UFFICIO DELLE LETTURE

Giovedì, 23 aprile 2026

GIOVEDI
DELLA TERZA SETTIMANA DI PASQUA

V   O Dio, vieni a salvarmi.
R   Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.
Alleluia.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

Al quinto giorno tutto ciò che vive
hai tratto, o Dio, dall’acque primordiali:
guizzano i pesci nel mare,
gli uccelli si rincorrono nell’aria.

Nati nell’onda del santo lavacro,
rigeneràti dal sangue di Cristo,
serbaci liberi e puri
nella preziosa vita della grazia.

Non ci avvilisca la colpa
né la superba innocenza ci illuda,
il cuore nell’orgoglio non si esalti
né si deprima per le sue cadute.

Così ti implora il tuo popolo, o Padre,
per Cristo Redentore
che nello Spirito santo
regna con te nei secoli.   Amen.

latino

Magnæ Deus poténtiæ,
qui ex aquis ortum genus
partim remíttis gúrgiti,
partim levas in áera,

Demérsa lymphis ímprimens,
subvécta cælis írrogans,
ut, stirpe una pródita,
divérsa répleant loca:

Largíre cunctis sérvulis,
quos mundat unda sánguinis,
nescíre lapsus críminum
nec ferre mortis tædium,

Ut culpa nullum déprimat,
nullum levet iactántia,
elísa mens ne cóncidat,
eláta mens ne córruat.

Præsta, Pater piíssime,
per Iesum Christum Dóminum,
qui tecum in perpétuum
regnat cum sancto Spíritu.   Amen.

in canto

Dall’ampia distesa dell’acqua
hai tratto, Signore, i viventi:
gli uccelli veloci nell’aria
e i pesci guizzanti nel mare.

Rinati nel santo lavacro,
salvati dal sangue di Cristo,
conservaci liberi e puri
in vita preziosa di grazia.

Il male non spenga fiducia,
nel bene viviamo umilmente;
il cuore rifugga da orgoglio
né mai lo deprima la colpa.

O Padre, così ti imploriamo
per Cristo Gesù Redentore,
che insieme allo Spirito santo
con te vive e regna in eterno. Amen.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

Vita di tutti, Cristo Redentore,
o Giudice tremendo, unico Re,
odi pietoso la supplica e accogli
benignamente il canto.

Grata la lode nella notte ascenda
a te, divina Luce,
e l’eco dell’eterna melodia
consoli e allieti i cuori.

Di gioiosa innocenza adorna i giorni,
pensieri ispira di vita immortale,
in ogni azione nostra
sfavilli la tua gloria.

A te, suprema fonte dell’essere,
o Trinità beata,
la Chiesa dei redenti
leva felice l’inno nei secoli.   Amen.

latino

O sator rerum, reparátor ævi,
Christe, rex regum, metuénde censor,
tu preces nostras paritérque laudes
     súscipe clemens.

Noctis en cursu tibi vota laudum
pángimus; præsta tibi sint ut apta,
nosque concéntu réfove perénni,
     lúminis auctor.

Da dies nobis probitáte faustos
mortis ignáram tribuéndo vitam,
semper ut nostros tua sit per actus
     glória perpes.

Glória summum résonet Paréntem,
glória Natum, paritérque sanctum
Spíritum dulci modulétur hymno
     omne per ævum.   Amen.

in canto

Di tutti sei vita, Signore,
o unico Re, nostro Giudice:
tu, mite, ascolta la supplica,
accogli benevolo il canto.

La lode notturna innalziamo
a te che sei Luce divina,
e l’eco dei cori celesti
consoli e allieti i cuori.

Concedi gioiosa innocenza,
pensieri di cielo ispira;
sfavilli la gloria immortale
in ogni azione terrena.

A te, uno e trino Signore,
sorgente suprema dell’essere,
elevino tutti i redenti
un inno di festa nei secoli. Amen.

CANTICO DEI TRE GIOVANI

Cfr. Dn 3, 52-56

Ogni creatura lodi il Signore

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
     e siedi sui cherubini, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Come era nel principio e ora e sempre
     nei secoli dei secoli, amen, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

SALMODIA

Salmo 88, 39-53

Lamento sulla rovina della casa di Davide

Ha suscitato per noi una salvezza potente nella casa di Davide, suo servo (Lc 1, 69).

IV (39-46)

Ant. 1   Non far trionfare, o Signore, *
             la destra dei nostri nemici.

Tu, Signore, lo hai respinto e ripudiato, *
     ti sei adirato contro il tuo consacrato;
hai rotto l’alleanza con il tuo servo, *
     hai profanato nel fango la sua corona.

Hai abbattuto tutte le sue mura, *
     e diroccato le sue fortezze;
tutti i passanti lo hanno depredato, *
     è divenuto lo scherno dei suoi vicini.

Hai fatto trionfare la destra dei suoi rivali, *
     hai fatto gioire tutti i suoi nemici.
Hai smussato il filo della sua spada *
     e non l’hai sostenuto nella battaglia.

Hai posto fine al suo splendore, *
     hai rovesciato a terra il suo trono.
Hai abbreviato i giorni della sua giovinezza *
     e lo hai coperto di vergogna.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 1   Non far trionfare, o Signore, *
             la destra dei nostri nemici.

V (47-53)

Ant. 2   Ricòrdati, o Signore,
             le tue grazie di un tempo, *
             che per la tua fedeltà hai giurato a Davide.

Fino a quando, Signore, continuerai a tenerti nascosto, *
     arderà come fuoco la tua ira?

Ricorda quant’è breve la mia vita. *
     Perché quasi un nulla hai creato ogni uomo?

Quale vivente non vedrà la morte, *
     sfuggirà al potere degli inferi?
Dove sono, Signore, le tue grazie di un tempo *
     che per la tua fedeltà hai giurato a Davide?

Ricorda, Signore, l’oltraggio dei tuoi servi: *
     porto nel cuore le ingiurie di molti popoli,
con le quali, Signore, i tuoi nemici insultano, *
     insultano i passi del tuo consacrato.

Benedetto il Signore in eterno. *
     Amen, amen.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 2   Ricòrdati, o Signore,
             le tue grazie di un tempo, *
             che per la tua fedeltà hai giurato a Davide.

Salmo 89

Su di noi sia la bontà del Signore

Davanti al Signore un giorno è come mille anni e mille anni come un giorno solo (2Pt 3, 8).

Ant. 3   Si manifesti ai tuoi servi *
             la tua opera, o Signore.

Signore, tu sei stato per noi un rifugio *
     di generazione in generazione.

Prima che nascessero i monti †
     e la terra e il mondo fossero generati, *
     da sempre e per sempre tu sei, Dio.

Tu fai ritornare l’uomo in polvere *
     e dici: «Ritornate, figli dell’uomo».

Ai tuoi occhi, mille anni sono come il giorno di ieri che è passato, *
     come un turno di veglia nella notte.

Li annienti: li sommergi nel sonno; *
     sono come l’erba che germoglia al mattino:
al mattino fiorisce, germoglia, *
     alla sera è falciata e dissecca.

Perché siamo distrutti dalla tua ira, *
     siamo atterriti dal tuo furore.
Davanti a te poni le nostre colpe, *
     i nostri peccati occulti alla luce del tuo volto.

Tutti i nostri giorni svaniscono per la tua ira, *
     finiamo i nostri anni come un soffio.

Gli anni della nostra vita sono settanta, *
     ottanta per i più robusti,
ma quasi tutti sono fatica, dolore; *
     passano presto e noi ci dileguiamo.

Chi conosce l’impeto della tua ira, *
     e il tuo sdegno, con il timore a te dovuto?

Insegnaci a contare i nostri giorni *
     e giungeremo alla sapienza del cuore.

Volgiti, Signore; fino a quando? *
     Muoviti a pietà dei tuoi servi.
Saziaci al mattino con la tua grazia: *
     esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.

Rendici la gioia per i giorni di afflizione, *
     per gli anni in cui abbiamo visto la sventura.
Si manifesti ai tuoi servi la tua opera *
     e la tua gloria ai loro figli.

Sia su di noi la bontà del Signore, nostro Dio: †
     rafforza per noi l’opera delle nostre mani, *
     l’opera delle nostre mani rafforza.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 3   Si manifesti ai tuoi servi *
             la tua opera, o Signore.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

V   Tu sei benedetto, Signore.
R   Amen.

L    Benedicimi, Padre.
V   Per Cristo, che è via e verità,
      la divina Maestà  ci benedica.
R   Amen.

PRIMA LETTURA

Ap 9, 13-21

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni, apostolo

La piaga della guerra

Io, Giovanni, vidi: Il sesto angelo suonò la tromba. Allora udii una voce dai lati dell’altare d’oro che si trova dinanzi a Dio. E diceva al sesto angelo che aveva la tromba: «Sciogli i quattro angeli incatenati sul gran fiume Eufràte». Furono sciolti i quattro angeli pronti per l’ora, il giorno, il mese, e l’anno per sterminare un terzo dell’umanità. Il numero delle truppe di cavalleria era duecento milioni; ne intesi il numero. Così mi apparvero i cavalli e i cavalieri: questi avevano corazze di fuoco, di giacinto, di zolfo. Le teste dei cavalli erano come le teste dei leoni e dalla loro bocca usciva fuoco, fumo e zolfo. Da questo triplice flagello, dal fuoco, dal fumo e dallo zolfo che usciva dalla loro bocca, fu ucciso un terzo dell’umanità. La potenza dei cavalli infatti sta nella loro bocca e nelle loro code; le loro code sono simili a serpenti, hanno teste e con esse nuocciono.
Il resto dell’umanità che non perì a causa di questi flagelli, non rinunziò alle opere delle sue mani; non cessò di prestar culto ai demòni e agli idoli d’oro, d’argento, di bronzo, di pietra e di legno, che non possono né vedere, né udire, né camminare (cfr. Sal 113 B, 4-7); non rinunziò nemmeno agli omicidi, né alle stregonerie, né alla fornicazione, né alle ruberie.

RESPONSORIO

Cfr. Mt 24, 6; Sal 31, 10

R   «Sentirete parlare di guerre
      e di rumori di guerre – dice il Signore –;
           guardate di non allarmarvi».

V   Molti saranno i dolori dell’empio,
      ma la grazia circonda chi confida nel Signore.
           «Guardate di non allarmarvi».

L    Benedicimi, Padre.
V   La grazia dello Spirito santo
      illumini i nostri sensi e il nostro cuore.
R   Amen.

SECONDA LETTURA

Dalla «Vita di Ambrogio» di Paolino da Milano, diacono

(Cap. 47-48; Ed. Bastiaensen 113. 115. 117)
La morte del cristiano nella Pasqua di Cristo

Nel luogo in cui giaceva – come abbiamo appreso dalla viva voce del venerabile Bassiano, vescovo della Chiesa di Lodi, che l’aveva udito dalla sua bocca – essendo immerso in preghiera insieme con l’anzidetto vescovo, aveva visto il Signore Gesù venire a lui e sorridergli; e davvero non molti giorni dopo egli ci fu tolto.
E proprio quando ci lasciò per volare al Signore, dalle ore cinque del pomeriggio fino all’ora in cui rese l’anima, pregò con le braccia aperte in forma di croce; noi vedevamo le sue labbra muoversi, ma non udivamo nessun suono di voce.
E Onorato, vescovo di Vercelli, essendosi ritirato nel piano superiore della casa per riposare, udì per tre volte la voce di uno che lo chiamava e diceva: «Alzati, affrettati, poiché egli è in punto di morte». E quegli discese e offrì ad Ambrogio il santo corpo del Signore; com’egli l’ebbe ricevuto e ingoiato, spirò, recando con sé il buon viatico, in modo che l’anima rinvigorita da quel solido cibo s’allieti ora del consorzio degli angeli, dei quali visse la vita in terra, e della compagnia di Elia; giacché al pari di Elia, anch’egli non ebbe mai riguardo di parlare ai re e ai potenti d’ogni grado, a causa del timor di Dio.
E di lì, prima di giorno, nell’ora in cui era morto, il suo corpo fu condotto alla chiesa maggiore e ivi rimase la notte in cui celebrammo la vigilia di Pasqua.
Molti, appena battezzati, tornando dal fonte lo videro, tanto che alcuni dicevano che era seduto alla cattedra nell’abside, e molti lo mostravano a dito ai padrini e alle madrine mentre saliva i gradini dell’abside. Ma quelli, pur avendo la vista, non potevano vedere, poiché non avevano gli occhi purificati. Molti poi dicevano di vedere una stella sul suo corpo.
Il mattino della domenica, compiuto il sacrificio eucaristico, il suo corpo fu traslato dalla chiesa alla basilica ambrosiana, dove da quel giorno giace, e lì turbe di demòni gridavano di essere da lui tormentati, così che le loro urla non si potevano sopportare; e questo salutare influsso del vescovo perdura ancor oggi non solo in quel luogo, ma anche in molte altre regioni.
Turbe d’uomini e di donne gettavano i loro fazzoletti e cinture, affinché il corpo santo ne fosse in qualche modo toccato. Partecipava anche al corteo funebre un’innumerevole turba d’ogni grado, sesso, età, non solo di cristiani, ma anche di giudei e di pagani; tuttavia, in una formazione più bella, apriva il corteo la schiera dei battezzati.

LAUS ANGELORUM MAGNA

Gloria a Dio nell’alto dei cieli, *
     e pace in terra agli uomini di buona volontà.

Noi ti lodiamo, ti eleviamo un inno, *
     ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo.
Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, *
     Signore Dio, Re del cielo.

Dio Padre onnipotente, *
     Gesù Cristo e Spirito santo.

Signore Dio, *
     Figlio del Padre.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, *
     accogli la nostra supplica.
Tu che siedi alla destra del Padre, *
     abbi pietà di noi.

Sii tu la nostra guida e il nostro aiuto; *
     salvaci, rendici puri, conservaci nella tua pace.
Liberaci dai nemici *
     e dalle tentazioni.

Perché tu solo il santo, *
     tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo,
Gesù Cristo, *
     nella gloria di Dio Padre con lo Spirito santo.

Ogni giorno ti benediciamo, *
     e lodiamo il tuo nome per sempre.
Dégnati oggi, Signore, *
     di custodirci senza peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
     mostrami il tuo volere.
Vedi la mia miseria e la mia pena *
     e perdona tutti i miei peccati.

Dalle mie labbra fiorisca la lode, *
     la lode al nostro Dio.
Possa io vivere per lodarti: *
     mi aiutino i tuoi giudizi.

Come pecora smarrita vado errando; *
     cerca il tuo servo perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Presto ci venga incontro la tua misericordia, †
     perché siamo troppo infelici: *
     aiutaci, Dio, nostra salvezza.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.   Amen.

LAUS ANGELORUM MAGNA

Glória in excélsis Deo *
     et in terra pax homínibus bonæ voluntátis.

Laudámus te, hymnum dícimus tibi, *
     benedícimus te, adorámus te, glorificámus te.
Grátias tibi ágimus propter magnam glóriam tuam, *
     Dómine Deus rex cæléstis.

Deus Pater omnípotens, *
     Iesu Christe et sancte Spíritus.

Dómine Deus, *
     Fílius Patris.

Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi, *
     sύscipe deprecatiónem nostram;
qui sedes ad déxteram Patris, *
     miserére nobis.

Miserére nobis: sύbveni nobis, dírige nos: *
     consérva nos, munda nos, pacífica nos,
libera nos ad inimícis, *
     a tentatiónibus.

Quia tu solus sanctus, *
     tu solus Dóminus, tu solus Altíssimus
Iesu Christie *
     in glória Dei Patris cum sancto Spíritu.

Per síngulos dies benedícimus te, *
     et laudámus nomen tuum in ætérnum, et in sæculum sæculi.

Dignáre, Dómine, die isto, *
     sine peccáto nos custodíre.

Benedíctus es, Dómine, *
     doce me iustítias tuas.
Vide humilitátem meam et labórem meum *
     et dimítte ómnia peccáta mea.

Eructábunt lábia mea hymnum, *
     hymnum Deo nostro.
Vivet ánima mea et laudábit te, *
     et iudícia tua adiuvábunt me.

Errávi sicut ovis, quæ períerat: *
     requíre servum tuum, quia mandáta tua non sum oblítus.

Cito antícipet nos misericórdia tua, Dómine, †
     quia páuperes factin sumus nimis, *
     ádiuva nos, Deus salutáris noster.

Benedíctus es, Dómine, Deus patrum nostrórum, *
     et laudábilis et gloriósus in sæcula sæculórum.   Amen.

Se all’Ufficio delle Letture seguono immediatamente le Lodi si omettono l’orazione seguente e l’introduzione di Lodi e si recita immediatamente il Cantico di Zaccaria.

ORAZIONE

Padre di consolazione e di grazia,
il popolo che ti sei acquisito
non perda più il tesoro della fede e della speranza
perché, superate tutte le insidie del mondo,
possa essere rallegrato e arricchito
della futura felicità che è stata promessa.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell'unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.


Quando l'Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell'orazione riportata si può sempre dire l'orazione seguente:

Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE

V   Benediciamo il Signore.
R   Rendiamo grazie a Dio.