UFFICIO DELLE LETTURE

Mercoledì, 08 aprile 2026

MERCOLEDI IN ALBIS

V   O Dio, vieni a salvarmi.
R   Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.
Alleluia.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

Vita dei santi, Cristo, unica via,
o sola speranza del mondo,
o sorgente di pace e di giustizia,
voci e cuori a te inneggiano.

Se qualche luce di virtù tu vedi,
ogni parola vera,
ogni infiammata volontà di bene,
è, Signore, tua grazia.

Dona quiete ai tempi incerti,
salda custodisci la fede,
rinvigorisci i deboli,
perdona i peccatori.

Gloria si canti al Padre
e all’unico suo Figlio,
dolce si levi la lode allo Spirito
negli infiniti secoli.   Amen.


latino

Vita sanctórum, via, spes salúsque,
Christe, largítor probitátis atque
cónditor pacis, tibi voce, sensu
pángimus hymnum:

Cuius est virtus manifésta totum
quod pii possunt, quod habent, quod ore,
corde vel factis cúpiunt, amóris
igne flagrántes.

Témporum pacem, fídei tenórem,
lánguidis curam veniámque lapsis,
ómnibus præsta páriter beátæ
múnera vitæ.

Glória summum résonet Paréntem,
glória Natum, paritérque sanctum
Spíritum dulci modulétur hymno
omne per ævum.   Amen.


in canto

O Cristo, sei vita dei santi,
salvezza e speranza del mondo;
sorgente di pace e giustizia,
ti cantano i cuori e le voci.

Se qualche virtù in noi vedi,
parole sincere di vita,
il nostro cammino nel bene
è frutto, Signore, di grazia.

Da’ quiete ai tempi insicuri,
saldezza a una fragile fede,
ai deboli dona vigore,
a tutti perdona i peccati.

Al Padre si cantino lodi
e all’unico Figlio Signore,
onore allo Spirito santo
per sempre nei secoli eterni. Amen.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

La nostra lode accogli,
o Creatore eterno delle cose,
che, notte e giorno avvicendando,
rendi più vario e grato il tempo.

Alta regna la notte
e già s’ode il canto del gallo,
gioioso presagio di luce
all’ansia del viandante.

Si desta allora e ad oriente appare
la stella palpitante del mattino,
la torma squagliasi dei vagabondi,
abbandonando i vicoli del male.

Il gallo canta. La sua voce placa
il furioso fragore dell’onda;
e Pietro, roccia che fonda la Chiesa,
la colpa asterge con lacrime amare.

Orsù leviamoci animosi e pronti:
tutti risveglia il richiamo del gallo
e gli indolenti accusa che si attardano
sotto le coltri dormigliando ancora.

Il gallo canta. Torna la speranza:
l’infermo sente rifluir la vita,
il sicario nasconde il suo pugnale,
negli smarriti la fede rivive.

Gesù Signore, guardaci pietoso,
quando, tentati, incerti vacilliamo:
se tu ci guardi, le macchie dileguano
e il peccato si stempera nel pianto.

Tu, vera luce, nei cuori risplendi,
disperdi il torpore dell’anima:
a te sciolga il labbro devoto
la santa primizia dei canti.

Gloria a Dio Padre
e all’unico suo Figlio
con lo Spirito santo
nella distesa dei secoli.   Amen.


latino

Ætérne rerum Cónditor,
noctem diémque qui regis,
et témporum das témpora,
ut álleves fastídium;

Præco diéi iam sonat,
noctis profúndæ pérvigil,
noctúrna lux viantibus
a nocte noctem ségregans.

Hoc excitátus lúcifer
solvit polum calígine,
hoc omnis errónum chorus
vias nocéndi déserit.

Hoc nauta vires cólligit
pontíque mitescunt freta,
hoc ipse Petra Ecclésiæ
canénte culpam diluit.

Surgámus ergo strénue!
gallus iacentes excitat,
et somnoléntos íncrepat,
Gallus negantes arguit.

Gallo canénte spes redit,
ægris salus refúnditur,
mucro latrónis cónditur,
lapsis fides revértitur.

Iesu, labántes respice,
et nos vidéndo córrige,
si réspicis, lapsus cadunt,
fletúque culpa sólvitur.

Tu lux refúlge sensibus,
mentísque somnum díscute,
te nostra vox primum sonet
et ore solvámus tibi.

Deo Patri sit glória
eiúsque soli Fílio,
cum Spíritu Paráclito
in sempíterna sǽcula.   Amen.


in canto

Accogli nel canto la lode,
eterno Creatore del mondo,
che notte e giorno avvicendi
rendendo più vario il tempo.

Ancora la notte è oscura
e già si ode il canto del gallo,
gioioso presagio di luce
all’ansia dell’uomo in cammino.

Si desta e appare ad oriente
la stella del primo mattino;
la torma di uomini infidi
rifugge da vie tortuose.

Il canto del gallo è una voce
sul cupo fragore dell’onda;
e Pietro, la roccia di Cristo,
con lacrime asperge la colpa.

Leviamoci pronti e animosi:
il canto del gallo risveglia
e accusa i pigri indolenti,
che ancora nel sonno si attardano.

Così la speranza ritorna:
il male abbandona il violento,
fluisce la vita all’infermo,
la fede rivive nei cuori.

Clemente Signore, difendici:
incerti e tentati noi siamo!
Se guardi, le macchie dileguano:
nel pianto il peccato laviamo.

Tu, luce, risplendi nell’uomo,
disperdi il torpore dell’anima:
a te sciolga il labbro devoto
la santa primizia dei canti.

La gloria innalziamo al Padre
e all’unico Figlio risorto,
insieme allo Spirito santo,
per sempre nei secoli eterni. Amen.

RESPONSORIO

Cfr. Sal 31, 1-6. 11

R   Alleluia, alleluia.
           Alleluia.

V I  Beato l’uomo a cui è rimessa la colpa
     e perdonato il peccato.
           Alleluia.

V II Beato l’uomo a cui Dio non imputa alcun male
     e nel cui spirito non è inganno.
           Alleluia.

V III Tacevo e si logoravano le mie ossa,
     mentre gemevo tutto il giorno.
           Alleluia.

V IV Giorno e notte pesava su di me la tua mano.
           Alleluia.

V V Come per arsura d’estate inaridiva il mio vigore.
           Alleluia.

V VI Per questo ti prega ogni fedele
     nel tempo dell’angoscia.
           Alleluia.

V VII Gioite nel Signore ed esultate, giusti,
     giubilate, voi tutti, retti di cuore.
           Alleluia.

V VIII Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo,
     come era nel principio e ora e sempre
     nei secoli dei secoli. Amen.
           Alleluia.

SALMODIA

Cantico - Is 26, 9. 13-16. 19

Inno di ringraziamento

Svégliati, o tu che dormi, dèstati dai morti e Cristo ti illuminerà (Ef 5, 14).

Ant. 1   I morti in te, Signore, rivivranno, *
             risorgeranno dai loro sepolcri. Alleluia.

Di notte anela a te l’anima mia, *
     al mattino ti cerca il mio spirito,
perché quando pronunzi i tuoi giudizi sulla terra, *
     giustizia imparano gli abitanti del mondo.

Signore nostro Dio, altri padroni, †
     diversi da te, ci hanno dominato, *
     ma noi te soltanto, il tuo nome invocheremo.

I morti non vivranno più, *
     le ombre non risorgeranno;

poiché tu li hai puniti e distrutti, *
     hai fatto svanire ogni loro ricordo.

Hai fatto crescere la nazione, Signore, †
     hai fatto crescere la nazione, ti sei glorificato, *
     hai dilatato tutti i confini del paese.

Signore, nella tribolazione ti abbiamo cercato; *
     a te abbiamo gridato nella prova, che è la tua correzione.

Ma di nuovo vivranno i tuoi morti, *
     risorgeranno i loro cadaveri.

Si sveglieranno ed esulteranno *
          quelli che giacciono nella polvere,
     perché la tua rugiada è rugiada luminosa; *
          la terra darà alla luce le ombre.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 1   I morti in te, Signore, rivivranno, *
             risorgeranno dai loro sepolcri. Alleluia.

Cantico - Ger 31, 10-14

Dio libera e raduna il suo popolo nella gioia

Gesù doveva morire per riunire i figli di Dio, che erano dispersi (Gv 11, 51. 52).

Ant. 2   Il Signore ha redento Giacobbe, *
             lo ha liberato dalle mani dei potenti. Alleluia.

Ascoltate, popoli, la parola del Signore, *
     annunziatela alle isole più lontane
e dite: «Chi ha disperso Israele lo raduna *
     e lo custodisce come un pastore il suo gregge»,

perché il Signore ha redento Giacobbe, *
     lo ha riscattato dalle mani del più forte di lui.

Verranno e canteranno inni sull’altura di Sion, *
     affluiranno verso i beni del Signore,
verso il grano, il mosto e l’olio, *
     verso i nati dei greggi e degli armenti.

Essi saranno come un giardino irrigato, *
     non languiranno mai.
Allora si allieterà la vergine alla danza; *
     i giovani e i vecchi gioiranno.

Io cambierò il loro lutto in gioia, *
     li consolerò e li renderò felici, senza afflizioni.
Sazierò di delizie l’anima dei sacerdoti *
     e il mio popolo abbonderà dei miei beni.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 2   Il Signore ha redento Giacobbe, *
             lo ha liberato dalle mani dei potenti. Alleluia.

Cantico - Is 43, 1-5

Il Dio Salvatore

«Ecco, io sono con voi tutti i giorni» (Mt 28, 20).

Ant. 3   «Io sono il Signore tuo Dio, *
             il Santo di Israele, il tuo salvatore». Alleluia.

Ora così dice il Signore †
     che ti ha creato, o Giacobbe, *
     che ti ha plasmato, o Israele:
«Non temere, perché io ti ho riscattato, *
     ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni.

Se dovrai attraversare le acque, sarò con te, *
     i fiumi non ti sommergeranno;
se dovrai passare i mezzo al fuoco, non ti scotterai, *
     la fiamma non ti potrà bruciare;

poiché io sono il Signore tuo Dio, *
     il Santo di Israele, il tuo salvatore.
Io do l’Egitto come prezzo per il tuo riscatto, *
     l’Etiopia e Seba al tuo posto.

Perché tu sei prezioso ai miei occhi, *
     perché sei degno di stima e io ti amo,
do uomini al tuo posto *
     e nazioni in cambio della tua vita.

Non temere, perché io sono con te; †
     dall’oriente farò venire la tua stirpe, *
     dall’occidente io ti radunerò».

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 3   «Io sono il Signore tuo Dio, *
             il Santo di Israele, il tuo salvatore». Alleluia.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

V   Tu sei benedetto, Signore.
R   Amen.

L    Benedicimi, Padre.
V   Per Cristo, che è via e verità,
      la divina Maestà  ci benedica.
R   Amen.

PRIMA LETTURA

1Pt 2, 11-25

Dalla prima lettera di san Pietro, apostolo

I cristiani stranieri e pellegrini nel mondo

Carissimi, io vi esorto come stranieri e pellegrini ad astenervi dai desideri della carne che fanno guerra all’anima. La vostra condotta tra i pagani sia irreprensibile, perché mentre vi calunniano come malfattori, al vedere le vostre buone opere giungano a glorificare Dio nel giorno del giudizio.
State sottomessi ad ogni istituzione umana per amore del Signore: sia al re come sovrano, sia ai governatori come ai suoi inviati per punire i malfattori e premiare i buoni. Perché questa è la volontà di Dio: che, operando il bene, voi chiudiate la bocca all’ignoranza degli stolti. Comportatevi come uomini liberi, non servendovi della libertà come di un velo per coprire la malizia, ma come servitori di Dio.
Onorate tutti, amate i vostri fratelli, temete Dio, onorate il re.
Domestici, state soggetti con profondo rispetto ai vostri padroni, non solo a quelli buoni e miti, ma anche a quelli difficili. È una grazia per chi conosce Dio subire afflizioni, soffrendo ingiustamente; che gloria sarebbe infatti sopportare il castigo se avete mancato? Ma se facendo il bene sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio. A questo infatti siete stati chiamati, poiché
anche Cristo patì per voi,
lasciandovi un esempio,
perché ne seguiate le orme:
egli «non commise peccato
e non si trovò inganno sulla sua bocca» (Is 53, 9),
oltraggiato non rispondeva con oltraggi,
e soffrendo non minacciava vendetta,
ma rimetteva la sua causa a colui
che giudica con giustizia.
Egli portò i nostri peccati
nel suo corpo (cfr. Is 53, 12)
sul legno della croce,
perché, non vivendo più per il peccato,
vivessimo per la giustizia;
«dalle» sue «piaghe siete stati guariti» (Is 53, 5).
Eravate «erranti come pecore» (Ez 34, 12),
ma ora siete tornati al pastore
e guardiano delle vostre anime.

RESPONSORIO

Cfr. 1Pt 2, 24; Sal 31, 1

R   Cristo portò i nostri peccati nel suo corpo
      sul legno della croce,
           perché, non vivendo più per il peccato,
           vivessimo per la giustizia. Alleluia.

V   Beato l’uomo che è stato perdonato:
      a noi è stata rimessa la colpa,
           perché, non vivendo più per il peccato,
           vivessimo per la giustizia. Alleluia.

L    Benedicimi, Padre.
V   La grazia dello Spirito santo
      illumini i nostri sensi e il nostro cuore.
R   Amen.

SECONDA LETTURA

Dai discorsi su «I sacramenti» di sant’Ambrogio, vescovo

(Sermo II, 15-19: SAEMO 17, 65-69)
Il battesimo è opera di Dio

Esaminiamo ora che cos’è ciò che si chiama «battesimo». Sei venuto al fonte, vi sei disceso, hai rivolto la tua attenzione al sommo sacerdote, hai visto al fonte i leviti, il sacerdote. Che cos’è il battesimo? In principio il Signore Dio nostro creò l’uomo perché non soggiacesse alla morte, a condizione che egli non gustasse il peccato. Contrasse la colpa, fu assoggettato alla morte, fu cacciato dal paradiso. Ma il Signore, poiché voleva che i suoi benefici durassero, venissero rese vane tutte le insidie del serpente, fosse distrutto anche tutto ciò che era nocivo, anzitutto pronunciò contro l’uomo questa sentenza: «Sei terra e tornerai terra» (Gn 3, 19), e lo rese soggetto alla morte. Era una sentenza divina, e non poteva perciò essere annullata per la condizione umana.
Come rimedio fu concesso che l’uomo morisse e risorgesse. Perché? Perché anche ciò che prima aveva costituito una condanna, costituisse un beneficio. Che è questo beneficio se non la morte? Chiedi in che modo? Perché la morte col suo intervento segna la fine del peccato. Infatti, quando moriamo, cessiamo di peccare. Sembrava dunque che si fosse soddisfatto alla sentenza, perché l’uomo, creato per vivere alla condizione di non peccare, cominciava a perire.
Ma affinché la grazia divina durasse ininterrottamente, l’uomo è bensì morto, ma Cristo ha trovato la risurrezione, per ripristinare cioè il beneficio divino che era stato perduto per l’inganno del serpente. L’una e l’altra cosa sono a nostro vantaggio, perché la morte è la fine dei peccati e la risurrezione è il rinnovamento della nostra natura.
Tuttavia, perché in questo mondo non prevalessero l’inganno o le insidie del diavolo, fu trovato il battesimo. Di tale battesimo ascolta che cosa dice la Scrittura, anzi il Figlio di Dio: «I Farisei», che non vollero essere battezzati col battesimo di Giovanni, «hanno disprezzato il disegno di Dio» (Lc 7, 30). Dunque il battesimo è di Dio. Quanta grazia, dove c’è il disegno di Dio! Ascolta, dunque. Affinché anche in questo mondo fosse sciolto il laccio diabolico, si trovò il modo per cui l’uomo, pur rimanendo vivo, morisse e, vivo, risorgesse. Che significa «vivo»? Significa questo: vivente della vita del corpo al momento di venire al fonte e di immergersi nel fonte. Che cos’è l’acqua se non un elemento proveniente dalla terra? Si soddisfa dunque alla sentenza divina senza il torpore della morte. Immergendoti annulli la terribile sentenza: «Sei terra e terra ritornerai» (Gn 3, 19). Eseguita la sentenza, c’è spazio per il beneficio e il rimedio divino. L’acqua dunque è un elemento proveniente dalla terra; d’altra parte la condizione della nostra vita non consentiva che fossimo ricoperti di terra e che dalla terra risorgessimo. Inoltre non la terra, ma l’acqua lava. Perciò il fonte è come una sepoltura.

TE DEUM

Noi ti lodiamo, Dio, *
ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre, *
tutta la terra ti adora.

A te cantano gli angeli *
e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo *
il Signore Dio dell’universo.

I cieli e la terra *
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *
e la candida schiera dei martiri;

le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico Figlio, *
e lo Spirito Santo Paraclito.

O Cristo, re della gloria, *
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre *
per la salvezza dell’uomo.

Vincitore della morte, *
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.

Soccorri i tuoi figli, Signore, *
che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria *
nell’assemblea dei santi.

Salva il tuo popolo, Signore, *
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, *
Lodiamo il tuo nome per sempre.

Degnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: *
in te abbiamo sperato.

Pietà di noi, Signore, *
pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, *
non saremo confusi in eterno.

TE DEUM

Te Deum laudámus: *
     te Dóminum confitémur.
Te ætérnum Patrem *
     omnis terra venerátur.

Tibi omnes ángeli, *
     tibi cæli et univérsæ potestátes:
tibi chérubim et séraphim *
     incessábili voce proclámant:

Sanctus, Sanctus, Sanctus *
     Dóminus Deus Sábaoth.
Pleni sunt cæli et terra *
     maiestátis glóriæ tuæ.

Te gloriósus *
     apostolórum chorus,
te prophetárum *
     laudábilis númerus,
te mártyrum candidátus *
     laudat exércitus.

Te per orbem terrárum *
     sancta confitétur Ecclésia
Patrem *
     Imménsæ maiestátis,

venerándum tuum verum *
     et únicum Filium,
Sanctum quoque *
     Paráclitum Spíritum.

Te rex glóriæ, *
     Christe.
Tu Patris *
     sempitérnus es Fílius.
Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem, *
     non horruísti Vírginis úterum.

Tu, devícto mortis acúleo, *
     apertuísti credéntibus regna cælórum.
Tu ad déxteram Dei sedes, *
     in glória Patris.
Iudex *
     créderis esse ventúrus.

Te ergo, quæsumus, tuis fámulis súbveni, *
     quos pretióso sánguine redemísti.
Ætérna fac cum sanctis tuis *
     in glória numerári.

Salvum fac pópulum tuum, Dómine, *
     et bénedic hereditáti tuæ.
Et rege eos, *
     et extólle illos usque in ætérnum,.

Per síngulos dies *
     benedícimus te;
et laudámus nomen tuum in sæculum, *
     et in sæculum sæculi.

Dignáre, Dómine, die isto *
     sine peccáto nos custodire.
Miserére nostri, Dómine, *
     miserére nostri.

Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, *
     quemádmodum sperávimus in te.
In te, Dómine, sperávi: *
     non confúndar in ætérnum.

Se all’Ufficio delle Letture seguono immediatamente le Lodi si omettono l’orazione seguente e l’introduzione di Lodi e si recita immediatamente il Cantico di Zaccaria.

ORAZIONE

Padre onnipotente,
che hai redento l’uomo caduto schiavo della morte
e l’hai risollevato a vita nuova
con la morte e la risurrezione del Figlio tuo,
rendici ogni giorno più conformi a lui,
nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.


Quando l'Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell'orazione riportata si può sempre dire l'orazione seguente:

Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE

V   Benediciamo il Signore.
R   Rendiamo grazie a Dio.