UFFICIO DELLE LETTURE

Giovedì, 09 aprile 2026

GIOVEDI IN ALBIS

V   O Dio, vieni a salvarmi.
R   Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.
Alleluia.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

Vita dei santi, Cristo, unica via,
o sola speranza del mondo,
o sorgente di pace e di giustizia,
voci e cuori a te inneggiano.

Se qualche luce di virtù tu vedi,
ogni parola vera,
ogni infiammata volontà di bene,
è, Signore, tua grazia.

Dona quiete ai tempi incerti,
salda custodisci la fede,
rinvigorisci i deboli,
perdona i peccatori.

Gloria si canti al Padre
e all’unico suo Figlio,
dolce si levi la lode allo Spirito
negli infiniti secoli.   Amen.


latino

Vita sanctórum, via, spes salúsque,
Christe, largítor probitátis atque
cónditor pacis, tibi voce, sensu
pángimus hymnum:

Cuius est virtus manifésta totum
quod pii possunt, quod habent, quod ore,
corde vel factis cúpiunt, amóris
igne flagrántes.

Témporum pacem, fídei tenórem,
lánguidis curam veniámque lapsis,
ómnibus præsta páriter beátæ
múnera vitæ.

Glória summum résonet Paréntem,
glória Natum, paritérque sanctum
Spíritum dulci modulétur hymno
omne per ævum.   Amen.


in canto

O Cristo, sei vita dei santi,
salvezza e speranza del mondo;
sorgente di pace e giustizia,
ti cantano i cuori e le voci.

Se qualche virtù in noi vedi,
parole sincere di vita,
il nostro cammino nel bene
è frutto, Signore, di grazia.

Da’ quiete ai tempi insicuri,
saldezza a una fragile fede,
ai deboli dona vigore,
a tutti perdona i peccati.

Al Padre si cantino lodi
e all’unico Figlio Signore,
onore allo Spirito santo
per sempre nei secoli eterni. Amen.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

La nostra lode accogli,
o Creatore eterno delle cose,
che, notte e giorno avvicendando,
rendi più vario e grato il tempo.

Alta regna la notte
e già s’ode il canto del gallo,
gioioso presagio di luce
all’ansia del viandante.

Si desta allora e ad oriente appare
la stella palpitante del mattino,
la torma squagliasi dei vagabondi,
abbandonando i vicoli del male.

Il gallo canta. La sua voce placa
il furioso fragore dell’onda;
e Pietro, roccia che fonda la Chiesa,
la colpa asterge con lacrime amare.

Orsù leviamoci animosi e pronti:
tutti risveglia il richiamo del gallo
e gli indolenti accusa che si attardano
sotto le coltri dormigliando ancora.

Il gallo canta. Torna la speranza:
l’infermo sente rifluir la vita,
il sicario nasconde il suo pugnale,
negli smarriti la fede rivive.

Gesù Signore, guardaci pietoso,
quando, tentati, incerti vacilliamo:
se tu ci guardi, le macchie dileguano
e il peccato si stempera nel pianto.

Tu, vera luce, nei cuori risplendi,
disperdi il torpore dell’anima:
a te sciolga il labbro devoto
la santa primizia dei canti.

Gloria a Dio Padre
e all’unico suo Figlio
con lo Spirito santo
nella distesa dei secoli.   Amen.


latino

Ætérne rerum Cónditor,
noctem diémque qui regis,
et témporum das témpora,
ut álleves fastídium;

Præco diéi iam sonat,
noctis profúndæ pérvigil,
noctúrna lux viantibus
a nocte noctem ségregans.

Hoc excitátus lúcifer
solvit polum calígine,
hoc omnis errónum chorus
vias nocéndi déserit.

Hoc nauta vires cólligit
pontíque mitescunt freta,
hoc ipse Petra Ecclésiæ
canénte culpam diluit.

Surgámus ergo strénue!
gallus iacentes excitat,
et somnoléntos íncrepat,
Gallus negantes arguit.

Gallo canénte spes redit,
ægris salus refúnditur,
mucro latrónis cónditur,
lapsis fides revértitur.

Iesu, labántes respice,
et nos vidéndo córrige,
si réspicis, lapsus cadunt,
fletúque culpa sólvitur.

Tu lux refúlge sensibus,
mentísque somnum díscute,
te nostra vox primum sonet
et ore solvámus tibi.

Deo Patri sit glória
eiúsque soli Fílio,
cum Spíritu Paráclito
in sempíterna sǽcula.   Amen.


in canto

Accogli nel canto la lode,
eterno Creatore del mondo,
che notte e giorno avvicendi
rendendo più vario il tempo.

Ancora la notte è oscura
e già si ode il canto del gallo,
gioioso presagio di luce
all’ansia dell’uomo in cammino.

Si desta e appare ad oriente
la stella del primo mattino;
la torma di uomini infidi
rifugge da vie tortuose.

Il canto del gallo è una voce
sul cupo fragore dell’onda;
e Pietro, la roccia di Cristo,
con lacrime asperge la colpa.

Leviamoci pronti e animosi:
il canto del gallo risveglia
e accusa i pigri indolenti,
che ancora nel sonno si attardano.

Così la speranza ritorna:
il male abbandona il violento,
fluisce la vita all’infermo,
la fede rivive nei cuori.

Clemente Signore, difendici:
incerti e tentati noi siamo!
Se guardi, le macchie dileguano:
nel pianto il peccato laviamo.

Tu, luce, risplendi nell’uomo,
disperdi il torpore dell’anima:
a te sciolga il labbro devoto
la santa primizia dei canti.

La gloria innalziamo al Padre
e all’unico Figlio risorto,
insieme allo Spirito santo,
per sempre nei secoli eterni. Amen.

RESPONSORIO

Cfr. Sal 31, 1-6. 11

R   Alleluia, alleluia.
           Alleluia.

V I  Beato l’uomo a cui è rimessa la colpa
     e perdonato il peccato.
           Alleluia.

V II Beato l’uomo a cui Dio non imputa alcun male
     e nel cui spirito non è inganno.
           Alleluia.

V III Tacevo e si logoravano le mie ossa,
     mentre gemevo tutto il giorno.
           Alleluia.

V IV Giorno e notte pesava su di me la tua mano.
           Alleluia.

V V Come per arsura d’estate inaridiva il mio vigore.
           Alleluia.

V VI Per questo ti prega ogni fedele
     nel tempo dell’angoscia.
           Alleluia.

V VII Gioite nel Signore ed esultate, giusti,
     giubilate, voi tutti, retti di cuore.
           Alleluia.

V VIII Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo,
     come era nel principio e ora e sempre
     nei secoli dei secoli. Amen.
           Alleluia.

SALMODIA

Cantico - Sap 10, 17-21

Il Signore guida il suo popolo alla salvezza

Coloro che avevano vinto la bestia… cantavano il cantico di Mosè, servo di Dio, e il cantico dell’Agnello (Ap 15, 2. 3).

Ant. 1   I giusti celebrarono, Signore, il tuo nome santo *
             e lodarono concordi la tua mano protettrice. Alleluia.

Il Signore diede ai santi la ricompensa delle loro pene, *
     li guidò per una strada meravigliosa,
divenne per loro riparo di giorno *
     e luce di stelle nella notte.

Fece loro attraversare il Mare Rosso, *
     guidandoli attraverso molte acque;
sommerse invece i loro nemici *
     e li rigettò dal fondo dell’abisso.

Per questo i giusti depredarono gli empi †
     e celebrarono, Signore, il tuo nome santo *
     e lodarono concordi la tua mano protettrice,

perché la sapienza aveva aperto la bocca dei muti *
     e aveva sciolto la lingua degli infanti.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 1   I giusti celebrarono, Signore, il tuo nome santo *
             e lodarono concordi la tua mano protettrice. Alleluia.

Cantico - 1 Cr 29, 10-13

Solo a Dio l’onore e la gloria

Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo (Ef 1, 3).

Ant. 2   A te arrivi, o Dio altissimo, *
             il nostro canto di lode. Alleluia.

Sii benedetto, Signore Dio di Israele, nostro padre, *
     ora e sempre.

Tua, Signore, è la grandezza, la potenza, †
     la gloria, la maestà e lo splendore, *
     perché tutto, nei cieli e sulla terra, è tuo.

Tuo è il regno, Signore; *
     tu ti innalzi sovrano su ogni cosa.

Da te provengono ricchezza e gloria; *
     tu domini tutto;

nella tua mano c’è forza e potenza; *
     dalla tua mano ogni grandezza e potere.
Per questo, nostro Dio, ti ringraziamo *
     e lodiamo il tuo nome glorioso.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 2   A te arrivi, o Dio altissimo, *
             il nostro canto di lode. Alleluia.

Cantico - Gdt 16, 1-2a. 13-15

Il Creatore del mondo protegge il suo popolo

Cantavano un canto nuovo (Ap 5, 9).

Ant. 3   Cantiamo un inno al Signore, *
             eleviamo un canto nuovo al nostro Dio. Alleluia.

Lodate il mio Dio con i timpani, *
     cantate al Signore con cembali,
elevate a lui l’accordo del salmo e della lode; *
     esaltate e invocate il suo nome.

Poiché il Signore è il Dio *
     che stronca le guerre.

Innalzerò al mio Dio un canto nuovo: †
     Signore, grande sei tu e glorioso; *
     mirabile nella tua potenza e invincibile.

Ti sia sottomessa ogni tua creatura: *
     perché tu dicesti e tutte le cose furon fatte;
mandasti il tuo spirito e furono costruite *
     e nessuno può resistere alla tua voce.

I monti sulle loro basi *
     insieme con le acque sussulteranno,
davanti a te le rocce si struggeranno come cera; *
     ma a coloro che hanno il tuo timore tu sarai sempre propizio.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 3   Cantiamo un inno al Signore, *
             eleviamo un canto nuovo al nostro Dio. Alleluia.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

V   Tu sei benedetto, Signore.
R   Amen.

L    Benedicimi, Padre.
V   Per Cristo, che è via e verità,
      la divina Maestà  ci benedica.
R   Amen.

PRIMA LETTURA

1Pt 3, 1-17

Dalla prima lettera di san Pietro, apostolo

Imitare la mitezza di Cristo

Voi, mogli, state sottomesse ai vostri mariti perché, anche se alcuni si rifiutano di credere alla Parola, vengano dalla condotta delle mogli, senza bisogno di parole, conquistati considerando la vostra condotta casta e rispettosa. Il vostro ornamento non sia quello esteriore – capelli intrecciati, collane d’oro, sfoggio di vestiti –; cercate piuttosto di adornare l’interno del vostro cuore con un’anima incorruttibile piena di mitezza e di pace: ecco ciò che è prezioso davanti a Dio. Così una volta si ornavano le sante donne che speravano in Dio: esse stavano sottomesse ai loro mariti, come Sara che obbediva ad Abramo, chiamandolo signore. Di essa siete diventate figlie, se operate il bene e non vi lasciate sgomentare da alcuna minaccia.
E ugualmente voi, mariti, trattate con riguardo le vostre mogli, perché il loro corpo è più debole, e renderete loro onore perché partecipano con voi della grazia della vita: così non saranno impedite le vostre preghiere. E finalmente siate tutti concordi, partecipi delle gioie e dei dolori degli altri, animati da affetto fraterno, misericordiosi, umili; non rendete male per male, né ingiuria per ingiuria, ma, al contrario, rispondete benedicendo; poiché a questo siete stati chiamati per avere in eredità la benedizione.
Infatti:
«Chi vuole amare la vita
e vedere giorni felici,
trattenga la sua lingua dal male
e le sue labbra da parole d’inganno;
eviti il male e faccia il bene,
cerchi la pace e la segua,
perché gli occhi del Signore sono sopra i giusti
e le sue orecchie sono attente alle loro preghiere;
ma il volto del Signore
è contro coloro che fanno il male» (Sal 33, 13-17).
E chi vi potrà fare del male, se sarete ferventi nel bene? E se anche doveste soffrire per la giustizia, beati voi! «Non vi sgomentate per paura di loro, né vi turbate» ma «adorate il Signore» (cfr. Is 8, 12-13), Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza, perché nel momento stesso in cui si parla male di voi rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo. È meglio infatti, se così vuole Dio, soffrire operando il bene piuttosto che fare il male.

RESPONSORIO

Cfr. 1Pt 3, 15; Sal 32, 1

R   Siate sempre pronti a rispondere
      a chiunque vi domandi ragione
           della speranza che è in voi. Alleluia.

V   Esultate, giusti, nel Signore;
      ai retti si addice la lode
           della speranza che è in voi. Alleluia.

L    Benedicimi, Padre.
V   La grazia dello Spirito santo
      illumini i nostri sensi e il nostro cuore.
R   Amen.

SECONDA LETTURA

Dai discorsi su «I sacramenti» di sant’Ambrogio, vescovo

(Sermo II, 2-24: SAEMO 17, 69-71)

Chi è stato sepolto con Cristo, con Cristo risorge

Sei stato interrogato: «Credi in Dio Padre onnipotente?». Hai risposto: «Credo» e ti sei immerso nel fonte, cioè sei stato sepolto. Sei stato interrogato di nuovo: «Credi nel Signore nostro Gesù Cristo e nella sua croce?». Hai risposto: «Credo» e ti sei immerso nel fonte. Perciò sei stato anche sepolto con Cristo. Chi infatti viene sepolto con Cristo, con Cristo risorge. Per la terza volta sei stato interrogato: «Credi anche nello Spirito santo?». Hai risposto: «Credo» e ti sei immerso per la terza volta perché la triplice confessione cancellasse i numerosi peccati della tua vita passata. Del resto, per portarvi un esempio, il santo apostolo Pietro, dopoché era sembrato cadere durante la passione del Signore cedendo alla debolezza della condizione umana, per cancellare completamente quella caduta, lui che prima l’aveva rinnegato, viene interrogato una terza volta da Cristo che gli chiede se lo amasse. Allora egli risponde: «Tu sai, Signore, che io ti amo» (Gv 21, 17). Risponde una terza volta per essere una terza volta perdonato.
Così il Padre rimette il peccato, così lo rimette il Figlio, così anche lo Spirito santo. Non ti meravigli, però, il fatto che noi siamo battezzati in un solo nome, cioè «nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo» (Mt 28, 19), perché ha parlato di un solo nome là dove c’è una sola sostanza, una sola divinità, una sola maestà. Questo è il nome di cui si disse: «nel quale bisogna che» tutti «siano salvi» (At 4, 12). In questo nome tutti siete stati salvati, siete stati restituiti alla grazia della vita.
L’Apostolo dunque proclama, come avete udito nella presente lettura, che chiunque venga battezzato, viene battezzato nella morte di Gesù. Che significa «nella morte»? Perché, come è morto Cristo, così anche tu gusti la morte; come Cristo è morto al peccato e vive per Dio, così anche tu, mediante il sacramento del battesimo, devi essere morto alle precedenti lusinghe dei peccati ed essere risorto mediante la grazia di Cristo. È una morte, ma non nella realtà d’una morte fisica, bensì in un simbolo. Quando t’immergi nel fonte, assumi la somiglianza della sua morte e della sua sepoltura, ricevi il sacramento della sua croce, perché Cristo fu appeso in croce e il suo corpo fu trafitto dai chiodi. Tu sei crocifisso con lui, sei attaccato a Cristo, sei attaccato ai chiodi di nostro Signore Gesù Cristo, perché il diavolo non ti possa strappare da lui. Mentre la debolezza della natura umana vorrebbe allontanartene, ti trattenga il chiodo di Cristo. Ti sei immerso nel fonte, ti sei presentato al vescovo. Che ti ha detto? «Dio Padre onnipotente, che ti ha rigenerato dall’acqua e dallo Spirito e ti ha rimesso i tuoi peccati, ti unge egli stesso per la vita eterna». Considera in vista di che sei stato unto: «per la vita eterna». Non anteporre a quella vita questa vita terrena. Per esempio, se sorgesse un nemico, se volesse toglierti la tua fede, se minaccia la morte perché uno abbandoni la retta via, bada a ciò che scegli. Non scegliere quello in cui non sei stato unto, ma scegli quello in cui sei stato unto, per anteporre alla vita temporale la vita eterna.

TE DEUM

Noi ti lodiamo, Dio, *
ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre, *
tutta la terra ti adora.

A te cantano gli angeli *
e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo *
il Signore Dio dell’universo.

I cieli e la terra *
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *
e la candida schiera dei martiri;

le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico Figlio, *
e lo Spirito Santo Paraclito.

O Cristo, re della gloria, *
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre *
per la salvezza dell’uomo.

Vincitore della morte, *
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.

Soccorri i tuoi figli, Signore, *
che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria *
nell’assemblea dei santi.

Salva il tuo popolo, Signore, *
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, *
Lodiamo il tuo nome per sempre.

Degnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: *
in te abbiamo sperato.

Pietà di noi, Signore, *
pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, *
non saremo confusi in eterno.

TE DEUM

Te Deum laudámus: *
     te Dóminum confitémur.
Te ætérnum Patrem *
     omnis terra venerátur.

Tibi omnes ángeli, *
     tibi cæli et univérsæ potestátes:
tibi chérubim et séraphim *
     incessábili voce proclámant:

Sanctus, Sanctus, Sanctus *
     Dóminus Deus Sábaoth.
Pleni sunt cæli et terra *
     maiestátis glóriæ tuæ.

Te gloriósus *
     apostolórum chorus,
te prophetárum *
     laudábilis númerus,
te mártyrum candidátus *
     laudat exércitus.

Te per orbem terrárum *
     sancta confitétur Ecclésia
Patrem *
     Imménsæ maiestátis,

venerándum tuum verum *
     et únicum Filium,
Sanctum quoque *
     Paráclitum Spíritum.

Te rex glóriæ, *
     Christe.
Tu Patris *
     sempitérnus es Fílius.
Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem, *
     non horruísti Vírginis úterum.

Tu, devícto mortis acúleo, *
     apertuísti credéntibus regna cælórum.
Tu ad déxteram Dei sedes, *
     in glória Patris.
Iudex *
     créderis esse ventúrus.

Te ergo, quæsumus, tuis fámulis súbveni, *
     quos pretióso sánguine redemísti.
Ætérna fac cum sanctis tuis *
     in glória numerári.

Salvum fac pópulum tuum, Dómine, *
     et bénedic hereditáti tuæ.
Et rege eos, *
     et extólle illos usque in ætérnum,.

Per síngulos dies *
     benedícimus te;
et laudámus nomen tuum in sæculum, *
     et in sæculum sæculi.

Dignáre, Dómine, die isto *
     sine peccáto nos custodire.
Miserére nostri, Dómine, *
     miserére nostri.

Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, *
     quemádmodum sperávimus in te.
In te, Dómine, sperávi: *
     non confúndar in ætérnum.

Se all’Ufficio delle Letture seguono immediatamente le Lodi si omettono l’orazione seguente e l’introduzione di Lodi e si recita immediatamente il Cantico di Zaccaria.

ORAZIONE

Dio di misericordia, dona ai tuoi figli,
che già si allietano di aver oltrepassato
nella grazia pasquale
la miseria della debolezza umana,
di aderire sempre più, nella fede e nella carità,
a Cristo, risorto e Signore,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.


Quando l'Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell'orazione riportata si può sempre dire l'orazione seguente:

Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE

V   Benediciamo il Signore.
R   Rendiamo grazie a Dio.