UFFICIO DELLE LETTURE

Domenica, 12 aprile 2026

DOMENICA DELL'OTTAVA DI PASQUA

V   O Dio, vieni a salvarmi.
R   Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.
Alleluia.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

Vita dei santi, Cristo, unica via,
o sola speranza del mondo,
o sorgente di pace e di giustizia,
voci e cuori a te inneggiano.

Se qualche luce di virtù tu vedi,
ogni parola vera,
ogni infiammata volontà di bene,
è, Signore, tua grazia.

Dona quiete ai tempi incerti,
salda custodisci la fede,
rinvigorisci i deboli,
perdona i peccatori.

Gloria si canti al Padre
e all’unico suo Figlio,
dolce si levi la lode allo Spirito
negli infiniti secoli.   Amen.


latino

Vita sanctórum, via, spes salúsque,
Christe, largítor probitátis atque
cónditor pacis, tibi voce, sensu
pángimus hymnum:

Cuius est virtus manifésta totum
quod pii possunt, quod habent, quod ore,
corde vel factis cúpiunt, amóris
igne flagrántes.

Témporum pacem, fídei tenórem,
lánguidis curam veniámque lapsis,
ómnibus præsta páriter beátæ
múnera vitæ.

Glória summum résonet Paréntem,
glória Natum, paritérque sanctum
Spíritum dulci modulétur hymno
omne per ævum.   Amen.


in canto

O Cristo, sei vita dei santi,
salvezza e speranza del mondo;
sorgente di pace e giustizia,
ti cantano i cuori e le voci.

Se qualche virtù in noi vedi,
parole sincere di vita,
il nostro cammino nel bene
è frutto, Signore, di grazia.

Da’ quiete ai tempi insicuri,
saldezza a una fragile fede,
ai deboli dona vigore,
a tutti perdona i peccati.

Al Padre si cantino lodi
e all’unico Figlio Signore,
onore allo Spirito santo
per sempre nei secoli eterni. Amen.


oppure

È risorto; or come a morte
la sua preda fu ritolta?
Come ha vinte l'atre porte,
come è salvo un'altra volta
quei che giacque in forza altrui?
Io lo giuro per Colui
che da' morti il suscitò.

È risorto: il capo santo
più non posa nel sudario;
è risorto: dall'un canto
dell'avello solitario
sta il coperchio rovesciato:
come un forte inebbriato
il Signor si risvegliò.

Come a mezzo del cammino,
riposato alla foresta,
si risente il pellegrino,
e si scote dalla testa
una foglia inaridita,
che dal ramo dipartita,
lenta lenta vi ristè:

tale il marmo inoperoso
che premea l'arca scavata,
gittò via quel Vigoroso,
quando l'anima tornata
dalla squallida vallea,
al Divino che tacea:
Sorgi, disse, io son con Te.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

La nostra lode accogli,
o Creatore eterno delle cose,
che, notte e giorno avvicendando,
rendi più vario e grato il tempo.

Alta regna la notte
e già s’ode il canto del gallo,
gioioso presagio di luce
all’ansia del viandante.

Si desta allora e ad oriente appare
la stella palpitante del mattino,
la torma squagliasi dei vagabondi,
abbandonando i vicoli del male.

Il gallo canta. La sua voce placa
il furioso fragore dell’onda;
e Pietro, roccia che fonda la Chiesa,
la colpa asterge con lacrime amare.

Orsù leviamoci animosi e pronti:
tutti risveglia il richiamo del gallo
e gli indolenti accusa che si attardano
sotto le coltri dormigliando ancora.

Il gallo canta. Torna la speranza:
l’infermo sente rifluir la vita,
il sicario nasconde il suo pugnale,
negli smarriti la fede rivive.

Gesù Signore, guardaci pietoso,
quando, tentati, incerti vacilliamo:
se tu ci guardi, le macchie dileguano
e il peccato si stempera nel pianto.

Tu, vera luce, nei cuori risplendi,
disperdi il torpore dell’anima:
a te sciolga il labbro devoto
la santa primizia dei canti.

Gloria a Dio Padre
e all’unico suo Figlio
con lo Spirito santo
nella distesa dei secoli.   Amen.


latino

Ætérne rerum Cónditor,
noctem diémque qui regis,
et témporum das témpora,
ut álleves fastídium;

Præco diéi iam sonat,
noctis profúndæ pérvigil,
noctúrna lux viantibus
a nocte noctem ségregans.

Hoc excitátus lúcifer
solvit polum calígine,
hoc omnis errónum chorus
vias nocéndi déserit.

Hoc nauta vires cólligit
pontíque mitescunt freta,
hoc ipse Petra Ecclésiæ
canénte culpam diluit.

Surgámus ergo strénue!
gallus iacentes excitat,
et somnoléntos íncrepat,
Gallus negantes arguit.

Gallo canénte spes redit,
ægris salus refúnditur,
mucro latrónis cónditur,
lapsis fides revértitur.

Iesu, labántes respice,
et nos vidéndo córrige,
si réspicis, lapsus cadunt,
fletúque culpa sólvitur.

Tu lux refúlge sensibus,
mentísque somnum díscute,
te nostra vox primum sonet
et ore solvámus tibi.

Deo Patri sit glória
eiúsque soli Fílio,
cum Spíritu Paráclito
in sempíterna sǽcula.   Amen.


in canto

Accogli nel canto la lode,
eterno Creatore del mondo,
che notte e giorno avvicendi
rendendo più vario il tempo.

Ancora la notte è oscura
e già si ode il canto del gallo,
gioioso presagio di luce
all’ansia dell’uomo in cammino.

Si desta e appare ad oriente
la stella del primo mattino;
la torma di uomini infidi
rifugge da vie tortuose.

Il canto del gallo è una voce
sul cupo fragore dell’onda;
e Pietro, la roccia di Cristo,
con lacrime asperge la colpa.

Leviamoci pronti e animosi:
il canto del gallo risveglia
e accusa i pigri indolenti,
che ancora nel sonno si attardano.

Così la speranza ritorna:
il male abbandona il violento,
fluisce la vita all’infermo,
la fede rivive nei cuori.

Clemente Signore, difendici:
incerti e tentati noi siamo!
Se guardi, le macchie dileguano:
nel pianto il peccato laviamo.

Tu, luce, risplendi nell’uomo,
disperdi il torpore dell’anima:
a te sciolga il labbro devoto
la santa primizia dei canti.

La gloria innalziamo al Padre
e all’unico Figlio risorto,
insieme allo Spirito santo,
per sempre nei secoli eterni. Amen.


oppure

È risorto; or come a morte
la sua preda fu ritolta?
Come ha vinte l'atre porte,
come è salvo un'altra volta
quei che giacque in forza altrui?
Io lo giuro per Colui
che da' morti il suscitò.

È risorto: il capo santo
più non posa nel sudario;
è risorto: dall'un canto
dell'avello solitario
sta il coperchio rovesciato:
come un forte inebbriato
il Signor si risvegliò.

Come a mezzo del cammino,
riposato alla foresta,
si risente il pellegrino,
e si scote dalla testa
una foglia inaridita,
che dal ramo dipartita,
lenta lenta vi ristè:

tale il marmo inoperoso
che premea l'arca scavata,
gittò via quel Vigoroso,
quando l'anima tornata
dalla squallida vallea,
al Divino che tacea:
Sorgi, disse, io son con Te.

RESPONSORIO

Cfr. Sal 31, 1-6. 11

R   Alleluia, alleluia.
           Alleluia.

V I  Beato l’uomo a cui è rimessa la colpa
     e perdonato il peccato.
           Alleluia.

V II Beato l’uomo a cui Dio non imputa alcun male
     e nel cui spirito non è inganno.
           Alleluia.

V III Tacevo e si logoravano le mie ossa,
     mentre gemevo tutto il giorno.
           Alleluia.

V IV Giorno e notte pesava su di me la tua mano.
           Alleluia.

V V Come per arsura d’estate inaridiva il mio vigore.
           Alleluia.

V VI Per questo ti prega ogni fedele
     nel tempo dell’angoscia.
           Alleluia.

V VII Gioite nel Signore ed esultate, giusti,
     giubilate, voi tutti, retti di cuore.
           Alleluia.

V VIII Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo,
     come era nel principio e ora e sempre
     nei secoli dei secoli. Amen.
           Alleluia.

SALMODIA

Cantico - Sof 3, 14-18

Salmi di gioia a Sion

«Ecco io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28, 20).

Ant. 1   Gesù si fermò in mezzo ai discepoli, alleluia, *
             e disse: «Pace a voi:
             vedete che sono io». Alleluia, alleluia.

Gioisci, figlia di Sion, esulta, Israele, *
     e rallegrati con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme!

Il Signore ha revocato la tua condanna, *
     ha disperso il tuo nemico.
Re d'Israele è il Signore in mezzo a te, *
     tu non vedrai più la sventura.

In quel giorno si dirà a Gerusalemme: *
     «Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia!
Il Signore tuo Dio in mezzo a te *
     è un salvatore potente.

Esulterà di gioia per te, *
     ti rinnoverà con il suo amore,
si rallegrerà per te con grida di gioia, *
     come nei giorni di festa».

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 1   Gesù si fermò in mezzo ai discepoli, alleluia, *
             e disse: «Pace a voi:
             vedete che sono io». Alleluia, alleluia.

Cantico - Zc 10, 6-7. 9-12

Liberazione e ritorno d’Israele

Gesù doveva morire… per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi (Gv 11, 52).

Ant. 2   «Rafforzerò la casa di Giuda e la casa di Giuseppe,
             poiché io sono il Signore loro Dio; *
             li chiamerò a raccolta
             quando li avrò riscattati». Alleluia.

Io rafforzerò la casa di Giuda *
     e renderò vittoriosa la casa di Giuseppe:
li ricondurrò in patria, poiché ne ho avuto pietà; †
     saranno come se non li avessi mai ripudiati, *
     poiché io sono il Signore loro Dio e li esaudirò.

Saranno come un eroe quelli di Èfraim, *
     gioirà il loro cuore come inebriato dal vino,
vedranno i loro figli e gioiranno *
     e il loro cuore esulterà nel Signore.

Dopo essere stati dispersi fra i popoli, †
     nelle regioni remote, si ricorderanno di me, *
     alleveranno i figli e torneranno.

Li farò ritornare dall'Egitto, *
     li raccoglierò dall'Assiria,
per ricondurli nella terra di Gàlaad e del Libano *
     e non basterà per loro lo spazio.

Attraverseranno il mare verso Tiro,
     percuoteranno le onde del mare, *
     saranno inariditi i gorghi del Nilo.
Sarà abbattuto l'orgoglio di Assur *
     e rimosso lo scettro d'Egitto.

Li renderò forti nel Signore *
     e del suo nome si glorieranno. Parola del Signore.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 2   «Rafforzerò la casa di Giuda e la casa di Giuseppe,
             poiché io sono il Signore loro Dio; *
             li chiamerò a raccolta
             quando li avrò riscattati». Alleluia.

Cantico - 2 Sam 22, 2-3. 6-7. 17. 25-29. 31

Salmo di Davide

Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce di morte (At 2, 24).

Ant. 3   Il Signore ci ha redenti *
             secondo il suo amore
             e la sua misericordia. Alleluia.

Il Signore è mia roccia, *
     mia fortezza, mio liberatore,
il mio Dio, la mia rupe in cui mi rifugio, *
     il mio scudo, la mia salvezza, il mio riparo!

Sei la mia roccaforte che mi salva: *
     tu mi salvi dalla violenza.

Mi avviluppavano le funi degli inferi; *
     mi stavano davanti i lacci della morte.

Nell'angoscia ho invocato il Signore, *
     ho gridato al mio Dio,
Egli ha ascoltato dal suo tempio la mia voce; *
     il mio grido è giunto ai suoi orecchi.

Dall'alto stese la mano e mi prese; *
     mi fece uscire dalle grandi acque.
Il Signore mi trattò secondo la mia giustizia, *
     secondo la purità delle mie mani alla sua presenza.

Con il pio ti mostri pio, *
     con il prode ti mostri integro;
con il puro ti mostri puro, *
     con il tortuoso ti mostri astuto.

Tu salvi la gente umile, *
     mentre abbassi gli occhi dei superbi.
Sì, tu sei la mia lucerna, Signore; *
     il Signore illumina la mia tenebra.

La via di Dio è perfetta; †
     la parola del Signore è integra; *
     egli è scudo per quanti si rifugiano in lui.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 3   Il Signore ci ha redenti *
             secondo il suo amore
             e la sua misericordia. Alleluia.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

V   Tu sei benedetto, Signore.
R   Amen.

L    Benedicimi, Padre.
V   Per Cristo, che è via e verità,
      la divina Maestà  ci benedica.
R   Amen.

PRIMA LETTURA

Col 3, 1-17

Dalla lettera ai Colossesi di san Paolo, apostolo

Cristo principio della vita nuova

Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio! Quando si manifesterà Cristo, la vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria. Mortificate dunque quella parte di voi che appartiene alla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e quella avarizia insaziabile che è idolatria, cose tutte che attirano l'ira di Dio su coloro che disobbediscono. Anche voi un tempo eravate così, quando la vostra vita era immersa in questi vizi. Ora invece deponete anche voi tutte queste cose: ira, passione, malizia, maldicenze e parole oscene dalla vostra bocca. Non mentitevi gli uni gli altri. Vi siete infatti spogliati dell'uomo vecchio con le sue azioni e avete rivestito il nuovo, che si rinnova, per una piena conoscenza, ad immagine del suo Creatore. Qui non c'è più Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro o Scita, schiavo o libero, ma Cristo è tutto in tutti.
Rivestitevi dunque, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza; sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardi degli altri. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. Al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo della perfezione. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E siate riconoscenti! La parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente; ammaestratevi e ammonitevi con ogni sapienza, cantando a Dio di cuore e con gratitudine salmi, inni e cantici spirituali. E tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre.

RESPONSORIO

Cfr. Col 3, 4. 1; Sal 83, 5

R   Quando si manifesterà Cristo, la vostra vita,
      anche voi sarete manifestati con lui nella gloria,
           dove si trova Cristo,
           assiso alla destra di Dio. Alleluia.

V   Beato, o Dio, chi abita nella tua casa
      e sempre canta le tue lodi nella tua dimora,
           dove si trova Cristo,
           assiso alla destra di Dio. Alleluia.

L    Benedicimi, Padre.
V   La grazia dello Spirito santo
      illumini i nostri sensi e il nostro cuore.
R   Amen.

SECONDA LETTURA

Dai discorsi su «I sacramenti» di sant’Ambrogio, vescovo

(Sermo IV, 13.14-16.19-20.23-25: SAEMO 17,93-99)
Il pane è veramente il corpo di Cristo

Chi è l'autore dei sacramenti se non il Signore Gesù? Questi sacramenti sono venuti dal cielo, poiché ogni disegno riguardo ad essi è dal cielo. Ma è davvero un prodigio grande e divino che Dio abbia fatto piovere la manna dal cielo per il popolo e che il popolo abbia mangiato senza lavorare.
Tu forse dici: «È il mio solito pane». Ma questo pane è pane prima delle parole sacramentali; quando interviene la consacrazione, da pane diventa carne di Cristo. Spieghiamo dunque come può essere corpo di Cristo ciò che è pane.
La consacrazione con quali parole si compie e con le espressioni di chi? Del Signore Gesù. Infatti tutte le altre formule, che si dicono precedentemente, sono dette dal sacerdote: si loda Dio; gli si rivolgono preghiere, si intercede per il popolo, per i sovrani, per tutti gli altri. Quando si viene a compiere il venerabile sacramento, il sacerdote ormai non usa più le sue parole, ma usa le parole di Cristo. È dunque la parola di Cristo a compiere questo sacramento.
Qual è la parola di Cristo? Certamente quella per cui sono state fatte tutte le cose. Il Signore comandò, fu fatto il cielo; il Signore comandò, fu fatta la terra; il Signore comandò, furono fatti i mari; il Signore comandò, tutte le creature furono generate. Tu vedi dunque quanto sia efficace la parola di Cristo. Ma se nella parola del Signore Gesù v’è tanta potenza che ciò che non esisteva cominciò ad esistere, quant'è più efficace per fare che continuino a esistere le cose che già esistevano, e si tramutino in altre! Il cielo non esisteva, il mare non esisteva, la terra non esisteva; ma ascolta ciò che dice Davide: «Egli parlò e furono fatti, egli comandò e furono creati» (Sal 148, 5). Dunque, per rispondere alla tua obiezione, prima della consacrazione non c’era il corpo di Cristo, ma dopo la consacrazione ti dico che ormai c'è il corpo di Cristo. Egli parlò, e fu fatto; egli comandò, e fu creato. Tu stesso esistevi, ma eri creatura vecchia; dopo che sei stato consacrato, hai cominciato ad essere creatura nuova. Vuoi sapere quanto sia nuova codesta creatura? Ognuno, dice l'Apostolo, «in Cristo è una creatura nuova» (2Cor 5, 17). Hai dunque imparato che il pane diventa il corpo di Cristo. Che dire del vino, dell'acqua? Si versa nel calice, ma per effetto della consacrazione celeste diventa sangue. Ma forse tu dici: «Non vedo l'apparenza del sangue». Ma ne è l'equivalente. Come infatti hai assunto una condizione equivalente alla morte, così anche bevi l'equivalente del sangue prezioso, perché si eviti l'orrore provocato dal sangue e tuttavia il prezzo della redenzione sia valido. Hai imparato dunque che quello che ricevi è il corpo di Cristo.
Prima di essere consacrato è pane; quando sono pronunciate le parole di Cristo, è corpo di Cristo. Ascoltalo inoltre dire: «Prendete e mangiatene tutti: questo infatti è il mio corpo» (Mt 26, 26). Prima delle parole di Cristo è un calice pieno di vino e di acqua, quando hanno operato le parole di Cristo, nel calice si forma il sangue che ha redento il popolo. Vedete dunque in quanti modi la parola di Cristo ha il potere di trasformare tutte le cose. Poi lo stesso Signore Gesù ci ha attestato che noi riceviamo il suo corpo e il suo sangue. Dobbiamo forse dubitare della garanzia offertaci dalla sua attestazione?
Ritorna ormai insieme con me all'argomento che mi sono proposto. Fu certamente un prodigio straordinario e degno di religioso ossequio che per i Giudei sia piovuta dal cielo la manna. Ma rendetevene conto: che cosa è di maggior valore, la manna discesa dal cielo o il corpo di Cristo? Certamente il corpo di Cristo che è il creatore del cielo. Inoltre, mentre chi ha mangiato la manna, è morto, chi mangerà questo corpo, otterrà la remissione dei peccati e «non morirà in eterno» (Gv 11, 26). Dunque non senza ragione tu dici «Amen», riconoscendo nel tuo intimo che ricevi il corpo di Cristo. Quando ti presenti per riceverlo, il vescovo ti dice: «Il Corpo di Cristo» e tu rispondi: «Amen», cioè: «È vero». Il tuo animo custodisca ciò che la tua lingua riconosce. Sappi inoltre: questo è il sacramento che in precedenza è stato prefigurato.

TE DEUM

Noi ti lodiamo, Dio, *
ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre, *
tutta la terra ti adora.

A te cantano gli angeli *
e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo *
il Signore Dio dell’universo.

I cieli e la terra *
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *
e la candida schiera dei martiri;

le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico Figlio, *
e lo Spirito Santo Paraclito.

O Cristo, re della gloria, *
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre *
per la salvezza dell’uomo.

Vincitore della morte, *
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.

Soccorri i tuoi figli, Signore, *
che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria *
nell’assemblea dei santi.

Salva il tuo popolo, Signore, *
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, *
Lodiamo il tuo nome per sempre.

Degnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: *
in te abbiamo sperato.

Pietà di noi, Signore, *
pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, *
non saremo confusi in eterno.

TE DEUM

Te Deum laudámus: *
     te Dóminum confitémur.
Te ætérnum Patrem *
     omnis terra venerátur.

Tibi omnes ángeli, *
     tibi cæli et univérsæ potestátes:
tibi chérubim et séraphim *
     incessábili voce proclámant:

Sanctus, Sanctus, Sanctus *
     Dóminus Deus Sábaoth.
Pleni sunt cæli et terra *
     maiestátis glóriæ tuæ.

Te gloriósus *
     apostolórum chorus,
te prophetárum *
     laudábilis númerus,
te mártyrum candidátus *
     laudat exércitus.

Te per orbem terrárum *
     sancta confitétur Ecclésia
Patrem *
     Imménsæ maiestátis,

venerándum tuum verum *
     et únicum Filium,
Sanctum quoque *
     Paráclitum Spíritum.

Te rex glóriæ, *
     Christe.
Tu Patris *
     sempitérnus es Fílius.
Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem, *
     non horruísti Vírginis úterum.

Tu, devícto mortis acúleo, *
     apertuísti credéntibus regna cælórum.
Tu ad déxteram Dei sedes, *
     in glória Patris.
Iudex *
     créderis esse ventúrus.

Te ergo, quæsumus, tuis fámulis súbveni, *
     quos pretióso sánguine redemísti.
Ætérna fac cum sanctis tuis *
     in glória numerári.

Salvum fac pópulum tuum, Dómine, *
     et bénedic hereditáti tuæ.
Et rege eos, *
     et extólle illos usque in ætérnum,.

Per síngulos dies *
     benedícimus te;
et laudámus nomen tuum in sæculum, *
     et in sæculum sæculi.

Dignáre, Dómine, die isto *
     sine peccáto nos custodire.
Miserére nostri, Dómine, *
     miserére nostri.

Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, *
     quemádmodum sperávimus in te.
In te, Dómine, sperávi: *
     non confúndar in ætérnum.

Se all’Ufficio delle Letture seguono immediatamente le Lodi si omettono l’orazione seguente e l’introduzione di Lodi e si recita immediatamente il Cantico di Zaccaria.

ORAZIONE

Padre santo,
proteggi e sviluppa il germe di vita nuova
che nel battesimo hai deposto nei cuori,
perché l'esistenza redenta,
nutrita dal corpo di Cristo nei santi misteri,
trovi il suo compimento nella totale partecipazione
alla gloria del Signore risorto,
che vive e regna con te, nell'unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.


Quando l'Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell'orazione riportata si può sempre dire l'orazione seguente:

Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE

V   Benediciamo il Signore.
R   Rendiamo grazie a Dio.