VESPRI
Giovedì, 09 aprile 2026
GIOVEDI IN ALBIS
V Il Signore sia con voi.
R E con il tuo spirito.
Se non presiede un sacerdote o un diacono:
V Signore, ascolta la nostra preghiera.
R E il nostro grido giunga fino a te.
RITO DELLA LUCE
Cfr. Sal 89, 17. 16a
La bontà del Signore nostro Dio
sempre su noi rifulga.
Doni all’opera nostra
solidità e vigore.
V La gloria dell’Altissimo
si riveli ai suoi figli.
Doni all’opera nostra
solidità e vigore.
La bontà del Signore nostro Dio
sempre su noi rifulga.
Doni all’opera nostra
solidità e vigore.
INNO
Ecco mirabile il giorno di Dio,
radioso di santa luce!
Il sangue di Cristo ha deterso
i crimini del mondo.
La fiducia rivive,
l’occhio spento si illumina:
dopo il perdono al ladro
chi dovrà più disperare?
Un attimo di fede,
e la croce si muta nella gloria:
sul traguardo del regno
l’iniquo supera gli antichi giusti.
In cielo stupiscono gli angeli:
sull’infamante patibolo
si aggrappa a Cristo e sùbito
il condannato conquista la vita.
O mistero ineffabile!
una carne purifica
la contagiata carne
e toglie i peccati del mondo.
Ora non c’è di questa più sublime:
trova grazia il colpevole,
è vinta dall’amore ogni paura,
da morte sgorga la vita nuova.
La morte azzanni l’amo suo crudele,
s’impigli nella sua trappola:
se muore la Vita di tutti,
di tutti rinasce la vita.
Poi che tutti la morte avrà falciato,
tutti risorgeranno,
e l’ultima nostra nemica
sola sarà a perire.
A te che sei risorto
cantiamo la nostra lode
con il Padre e lo Spirito
nei secoli infiniti. Amen.
INNO
Hic est dies verus Dei,
sancto serénus lúmine,
quo díluit sanguis sacer
probrósa mundi crímina.
Fidem refúnends pérditis,
cœcósque visu illúmimans,
quem non gravi solvit metu
latrónis absolútio?
Qui præmium mutans cruce
Iesum brevi quæsit fide,
iustúsque prævio gradu
pervénit in regnum Dei.
Opus stupent et ángeli,
pœnam vidéntes córporis,
Christóque ad hæréntem reum
vitam beátam cárpere.
Mystérium mirábile!
ut ábluat mundi luem,
peccáta tollat ómnium,
carnis vitia mundans caro.
Quid hoc potest sublímius,
ut culpa quærat grátiam?
Metúmque solvat cáritas,
reddátque mors vitam novam?
Hamum sibi mors dévoret,
suísque se nodis liget:
moriátur vita ómnium,
resúrgat vita ómnium.
Cum mors per omnes tránseat,
omnes resúrgant mórtui:
consúmpta mors ictu suo
perísse se solam gemat.
Glória tibi, Dómine,
qui surrexísti a mórtuis,
cum Patre et almo Spíritu
in sempitérna sæcula. Amen.
INNO
Mirabile giorno di Dio,
radioso di splendida luce!
Il sangue di Cristo ha deterso
il mondo sommerso dal male.
Speranza e fiducia rivivono,
di gioia si illumina il volto:
e dopo il perdono al ladro
nessuno dovrà disperare!
Un attimo solo di fede:
in gloria si muta la croce
ed entra gioioso nel regno
l’iniquo che supera i giusti!
In cielo stupiscono gli angeli:
sul triste patibolo invoca,
si aggrappa al Signore morente
che vita in eterno gli dona.
Mistero di grazia ineffabile!
La carne di Cristo purifica
la carne impura dell’uomo
e toglie i peccati del mondo.
È l’ora sublime del tempo:
incontra salvezza il colpevole,
l’amore sconfigge l’angoscia,
la morte è sorgente di vita.
È vinta la morte crudele,
sconfitta dall’Uomo che è Dio:
se muore la Vita di tutti,
di tutti rinasce la vita.
Da morte saremo falciati,
ma tutti, risorti, vivremo;
e l’ultima nostra nemica
vedremo per sempre morire!
A te, o Signore risorto,
cantiamo la lode pasquale
col Padre e lo Spirito santo
nel regno di luce infinita. Amen.
RESPONSORIO
Cfr. Ap 22, 1. 9; Es 3, 5
R L’angelo mi mostrò un fiume d’acqua viva
e mi disse: «Alleluia.
Qui devi adorare Dio».
Alleluia, alleluia, alleluia.
V Il Signore così parlò a Mosè:
«Togliti i sandali dai piedi,
il luogo dove stai è una terra santa.
Qui devi adorare Dio».
Alleluia, alleluia, alleluia.
SALMODIA
Salmo 109, 1-5. 7
Il Messia re e sacerdote
Bisogna che egli regni finché non abbia posto tutti i suoi nemici sotto i suoi piedi (1Cor 15, 25).
Ant. 1 Dio ha costituito Signore e Messia *
quel Gesù che avete crocifisso. Alleluia.
Oracolo del Signore al mio Signore: *
«Siedi alla mia destra,
finché io ponga i tuoi nemici *
a sgabello dei tuoi piedi».
Lo scettro del tuo potere stende il Signore da Sion: *
«Domina in mezzo ai tuoi nemici.
A te il principato nel giorno della tua potenza *
tra santi splendori;
dal seno dell’aurora, *
come rugiada, io ti ho generato».
Il Signore ha giurato e non si pente: *
«Tu sei sacerdote per sempre
al modo di Melchisedek».
Il Signore è alla tua destra, *
annienterà i re nel giorno della sua ira.
Lungo il cammino si disseta al torrente *
e solleva alta la testa.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. 1 Dio ha costituito Signore e Messia *
quel Gesù che avete crocifisso. Alleluia.
Salmo 80
Solenne rinnovazione dell’Alleanza
Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna (Gv 6, 27).
Ant. 2 Alleluia.
Esultate in Dio, nostra forza, *
acclamate al Dio di Giacobbe.
Intonate il canto e suonate il timpano, *
la cetra melodiosa con l’arpa.
Suonate la tromba nel plenilunio, *
nostro giorno di festa.
Questa è una legge per Israele, *
un decreto del Dio di Giacobbe.
Lo ha dato come testimonianza a Giuseppe, *
quando usciva dal paese d’Egitto.
Un linguaggio mai inteso io sento: †
«Ho liberato dal peso la sua spalla, *
le sue mani hanno deposto la cesta.
Hai gridato a me nell’angoscia e io ti ho liberato, †
avvolto nella nube ti ho dato risposta, *
ti ho messo alla prova alle acque di Merìba.
Ascolta, popolo mio, ti voglio ammonire; *
Israele, se tu mi ascoltassi!
Non ci sia in mezzo a te un altro dio *
e non prostrarti a un dio straniero.
Sono io il Signore tuo Dio, †
che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto; *
apri la tua bocca, la voglio riempire.
Ma il mio popolo non ha ascoltato la mia voce, *
Israele non mi ha obbedito.
L’ho abbandonato alla durezza del suo cuore, *
che seguisse il proprio consiglio.
Se il mio popolo mi ascoltasse, *
se Israele camminasse per le mie vie!
Subito piegherei i suoi nemici *
e contro i suoi avversari porterei la mia mano.
I nemici del Signore gli sarebbero sottomessi *
e la loro sorte sarebbe segnata per sempre;
li nutrirei con fiore di frumento, *
li sazierei con miele di roccia».
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. 2 Alleluia.
PRIMA ORAZIONE
Dio misericordioso,
il mistero pasquale che celebriamo
ricolmi dei suoi doni tutta la nostra vita.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA
Lc 1, 46-55
Esultanza dell'anima nel Signore
Sia in ciascuno l'anima di Maria a magnificare il Signore, sia in ciascuno lo spirito di Maria a esultare in Dio (S. Ambrogio).
Ant. Gli undici discepoli in Galilea *
videro il Signore e l’adorarono. Alleluia.
L'anima mia magnifica il Signore *
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
D'ora in poi tutte le generazioni
mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia *
si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri, *
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.
Gloria.
L'anima mia magnifica il Signore.
Ant. Gli undici discepoli in Galilea *
videro il Signore e l’adorarono. Alleluia.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.
SECONDA ORAZIONE
O Dio onnipotente,
l’evento di salvezza che celebriamo
nella festa pasquale
ci procuri un’esistenza serena nel tempo
e ci serbi per una vita che non muore.
Per Cristo nostro Signore.
COMMEMORAZIONE DEL TRANSITO DI SANT'AMBROGIO
Circa dall’ora undecima del giorno fino all’ora in cui spirò, pregò con le mani allargate in forma di croce (Paolino).
Giunto alla fine,
Ambrogio agli amati discepoli disse:
«Non così male ho vissuto tra voi,
da vergognarmi di vivere ancora.
Né mi impaùra la morte,
perché buono è il padrone che abbiamo».
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen.
Giunto alla fine,
Ambrogio agli amati discepoli disse:
«Non così male ho vissuto tra voi,
da vergognarmi di vivere ancora.
Né mi impaùra la morte,
perché buono è il padrone che abbiamo».
Orazione
In modo singolare, o Dio,
hai chiamato Ambrogio al servizio episcopale,
perché come padre nutrisse la Chiesa di Milano
con la predicazione del vangelo e coi divini ministeri;
per la costanza e le lunghe fatiche
di questo nostro patrono
donaci di custodire intatta e viva la fede
onde, arrivati serenamente all’ultimo giorno,
possiamo anche noi trovare buono e pietoso
il Signore che verrà a giudicarci,
e vive e regna nei secoli dei secoli.
INTERCESSIONI
Lodiamo nella gioia Cristo, pastore eterno,
che è risorto dai morti
per raccogliere e nutrire il suo gregge,
e devotamente preghiamo:
Guidaci tu, Salvatore e Signore.
Maestro di verità,
che hai voluto corroborare questa Chiesa
con l’insegnamento di sant’Ambrogio,
effondi sempre su di essa la tua luce,
- e donale perfetta fedeltà alla tua parola.
Sacerdote sommo,
che hai prodigiosamente chiamato Ambrogio
al ministero episcopale,
- colma il vescovo di questo popolo
della divina sapienza e della grazia,
e arricchisci i levìti
col tesoro di una pietà sincera.
Adorna questi tuoi servi di ogni dono salvifico
e, per i meriti di Ambrogio,
stringili nel vincolo dell’amore fraterno,
- perché possano attendere alle opere di carità
con impegno concorde.
Illumina i cuori dei magistrati di questa città
e infiammali dell’amore per l’onestà e la giustizia,
- perché tutti possano prosperare nella libertà.
Concedi ai nostri fratelli defunti
la letizia del tuo regno,
- e così canteranno per l’eternità
la tua vittoria sulla morte.
Celebrando il transito beato
del nostro vescovo Ambrogio,
preghiamo fiduciosamente il Padre celeste:
Padre nostro.
CONCLUSIONE
Per la conclusione dei Vespri si danno due casi:
A) Se la celebrazione è presieduta da un sacerdote o da un diacono, la conclusione si fa col saluto e con la benedizione in questo modo:
V Il Signore sia con voi.
R E con il tuo spirito.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.
V Vi benedica Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito santo.
R Amen.
Si possono anche usare le forme di benedizione più solenni come è detto nel Messale.
Se si congeda l’assemblea, si aggiunge l’invito:
V Andiamo in pace.
R Nel nome di Cristo.
B) Nella celebrazione individuale o quando non presiede un sacerdote o un diacono, si conclude con la formula seguente:
V Il Signore ci benedica e ci custodisca.
R Amen.
oppure:
V La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
R Amen.