UFFICIO DELLE LETTURE
Domenica, 31 maggio 2026
SANTISSIMA TRINITÀ
Domenica dopo Pentecoste
Solennità
V O Dio, vieni a salvarmi.
R Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
INNO
Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:
Vita dei santi, Cristo, unica via,
o sola speranza del mondo,
o sorgente di pace e di giustizia,
voci e cuori a te inneggiano.
Se qualche luce di virtù tu vedi,
ogni parola vera,
ogni infiammata volontà di bene,
è, Signore, tua grazia.
Dona quiete ai tempi incerti,
salda custodisci la fede,
rinvigorisci i deboli,
perdona i peccatori.
Gloria si canti al Padre
e all’unico suo Figlio,
dolce si levi la lode allo Spirito
negli infiniti secoli. Amen.
latino
Vita sanctórum, via, spes salúsque,
Christe, largítor probitátis atque
cónditor pacis, tibi voce, sensu
pángimus hymnum:
Cuius est virtus manifésta totum
quod pii possunt, quod habent, quod ore,
corde vel factis cúpiunt, amóris
igne flagrántes.
Témporum pacem, fídei tenórem,
lánguidis curam veniámque lapsis,
ómnibus præsta páriter beátæ
múnera vitæ.
Glória summum résonet Paréntem,
glória Natum, paritérque sanctum
Spíritum dulci modulétur hymno
omne per ævum. Amen.
in canto
O Cristo, sei vita dei santi,
salvezza e speranza del mondo;
sorgente di pace e giustizia,
ti cantano i cuori e le voci.
Se qualche virtù in noi vedi,
parole sincere di vita,
il nostro cammino nel bene
è frutto, Signore, di grazia.
Da’ quiete ai tempi insicuri,
saldezza a una fragile fede,
ai deboli dona vigore,
a tutti perdona i peccati.
Al Padre si cantino lodi
e all’unico Figlio Signore,
onore allo Spirito santo
per sempre nei secoli eterni. Amen.
INNO
Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:
La nostra lode accogli,
o Creatore eterno delle cose,
che, notte e giorno avvicendando,
rendi più vario e grato il tempo.
Alta regna la notte
e già s’ode il canto del gallo,
gioioso presagio di luce
all’ansia del viandante.
Si desta allora e ad oriente appare
la stella palpitante del mattino,
la torma squagliasi dei vagabondi,
abbandonando i vicoli del male.
Il gallo canta. La sua voce placa
il furioso fragore dell’onda;
e Pietro, roccia che fonda la Chiesa,
la colpa asterge con lacrime amare.
Orsù leviamoci animosi e pronti:
tutti risveglia il richiamo del gallo
e gli indolenti accusa che si attardano
sotto le coltri dormigliando ancora.
Il gallo canta. Torna la speranza:
l’infermo sente rifluir la vita,
il sicario nasconde il suo pugnale,
negli smarriti la fede rivive.
Gesù Signore, guardaci pietoso,
quando, tentati, incerti vacilliamo:
se tu ci guardi, le macchie dileguano
e il peccato si stempera nel pianto.
Tu, vera luce, nei cuori risplendi,
disperdi il torpore dell’anima:
a te sciolga il labbro devoto
la santa primizia dei canti.
Gloria a Dio Padre
e all’unico suo Figlio
con lo Spirito santo
nella distesa dei secoli. Amen.
latino
Ætérne rerum Cónditor,
noctem diémque qui regis,
et témporum das témpora,
ut álleves fastídium;
Præco diéi iam sonat,
noctis profúndæ pérvigil,
noctúrna lux viantibus
a nocte noctem ségregans.
Hoc excitátus lúcifer
solvit polum calígine,
hoc omnis errónum chorus
vias nocéndi déserit.
Hoc nauta vires cólligit
pontíque mitescunt freta,
hoc ipse Petra Ecclésiæ
canénte culpam diluit.
Surgámus ergo strénue!
gallus iacentes excitat,
et somnoléntos íncrepat,
Gallus negantes arguit.
Gallo canénte spes redit,
ægris salus refúnditur,
mucro latrónis cónditur,
lapsis fides revértitur.
Iesu, labántes respice,
et nos vidéndo córrige,
si réspicis, lapsus cadunt,
fletúque culpa sólvitur.
Tu lux refúlge sensibus,
mentísque somnum díscute,
te nostra vox primum sonet
et ore solvámus tibi.
Deo Patri sit glória
eiúsque soli Fílio,
cum Spíritu Paráclito
in sempíterna sǽcula. Amen.
in canto
Accogli nel canto la lode,
eterno Creatore del mondo,
che notte e giorno avvicendi
rendendo più vario il tempo.
Ancora la notte è oscura
e già si ode il canto del gallo,
gioioso presagio di luce
all’ansia dell’uomo in cammino.
Si desta e appare ad oriente
la stella del primo mattino;
la torma di uomini infidi
rifugge da vie tortuose.
Il canto del gallo è una voce
sul cupo fragore dell’onda;
e Pietro, la roccia di Cristo,
con lacrime asperge la colpa.
Leviamoci pronti e animosi:
il canto del gallo risveglia
e accusa i pigri indolenti,
che ancora nel sonno si attardano.
Così la speranza ritorna:
il male abbandona il violento,
fluisce la vita all’infermo,
la fede rivive nei cuori.
Clemente Signore, difendici:
incerti e tentati noi siamo!
Se guardi, le macchie dileguano:
nel pianto il peccato laviamo.
Tu, luce, risplendi nell’uomo,
disperdi il torpore dell’anima:
a te sciolga il labbro devoto
la santa primizia dei canti.
La gloria innalziamo al Padre
e all’unico Figlio risorto,
insieme allo Spirito santo,
per sempre nei secoli eterni. Amen.
RESPONSORIO
Cf. Dn 3, 56
R Benediciamo il Padre e il Figlio e lo Spirito santo:
lodiamolo ed esaltiamolo in eterno.
V Benedetto Dio nel firmamento del cielo,
degno di lode e di gloria nei secoli:
lodiamolo ed esaltiamolo in eterno.
SALMODIA
Cantico - 1Sam 2, 1-10
La gioia e la speranza degli umili sono in Dio
Nessuno potrà vedere la gloria della risurrezione, se non chi avrà custodito integro il mistero della Trinità con l’inesauribile schiettezza della fede (S. Ambrogio).
Ant. 1 Una è la sostanza, uno il santo volere
e del Padre e del Figlio e dello Spirito santo; *
del Dio Trino ed uno unica è la potenza,
indivisa la gloria.
Il mio cuore esulta nel Signore, *
la mia fronte s’innalza, grazie al mio Dio.
Si apre la mia bocca contro i miei nemici, *
perché io godo del beneficio che mi hai concesso.
Non c’è santo come il Signore, *
non c’è rocca come il nostro Dio.
Non moltiplicate i discorsi superbi, †
dalla vostra bocca non esca arroganza; *
perché il Signore è il Dio che sa tutto
e le sue opere sono rette.
L’arco dei forti s’è spezzato, *
ma i deboli sono rivestiti di vigore.
I sazi sono andati a giornata per un pane, *
mentre gli affamati han cessato di faticare.
La sterile ha partorito sette volte *
e la ricca di figli è sfiorita.
Il Signore fa morire e fa vivere, *
scendere agli inferi e risalire.
Il Signore rende povero e arricchisce, *
abbassa ed esalta.
Solleva dalla polvere il misero, *
innalza il povero dalle immondizie,
per farli sedere con i capi del popolo, *
e assegnare loro un seggio di gloria.
Perché al Signore appartengono i cardini della terra *
e su di essi fa poggiare il mondo.
Sui passi dei giusti egli veglia, †
ma gli empi svaniscono nelle tenebre *
Certo non prevarrà l’uomo malgrado la sua forza.
Dal Signore saranno abbattuti i suoi avversari! *
L’Altissimo tuonerà dal cielo.
Il Signore giudicherà gli estremi confini della terra; †
al suo re darà la forza *
ed eleverà la potenza del suo Messia.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. 1 Una è la sostanza, uno il santo volere
e del Padre e del Figlio e dello Spirito santo; *
del Dio Trino ed uno unica è la potenza,
indivisa la gloria.
Cantico - Sir 39, 13-16a. 18-20. 35
Tutte le opere del Signore sono magnifiche
Ammaestratevi e ammonitevi con ogni sapienza, cantando a Dio di cuore e con gratitudine salmi, inni e cantici spirituali (Col 3, 16).
Ant. 2 Uno è il regno del Padre,
del Figlio e dello Spirito; *
una la grazia, la potenza e l'azione
della sovrana Trinità beata.
Ascoltatemi, figli santi, *
e crescete come una pianta di rose su un torrente.
Come incenso spandete un buon profumo, *
fate fiorire fiori come il giglio,
spandete profumo e intonate un canto di lode; *
benedite il Signore per tutte le opere sue.
Magnificate il suo nome; †
proclamate le sue lodi *
con i vostri canti e le vostre cetre;
così direte nella vostra lode: †
«Quanto sono magnifiche
tutte le opere del Signore! *
Ogni sua disposizione avrà luogo a suo tempo!».
A un suo comando si compie quanto egli vuole; *
nessuno può ostacolare il suo aiuto.
Ogni azione umana è davanti a lui, *
non è possibile nascondersi ai suoi occhi.
Il suo sguardo passa da un'eternità all'altra, *
nulla è straordinario davanti a lui.
Ora cantate inni con tutto il cuore e con la bocca *
e benedite il nome del Signore.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. 2 Uno è il regno del Padre,
del Figlio e dello Spirito; *
una la grazia, la potenza e l'azione
della sovrana Trinità beata.
Cantico - Gb 38, 4-11. 16-18; 42, 2. 5-6
Lode alla divina sapienza del Creatore
Noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo ma lo Spirito di Dio, per conoscere tutto ciò che Dio ci ha donato (1Cor 3, 12).
Ant. 3 Chi lietamente accoglie l'unico Figlio di Dio, *
apre il suo cuore anche al Padre e allo Spirito.
«Dov'eri tu
quand'io ponevo le fondamenta della terra? *
Dillo, se hai tanta intelligenza!
Chi ha fissato le sue dimensioni, se lo sai, *
o chi ha teso su di essa la misura?
Dove sono fissate le sue basi *
o chi ha posto la sua pietra angolare,
mentre gioivano in coro le stelle del mattino *
e plaudivano tutti i figli di Dio?
Chi ha chiuso tra due porte il mare, *
quando erompeva uscendo dal seno materno,
quando lo circondavo di nubi per veste *
e di densa caligine per fasce?
Poi gli ho fissato un limite *
e gli ho messo chiavistello e porte
e ho detto: "Fin qui giungerai e non oltre *
e qui s'infrangerà l'orgoglio delle tue onde".
Sei mai giunto alle sorgenti del mare *
e nel fondo dell'abisso hai tu passeggiato?
Ti sono state indicate le porte della morte *
e hai visto le porte dell'ombra funerea?
Hai tu considerato le distese della terra? *
Dillo, se sai tutto questo!».
Comprendo che puoi tutto *
e che nessuna cosa ti è impossibile.
Io ti conoscevo per sentito dire, *
ma ora i miei occhi ti vedono.
Perciò mi ricredo e ne provo pentimento *
su polvere e cenere.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. 3 Chi lietamente accoglie l'unico Figlio di Dio, *
apre il suo cuore anche al Padre e allo Spirito.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.
V Tu sei benedetto, Signore.
R Amen.
L Benedicimi, Padre.
V Colui che è Trino e Uno
ci doni la sua grazia.
R Amen.
PRIMA LETTURA
1Cor 2, 1-16
Il grande mistero della volontà di Dio
Dalla prima lettera ai Corinzi di san Paolo, apostolo
Fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunziarvi la testimonianza di Dio con sublimità di parola o di sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e questi crocifisso. Io venni in mezzo a voi in debolezza e con molto timore e trepidazione; e la mia parola e il mio messaggio non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.
Tra i perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo che vengono ridotti al nulla; parliamo di una sapienza divina, misteriosa, che è rimasta nascosta, e che Dio ha preordinato prima dei secoli per la nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo ha potuto conoscerla; se l'avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria.
Sta scritto infatti:
Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo,
queste ha preparato Dio per coloro che lo amano (Is 64, 3).
Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio. Chi conosce i segreti dell'uomo se non lo spirito dell'uomo che è in lui? Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai potuti conoscere se non lo Spirito di Dio. Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere tutto ciò che Dio ci ha donato. Di queste cose noi parliamo, non con un linguaggio suggerito dalla sapienza umana, ma insegnato dallo Spirito, esprimendo cose spirituali in termini spirituali. L'uomo naturale però non comprende le cose dello Spirito di Dio; esse sono follia per lui, e non è capace di intenderle, perché se ne può giudicare solo per mezzo dello Spirito. L'uomo spirituale invece giudica ogni cosa, senza poter essere giudicato da nessuno.
Chi infatti ha conosciuto il pensiero del Signore
in modo da poterlo dirigere? (Is 40, 13).
Ora, noi abbiamo il pensiero di Cristo.
RESPONSORIO
Cf. 1Cor 2, 7. 8. 10. 5; Mt 11, 25
R Per mezzo dello Spirito
Dio ci ha rivelato una sapienza
che nessuno dei dominatori di questo mondo
ha potuto conoscere,
perché la nostra fede non fosse fondata
sulla sapienza umana,
ma sulla potenza divina.
V Ti benediciamo, o Padre,
che hai rivelato ai piccoli i tuoi misteri,
perché la nostra fede non fosse fondata
sulla sapienza umana,
ma sulla potenza divina.
L Benedicimi, Padre.
V Ci benedica Dio
che vive e regna in eterno,
R Amen.
SECONDA LETTURA
Dal trattato su «La Trinità» di sant’Agostino, vescovo
(XV, 51: CCL 50, 533-535)
Che io mi ricordi di te, ti comprenda, ti ami!
Signore, Dio nostro, noi crediamo in te Padre, Figlio e Spirito santo. Infatti la Verità non avrebbe detto: «Andate, battezzate tutte le genti nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo» (Mt 28, 19), se tu non fossi Trinità.
Né tu ci avresti comandato, Signore Dio, di essere battezzati nel nome di chi non fosse il Signore Dio. E neppure si sarebbe detto per divina ispirazione: «Ascolta, Israele: il Signore tuo Dio è un unico Dio» (Dt 6, 4), se tu così non fossi Trinità da essere un unico Signore Dio.
E se tu, Dio Padre, non fossi identico al Figlio, tuo Verbo, Gesù Cristo, e allo Spirito santo, vostro dono, noi non potremmo leggere nella lettera della Verità: «Dio ha mandato il Figlio suo» (Gal 4, 4; Gv 3, 17); né tu, o Unigenito, avresti detto dello Spirito santo: «Il Padre manderà lo Spirito santo nel mio nome» (cfr. Gv 14, 26) e «il Consolatore che io vi manderò dal Padre» (Gv 15, 26).
Indirizzando il mio sforzo a questa regola di fede, per quanto ho potuto, per quanto tu mi hai dato di potere, ti ho cercato e ho desiderato di intendere ciò che ho creduto, e molto ho indagato e faticato. Signore Dio mio, unica mia speranza, esaudiscimi, perché non mi stanchi di cercarti, ma sempre, con cuore ardente, cerchi il tuo volto (cfr. Sal 104, 4). Donami la forza di cercarti, tu che ti sei fatto trovare e mi hai infuso la speranza di poterti trovare sempre di più. Davanti a te stanno la mia costanza e la mia debolezza: risana questa e conserva quella. Davanti a te sono poste la mia scienza e la mia ignoranza: accoglimi mentre entro là dove tu mi hai aperto; e là dove hai chiuso, aprimi allorché busso. Che io ti ricordi, ti comprenda, ti ami. Accresci in me tutto questo fino a che tu non mi abbia completamente trasformato.
So che è stato scritto: «Parlando molto non eviterai la colpa» (Prv 10, 19) e voglia il cielo che io parli solo per predicare la tua parola e per lodarti! Così anche se parlerò molto, non solo eviterò il peccato ma acquisterò un merito prezioso! Liberami, o Dio, dal multiloquio di cui io soffro nel profondo della mia anima, che è misera al tuo cospetto e si rifugia nella tua misericordia.
Anche se taccio con la bocca, non riesco tuttavia a tacere con i miei pensieri. Se pensassi solo quello che ti piace, non ti chiederei di liberarmi da questo multiloquio.
Sono invece molti i miei pensieri, pensieri umani, pensieri vani (cfr. Sal 93, 11).
Donami di non acconsentirvi, e, allorché arrivano ad affascinarmi, fa' che io sia capace di respingerli senza indugiare in essi imbambolato.
E nemmeno abbiano tanto valore per me da ispirare qualcosa del mio operare, ma piuttosto, sotto la tua custodia, sia da essi difeso il mio giudizio, difesa la mia coscienza.
Un certo sapiente, chiamato Ecclesiastico, parlando di te, dice nel suo libro: «Potremmo parlare molto senza mai arrivare: la conclusione dei discorsi è che lui è tutto» (Sir 43, 27).
Quando dunque saremo arrivati a te, finirà questo «molto parlare senza arrivare»; tu solo allora rimarrai tutto in tutti (cfr. 1Cor 15, 28); e ti loderemo senza fine con una sola parola, unificati anche noi in te.
Signore Dio unico, Dio Trinità, tutto quanto detto da me in questi libri proviene da te, lo conoscano anche coloro che sono tuoi; se c’è qualcosa di mio, ignoralo tu e venga ignorato anche dai tuoi. Amen.
SIMBOLO DETTO «ATANASIANO»
Chi vuol arrivare a salvezza *
prima di tutto bisogna
che possieda la fede cattolica.
Chi non l'avrà conservata integra e inviolata *
senza alcun dubbio perirà in eterno.
Per la fede cattolica noi adoriamo *
l'unico Dio nella Trinità
e la Trinità nell'Unità,
senza confondere le persone, *
senza separare la sostanza.
Altra è la persona del Padre, *
altra quella del Figlio,
altra quella dello Spirito santo.
Ma una è la divinità
del Padre, del Figlio, dello Spirito santo, *
coeterna là maestà, uguale la gloria.
Quale il Padre, tale il Figlio, *
tale lo Spirito santo.
Increato il Padre, increato il Figlio, *
increato lo Spirito santo.
Immenso il Padre, immenso il Figlio, *
immenso lo Spirito santo.
Eterno il Padre, eterno il Figlio, *
eterno lo Spirito santo.
E tuttavia non sono tre eterni, *
ma un unico eterno.
Né sono tre increati o tre immensi, *
ma un unico increato e un unico immenso.
Allo stesso modo, onnipotente è il Padre,
onnipotente il Figlio; *
onnipotente lo Spirito santo,
e tuttavia non sono tre onnipotenti, *
ma un unico onnipotente.
Dio è il Padre, Dio il Figlio, *
Dio lo Spirito santo;
e tuttavia non sono tre Dèi, *
ma un unico Dio.
Signore il Padre, Signore il Figlio, *
Signore lo Spirito santo;
e tuttavia non sono tre Signori, *
ma un solo Signore.
Come la verità cristiana ci obbliga a credere *
ciascuna persona come Dio e Signore,
così la fede cattolica ci proibisce di asserire *
l'esistenza di tre Dèi o di tre Signori.
Il Padre non è stato fatto né creato da nessuno, *
né da nessuno è stato generato.
Il Figlio dal Padre solo *
è generato, non fatto né creato.
Lo Spirito santo è dal Padre e dal Figlio: *
non è né fatto né creato né generato,
ma solamente procede.
Uno solo è il Padre, non ci sono tre Padri; *
uno solo è il Figlio, non ci sono tre Figli;
uno solo lo Spirito santo,
non ci sono tre Spiriti santi.
E in questa Trinità non c'è niente
che sia prima o dopo, *
che sia maggiore o minore:
tutte e tre le Persone *
sono coeterne ed eguali tra loro.
Sicché, per ogni aspetto *
noi adoriamo l'Unità nella trinità
e la Trinità nell'Unità.
Così dunque ritenga *
chi vuol essere salvo.
Ma per la salvezza è necessario anche credere *
l'incarnazione del Signore nostro Gesù Cristo.
Questa è la nostra fede: credere e proclamare *
che il Signore nostro Gesù Cristo, Figlio di Dio
è Dio e uomo.
Dio dalla sostanza del Padre, *
generato prima di tutti i secoli;
uomo dalla sostanza della Madre, *
nato nel tempo.
Dio perfetto, uomo perfetto, *
composto di umana carne e di anima spirituale.
Uguale al Padre secondo la divinità, *
minore del Padre secondo l'umanità;
e, benché sia Dio e uomo, *
non ci sono due, ma c'è un unico Cristo.
Uno non per la mutazione della divinità nella carne, *
ma per l'assunzione dell'umanità da parte di Dio.
Uno non per confusione di sostanze, *
ma per l'unità della persona.
Come l'anima spirituale e la carne *
costituiscono un unico uomo,
così, unico è Cristo, *
Dio e uomo.
Egli patì per la nostra salvezza, *
discese agli inferi,
il terzo giorno risuscitò da morte.
Alla sua venuta tutti gli uomini risorgeranno
coi loro propri corpi *
e renderanno conto delle loro azioni.
Coloro che avranno fatto il bene *
andranno nella vita eterna.
Coloro che avranno fatto il male *
andranno nel fuoco eterno.
Questa è la fede cattolica: *
solo chi crederà con perseveranza e fermezza
potrà essere salvo.
Se all’Ufficio delle Letture seguono immediatamente le Lodi si omettono l’orazione seguente e l’introduzione di Lodi e si recita immediatamente il Cantico di Zaccaria.
ORAZIONE
Donaci, o Dio, di custodire illibata
la fede trinitaria,
nella quale dall'origine la Chiesa
trova il fondamento della sua predicazione
e l'alimento della sua vita.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Quando l'Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell'orazione riportata si può sempre dire l'orazione seguente:
Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
CONCLUSIONE
V Benediciamo il Signore.
R Rendiamo grazie a Dio.