VESPRI

Venerdì, 08 maggio 2026

BEATO SERAFINO MORAZZONE,
PRESBITERO
Memoria facoltativa

PRIMI VESPRI

V   Il Signore sia con voi.
R   E con il tuo spirito.

Se non presiede un sacerdote o un diacono:

V   Signore, ascolta la nostra preghiera.
R   E il nostro grido giunga fino a te.

RITO DELLA LUCE

Cfr. Sal 96, 11 a. 12. 1

      Sorge un'aurora nuova
      sugli amici di Dio.
           Rallegratevi, o giusti, nel Signore.

V   Regni il Signore! Si allieti la terra,
      gli angoli più remoti risuonino di canti.
           Rallegratevi, o giusti, nel Signore.

      Sorge un'aurora nuova
      sugli amici di Dio.
           Rallegratevi, o giusti, nel Signore.

INNO

Sulle nebbiose strade del mondo
s'irradiò la tua luce;
noi, ammirando il disegno del Padre,
a te leviamo l'inno.

Cristo, pontefice eterno,
che a Dio, con nuovo patto,
degli uomini smarriti nella colpa
riconciliò la stirpe,

della sua grazia che libera e salva
dispensatore ti volle,
e tu l'unica vita tua votasti
all'amore del Padre e dei fratelli.

Ti chiamò con gli apostoli sul monte,
ammirati ti videro i credenti,
con la parola e la vita, maestro,
vittima e sacerdote.

Ora che in cielo con Gesù ti allieti,
ancora attendi alla Chiesa
e tutti guida i devoti discepoli
allo splendore del regno.

Alla divina Trinità beata,
che la fatica dei servi
della sua gioia ineffabile premia,
gloria si canti nei secoli. Amen.

INNO

Vir celse, forma fúlgida
virtútis, hymnum súscipe,
qui iure dum te prædicat,
Dei canit magnália.

Qui sempitérnus Póntifex
stirpem Deo mortálium
revínxit, atque réddidit
paci novo nos fœdere,

Te fecit ipse próvidus
sui minístrum múneris,
Patri datúrum glóriam
eiúsque vitam plébibus.

Regális huius cúlminis
adéptus altitúdinem,
verbo fuísti et móribus
doctor, sacérdos, hóstia.

Locátus in cæléstibus,
sanctæ meménto Ecclésiæ,
oves ut omnes páscua
Christi petant felícia.

Sit Trinitáti glória,
quæ sancti honóris múnia
tibi minístro sédulo
dignis corónat gáudiis. Amen.

INNO

Le strade nebbiose del mondo 
irradia la luce di Cristo:
il grande disegno del Padre
con gioia ammiriamo cantando.

Gesù è il pontefice eterno: 
a Dio, con nuova alleanza,
conduce la stirpe degli uomini,
da tutte le colpe redenta.

A te, o pastore benigno,
la grazia ha voluto affidare; 
così la tua vita hai votato
al Padre e a tutti i fratelli.

Ti volle chiamare sul monte,
ti vide ammirato il suo popolo:
sei stato maestro di vita,
tu vittima e suo sacerdote.

Ed ora che in cielo ti allieti,
attendi ancora alla Chiesa:
conduci i discepoli tutti
al regno beato e festoso.

All’unico e trino Signore, 
che premia il lavoro dei servi
di gioia ineffabile e immensa,
la gloria si canti in eterno. Amen.

NOTIZIA DEL BEATO

Definito dal beato cardinale Schuster «il novello Curato d'Ars», Serafino Morazzone nacque a Milano, nella parrocchia di San Tommaso in Terramara, nel 1747. A quattordici anni chiese di essere accolto come chierico nel duomo di Milano, per sopperire alle necessità economiche della famiglia. Seguendo la vocazione di una totale consacrazione al Signore, mentre continuava il servizio liturgico nella cattedrale, intraprese il corso degli studi per giungere al sacerdozio e ricevette gli «ordini minori». A 26 anni, in considerazione della sua grande pietà, sebbene ancora chierico, fu invitato a concorrere per la parrocchia di Chiuso nel comune di Lecco e l'esito del concorso gli fu favorevole.
Gli fu subito conferita l'investitura, acquistando contemporaneamente all'ordinazione sacerdotale il titolo canonico, che ricevette il 9 maggio 1773. A Chiuso celebrò la prima messa e per 49 anni, fino alla morte, fu il buon pastore dedicato totalmente al bene spirituale e materiale del suo piccolo gregge. L'umiltà, la serenità e la bontà che trasparivano in ogni suo gesto e parola, gli meritarono l'affetto e la devozione dei suoi fedeli e della gente dei paesi vicini e la stima sincera dei superiori e dei confratelli. Fu sollecito verso i poveri e verso gli infermi, che con frequenza visitava e confortava. Per i fanciulli aprì una scuola elementare nella sua casa, attento a offrire loro con semplicità e costanza un'educazione cristiana. La sua eroica carità rifulse in modo eminente durante il saccheggio di Chiuso da parte dei soldati austro-russi. Ancora vivente, gli furono attribuite grazie straordinarie e anche miracoli, che egli soleva attribuire a san Girolamo Emiliani, il cui santuario confinava con la parrocchia di Chiuso. Terminò la sua vita terrena il 13 aprile 1822, all'età di 72 anni. La voce popolare lo ha subito acclamato e invocato come «beato Serafino» e Alessandro Manzoni ci ha lasciato la prima testimonianza della splendida santità del «buon Curato di Chiuso». È stato beatificato da papa Benedetto XVI il 26 giugno 2011.

SALMODIA

Salmo 40

Preghiera nella sventura

Voi l'avete inchiodato alla croce per mano di empi e l'avete ucciso. Ma Dio lo ha risuscitato. (At 2, 23).

Ant. 1   Risanami, Signore, *
             contro di te ho peccato.

Beato l’uomo che ha cura del debole, *
     nel giorno della sventura il Signore lo libera.

Veglierà su di lui il Signore, †
     lo farà vivere beato sulla terra, *
     non lo abbandonerà alle brame dei nemici.

Il Signore lo sosterrà sul letto del dolore. *
     Gli darà sollievo nella sua malattia.

Io ho detto: «Pietà di me, Signore; *
     risanami; contro di te ho peccato».
I nemici mi augurano il male: *
     «Quando morirà e perirà il suo nome?».

Chi viene a visitarmi dice il falso, †
     il suo cuore accumula malizia *
     e uscito fuori sparla.

Contro di me sussurrano insieme i miei nemici, *
     contro di me pensano il male:
«Un morbo maligno su di lui si è abbattuto, *
     da dove si è steso non potrà rialzarsi».

Anche l’amico in cui confidavo, †
     anche lui, che mangiava il mio pane, *
     alza contro di me il suo calcagno.

Ma tu, Signore, abbi pietà e sollevami, *
     che io li possa ripagare.
Da questo saprò che tu mi ami *
     se non trionfa su di me il mio nemico;

per la mia integrità tu mi sostieni, *
     mi fai stare alla tua presenza per sempre.

Sia benedetto il Signore, Dio d’Israele, *
     da sempre e per sempre. Amen, amen.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 1   Risanami, Signore, *
             contro di te ho peccato.

Salmo 45

Dio rifugio e forza del suo popolo

Sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio-con-noi (Mt 1, 23).

Ant. 2   Il Signore degli eserciti è con noi, *
             nostro rifugio è il Dio di Giacobbe. Alleluia.

Dio è per noi rifugio e forza, *
     aiuto sempre vicino nelle angosce.

Perciò non temiamo se trema la terra, *
     se crollano i monti nel fondo del mare.
Fremano, si gonfino le sue acque, *
     tremino i monti per i suoi flutti.

Un fiume e i suoi ruscelli rallegrano la città di Dio, *
     la santa dimora dell’Altissimo.

Dio sta in essa: non potrà vacillare; *
     la soccorrerà Dio, prima del mattino.
Fremettero le genti, i regni si scossero; *
     egli tuonò, si sgretolò la terra.

Il Signore degli eserciti è con noi, *
     nostro rifugio è il Dio di Giacobbe.

Venite, vedete le opere del Signore, *
     egli ha fatto portenti sulla terra.

Farà cessare le guerre sino ai confini della terra, †
     romperà gli archi e spezzerà le lance, *
     brucerà con il fuoco gli scudi.

Fermatevi e sappiate che io sono Dio, *
     eccelso tra le genti, eccelso sulla terra.

Il Signore degli eserciti è con noi, *
     nostro rifugio è il Dio di Giacobbe.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 2   Il Signore degli eserciti è con noi, *
             nostro rifugio è il Dio di Giacobbe. Alleluia.

PRIMA ORAZIONE

Volgi, o Dio, il tuo sguardo di bontà
al popolo dei credenti che implora misericordia;
possano sempre gloriarsi dei tuoi benefìci
poiché te solo riconoscono
come salvatore e come padre.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA

Lc 1, 46-55

Esultanza dell'anima nel Signore

Sia in ciascuno l'anima di Maria a magnificare il Signore, sia in ciascuno lo spirito di Maria a esultare in Dio (S. Ambrogio).

Cf. 1Cor 2, 4

Ant.   Mai nutrì desideri di grandezza,
          la sua parola e la sua predicazione
          non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, *
          ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza. Alleluia.

L'anima mia magnifica il Signore *
     e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l'umiltà  della sua serva. *
     D'ora in poi tutte le generazioni
          mi chiameranno beata. 

Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
     e Santo è il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia *
     si stende su quelli che lo temono. 

Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
     ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni, *
     ha innalzato gli umili; 

ha ricolmato di beni gli affamati, *
     ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo, *
     ricordandosi della sua misericordia, 

come aveva promesso ai nostri padri, *
     ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. 

Gloria. 

L'anima mia magnifica il Signore.

Ant.   Mai nutrì desideri di grandezza,
          la sua parola e la sua predicazione
          non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, *
          ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza. Alleluia.
          Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

SECONDA ORAZIONE

O Dio onnipotente ed eterno, 
gloria degli umili e difesa dei poveri, 
che hai conformato all’immagine del buon Pastore 
il beato sacerdote Serafino, 
sempre fedele nella cura del tuo gregge, 
concedi ai ministri della Chiesa 
carità ardente e dedizione instancabile, 
perché il tuo popolo cresca nella santità e nell’amore.
Per Cristo, nostro Signore.

COMMEMORAZIONE DEL BATTESIMO

Ricevono l'eredità coloro che sono battezzati nella morte di Cristo e sono consepolti con lui perché con lui risorgano. Diventiamo dunque eredi di Dio e coeredi di Cristo (S. Ambrogio).

R   Cristo è la pietra, che sprizza
      acqua copiosa e fresca.
           È la sola sorgente
           della vita di tutti. Alleluia.

V   Cristo è il fiume perenne,
      che allieta la casa di Dio.
           È la sola sorgente
           della vita di tutti. Alleluia.

Orazione

Dio, che vinci ogni giorno la morte
e rinnovi i popoli
con l'effusione ineffabile dello Spirito,
concedi alla Chiesa di crescere nella carità,
perché dimostri a tutti di essere veramente
l'umanità conforme al tuo disegno eterno.
Per Cristo nostro Signore.

INTERCESSIONI

Riconoscenti verso il Padre,
che mediante il ministero dei sacerdoti
conserva e accresce la fede nella sua Chiesa,
devotamente diciamo:

       Pastore eterno, ascoltaci.

Aiuta i ministri della Chiesa
a ricercare quelli che si sono allontanati da te,
     - perché gli erranti
       possano ritornare sulla strada della vita.

Tu che ci hai inviato dei santi pastori,
perché la nostra carità potesse ravvivarsi,
     - sii vicino a coloro che nella comunità cristiana
       esercitano il servizio dell'autorità.

Tu che hai chiamato a verità i popoli
per l'opera degli apostoli del tuo Figlio,
     - dona slancio e tenacia ai missionari,
       perché portino in tutto il mondo
       la luce del vangelo.

Sostieni con il vigore dello Spirito
il nostro vescovo e i suoi collaboratori,
     - perché siano una cosa sola
       e siano accolti come mandati da te.

Tu che apri le porte del regno
a chi è stato fedele alla missione a lui affidata,
     - introduci nella tua pace
       i vescovi e i presbiteri defunti.

Sull'esempio dei santi pastori,
sorretti dalla fede osiamo dire:

Padre nostro.

CONCLUSIONE

Per la conclusione dei Vespri si danno due casi:

A) Se la celebrazione è presieduta da un sacerdote o da un diacono, la conclusione si fa col saluto e con la benedizione in questo modo:

V   Il Signore sia con voi.
R   E con il tuo spirito.
      Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison. 

V   Vi benedica Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito santo.
R   Amen. 

Si possono anche usare le forme di benedizione più solenni come è detto nel Messale.
Se si congeda l’assemblea, si aggiunge l’invito: 

V   Andiamo in pace.
R   Nel nome di Cristo. 


B) Nella celebrazione individuale o quando non presiede un sacerdote o un diacono, si conclude con la formula seguente:

V   Il Signore ci benedica e ci custodisca.
R   Amen. 

oppure:
V   La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
R   Amen.