VESPRI

Mercoledì, 27 maggio 2026

BEATO LUIGI BIRAGHI,
PRESBITERO
Memoria facoltativa

PRIMI VESPRI

V   Il Signore sia con voi.
R   E con il tuo spirito.

Se non presiede un sacerdote o un diacono:

V   Signore, ascolta la nostra preghiera.
R   E il nostro grido giunga fino a te.

RITO DELLA LUCE

Cfr. Sal 96, 11 a. 12. 1

      Sorge un'aurora nuova
      sugli amici di Dio.
           Rallegratevi, o giusti, nel Signore.

V   Regni il Signore! Si allieti la terra,
      gli angoli più remoti risuonino di canti.
           Rallegratevi, o giusti, nel Signore.

      Sorge un'aurora nuova
      sugli amici di Dio.
           Rallegratevi, o giusti, nel Signore.

INNO

Sulle nebbiose strade del mondo
s'irradiò la tua luce;
noi, ammirando il disegno del Padre,
a te leviamo l'inno.

Cristo, pontefice eterno,
che a Dio, con nuovo patto,
degli uomini smarriti nella colpa
riconciliò la stirpe,

della sua grazia che libera e salva
dispensatore ti volle,
e tu l'unica vita tua votasti
all'amore del Padre e dei fratelli.

Ti chiamò con gli apostoli sul monte,
ammirati ti videro i credenti,
con la parola e la vita, maestro,
vittima e sacerdote.

Ora che in cielo con Gesù ti allieti,
ancora attendi alla Chiesa
e tutti guida i devoti discepoli
allo splendore del regno.

Alla divina Trinità beata,
che la fatica dei servi
della sua gioia ineffabile premia,
gloria si canti nei secoli. Amen.

INNO

Vir celse, forma fúlgida
virtútis, hymnum súscipe,
qui iure dum te prædicat,
Dei canit magnália.

Qui sempitérnus Póntifex
stirpem Deo mortálium
revínxit, atque réddidit
paci novo nos fœdere,

Te fecit ipse próvidus
sui minístrum múneris,
Patri datúrum glóriam
eiúsque vitam plébibus.

Regális huius cúlminis
adéptus altitúdinem,
verbo fuísti et móribus
doctor, sacérdos, hóstia.

Locátus in cæléstibus,
sanctæ meménto Ecclésiæ,
oves ut omnes páscua
Christi petant felícia.

Sit Trinitáti glória,
quæ sancti honóris múnia
tibi minístro sédulo
dignis corónat gáudiis. Amen.

INNO

Le strade nebbiose del mondo 
irradia la luce di Cristo:
il grande disegno del Padre
con gioia ammiriamo cantando.

Gesù è il pontefice eterno: 
a Dio, con nuova alleanza,
conduce la stirpe degli uomini,
da tutte le colpe redenta.

A te, o pastore benigno,
la grazia ha voluto affidare; 
così la tua vita hai votato
al Padre e a tutti i fratelli.

Ti volle chiamare sul monte,
ti vide ammirato il suo popolo:
sei stato maestro di vita,
tu vittima e suo sacerdote.

Ed ora che in cielo ti allieti,
attendi ancora alla Chiesa:
conduci i discepoli tutti
al regno beato e festoso.

All’unico e trino Signore, 
che premia il lavoro dei servi
di gioia ineffabile e immensa,
la gloria si canti in eterno. Amen.

NOTIZIA DEL BEATO

Luigi Biraghi nacque a Vignate (Milano) il 2 novembre 1801, quinto di otto figli di una coppia di agricoltori fittavoli, dalla fede solida e profonda. A undici anni entrò nel Seminario diocesano, distinguendosi subito per acutezza d’ingegno e carità operosa. Ancor prima dell’ordinazione sacerdotale, ricevuta il 28 maggio 1825, cominciò a insegnare materie letterarie ai seminaristi e, nel 1833, fu nominato anche direttore spirituale, dimostrandosi «coltissimo, paterno, sapiente, virtuoso». Spirito apostolico, pensò a un istituto di preti per le missioni in città, che l’Arcivescovo non ritenne opportuno mandare a effetto; sostenne la nascita del Seminario Lombardo per le Missioni Estere di Milano, l’attuale PIME, e nel 1838 fondò l’Istituto delle Suore di santa Marcellina, dette “Marcelline”, per la formazione della gioventù femminile. Fu uomo di pace in mezzo alle tensioni che travagliarono la società e la Chiesa del suo tempo. Divenuto dottore della Biblioteca Ambrosiana, si distinse per i suoi studi, in particolare su sant’Ambrogio. Morì l’11 agosto 1879. Fu educatore di santi, quali il beato Giovanni Mazzucconi e il beato Luigi Talamoni. Tra loro fu iscritto da Benedetto XVI il 30 aprile 2006.

SALMODIA

Salmo 138

Dio vede tutto

Chi mai ha potuto conoscere il pensiero del Signore? O chi mai è stato il suo consigliere? (Rm 11, 34).

I (1-12)

Ant. 1   Signore, tu mi scruti e mi conosci.

Signore, tu mi scruti e mi conosci, *
     † tu sai quando seggo e quando mi alzo.
Penetri da lontano i miei pensieri, *
     mi scruti quando cammino e quando riposo.

Ti sono note tutte le mie vie; †
     la mia parola non è ancora sulla lingua *
     e tu, Signore, già la conosci tutta.

Alle spalle e di fronte mi circondi *
     e poni su di me la tua mano.
Stupenda per me la tua saggezza, *
     troppo alta, e io non la comprendo.

Dove andare lontano dal tuo spirito, *
     dove fuggire dalla tua presenza?
Se salgo in cielo, là tu sei, *
     se scendo negli inferi, eccoti.

Se prendo le ali dell’aurora *
     per abitare all’estremità del mare,
anche là mi guida la tua mano *
     e mi afferra la tua destra.

Se dico: «Almeno l’oscurità mi copra *
     e intorno a me sia la notte»;

nemmeno le tenebre per te sono oscure, †
     e la notte è chiara come il giorno; *
     per te le tenebre sono come la luce.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 1   Signore, tu mi scruti e mi conosci.

O Dio, tu mi scruti e mi conosci

Dio non è lontano da ciascuno di noi… in lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo (At 17, 27. 28).

II (13-18.23-24)

Ant. 2   Sono stupende le tue opere Signore, *
             e io le contemplo.

Sei tu che hai creato le mie viscere *
     e mi hai tessuto nel seno di mia madre.

Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio; †
     sono stupende le tue opere, *
     tu mi conosci fino in fondo.

Non ti erano nascoste le mie ossa †
     quando venivo formato nel segreto, *
     intessuto nelle profondità della terra.

Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi *
     e tutto era scritto nel tuo libro;
i miei giorni erano fissati, *
     quando ancora non ne esisteva uno.

Quanto profondi per me i tuoi pensieri, *
     quanto grande il loro numero, o Dio!
Se li conto sono più della sabbia, *
     se li credo finiti, con te sono ancora.

Scrutami, Dio, e conosci il mio cuore, *
     provami e conosci i miei pensieri:
vedi se percorro una via di menzogna *
     e guidami sulla via della vita.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 2   Sono stupende le tue opere Signore, *
             e io le contemplo.

PRIMA ORAZIONE

Signore Gesù Cristo,
sei disceso nelle regioni dei morti,
illuminando della tua gloria la loro notte,
e sei asceso nell’alto dei cieli,
adornandoli di nuovo splendore:
ora, che resti con noi e fecondi la terra
del seme della divina grazia,
guidaci sulla strada della vita
e, con tutti i tuoi amici,
donaci ospitalità eterna nella tua santa dimora,
o Salvatore crocifisso e risorto,
che vivi e regni con il Padre,
nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA

Lc 1, 46-55

Esultanza dell'anima nel Signore

Sia in ciascuno l'anima di Maria a magnificare il Signore, sia in ciascuno lo spirito di Maria a esultare in Dio (S. Ambrogio).

Ant.   Guardate a Cristo e sarete raggianti; *
          non saranno confusi i vostri volti. [T.P. ].

L'anima mia magnifica il Signore *
     e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l'umiltà  della sua serva. *
     D'ora in poi tutte le generazioni
          mi chiameranno beata. 

Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
     e Santo è il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia *
     si stende su quelli che lo temono. 

Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
     ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni, *
     ha innalzato gli umili; 

ha ricolmato di beni gli affamati, *
     ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo, *
     ricordandosi della sua misericordia, 

come aveva promesso ai nostri padri, *
     ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. 

Gloria. 

L'anima mia magnifica il Signore.

Ant.   Guardate a Cristo e sarete raggianti; *
          non saranno confusi i vostri volti. [T.P. ].
          Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

SECONDA ORAZIONE

O Dio, pastore delle anime, 
che nel beato Luigi hai fatto risplendere lo zelo sacerdotale, 
l'amore per la scienza e la passione educativa, 
concedi a noi, attratti dal suo esempio e sorretti dalla sua intercessione, 
di essere nel mondo testimoni del tuo amore 
che accompagna ogni istante della nostra vita.
Per Cristo, nostro Signore.

COMMEMORAZIONE DEL BATTESIMO

Il Signore rivestì di maestosa bellezza la Chiesa che, deponendo nel battesimo la bruttura di ogni delitto, brillò dello splendore della grazia celeste (S. Ambrogio).

R   Gesù, Figlio di Dio,
      morendo ci ha resi fratelli,
      nella sua santa Chiesa ci ha raccolti.
           Alla casa dell’unico Padre
           pellegriniamo in pace.

V   Ogni discordia taccia, l’amaro odio si estingua,
      poi che dal cuore di Cristo
      acqua e sangue fluirono.
           Alla casa dell’unico Padre
           pellegriniamo in pace.

Orazione

O Padre, che ci rendi partecipi
del mistero di Cristo morto e risorto,
fa’ che animati dallo Spirito di adozione filiale
camminiamo sempre in novità di vita.
Per Cristo nostro Signore.

INTERCESSIONI

Riconoscenti verso il Padre,
che mediante il ministero dei sacerdoti
conserva e accresce la fede nella sua Chiesa,
devotamente diciamo:

       Pastore eterno, ascoltaci.

Aiuta i ministri della Chiesa
a ricercare quelli che si sono allontanati da te,
     - perché gli erranti
       possano ritornare sulla strada della vita.

Tu che ci hai inviato dei santi pastori,
perché la nostra carità potesse ravvivarsi,
     - sii vicino a coloro che nella comunità cristiana
       esercitano il servizio dell'autorità.

Tu che hai chiamato a verità i popoli
per l'opera degli apostoli del tuo Figlio,
     - dona slancio e tenacia ai missionari,
       perché portino in tutto il mondo
       la luce del vangelo.

Sostieni con il vigore dello Spirito
il nostro vescovo e i suoi collaboratori,
     - perché siano una cosa sola
       e siano accolti come mandati da te.

Tu che apri le porte del regno
a chi è stato fedele alla missione a lui affidata,
     - introduci nella tua pace
       i vescovi e i presbiteri defunti.

Sull'esempio dei santi pastori,
sorretti dalla fede osiamo dire:

Padre nostro.

CONCLUSIONE

Per la conclusione dei Vespri si danno due casi:

A) Se la celebrazione è presieduta da un sacerdote o da un diacono, la conclusione si fa col saluto e con la benedizione in questo modo:

V   Il Signore sia con voi.
R   E con il tuo spirito.
      Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison. 

V   Vi benedica Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito santo.
R   Amen. 

Si possono anche usare le forme di benedizione più solenni come è detto nel Messale.
Se si congeda l’assemblea, si aggiunge l’invito: 

V   Andiamo in pace.
R   Nel nome di Cristo. 


B) Nella celebrazione individuale o quando non presiede un sacerdote o un diacono, si conclude con la formula seguente:

V   Il Signore ci benedica e ci custodisca.
R   Amen. 

oppure:
V   La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
R   Amen.