
cum Spíritu Paráclito
in sempíterna sǽcula.   Amen.

in canto

Accogli nel canto la lode,
eterno Creatore del mondo,
che notte e giorno avvicendi
rendendo più vario il tempo.

Ancora la notte è oscura
e già si ode il canto del gallo,
gioioso presagio di luce
all’ansia dell’uomo in cammino.

Si desta e appare ad oriente
la stella del primo mattino;
la torma di uomini infidi
rifugge da vie tortuose.

Il canto del gallo è una voce
sul cupo fragore dell’onda;
e Pietro, la roccia di Cristo,
con lacrime asperge la colpa.

Leviamoci pronti e animosi:
il canto del gallo risveglia
e accusa i pigri indolenti,
che ancora nel sonno si attardano.

Così la speranza ritorna:
il male abbandona il violento,
fluisce la vita all’infermo,
la fede rivive nei cuori.

Clemente Signore, difendici:
incerti e tentati noi siamo!
Se guardi, le macchie dileguano:
nel pianto il peccato laviamo.

Tu, luce, risplendi nell’uomo,
disperdi il torpore dell’anima:
a te sciolga il labbro devoto
la santa primizia dei canti.

La gloria innalziamo al Padre
e all’unico Figlio risorto,
insieme allo Spirito santo,
per sempre nei secoli eterni. Amen.

RESPONSORIO

Cfr. Lc 1, 63

R    Grande è il figlio di Elisabetta,
      Giovanni, precursore del Signore.
           Del suo natale
           oggi la Chiesa si allieta.

V    Zaccaria, presa una tavoletta, vi scrisse:
      «Si chiamerà Giovanni».
           Del suo natale
           oggi la Chiesa si allieta.

SALMODIA

Cantico - Ger 17, 7-8

Beato chi confida nel Signore

Il battesimo del Precursore, frequentato da moltitudini, prova che i progressi fatti dal popolo non furono esigui, perché, credendo a Giovanni, essi credevano a Cristo (S. Ambrogio).

Ant. 1   È nato il Precursore della Luce,
             mirabile profeta; *
             egli indicò l'Agnello,
             che toglie i peccati del mondo.

Benedetto l'uomo che confida nel Signore *
     e il Signore è sua fiducia.

Egli è come un albero piantato lungo l'acqua, †
     verso la corrente stende le radici; *
     non teme quando viene il caldo,

le sue foglie rimarranno verdi; †
     nell'anno della siccità non intristisce, *
     non smette di produrre i suoi frutti.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 1   È nato il Precursore della Luce,
             mirabile profeta; *
             egli indicò l'Agnello,
             che toglie i peccati del mondo.

Cantico - Sir 14, 20-21; 15, 3-5a. 6b

Felicità del saggio

Giovanni era grande, perché vide il Cristo e lo Spirito che rimaneva sul Cristo come una colomba (S. Ambrogio).

Ant. 2   Ancora chiuso nel grembo materno,
             Giovanni con gli occhi dell'anima
             vide la Luce, *
             ed esultò nel Signore.

Beato l'uomo che medita sulla sapienza *
     e ragiona con l'intelligenza,
considera nel cuore le sue vie, *
     ne penetra con la mente i segreti.

Lo nutrirà con il pane dell'intelligenza, *
     lo disseterà con l'acqua della sapienza.
Egli si appoggerà su di lei senza vacillare, *
     si affiderà a lei e non resterà confuso.

Essa l'innalzerà sopra i suoi compagni *
     e otterrà fama perenne.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 2   Ancora chiuso nel grembo materno,
             Giovanni con gli occhi dell'anima
             vide la Luce, *
             ed esultò nel Signore.

Cantico - Sir 27, 8-13

Il Signore guida il suo popolo alla salvezza

«Io vi dico, tra i nati di donna non c'è nessuno più grande di Giovanni» (Lc 7, 28).

Ant. 3   E tu bambino, sarai chiamato
             profeta dell'Altissimo: *
             andrai innanzi al Signore a preparargli le strade.

Se cerchi la giustizia, la raggiungerai *
     e te ne rivestirai come di un manto di gloria.

Gli uccelli sostano presso i loro simili, *
     la lealtà ritorna a quelli che la praticano.
Il leone sta in agguato della preda, *
     così il peccato di coloro che praticano l'ingiustizia.

Nel discorso del pio c'è sempre saggezza, *
     lo stolto muta come la luna.
Tra gli insensati bada al tempo, *
     tra i saggi férmati a lungo.

Il discorso degli stolti è un orrore, *
     il loro riso fra i bagordi del peccato.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 3   E tu bambino, sarai chiamato
             profeta dell'Altissimo: *
             andrai innanzi al Signore a preparargli le strade.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

V   Tu sei benedetto, Signore.
R   Amen.

L    Benedicimi, Padre.
V   Per l'intercessione di san Giovanni Battista
      il Signore ci conceda benedizione e salvezza.
R   Amen.

PRIMA LETTURA

Ger 1, 4-10. 17-19

Dal libro del profeta Geremia

Vocazione del profeta

 Mi fu rivolta la parola del Signore:
«Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo,
prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato;
ti ho stabilito profeta delle nazioni».
Risposi: «Ahimè, Signore Dio, ecco io non so parlare,
perché sono giovane».
Ma il Signore mi disse: «Non dire: Sono giovane, ma va' da coloro a cui ti manderò e annunzia ciò che io ti ordinerò.
Non temerli,
perché io sono con te per proteggerti».
Oracolo del Signore.
Il Signore stese la mano, mi toccò la bocca
e il Signore mi disse:
«Ecco, ti metto le mie parole sulla bocca.
Ecco, oggi ti costituisco
sopra i popoli e sopra i regni
per sradicare e demolire,
per distruggere e abbattere,
per edificare e piantare».
Tu, dunque, cingiti i fianchi,
alzati e di' loro tutto ciò che ti ordinerò;
non spaventarti alla loro vista,
altrimenti ti farò temere davanti a loro.
Ed ecco oggi io faccio di te
come una fortezza,
come un muro di bronzo
contro tutto il paese,
contro i re di Giuda e i suoi capi,
contro i suoi sacerdoti e il popolo del paese.
Ti muoveranno guerra ma non ti vinceranno,
perché io sono con te per salvarti».

RESPONSORIO

Cfr. Ger 1, 5. 9

R   «Prima di formarti nel grembo materno,
      io ti conoscevo;
      prima che tu uscissi alla luce,
      ti avevo consacrato:
           ti ho stabilito profeta delle nazioni».

V   «Il Signore stese la mano,
      mi toccò la bocca e mi disse:
           Ti ho stabilito profeta delle nazioni».

L   Benedicimi, Padre.
V   San Giovanni Battista
      che gioiosamente ricordiamo,
      interceda per noi presso il Signore.
R   Amen.

SECONDA LETTURA

Dalla «Esposizione del vangelo secondo Luca» di sant’Ambrogio, vescovo

(II, 30-31: SAEMO 11, 171-174)
La nascita dei santi ci accompagna a una letizia generale 

Elisabetta diede alla luce un figlio, e i vicini si rallegrarono con lei. La nascita dei santi si accompagna a una letizia generale, perché essi sono un bene che appartiene a tutti; e, di fatto, la giustizia è una virtù che si rivolge a utilità di tutti. Per questo, alla nascita di quel giusto si notano già le caratteristiche del suo avvenire, e nella presaga esultanza dei vicini si ravvisa il futuro fascino della sua vita. E con quale finezza si descrive il tempo in cui il profeta rimase nel grembo materno, affinché la presenza di Maria non passi sotto silenzio, mentre invece si sorvola sulla sua infanzia, perché, grazie alla presenza della madre del Salvatore, egli fu irrobustito nel grembo materno, ma non conobbe gli impacci dell'età infantile! Per questa ragione, di lui nient’altro si legge nel vangelo, fuorché la nascita e la predicazione, l'esultanza nel grembo, la voce nel deserto. Non sperimentò gli anni dell'infanzia colui che, ancora nel grembo della madre, sopra ogni legge di natura, sopra ogni limite di età, cominciò dall'altezza dell'età perfetta della pienezza di Cristo.
«Ma sua madre intervenne dicendo: "No, ma si chiamerà Giovanni". E le dissero: "Non c'è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome". Allora fecero cenno a suo padre come voleva che lo si chiamasse. Egli prese una tavoletta, e scrisse dicendo: "Giovanni è il suo nome!". E tutti furono presi da meraviglia. In quell'istante gli si sciolse la lingua, si aprì la sua bocca, e parlava benedicendo Dio» (Lc 1, 60-64).
Con intuito singolare il santo evangelista credette opportuno di indicare che i più pensavano di dover chiamare il bambino col nome del padre: questo affinché tu osservi che alla madre non dispiacque un nome estraneo alla famiglia, ma che le fu suggerito dallo Spirito santo quello stesso nome che in precedenza era stato annunziato dall'angelo a Zaccaria. Per di più, un muto non avrebbe potuto far conoscere alla moglie il nome del figlio, e solo per rivelazione Elisabetta poté conoscere ciò che non aveva potuto apprendere dal marito. «Giovanni», disse, «è il suo nome!», cioè: non siamo stati noi a imporgli un nome, perché già l'ha ricevuto da Dio. Egli ha un appellativo riservato a lui solo, e noi ci siamo limitati a riconoscerlo, senza averlo scelto. Questa, di ricevere il nome da Dio, è una prerogativa riservata ai santi: Allo stesso modo Giacobbe viene chiamato Israele, perché aveva visto il Signore; allo stesso modo, prima ancora di nascere, nostro Signore fu chiamato Gesù; ma a lui il nome lo ha imposto non un angelo, ma il Padre celeste. Dice infatti: «Il figlio mio Gesù verrà rivelato con coloro che prenderanno parte alla sua giocondità, quelli che sono stati lasciati per quattrocento anni. E dopo questi anni morirà il Cristo, il figlio mio, e si convertirà il mondo» (Esd 7, 28 ss).
Nota come gli angeli annunziano solo quanto hanno udito, non quanto a essi aggrada. E non ti stupire se questa donna pronunziò con tanta autorità un nome da lei non udito, perché glielo rivelò lo stesso Spirito santo, che già ne aveva dato l'incarico all'angelo; colei che aveva preannunziato il Cristo, non poteva certo ignorare il precursore del Signore.

TE DEUM

Noi ti lodiamo, Dio, *
ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre, *
tutta la terra ti adora.

A te cantano gli angeli *
e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo *
il Signore Dio dell’universo.

I cieli e la terra *
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *
e la candida schiera dei martiri;

le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico Figlio, *
e lo Spirito Santo Paraclito.

O Cristo, re della gloria, *
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre *
per la salvezza dell’uomo.

Vincitore della morte, *
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.

Soccorri i tuoi figli, Signore, *
che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria *
nell’assemblea dei santi.

Salva il tuo popolo, Signore, *
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, *
Lodiamo il tuo nome per sempre.

Degnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: *
in te abbiamo sperato.

Pietà di noi, Signore, *
pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, *
non saremo confusi in eterno.

TE DEUM

Te Deum laudámus: *
     te Dóminum confitémur.
Te ætérnum Patrem *
     omnis terra venerátur.

Tibi omnes ángeli, *
     tibi cæli et univérsæ potestátes:
tibi chérubim et séraphim *
     incessábili voce proclámant:

Sanctus, Sanctus, Sanctus *
     Dóminus Deus Sábaoth.
Pleni sunt cæli et terra *
     maiestátis glóriæ tuæ.

Te gloriósus *
     apostolórum chorus,
te prophetárum *
     laudábilis númerus,
te mártyrum candidátus *
     laudat exércitus.

Te per orbem terrárum *
     sancta confitétur Ecclésia
Patrem *
     Imménsæ maiestátis,

venerándum tuum verum *
     et únicum Filium,
Sanctum quoque *
     Paráclitum Spíritum.

Te rex glóriæ, *
     Christe.
Tu Patris *
     sempitérnus es Fílius.
Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem, *
     non horruísti Vírginis úterum.

Tu, devícto mortis acúleo, *
     apertuísti credéntibus regna cælórum.
Tu ad déxteram Dei sedes, *
     in glória Patris.
Iudex *
     créderis esse ventúrus.

Te ergo, quæsumus, tuis fámulis súbveni, *
     quos pretióso sánguine redemísti.
Ætérna fac cum sanctis tuis *
     in glória numerári.

Salvum fac pópulum tuum, Dómine, *
     et bénedic hereditáti tuæ.
Et rege eos, *
     et extólle illos usque in ætérnum,.

Per síngulos dies *
     benedícimus te;
et laudámus nomen tuum in sæculum, *
     et in sæculum sæculi.

Dignáre, Dómine, die isto *
     sine peccáto nos custodire.
Miserére nostri, Dómine, *
     miserére nostri.

Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, *
     quemádmodum sperávimus in te.
In te, Dómine, sperávi: *
     non confúndar in ætérnum.

Se all’Ufficio delle Letture seguono immediatamente le Lodi si omettono l’orazione seguente e l’introduzione di Lodi e si recita immediatamente il Cantico di Zaccaria.

ORAZIONE

Per l’intercessione di san Giovanni Battista,
fa’ che i tuoi figli, o Dio,
accogliendo l’annunzio della buona novella
e vivendo in coerenza di vita,
meritino di entrare nel regno dei cieli.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.


Quando l'Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell'orazione riportata si può sempre dire l'orazione seguente:

Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE

V   Benediciamo il Signore.
R   Rendiamo grazie a Dio.