UFFICIO DELLE LETTURE

Mercoledì, 01 aprile 2026

MERCOLEDI
DELLA SETTIMANA AUTENTICA

V   O Dio, vieni a salvarmi.
R   Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Lode a te, Signore, re di eterna gloria.

INNO

Lotta gloriosa, cruenta vittoria
oggi celebri il canto:
sul Calvario il Signore
immolato trionfa.

L’albero del primo giardino
disseminò la morte;
dall’albero della croce
rifiorisce la vita.

È l’ora, il disegno del Padre
mirabilmente si compie:
ecco il Figlio di Dio
da grembo vergine nasce;

vive con noi, cammina
sulle sordide strade;
docile agnello, sospira
l’altare della croce.

Strazio crudele! Muore
di sete, di insulti, di spasimi;
scorre il sangue e purifica
il mondo contaminato.

A te sia lode nei secoli,
o Trinità beata;
conserva nella tua grazia
i cuori dei redenti.   Amen.

INNO

Pange, lingua, gloriósi
prœlium certáminis,
et super crucis tropæo
dic triúmphum nóbilem,
quáliter redémptor orbis
immolátus vícerit.

De paréntis protoplásti
fraude factor cóndolens,
quando pomi noxiális
morte morsu córruit,
ipse lignum tunc notávit,
damna ligni ut sólveret.

Hoc opus nostræ salútis
ordo depopóscerat,
multifórmis perditóris
arte ut artem fálleret,
et medélam ferret inde,
hostis unde læserat.

Quando venit ergo sacri
plenitúdo témporis,
missus est ab arce Patris
Natus, orbis cónditor,
atque ventre virgináli
carne factus pródiit.

Lustra sex qui iam perácta
tempus implens córporis,
se volénte, natus ad hoc,
passióni déditus,
agnus in crucis levátur
immolándus stípite.

En acétum, fel, arúndo,
sputa, clavi, láncea:
mite corpus perforátur,
Sanguis, unda prófluit
terra, pontus, astra, mundus,
quo lavántur flúmine!

Æqua Patri Filióque,
ínclito Paráclito,
sempitérna sit beátæ
Trinitáti glória,
cuius alma nos redémit
atque servat grátia.   Amen.

INNO

Cruenta e gloriosa vittoria
si celebri oggi nel canto:
Signore Gesù, sul Calvario,
tu muori e trionfi immolato!

Dall’albero antico sul mondo
discese funesta la morte;
dall’albero nuovo, la croce,
germoglia e fiorisce la vita.

È l’ora, il disegno del Padre
per l’uomo si compie mirabile:
il Verbo, il Figlio di Dio,
da vergine grembo è donato;

con noi egli vive e cammina
su strade percorse da tutti;
e, docile agnello, sospira
l’altare del suo sacrificio.

In strazio crudele egli muore
di insulti, di spasimi e sete;
il sangue fluisce e risana
il mondo ferito da colpa.

Nei secoli a te sia lode,
o Padre col Figlio e lo Spirito;
la grazia difenda e protegga
i cuori dei figli redenti. Amen.

RESPONSORIO

Cfr. Sal 3, 7-8

R   Non temo la moltitudine di genti
      che contro di me si accampano.
           Sorgi, Signore,
           salvami, mio Dio.

V   Hai colpito sulla guancia i miei nemici,
      hai spezzato i denti ai peccatori.
           Sorgi, Signore,
           salvami, mio Dio.

SALMODIA

Salmo 30, 10-17

Supplica fiduciosa nell’afflizione

«Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito» (Lc 23, 46).

Ant. 1   Quando insieme contro di me congiurano, *
             tramano di togliermi la vita.

Abbi pietà di me, Signore, sono nell’affanno; †
     per il pianto si struggono i miei occhi, *
     la mia anima e le mie viscere.

Si consuma nel dolore la mia vita, *
     i miei anni passano nel gemito;
inaridisce per la pena il mio vigore, *
     si dissolvono tutte le mie ossa.

Sono l’obbrobrio dei miei nemici, il disgusto dei miei vicini, †
     l’orrore dei miei conoscenti; *
     chi mi vede per strada mi sfugge.

Sono caduto in oblio come un morto, *
     sono divenuto un rifiuto.

Se odo la calunnia di molti, *
     il terrore mi circonda;
quando insieme contro di me congiurano, *
     tramano di togliermi la vita.

Mai io confido in te, Signore; †
     dico: «Tu sei il mio Dio, *
     nelle tue mani sono i miei giorni».

Liberami dalla mano dei miei nemici, *
     dalla stretta dei miei persecutori:
fa’ splendere il tuo volto sul tuo servo, *
     salvami per la tua misericordia.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 1   Quando insieme contro di me congiurano, *
             tramano di togliermi la vita.

Salmo 55

Fiducia nella parola di Dio

Si descrive Cristo nella passione (S. Girolamo).

Ant. 2   Essi non pensano che a farmi del male.

Pietà di me, o Dio, perché l’uomo mi calpesta, *
     un aggressore sempre mi opprime.
Mi calpestano sempre i miei nemici, *
     molti sono quelli che mi combattono.

Nell’ora della paura, io in te confido: *
     in Dio, di cui lodo la parola.
In Dio confido, non avrò timore: *
     che cosa potrà farmi un uomo?

Travisano sempre le mie parole, *
     non pensano che a farmi del male.

Suscitano contese e tendono insidie, †
     osservano i miei passi, *
     per attentare alla mia vita.

Per tanta iniquità non abbiamo scampo: *
     nella tua ira abbatti i popoli, o Dio.

I passi del mio vagare tu li hai contati, †
     le mie lacrime nell’otre tuo raccogli; *
     non sono forse scritte nel tuo libro?

Allora ripiegheranno i miei nemici, †
     quando ti avrò invocato: *
     so che Dio è in mio favore.

Lodo la parola di Dio, *
     lodo la parola del Signore,
in Dio confido, non avrò timore: *
     che cosa potrà farmi un uomo?

Su di me, o Dio, i voti che ti ho fatto: †
     ti renderò azioni di grazie, *
     perché mi hai liberato dalla morte.

Hai preservato i miei piedi dalla caduta, †
     perché io cammini alla tua presenza *
     nella luce dei viventi, o Dio.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 2   Essi non pensano che a farmi del male.

Salmo 32, 10-22

Inno alla provvidenza di Dio

Essi davano morte al giusto, egli invece risanava le piaghe dei suoi persecutori (S. Ambrogio).

Ant. 3 (duplex) I sommi sacerdoti tennero consiglio *
             per arrestare con un inganno Gesù
             e farlo morire.
        V   Ma dicevano: «Non durante la festa *
             perché non avvengano tumulti fra il popolo».

Il Signore annulla i disegni delle nazioni, *
     rende vani i progetti dei popoli.
Ma il piano del Signore sussiste per sempre, *
     i pensieri del suo cuore per tutte le generazioni.

Beata la nazione il cui Dio è il Signore, *
     il popolo che si è scelto come erede.

Il Signore guarda dal cielo, *
     egli vede tutti gli uomini.
Dal luogo della sua dimora *
     scruta tutti gli abitanti della terra,

lui che, solo, ha plasmato il loro cuore *
     e comprende tutte le loro opere.

Il re non si salva per un forte esercito *
     né il prode per il suo grande vigore.
Il cavallo non giova per la vittoria, *
     con tutta la sua forza non potrà salvare.

Ecco, l’occhio del Signore veglia su chi lo teme, *
     su chi spera nella sua grazia,
per liberarlo dalla morte *
     e nutrirlo in tempo di fame.

L’anima nostra attende il Signore, *
     egli è nostro aiuto e nostro scudo.
In lui gioisce il nostro cuore *
     e confidiamo nel suo santo nome.

Signore, sia su di noi la tua grazia, *
     perché in te speriamo.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 3 (duplex) I sommi sacerdoti tennero consiglio *
             per arrestare con un inganno Gesù
             e farlo morire.
        V   Ma dicevano: «Non durante la festa *
             perché non avvengano tumulti fra il popolo».

Salmo 25

Preghiera fiduciosa di un innocente

«Chi di voi può convincermi di peccato?» (Gv 8, 46).

Ant. 4   Non travolgermi insieme ai peccatori.

Signore, fammi giustizia: †
     nell’integrità ho camminato, *
     confido nel Signore, non potrò vacillare.

Scrutami, Signore, e mettimi alla prova, *
     raffinami al fuoco il cuore e la mente.

La tua bontà è davanti ai miei occhi *
     e nella tua verità dirigo i miei passi.

Non siedo con uomini falsi *
     e non frequento i simulatori.
Odio l’alleanza dei malvagi, *
     non mi associo con gli empi.

Lavo nell’innocenza le mie mani, *
     e giro attorno al tuo altare, Signore,
per far risuonare voci di lode *
     e per narrare tutte le tue meraviglie.

Signore, amo la casa dove dimori *
     e il luogo dove abita la tua gloria.
Non travolgermi insieme ai peccatori, *
     con gli uomini di sangue non perder la mia vita,

perché nelle loro mani è la perfidia, *
     la loro destra è piena di regali.
Integro è invece il mio cammino; *
     riscattami e abbi misericordia.

Il mio piede sta su terra piana; *
     nelle assemblee benedirò il Signore.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 4   Non travolgermi insieme ai peccatori.

Salmo 26, 1-6

Fiducia nei pericoli

«Abbiate fiducia: io ho vinto il mondo» (Gv 16, 33).

Ant. 5   Il Signore è difesa della mia vita: *
             di chi avrò terrore?

Il Signore è mia luce e mia salvezza, *
     di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita, *
     di chi avrò terrore?

Quando mi assalgono i malvagi *
     per straziarmi la carne,
sono essi, avversari e nemici, *
     a inciampare e cadere.

Se contro di me si accampa un esercito, *
     il mio cuore non teme;
se contro di me divampa la battaglia, *
     anche allora ho fiducia.

Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: *
abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita,

per gustare la dolcezza del Signore *
     ed ammirare il suo santuario.

Egli mi offre un luogo di rifugio *
     nel giorno della sventura.
Mi nasconde nel segreto della sua dimora, *
     mi solleva sulla rupe.

E ora rialzo la testa *
     sui nemici che mi circondano;
immolerò nella sua casa sacrifici d’esultanza, *
     inni di gioia canterò al Signore.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 5   Il Signore è difesa della mia vita: *
             di chi avrò terrore?

Salmo 26, 7-14

Il Signore, unica speranza del giusto

Molti attestavano il falso contro di lui, e così le loro testimonianze non erano concordi (Mc 14, 56).

Ant. 6   Contro di me sono insorti falsi testimoni *
             che spirano violenza.

Ascolta, Signore, la mia voce. *
     Io grido: abbi pietà di me! Rispondimi.
Di te ha detto il mio cuore: «Cercate il suo volto»; *
     il tuo volto, Signore, io cerco.

Non nascondermi il tuo volto, *
     non respingere con ira il tuo servo.
Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi, *
     non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.

Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato, *
     ma il Signore mi ha raccolto.

Mostrami, Signore, la tua via, †
     guidami sul retto cammino, *
     a causa dei miei nemici.

Non espormi alla brama dei miei avversari; †
     contro di me sono insorti falsi testimoni *
     che spirano violenza.

Sono certo di contemplare la bontà del Signore *
     nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte, *
     si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 6   Contro di me sono insorti falsi testimoni *
             che spirano violenza.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

V   Tu sei benedetto, Signore.
R   Amen.

L    Benedicimi, Padre.
V    La divina Maestà  ci benedica in eterno.
R   Amen.

PRIMA LETTURA

Lam 2, 1-9

Dal libro delle Lamentazioni

Lo sdegno di Dio contro Gerusalemme

Come il Signore ha oscurato nella sua ira
la figlia di Sion!
Egli ha scagliato dal cielo in terra
la gloria di Israele.
Non si è ricordato dello sgabello dei suoi piedi
nel giorno del suo furore.
Il Signore ha distrutto senza pietà
tutte le dimore di Giacobbe;
ha abbattuto con ira
le fortezze della figlia di Giuda;
ha prostrato a terra, ha profanato
il suo regno e i suoi capi.
Con ira ardente egli ha infranto
tutta la potenza di Israele.
Ha tratto indietro la destra
davanti al nemico;
ha acceso Giacobbe come una fiamma di fuoco,
che divora tutto all’intorno.
Ha teso il suo arco come un nemico,
ha tenuto ferma la destra come un avversario,
ha ucciso quanto è delizia dell’occhio.
Sulla tenda della figlia di Sion
ha rovesciato la sua ira come fuoco.
Il Signore è divenuto come un nemico,
ha distrutto Israele;
ha distrutto tutti i suoi palazzi,
ha abbattuto le sue fortezze,
ha moltiplicato alla figlia di Giuda
lamento e cordoglio.
Ha devastato come un giardino la sua dimora,
ha demolito il luogo della riunione.
Il Signore ha fatto dimenticare in Sion
la festa e il sabato
e ha rigettato nel furore della sua ira
re e sacerdoti.
Il Signore ha abbandonato il suo altare,
ha rigettato il suo santuario;
ha consegnato in balìa del nemico
le mura delle sue fortezze.
Essi alzarono grida nel tempio del Signore
quasi fosse un giorno di festa.
Il Signore ha deciso di demolire
le mura della figlia di Sion;
egli ha steso la corda per le misure,
non ritrarrà la mano dalla distruzione;
ha reso desolati bastione e baluardo;
ambedue sono in rovina.
Sono affondate nella terra le sue porte;
egli ne ha rovinato e spezzato le sbarre;
il suo re e i suoi capi sono tra le genti;
non c’è più legge
e neppure i suoi profeti han ricevuto
visioni dal Signore.

RESPONSORIO

Cfr. Sal 30, 14bc. 15. 2

R   Quando insieme contro di me congiurano,
      tramano di togliermi la vita.
           Io confido in te, Signore.

V   In te mi sono rifugiato,
      mai sarò deluso;
      per la tua giustizia salvami.
           Io confido in te, Signore.

L    Benedicimi, Padre.
V    Iddio accenda nel nostro cuore
      la fiamma del suo amore.
R   Amen.

SECONDA LETTURA

Dall’«Omelia sulla Pasqua» di Melitone di Sardi, vescovo

(Capp. 65-67; SC 123, 95-101)
L’Agnello immolato ci strappò dalla morte

Molte cose sono state predette dai profeti riguardanti il mistero della Pasqua, che è Cristo, «al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen» (Gal 1, 5). Egli scese dai cieli sulla terra per l’umanità sofferente; si rivestì della nostra umanità nel grembo della Vergine e nacque come uomo. Prese su di sé le sofferenze dell’uomo sofferente attraverso il corpo soggetto alla sofferenza, e distrusse le passioni della carne. Con lo Spirito immortale distrusse la morte omicida.
Egli infatti fu condotto e ucciso dai suoi carnefici come un agnello, ci liberò dal modo di vivere del mondo come dall’Egitto, e ci salvò dalla schiavitù del demonio come dalla mano del Faraone. Contrassegnò le nostre anime con il proprio Spirito e le membra del nostro corpo con il suo sangue.
Egli è colui che coprì di confusione la morte e gettò nel pianto il diavolo, come Mosè il faraone. Egli è colui che percosse l’iniquità e l’ingiustizia, come Mosè condannò alla sterilità l’Egitto.
Egli è colui che ci trasse dalla schiavitù alla libertà, dalle tenebre alla luce, dalla morte alla vita, dalla tirannia al regno eterno. Ha fatto di noi un sacerdozio nuovo e un popolo eletto per sempre. Egli è la Pasqua della nostra salvezza.
Egli è colui che prese su di sé le sofferenze di tutti. Egli è colui che fu ucciso in Abele, e in Isacco fu legato ai piedi. Andò pellegrinando in Giacobbe, e in Giuseppe fu venduto. Fu esposto sulle acque di Mosè, e nell’agnello fu sgozzato.
Fu perseguitato in Davide e nei profeti fu disonorato. Egli è colui che si incarnò nel seno della Vergine, fu appeso alla croce, fu sepolto nella terra e, risorgendo dai morti, salì alle altezze dei cieli. Egli è l’agnello che non apre bocca, egli è l’agnello ucciso, egli è nato da Maria, agnella senza macchia. Egli fu preso dal gregge, condotto all’uccisione, immolato verso sera, sepolto nella notte. Sulla croce non gli fu spezzato osso e sotto terra non fu soggetto alla decomposizione.
Egli risuscitò dai morti e fece risorgere l’umanità dal profondo del sepolcro.

Se all’Ufficio delle Letture seguono immediatamente le Lodi si omettono l’orazione seguente e l’introduzione di Lodi e si recita immediatamente il Cantico di Zaccaria.

ORAZIONE

Dio di eterna bontà,
che nei patimenti del Figlio tuo
ci hai distolto e salvato dall’adorazione del mondo
e così hai fatto di noi
il popolo sacerdotale della nuova alleanza,
conservaci sempre nella libertà che ci è stata donata
e disponi che un giorno nel regno dei cieli
abbiamo a lodarti e ringraziarti nei secoli.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.


Quando l'Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell'orazione riportata si può sempre dire l'orazione seguente:

Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE

V   Benediciamo il Signore.
R   Rendiamo grazie a Dio.