UFFICIO DELLE LETTURE
Martedì, 07 aprile 2026
MARTEDI IN ALBIS
V O Dio, vieni a salvarmi.
R Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
INNO
Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:
Vita dei santi, Cristo, unica via,
o sola speranza del mondo,
o sorgente di pace e di giustizia,
voci e cuori a te inneggiano.
Se qualche luce di virtù tu vedi,
ogni parola vera,
ogni infiammata volontà di bene,
è, Signore, tua grazia.
Dona quiete ai tempi incerti,
salda custodisci la fede,
rinvigorisci i deboli,
perdona i peccatori.
Gloria si canti al Padre
e all’unico suo Figlio,
dolce si levi la lode allo Spirito
negli infiniti secoli. Amen.
latino
Vita sanctórum, via, spes salúsque,
Christe, largítor probitátis atque
cónditor pacis, tibi voce, sensu
pángimus hymnum:
Cuius est virtus manifésta totum
quod pii possunt, quod habent, quod ore,
corde vel factis cúpiunt, amóris
igne flagrántes.
Témporum pacem, fídei tenórem,
lánguidis curam veniámque lapsis,
ómnibus præsta páriter beátæ
múnera vitæ.
Glória summum résonet Paréntem,
glória Natum, paritérque sanctum
Spíritum dulci modulétur hymno
omne per ævum. Amen.
in canto
O Cristo, sei vita dei santi,
salvezza e speranza del mondo;
sorgente di pace e giustizia,
ti cantano i cuori e le voci.
Se qualche virtù in noi vedi,
parole sincere di vita,
il nostro cammino nel bene
è frutto, Signore, di grazia.
Da’ quiete ai tempi insicuri,
saldezza a una fragile fede,
ai deboli dona vigore,
a tutti perdona i peccati.
Al Padre si cantino lodi
e all’unico Figlio Signore,
onore allo Spirito santo
per sempre nei secoli eterni. Amen.
INNO
Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:
La nostra lode accogli,
o Creatore eterno delle cose,
che, notte e giorno avvicendando,
rendi più vario e grato il tempo.
Alta regna la notte
e già s’ode il canto del gallo,
gioioso presagio di luce
all’ansia del viandante.
Si desta allora e ad oriente appare
la stella palpitante del mattino,
la torma squagliasi dei vagabondi,
abbandonando i vicoli del male.
Il gallo canta. La sua voce placa
il furioso fragore dell’onda;
e Pietro, roccia che fonda la Chiesa,
la colpa asterge con lacrime amare.
Orsù leviamoci animosi e pronti:
tutti risveglia il richiamo del gallo
e gli indolenti accusa che si attardano
sotto le coltri dormigliando ancora.
Il gallo canta. Torna la speranza:
l’infermo sente rifluir la vita,
il sicario nasconde il suo pugnale,
negli smarriti la fede rivive.
Gesù Signore, guardaci pietoso,
quando, tentati, incerti vacilliamo:
se tu ci guardi, le macchie dileguano
e il peccato si stempera nel pianto.
Tu, vera luce, nei cuori risplendi,
disperdi il torpore dell’anima:
a te sciolga il labbro devoto
la santa primizia dei canti.
Gloria a Dio Padre
e all’unico suo Figlio
con lo Spirito santo
nella distesa dei secoli. Amen.
latino
Ætérne rerum Cónditor,
noctem diémque qui regis,
et témporum das témpora,
ut álleves fastídium;
Præco diéi iam sonat,
noctis profúndæ pérvigil,
noctúrna lux viantibus
a nocte noctem ségregans.
Hoc excitátus lúcifer
solvit polum calígine,
hoc omnis errónum chorus
vias nocéndi déserit.
Hoc nauta vires cólligit
pontíque mitescunt freta,
hoc ipse Petra Ecclésiæ
canénte culpam diluit.
Surgámus ergo strénue!
gallus iacentes excitat,
et somnoléntos íncrepat,
Gallus negantes arguit.
Gallo canénte spes redit,
ægris salus refúnditur,
mucro latrónis cónditur,
lapsis fides revértitur.
Iesu, labántes respice,
et nos vidéndo córrige,
si réspicis, lapsus cadunt,
fletúque culpa sólvitur.
Tu lux refúlge sensibus,
mentísque somnum díscute,
te nostra vox primum sonet
et ore solvámus tibi.
Deo Patri sit glória
eiúsque soli Fílio,
cum Spíritu Paráclito
in sempíterna sǽcula. Amen.
in canto
Accogli nel canto la lode,
eterno Creatore del mondo,
che notte e giorno avvicendi
rendendo più vario il tempo.
Ancora la notte è oscura
e già si ode il canto del gallo,
gioioso presagio di luce
all’ansia dell’uomo in cammino.
Si desta e appare ad oriente
la stella del primo mattino;
la torma di uomini infidi
rifugge da vie tortuose.
Il canto del gallo è una voce
sul cupo fragore dell’onda;
e Pietro, la roccia di Cristo,
con lacrime asperge la colpa.
Leviamoci pronti e animosi:
il canto del gallo risveglia
e accusa i pigri indolenti,
che ancora nel sonno si attardano.
Così la speranza ritorna:
il male abbandona il violento,
fluisce la vita all’infermo,
la fede rivive nei cuori.
Clemente Signore, difendici:
incerti e tentati noi siamo!
Se guardi, le macchie dileguano:
nel pianto il peccato laviamo.
Tu, luce, risplendi nell’uomo,
disperdi il torpore dell’anima:
a te sciolga il labbro devoto
la santa primizia dei canti.
La gloria innalziamo al Padre
e all’unico Figlio risorto,
insieme allo Spirito santo,
per sempre nei secoli eterni. Amen.
RESPONSORIO
Cfr. Sal 31, 1-6. 11
R Alleluia, alleluia.
Alleluia.
V I Beato l’uomo a cui è rimessa la colpa
e perdonato il peccato.
Alleluia.
V II Beato l’uomo a cui Dio non imputa alcun male
e nel cui spirito non è inganno.
Alleluia.
V III Tacevo e si logoravano le mie ossa,
mentre gemevo tutto il giorno.
Alleluia.
V IV Giorno e notte pesava su di me la tua mano.
Alleluia.
V V Come per arsura d’estate inaridiva il mio vigore.
Alleluia.
V VI Per questo ti prega ogni fedele
nel tempo dell’angoscia.
Alleluia.
V VII Gioite nel Signore ed esultate, giusti,
giubilate, voi tutti, retti di cuore.
Alleluia.
V VIII Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo,
come era nel principio e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen.
Alleluia.
SALMODIA
Cantico - Gio 2, 3-10
Dal ventre del pesce Giona pregò il Signore suo Dio
Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera (Rm 12, 12).
Ant. 1 Come Giona rimase tre giorni e tre notti
nel ventre del pesce, *
così il Figlio dell’uomo
resterà nel cuore della terra. Alleluia.
Nella mia angoscia ho invocato il Signore *
ed egli mi ha esaudito;
dal profondo degli inferi ho gridato *
e tu hai ascoltato la mia voce.
Mi hai gettato nell’abisso, nel cuore del mare, *
e le correnti mi hanno circondato;
tutti i tuoi flutti e le tue onde *
sopra di me sono passati.
Io dicevo: †
«Sono scacciato lontano dai tuoi occhi; *
eppure tornerò a guardare il tuo santo tempio».
Le acque mi hanno sommerso fino alla gola, †
l’abisso mi ha avvolto, *
l’alga si è avvinta al mio capo.
Sono sceso alle radici dei monti, †
la terra ha chiuso le sue spranghe *
dietro a me per sempre.
Ma tu hai fatto risalire dalla fossa la mia vita, *
Signore mio Dio.
Quando in me sentivo venir meno la vita, *
ho ricordato il Signore.
Fino a te è giunta la mia preghiera, *
fino alla tua santa dimora.
Quelli che onorano cose vane e false *
abbandonano il loro amore.
Ma io con voce di lode *
offrirò a te un sacrificio
e adempirò il voto che ho fatto; *
la salvezza viene dal Signore.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. 1 Come Giona rimase tre giorni e tre notti
nel ventre del pesce, *
così il Figlio dell’uomo
resterà nel cuore della terra. Alleluia.
Cantico - Sof 3, 8-13
Il resto di Israele alla fine si salverà
Isaia esclama: Se anche il numero dei figli di Israele fosse come la sabbia del mare, sarà salvato solo il resto (Rm 9, 27).
Ant. 2 Dio li redense dalla mano dei nemici, *
travolse nell’acqua i loro persecutori.
Alleluia, alleluia.
Aspettatemi – parola del Signore – *
quando mi leverò per accusare,
perché ho decretato di adunare le genti, *
di convocare i regni,
per riversare su di essi la mia collera, *
tutta la mia ira ardente:
poiché dal fuoco della mia gelosia *
sarà consumata tutta la terra.
Allora io darò ai popoli un labbro puro †
perché invochino tutti il nome del Signore *
e lo servano tutti sotto lo stesso giogo.
Da oltre i fiumi di Etiopia †
fino all’estremo settentrione, *
i miei supplicanti mi porteranno offerte.
In quel giorno non avrai vergogna di tutti i misfatti *
commessi contro il Signore,
perché allora eliminerò da te *
tutti i superbi millantatori
e tu cesserai di inorgoglirti *
sopra il mio santo monte.
Farò restare in mezzo a te *
un popolo umile e povero;
confiderà nel nome del Signore *
il resto d’Israele.
Non commetteranno più il male *
e non proferiranno menzogna;
non si troverà più nella loro bocca *
una lingua fraudolenta.
Potranno pascolare e riposare *
senza che alcuno li molesti.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. 2 Dio li redense dalla mano dei nemici, *
travolse nell’acqua i loro persecutori.
Alleluia, alleluia.
Cantico - Is 25, 6-9
Il divino banchetto
«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane, vivrà in eterno» (Gv 6, 51).
Ant. 3 Rallégrati, Gerusalemme,
esultate quanti amate il Signore; *
sfavillate di gioia,
voi che eravate nella tristezza. Alleluia.
Preparerà il Signore degli eserciti *
per tutti i popoli, su questo monte,
un banchetto di grasse vivande, †
un banchetto di vini eccellenti, *
di cibi succulenti, di vini raffinati.
Egli strapperà su questo monte †
il velo che copriva la faccia di tutti i popoli *
e la coltre che copriva tutte le genti.
Eliminerà la morte per sempre; *
il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto;
la condizione disonorevole del suo popolo †
farà scomparire da tutto il paese, *
poiché il Signore ha parlato.
E si dirà in quel giorno: *
«Ecco il nostro Dio;
in lui abbiamo sperato perché ci salvasse; †
questi è il Signore in cui abbiamo sperato; *
rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza».
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. 3 Rallégrati, Gerusalemme,
esultate quanti amate il Signore; *
sfavillate di gioia,
voi che eravate nella tristezza. Alleluia.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.
V Tu sei benedetto, Signore.
R Amen.
L Benedicimi, Padre.
V Per Cristo, che è via e verità,
la divina Maestà ci benedica.
R Amen.
PRIMA LETTURA
1Pt 1, 22 - 2, 10
Dalla prima lettera di san Pietro, apostolo
La vita dei figli di Dio
Dopo aver santificato le vostre anime con l’obbedienza alla verità, per amarvi sinceramente come fratelli, amatevi intensamente, di vero cuore, gli uni gli altri, essendo stati rigenerati non da un seme corruttibile, ma immortale, cioè dalla parola di Dio viva ed eterna. Poiché «tutti i mortali sono come l’erba e ogni loro splendore è come fiore d’erba. L’erba inaridisce, i fiori cadono, ma la parola del Signore rimane in eterno» (Is 40, 6-8). E questa è la parola del vangelo che vi è stato annunziato.
Deposta dunque ogni malizia e ogni frode e ipocrisia, le gelosie e ogni maldicenza, come bambini appena nati bramate il puro latte spirituale, per crescere con esso verso la salvezza: se davvero «avete già gustato come è buono il Signore» (Sal 33, 9).
Stringendovi a lui, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio, anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: «Ecco io pongo in Sion una pietra angolare, scelta, preziosa e chi crede in essa non resterà confuso» (Is 28, 16).
Onore dunque a voi che credete; ma per gli increduli «la pietra che i costruttori hanno scartato è divenuta la pietra angolare» (Sal 117, 22), «sasso d’inciampo e pietra di scandalo» (Is 8, 14).
Loro v’inciampano perché non credono alla parola; a questo sono stati destinati. Ma voi siete «la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere meravigliose» (Es 19, 5-6; Ef 1, 14) di lui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce; voi, che un tempo eravate «non-popolo», ora invece siete «il popolo di Dio; voi, un tempo esclusi dalla misericordia», ora invece «avete ottenuto misericordia» (cfr. Os 1, 6-9).
RESPONSORIO
Cfr. 1Pt 2, 6; Sal 117, 22
R «Ecco, io pongo in Sion
una pietra angolare, scelta, preziosa
– dice il Signore –.
E chi crede in essa
non resterà confuso». Alleluia.
V La pietra che i costruttori hanno scartato
è divenuta la pietra angolare.
«E chi crede in essa
non resterà confuso». Alleluia.
L Benedicimi, Padre.
V La grazia dello Spirito santo
illumini i nostri sensi e il nostro cuore.
R Amen.
SECONDA LETTURA
Dai discorsi su «I sacramenti» di sant’Ambrogio, vescovo
(Sermo I, 9-12. 15-16. 18-19: SAEMO 17, 49-53)
Nel battesimo hai la presenza della Trinità
Ti sei avvicinato ancor più, hai visto il fonte e, sopra il fonte, il vescovo. E non posso dubitare che nell’animo vostro sia potuto entrare quel sentimento che entrò in quel Naaman Siro, di cui parla la Scrittura, poiché questi, anche se poi fu mondato, tuttavia dapprima aveva dubitato. Perché? Te lo dirò, ascolta. Sei entrato, hai visto l’acqua, hai visto il vescovo, hai visto il levita. Per caso qualcuno non dica: «Questo è tutto?». Sì, questo è tutto, veramente tutto, questo dove c’è tutta l’innocenza, tutta la pietà, tutta la grazia, tutta la santificazione. Hai visto le cose che hai potuto vedere con gli occhi del tuo corpo e i tuoi sguardi umani, non hai visto quelle che operano, ma quelle che si vedono. Sono molto di più le cose che non si vedono di quelle che si vedono, perché quelle che si vedono sono temporali, eterne quelle che non si vedono (cfr. 2Cor 4, 18).
Diciamo dunque anzitutto – tieni la garanzia della mia parola ed esigi che sia mantenuta –: Ammiriamo i misteri giudaici, dati ai nostri padri, in primo luogo per la loro antichità, poi per la santità che garantivano. Io vi assicuro che i sacramenti dei Cristiani sono più divini e più antichi di quelli dei Giudei. Che cosa è più importante del fatto che il popolo dei Giudei passò attraverso il mare, per parlare adesso del battesimo? Tuttavia i Giudei che lo attraversarono, morirono tutti nel deserto. Invece, chi passa attraverso questo fonte, cioè dalle cose terrene a quelle celesti – questo, infatti, è un passaggio, cioè la Pasqua, cioè il «suo passaggio», il passaggio dal peccato alla vita, dalla colpa alla grazia, dall’impurità alla santificazione –, chi passa attraverso questo fonte, non muore, ma risorge.
Che significa questo? Hai visto l’acqua; ma non ogni acqua guarisce: guarisce l’acqua che ha la grazia di Cristo. Una cosa è l’elemento, un’altra la consacrazione; una cosa è l’azione, un’altra la sua efficacia. L’azione è dell’acqua, l’efficacia è dello Spirito santo. L’acqua non guarisce se lo Spirito santo non discende e non consacra quell’acqua, come hai letto nel vangelo. Quando si recò da Giovanni, e Giovanni gli disse: «Sono io che devo essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Cristo gli rispose: «Lascia fare per ora; bisogna infatti che noi adempiamo così ogni giustizia» (Mt 3, 14-15). Vedi che ogni giustizia è stata posta nel battesimo.
Per quale ragione dunque Cristo è disceso nel Giordano se non per purificare questa carne, la carne che ha assunto dalla nostra condizione? Infatti il lavacro purificatore dei peccati non era necessario per Cristo, «che non commise peccato» (1Pt 2, 22), ma era necessario per noi, che siamo soggetti al peccato. Dunque, se il battesimo è per noi, per noi è stato stabilito il rito, alla nostra fede tale rito è stato proposto. Discese Cristo, discese anche lo Spirito santo. Perché Cristo è disceso per primo, e poi lo Spirito santo, dal momento che il rito del battesimo e l’uso stabiliscono che prima sia consacrato il fonte e poi vi discenda colui che deve essere battezzato? – Infatti, non appena entra il vescovo, pronuncia l’esorcismo riferendosi alla creatura acqua, poi innalza l’invocazione e la preghiera perché il fonte sia santificato e vi sia la presenza della Trinità eterna. Cristo però è disceso prima e lo Spirito santo lo ha seguito. Per quale motivo? Perché non sembrasse che, per così dire, il Signore Gesù avesse bisogno del mistero della santificazione, mentre era lui il santificatore e con lui anche lo Spirito. Dunque Cristo discese nell’acqua e lo Spirito santo discese come colomba; anche Dio Padre parlò dal cielo: hai la presenza della Trinità.
TE DEUM
Noi ti lodiamo, Dio, *
ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre, *
tutta la terra ti adora.
A te cantano gli angeli *
e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo *
il Signore Dio dell’universo.
I cieli e la terra *
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *
e la candida schiera dei martiri;
le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico Figlio, *
e lo Spirito Santo Paraclito.
O Cristo, re della gloria, *
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre *
per la salvezza dell’uomo.
Vincitore della morte, *
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.
Soccorri i tuoi figli, Signore, *
che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria *
nell’assemblea dei santi.
Salva il tuo popolo, Signore, *
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, *
Lodiamo il tuo nome per sempre.
Degnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: *
in te abbiamo sperato.
Pietà di noi, Signore, *
pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, *
non saremo confusi in eterno.
TE DEUM
Te Deum laudámus: *
te Dóminum confitémur.
Te ætérnum Patrem *
omnis terra venerátur.
Tibi omnes ángeli, *
tibi cæli et univérsæ potestátes:
tibi chérubim et séraphim *
incessábili voce proclámant:
Sanctus, Sanctus, Sanctus *
Dóminus Deus Sábaoth.
Pleni sunt cæli et terra *
maiestátis glóriæ tuæ.
Te gloriósus *
apostolórum chorus,
te prophetárum *
laudábilis númerus,
te mártyrum candidátus *
laudat exércitus.
Te per orbem terrárum *
sancta confitétur Ecclésia
Patrem *
Imménsæ maiestátis,
venerándum tuum verum *
et únicum Filium,
Sanctum quoque *
Paráclitum Spíritum.
Te rex glóriæ, *
Christe.
Tu Patris *
sempitérnus es Fílius.
Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem, *
non horruísti Vírginis úterum.
Tu, devícto mortis acúleo, *
apertuísti credéntibus regna cælórum.
Tu ad déxteram Dei sedes, *
in glória Patris.
Iudex *
créderis esse ventúrus.
Te ergo, quæsumus, tuis fámulis súbveni, *
quos pretióso sánguine redemísti.
Ætérna fac cum sanctis tuis *
in glória numerári.
Salvum fac pópulum tuum, Dómine, *
et bénedic hereditáti tuæ.
Et rege eos, *
et extólle illos usque in ætérnum,.
Per síngulos dies *
benedícimus te;
et laudámus nomen tuum in sæculum, *
et in sæculum sæculi.
Dignáre, Dómine, die isto *
sine peccáto nos custodire.
Miserére nostri, Dómine, *
miserére nostri.
Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, *
quemádmodum sperávimus in te.
In te, Dómine, sperávi: *
non confúndar in ætérnum.
Se all’Ufficio delle Letture seguono immediatamente le Lodi si omettono l’orazione seguente e l’introduzione di Lodi e si recita immediatamente il Cantico di Zaccaria.
ORAZIONE
Dio forte e clemente,
che hai portato a compimento nella verità
i presagi e le antiche figure della salvezza,
e hai colmato della grazia divina
i nostri riti sacramentali,
esaudisci la preghiera della Chiesa,
che vivendo nel mondo ti implora
di conformarsi sempre più intimamente
al Signore Gesù, vincitore della morte,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Quando l'Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell'orazione riportata si può sempre dire l'orazione seguente:
Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
CONCLUSIONE
V Benediciamo il Signore.
R Rendiamo grazie a Dio.