VESPRI
Venerdì, 20 marzo 2026
VENERDI
DELLA QUARTA SETTIMANA DI QUARESIMA
VERSIONE PER LA RECITA COMUNITARIA
Nei Venerdì di Quaresima non si celebra la santa messa. È invece raccomandata la celebrazione solenne dei Vespri con il popolo.
Tale celebrazione assume una struttura di tipo vigiliare, eco degli antichi usi della Chiesa di Gerusalemme, che nella sera di questo giorno aliturgico vegliava in attesa della celebrazione eucaristica allo spuntare del Sabato.
Pertanto, quando i Vespri del Venerdì sono celebrati in forma solenne col popolo, dopo i riti lucernari si proclamano, con i rispettivi salmelli e le orazioni, le letture vigiliari. Seguono i Salmi con le rispettive antifone e l’orazione.
Omessa infine la commemorazione battesimale, la celebrazione trova conclusione nelle Acclamazioni a Cristo, seguite dal Padre Nostro e dalla benedizione.
Il sacerdote (o il diacono) esce dalla sacrestia e si reca in processione all’altare, preceduto dai ministri che portano il turibolo non fumigante e la navicella (se è prevista l’incensazione) e una lampada accesa tra due candelieri spenti. Giunti davanti all’altare, il sacerdote introduce i Vespri con il saluto, mentre tutta l’assemblea è in piedi.
V Il Signore sia con voi.
R E con il tuo spirito.
RITO DELLA LUCE
Cfr. Sal 140 (141), 1-4
Come nube d’incenso,
la mia preghiera, Signore, s’innalzi.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.
A te grido, soccorri,
ascolta questa voce che ti implora.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.
Poni la tua custodia alle mie labbra,
non ceda il cuore al fascino del male.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.
Come nube d’incenso,
la mia preghiera, Signore, s’innalzi.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.
Mentre si canta il Lucernario, i ministri presentano i due candelieri spenti al sacerdote (o al diacono). Questi, tracciato un segno di croce sulla lampada accesa, attinge alla fiamma e accende i candelieri. Alcuni ministri dispongono i candelieri vicino o sopra l’altare. Intanto. si accendono gli altri ceri e le lampade della chiesa.
Dopo l’accensione dei candelieri, il sacerdote (o il diacono), secondo l’opportunità, infonde l’incenso, sale all’altare e lo bacia. Ricevuto il turibolo, incensa l’altare. Al termine dell’incensazione raggiunge la sede.
INNO
Cristo, che a nostra salvezza
disponi il santo digiuno,
vieni e conforta il tuo popolo
che celebra la Quaresima.
Ispira il pentimento,
poni sul labbro la supplica
che mitighi la giustizia
e muova il Padre al perdono.
La grazia tua ci liberi
dal passato colpevole
e un futuro innocente
pietosa a noi propizi.
L’annuo fervore ci doni,
purificando i cuori,
di tendere ancora una volta
alla beata Pasqua.
O Trinità, potente unico Dio,
l’universo ti adori
e, liberato dal male,
ti canti un cantico nuovo. Amen.
INNO
Iesu, quadragenáriæ
dicátor abstinéntiæ,
qui ob salútem méntium
præcéperas ieiúnium,
Adésto nunc Ecclésiæ,
adésto pæniténtiæ,
qua supplicámus cérnui
peccáta nostra dílui.
Tu retroácta crímina
tua remítte grátia
et a futúris ádhibe
custódiam mitíssime,
Ut, expiáti ánnuis
compunctiónis áctibus,
tendámus ad paschália
digne colénda gáudia.
Te rerum univérsitas,
clemens, adóret, Trínitas,
et nos novi per véniam
novum canámus cánticum. Amen.
INNO
O Cristo, che a nostra salvezza
disponi il santo digiuno,
conforta e guida il tuo popolo
nei giorni di austero cammino.
Distogli da tutti i peccati
il cuore pentito e umiliato;
sul labbro risveglia la supplica
che muova il Padre al perdono.
La grazia, che doni copiosa,
purifichi il nostro passato:
conduca a un futuro innocente
chi volge lo sguardo al tuo volto.
Infondi un nuovo fervore,
donando purezza ai cuori:
ancora una volta chiamati,
tendiamo con gioia alla Pasqua.
O grande Signore, uno e trino,
ti adorino il cielo e la terra:
per te liberati dal male,
ti cantino un cantico nuovo. Amen.
RESPONSORIO
Cfr. Esd 9, 6; Sal 55 (56), 2
Sono confuso, ho vergogna di alzare la faccia
verso di te, mio Dio;
le mie colpe si sono moltiplicate
sopra la mia testa:
ho peccato contro di te.
Pietà di me, o Dio, perché l’uomo mi calpesta,
un aggressore sempre mi opprime:
ho peccato contro di te.
RESPONSORIO
Cfr. Gen 24, 42; Sal 117 (118), 5
Sono arrivato alla fonte e così ho pregato:
Signore, Dio di Abramo,
hai dato buon compimento
al mio desiderio.
Ho gridato al Signore, ed egli ha dato ascolto
al mio desiderio.
I LETTURA
Dt 27, 1a. 2a; 28, 1-11a
Tutte le benedizioni connesse all’osservanza dei comandamenti; benedetto sarà il frutto del tuo grembo.
Lettura del libro del Deuteronomio.
In quei giorni. Mosè e gli anziani d’Israele diedero quest’ordine al popolo: «Quando avrete attraversato il Giordano per entrare nella terra che il Signore, vostro Dio, sta per darvi, se tu obbedirai fedelmente alla voce del Signore, tuo Dio, preoccupandoti di mettere in pratica tutti i suoi comandi che io ti prescrivo, il Signore, tuo Dio, ti metterà al di sopra di tutte le nazioni della terra. Poiché tu avrai ascoltato la voce del Signore, tuo Dio, verranno su di te e ti raggiungeranno tutte queste benedizioni. Sarai benedetto nella città e benedetto nella campagna. Benedetto sarà il frutto del tuo grembo, il frutto del tuo suolo e il frutto del tuo bestiame, sia i parti delle tue vacche sia i nati delle tue pecore. Benedette saranno la tua cesta e la tua madia. Sarai benedetto quando entri e benedetto quando esci. Il Signore farà soccombere davanti a te i tuoi nemici, che insorgeranno contro di te: per una sola via verranno contro di te e per sette vie fuggiranno davanti a te. Il Signore ordinerà alla benedizione di essere con te nei tuoi granai e in tutto ciò a cui metterai mano. Ti benedirà nella terra che il Signore, tuo Dio, sta per darti.
Il Signore ti renderà popolo a lui consacrato, come ti ha giurato, se osserverai i comandi del Signore, tuo Dio, e camminerai nelle sue vie. Tutti i popoli della terra vedranno che il nome del Signore è stato invocato su di te e ti temeranno. Il Signore, tuo Dio, ti concederà abbondanza di beni».
Parola di Dio
I LETTURA
Dt 16, 5-8
La Pasqua a Gerusalemme.
Lettura del libro del Deuteronomio.
In quei giorni. Mosè disse: «Non potrai immolare la Pasqua in una qualsiasi città che il Signore, tuo Dio, sta per darti, ma immolerai la Pasqua soltanto nel luogo che il Signore, tuo Dio, avrà scelto per fissarvi il suo nome. La immolerai alla sera, al tramonto del sole, nell’ora in cui sei uscito dall’Egitto. La farai cuocere e la mangerai nel luogo che il Signore, tuo Dio, avrà scelto. La mattina potrai andartene e tornare alle tue tende. Per sei giorni mangerai azzimi e il settimo giorno vi sarà una solenne assemblea per il Signore, tuo Dio. Non farai alcun lavoro».
Parola di Dio
SALMELLO
Cfr. Sal 21 (22), 23. 2; Sal 24 (25), 16
Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli,
ti loderò in mezzo all’assemblea.
«Dio, Dio mio,
volgiti a me, perché mi hai abbandonato?».
Ti loderò in mezzo all’assemblea.
SALMELLO
Cfr. Sal 47 (48), 2.3. 9. 13-15b
Grande è il Signore e degno di ogni lode
nella città del nostro Dio.
Il suo monte santo, altura stupenda,
è la gioia di tutta la terra.
Il monte Sion, dimora divina,
è la città del grande Sovrano.
Come avevamo udito, così abbiamo visto
nella città del Signore degli eserciti,
nella città del nostro Dio.
Questo è il Signore, nostro Dio,
in eterno per sempre.
Circondate Sion, giratele intorno, contate le sue torri,
osservate i suoi baluardi,
passate in rassegna le sue fortezze,
per narrare alla generazione futura.
Questo è il Signore, nostro Dio,
in eterno per sempre.
Orazione
Concedi largamente,
o Padre santo,
protezione e grazia ai tuoi servi,
donaci prosperità e salvezza,
ma soprattutto conservaci a te interiormente fedeli.
Per Cristo nostro Signore.
Orazione
Sostieni col tuo aiuto, o Dio clemente,
la nostra volontà di conversione perché,
dominando i sensi con la forza di cuore puro,
ci affrettiamo con gioia verso la Pasqua che salva.
Per Cristo nostro Signore.
II LETTURA
2Re 4, 8-38a
La pia Sunammita ottiene la fecondità e le è restituito il figlio morto.
Lettura del secondo libro dei Re.
Un giorno Eliseo passava per Sunem, ove c’era un’illustre donna, che lo trattenne a mangiare. In seguito, tutte le volte che passava, si fermava a mangiare da lei. Ella disse al marito: «Io so che è un uomo di Dio, un santo, colui che passa sempre da noi. Facciamo una piccola stanza superiore, in muratura, mettiamoci un letto, un tavolo, una sedia e un candeliere; così, venendo da noi, vi si potrà ritirare». Un giorno che passò di lì, si ritirò nella stanza superiore e si coricò. Egli disse a Giezi, suo servo: «Chiama questa Sunammita». La chiamò e lei si presentò a lui. Eliseo disse al suo servo: «Dille tu: “Ecco, hai avuto per noi tutta questa premura; che cosa possiamo fare per te? C’è forse bisogno di parlare in tuo favore al re o al comandante dell’esercito?”». Ella rispose: «Io vivo tranquilla con il mio popolo». Eliseo replicò: «Che cosa si può fare per lei?». Giezi disse: «Purtroppo lei non ha un figlio e suo marito è vecchio». Eliseo disse: «Chiamala!». La chiamò; ella si fermò sulla porta. Allora disse: «L’anno prossimo, in questa stessa stagione, tu stringerai un figlio fra le tue braccia». Ella rispose: «No, mio signore, uomo di Dio, non mentire con la tua serva». Ora la donna concepì e partorì un figlio, nel tempo stabilito, in quel periodo dell’anno, come le aveva detto Eliseo.
Il bambino crebbe e un giorno uscì per andare dal padre presso i mietitori. Egli disse a suo padre: «La mia testa, la mia testa!». Il padre ordinò a un servo: «Portalo da sua madre». Questi lo prese e lo portò da sua madre. Il bambino sedette sulle ginocchia di lei fino a mezzogiorno, poi morì. Ella salì a coricarlo sul letto dell’uomo di Dio; chiuse la porta e uscì. Chiamò il marito e gli disse: «Mandami per favore uno dei servi e un’asina; voglio correre dall’uomo di Dio e tornerò subito». Quello domandò: «Perché vuoi andare da lui oggi? Non è il novilunio né sabato». Ma lei rispose: «Addio». Sellò l’asina e disse al proprio servo: «Conducimi, cammina, non trattenermi nel cavalcare, a meno che non te l’ordini io». Si incamminò; giunse dall’uomo di Dio sul monte Carmelo. Quando l’uomo di Dio la vide da lontano, disse a Giezi, suo servo: «Ecco la Sunammita! Su, corrile incontro e domandale: “Stai bene? Tuo marito sta bene? E tuo figlio sta bene?”». Quella rispose: «Bene!». Giunta presso l’uomo di Dio sul monte, gli afferrò i piedi. Giezi si avvicinò per tirarla indietro, ma l’uomo di Dio disse: «Lasciala stare, perché il suo animo è amareggiato e il Signore me ne ha nascosto il motivo; non me l’ha rivelato». Ella disse: «Avevo forse domandato io un figlio al mio signore? Non ti dissi forse: “Non mi ingannare”?».
Eliseo disse a Giezi: «Cingi i tuoi fianchi, prendi in mano il mio bastone e parti. Se incontrerai qualcuno, non salutarlo; se qualcuno ti saluta, non rispondergli. Metterai il mio bastone sulla faccia del ragazzo». La madre del ragazzo disse: «Per la vita del Signore e per la tua stessa vita, non ti lascerò». Allora egli si alzò e la seguì. Giezi li aveva preceduti; aveva posto il bastone sulla faccia del ragazzo, ma non c’era stata voce né reazione. Egli tornò incontro a Eliseo e gli riferì: «Il ragazzo non si è svegliato». Eliseo entrò in casa. Il ragazzo era morto, coricato sul letto. Egli entrò, chiuse la porta dietro a loro due e pregò il Signore. Quindi salì e si coricò sul bambino; pose la bocca sulla bocca di lui, gli occhi sugli occhi di lui, le mani sulle mani di lui, si curvò su di lui e il corpo del bambino riprese calore. Quindi desistette e si mise a camminare qua e là per la casa; poi salì e si curvò su di lui. Il ragazzo starnutì sette volte, poi aprì gli occhi. Eliseo chiamò Giezi e gli disse: «Chiama questa Sunammita!». La chiamò e, quando lei gli giunse vicino, le disse: «Prendi tuo figlio!». Quella entrò, cadde ai piedi di lui, si prostrò a terra, prese il figlio e uscì. Eliseo tornò a Gàlgala.
Parola di Dio
II LETTURA
2Cr 30, 1. 5-10a
Convocazione per la Pasqua a Gerusalemme.
Lettura del secondo libro delle Cronache.
In quei giorni. Ezechia mandò messaggeri per tutto Israele e Giuda e scrisse anche lettere a Èfraim e a Manasse per convocare tutti nel tempio del Signore a Gerusalemme, a celebrare la Pasqua per il Signore, Dio d’Israele. Stabilirono di proclamare con bando in tutto Israele, da Bersabea a Dan, che tutti venissero a celebrare a Gerusalemme la Pasqua per il Signore, Dio d’Israele, perché molti non avevano osservato le norme prescritte. Partirono i corrieri, con lettere da parte del re e dei capi, per recarsi in tutto Israele e Giuda. Secondo l’ordine del re dicevano: «Israeliti, fate ritorno al Signore, Dio di Abramo, di Isacco e di Israele, ed egli ritornerà a quanti fra voi sono scampati dalla mano dei re d’Assiria. Non siate come i vostri padri e i vostri fratelli, infedeli al Signore, Dio dei loro padri, che perciò li ha abbandonati alla desolazione, come vedete. Ora non siate di dura cervice come i vostri padri, date la mano al Signore, venite nel santuario che egli ha consacrato per sempre. Servite il Signore, vostro Dio, e si allontanerà da voi l’ardore della sua ira. Difatti, se fate ritorno al Signore, i vostri fratelli e i vostri figli troveranno compassione presso coloro che li hanno deportati; ritorneranno in questa terra, poiché il Signore, vostro Dio, è misericordioso e pietoso e non distoglierà lo sguardo da voi, se voi farete ritorno a lui».
I corrieri passarono di città in città nel territorio di Èfraim e di Manasse fino a Zàbulon.
Parola di Dio
SALMELLO
Cfr. Sal 142 (143), 1; Sal 68 (69), 18
Signore, ascolta la mia preghiera,
porgi l’orecchio alla mia supplica.
Non distogliere da me il tuo volto;
sono in pericolo: presto, rispondimi.
SALMELLO
Cfr. Sal 83 (84), 6. 8. 2. 5. 11a. 3
Beato chi trova in te la sua forza
e decide nel suo cuore il santo viaggio.
Cresce lungo il cammino il suo vigore,
finché compare davanti a Dio in Sion.
Quanto sono amabili le sue dimore,
Signore degli eserciti!
Beato chi abita la tua casa:
sempre canta le tue lodi.
Per me un giorno nei tuoi atri è più che mille altrove.
L’anima mia languisce e brama gli atri del Signore;
il mio cuore e la mia carne esultano nel Dio vivente.
Beato chi abita la tua casa:
sempre canta le tue lodi.
Orazione
O Dio, vita dei credenti,
che esalti gli umili e sei la gioia dei giusti,
accogli le nostre preghiere;
a coloro che desiderano ardentemente la felicità che prometti
dona la pienezza della tua carità.
Per Cristo nostro Signore.
Orazione
Sostieni, o Dio, la fragilità del tuo popolo
con la pratica della penitenza;
fa’ che, fedeli a te, con l’aiuto del tuo amore,
cogliamo i frutti desiderati della celebrazione pasquale.
Per Cristo nostro Signore.
III LETTURA
Es 33, 11-23
Disse il Signore a Mosè: Quanto hai detto io farò, perché ti ho conosciuto per nome.
Lettura del libro dell’Esodo.
In quei giorni. Il Signore parlava con Mosè faccia a faccia, come uno parla con il proprio amico. Poi questi tornava nell’accampamento, mentre il suo inserviente, il giovane Giosuè figlio di Nun, non si allontanava dall’interno della tenda.
Mosè disse al Signore: «Vedi, tu mi ordini: “Fa’ salire questo popolo”, ma non mi hai indicato chi manderai con me; eppure hai detto: “Ti ho conosciuto per nome, anzi hai trovato grazia ai miei occhi”. Ora, se davvero ho trovato grazia ai tuoi occhi, indicami la tua via, così che io ti conosca e trovi grazia ai tuoi occhi; considera che questa nazione è il tuo popolo». Rispose: «Il mio volto camminerà con voi e ti darò riposo». Riprese: «Se il tuo volto non camminerà con noi, non farci salire di qui. Come si saprà dunque che ho trovato grazia ai tuoi occhi, io e il tuo popolo, se non nel fatto che tu cammini con noi? Così saremo distinti, io e il tuo popolo, da tutti i popoli che sono sulla faccia della terra».
Disse il Signore a Mosè: «Anche quanto hai detto io farò, perché hai trovato grazia ai miei occhi e ti ho conosciuto per nome». Gli disse: «Mostrami la tua gloria!». Rispose: «Farò passare davanti a te tutta la mia bontà e proclamerò il mio nome, Signore, davanti a te. A chi vorrò far grazia farò grazia e di chi vorrò aver misericordia avrò misericordia». Soggiunse: «Ma tu non potrai vedere il mio volto, perché nessun uomo può vedermi e restare vivo». Aggiunse il Signore: «Ecco un luogo vicino a me. Tu starai sopra la rupe: quando passerà la mia gloria, io ti porrò nella cavità della rupe e ti coprirò con la mano, finché non sarò passato. Poi toglierò la mano e vedrai le mie spalle, ma il mio volto non si può vedere».
Parola di Dio
III LETTURRA
Nm 19, 1-9
Il sacrificio fuori dell’accampamento.
Lettura del libro dei Numeri.
In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne e disse: «Questa è una disposizione della legge che il Signore ha prescritto. Ordina agli Israeliti che ti portino una giovenca rossa, senza macchia, senza difetti e che non abbia mai portato il giogo. La darete al sacerdote Eleàzaro, che la condurrà fuori dell’accampamento e la farà immolare in sua presenza. Il sacerdote Eleàzaro prenderà con il dito un po’ del sangue della giovenca e ne farà sette volte l’aspersione davanti alla tenda del convegno; poi si brucerà la giovenca sotto i suoi occhi: se ne brucerà la pelle, la carne e il sangue con gli escrementi. Il sacerdote prenderà legno di cedro, issòpo, tintura scarlatta e getterà tutto nel fuoco che consuma la giovenca. Poi il sacerdote laverà le sue vesti e farà un bagno al suo corpo nell’acqua, quindi rientrerà nell’accampamento; il sacerdote sarà impuro fino alla sera. Colui che avrà bruciato la giovenca si laverà le vesti nell’acqua, farà un bagno al suo corpo nell’acqua e sarà impuro fino alla sera. Un uomo puro raccoglierà le ceneri della giovenca e le depositerà fuori dell’accampamento in luogo puro, dove saranno conservate per la comunità degli Israeliti per l’acqua di purificazione: è un rito per il peccato».
Parola di Dio
SALMELLO
Cfr. Sal 46 (47), 7. 2
Cantate inni a Dio, cantate inni;
cantate inni al nostro re,
cantate inni.
Applaudite, popoli tutti,
acclamate Dio con voci di gioia;
cantate inni.
SALMELLO
Cfr. Eb 13, 11. 12c
I corpi degli animali,
il cui sangue viene portato per i peccati
nel santuario dal sommo sacerdote,
sono bruciati
fuori della porta della città.
Perciò anche Gesù,
per santificare il popolo con il proprio sangue, patì
fuori della porta della città.
Orazione
O Dio,
che ci hai rivelato di voler abitare in chi è retto e sincero,
donaci la sete di verità e di giustizia
che fa del nostro cuore il tempio della divina presenza.
Per Cristo nostro Signore.
Orazione
Un nome che invocato dona salvezza
tu hai dato, o Dio, al tuo Figlio amatissimo;
ci difenda la sua divina virtù
e ci conceda di camminare con passo sicuro
verso la gioia eterna.
Per Cristo nostro Signore.
IV LETTURA
1Sam 7, 3-9
Samuele alzò grida al Signore per Israele e il Signore lo esaudì.
Lettura del primo libro di Samuele.
In quei giorni. Samuele disse a tutta la casa d’Israele: «Se è proprio di tutto cuore che voi tornate al Signore, eliminate da voi tutti gli dèi stranieri e le Astarti; indirizzate il vostro cuore al Signore e servite lui, lui solo, ed egli vi libererà dalla mano dei Filistei». Subito gli Israeliti eliminarono i Baal e le Astarti e servirono solo il Signore. Disse poi Samuele: «Radunate tutto Israele a Mispa, perché voglio pregare il Signore per voi». Si radunarono pertanto a Mispa, attinsero acqua, la versarono davanti al Signore, digiunarono in quel giorno e là dissero: «Abbiamo peccato contro il Signore!». A Mispa Samuele fu giudice degli Israeliti. Anche i Filistei udirono che gli Israeliti si erano radunati a Mispa e i prìncipi filistei si levarono contro Israele. Quando gli Israeliti lo udirono, ebbero paura dei Filistei. Dissero allora gli Israeliti a Samuele: «Non cessare di gridare per noi al Signore, nostro Dio, perché ci salvi dalle mani dei Filistei». Samuele prese un agnello da latte e lo offrì tutto intero in olocausto al Signore; Samuele alzò grida al Signore per Israele e il Signore lo esaudì.
Parola di Dio.
IV LETTURA
Zc 12, 1-11a
Guarderanno a colui che hanno trafitto.
Lettura dal libro del profeta Zaccaria.
Parola del Signore su Israele. Oracolo del Signore che ha dispiegato i cieli e fondato la terra, che ha formato il soffio vitale nell’intimo dell’uomo: «Ecco, io farò di Gerusalemme come una coppa che dà le vertigini a tutti i popoli vicini, e anche Giuda sarà in angoscia nell’assedio contro Gerusalemme. In quel giorno io farò di Gerusalemme come una pietra pesante per tutti i popoli: quanti vorranno sollevarla ne resteranno graffiati; contro di essa si raduneranno tutte le nazioni della terra. In quel giorno – oracolo del Signore – colpirò tutti i cavalli di terrore, e i loro cavalieri di pazzia; mentre sulla casa di Giuda terrò aperti i miei occhi, colpirò di cecità tutti i cavalli dei popoli. Allora i capi di Giuda penseranno: “La forza dei cittadini di Gerusalemme sta nel Signore degli eserciti, loro Dio”. In quel giorno farò dei capi di Giuda come un braciere acceso in mezzo a una catasta di legna e come una torcia ardente fra i covoni; essi divoreranno a destra e a sinistra tutti i popoli vicini. Solo Gerusalemme resterà al suo posto. Il Signore salverà in primo luogo le tende di Giuda, perché la gloria della casa di Davide e la gloria degli abitanti di Gerusalemme non cresca più di quella di Giuda. In quel giorno il Signore farà da scudo agli abitanti di Gerusalemme e chi tra loro vacilla diverrà come Davide e la casa di Davide come Dio, come l’angelo del Signore davanti a loro.
In quel giorno io mi impegnerò a distruggere tutte le nazioni che verranno contro Gerusalemme. Riverserò sopra la casa di Davide e sopra gli abitanti di Gerusalemme uno spirito di grazia e di consolazione: guarderanno a me, colui che hanno trafitto. Ne faranno il lutto come si fa il lutto per un figlio unico, lo piangeranno come si piange il primogenito. In quel giorno grande sarà il lamento a Gerusalemme».
Parola di Dio.
SALMELLO
Cfr. Sal 79 (80), 4. 2
Rialzaci, Signore, nostro Dio,
fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi.
Ascolta, tu, pastore d’Israele,
tu che guidi Giuseppe come un gregge.
SALMELLO
Cfr. Sal 101 (102), 4. 6. 9-10. 22. 13. 16. 19
Si dissolvono in fumo i miei giorni
e come brace ardono le mie ossa.
Per il lungo mio gemere
aderisce la mia pelle alle mie ossa.
Tutto il giorno mi insultano i miei nemici,
furenti imprecano contro il mio nome.
Di cenere mi nutro come di pane,
alla mia bevanda mescolo il pianto,
perché sia annunziato in Sion
il nome del Signore
e la sua lode in Gerusalemme.
Ma tu, Signore, rimani in eterno,
il tuo ricordo per ogni generazione.
I popoli temeranno il nome del Signore
e tutti i re della terra la tua gloria.
Questo si scriva per la generazione futura
e un popolo nuovo darà lode al Signore,
perché sia annunziato in Sion
il nome del Signore
e la sua lode in Gerusalemme.
Orazione
Salva, o Dio,
il popolo che ti invoca dall’orrenda tirannide del demonio,
perché, rinvigorito soltanto dalla forza divina,
proclami gioiosamente la tua potenza.
Per Cristo nostro Signore.
Orazione
O Dio, che volendo espiare le nostre colpe
hai abbandonato il corpo del tuo Figlio allo spasimo delle piaghe,
fa’ che l’attenta custodia dei nostri sensi
ci consenta di crescere sempre nella novità perenne della vita di grazia.
Per Cristo nostro Signore.
Terminate le letture vigiliari, con i rispettivi Salmelli e le Orazioni, e prima dell’avvio della salmodia, è opportuno rivolgere al popolo un’esortazione, che ne sostenga il cammino di preparazione alla celebrazione della Pasqua.
SALMODIA
Salmo 144 (145)
Lode alla maestà divina
Sei giusto, tu che sei e che eri (Ap 16, 5b).
I (1-13a)
Ant. 1 Buono è il Signore verso tutti, *
la sua tenerezza si espande
su tutte le sue creature.
O Dio, mio re, voglio esaltarti *
e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno, *
lodare il tuo nome in eterno e per sempre.
Grande è il Signore e degno di ogni lode; *
senza fine è la sua grandezza.
Una generazione narra all’altra le tue opere, *
annuncia le tue imprese.
Il glorioso splendore della tua maestà *
e le tue meraviglie voglio meditare.
Parlino della tua terribile potenza: *
anch’io voglio raccontare la tua grandezza.
Diffondano il ricordo della tua bontà immensa, *
acclamino la tua giustizia.
Misericordioso e pietoso è il Signore, *
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti, *
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.
Ti lodino, Signore, tutte le tue opere *
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno *
e parlino della tua potenza,
per far conoscere agli uomini le tue imprese *
e la splendida gloria del tuo regno.
Il tuo regno è un regno eterno, *
il tuo dominio si estende per tutte le generazioni.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. 1 Buono è il Signore verso tutti, *
la sua tenerezza si espande
su tutte le sue creature.
II (13-21)
Ant. 2 Il Signore è vicino *
a chiunque lo invoca.
Fedele è il Signore in tutte le sue parole *
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore sostiene quelli che vacillano *
e rialza chiunque è caduto.
Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa *
e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.
Tu apri la tua mano *
e sazi il desiderio di ogni vivente.
Giusto è il Signore in tutte le sue vie *
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca, *
a quanti lo invocano con sincerità.
Appaga il desiderio di quelli che lo temono, *
ascolta il loro grido e li salva.
Il Signore custodisce tutti quelli che lo amano, *
ma distrugge tutti i malvagi.
Canti la mia bocca la lode del Signore †
e benedica ogni vivente il suo santo nome, *
in eterno e per sempre.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. 2 Il Signore è vicino *
a chiunque lo invoca.
Orazione
Dio vivo e vero,
niente a te è impossibile, niente è difficile:
fa’ che riusciamo a darti l’omaggio
di una vita incolpevole e degna,
così da conseguire i benefici della tua onnipotenza.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
ACCLAMAZIONI A CRISTO SIGNORE
Al Figlio di Dio, crocifisso e risorto,
che sempre intercede per noi presso il Padre,
diciamo la nostra gratitudine e imploriamo:
Tu che hai guarito gli occhi del cieco nato,
Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che rischiari i cuori con la luce della tua grazia,
Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che risvegli alla vita
chi dorme nel sonno della morte,
Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che nel fonte battesimale
detergi gli uomini dalle colpe,
Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che nell'acqua della nostra rinascita
ci doni lo splendore della fede,
Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che hai promesso la gloria eterna
a quanti camminano nella verità,
Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
ACCLAMAZIONI A CRISTO SIGNORE
All’unico Signore, che è morto in croce per noi
e ora vive alla destra del Padre,
diciamo la nostra lode:
Unigenito del Padre, che sei salito sulla Croce per noi,
Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Cristo, che hai patito fuori dalla porta della tua Città
per santificare il popolo con il tuo sangue,
Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che sei stato trafitto per i nostri delitti,
Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Vittima di espiazione per i peccati di tutto il mondo,
Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Signore Gesù, coronato di gloria e di onore a causa della morte
che hai sofferto per noi,
Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Tu che sei morto per i nostri peccati e sei risuscitato
il terzo giorno secondo le Scritture,
Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
Padre nostro.
CONCLUSIONE
Per la conclusione dei Vespri si danno due casi:
A) Se la celebrazione è presieduta da un sacerdote o da un diacono, la conclusione si fa col saluto e con la benedizione in questo modo:
V Il Signore sia con voi.
R E con il tuo spirito.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.
V Vi benedica Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito santo.
R Amen.
Si possono anche usare le forme di benedizione più solenni come è detto nel Messale.
Se si congeda l’assemblea, si aggiunge l’invito:
V Andiamo in pace.
R Nel nome di Cristo.
B) Nella celebrazione individuale o quando non presiede un sacerdote o un diacono, si conclude con la formula seguente:
V Il Signore ci benedica e ci custodisca.
R Amen.
oppure:
V La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
R Amen.
In conformità alle consuetudini locali, la conclusione può assumere la forma solenne di benedizione con la reliquia della Santa Croce.
BENEDIZIONE CON LA RELIQUIA DELLA SANTA CROCE
Preghiamo
O Dio, Padre nostro, che hai voluto salvare gli uomini con la morte in croce del tuo unico Figlio, concedi a noi, che nel nostro esilio abbiamo conosciuto questo mistero di amore e di grazia, di conseguire i frutti della redenzione nella patria del cielo.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Il Signore sia con voi
E con il tuo Spirito
Kyrie eleison (3v)
Diamo lode al Signore
Rendiamo grazie a Dio.
INNO PRINCIPALE **
melodia CD 160 Gesù che ti sacrifichi
Del Re il vessillo sfolgora,
la croce appare in gloria,
ove il Creator degli uomini
è appeso a un patibolo.
I chiodi lo trafiggono,
Gesù sospeso sanguina:
s’immola qui la vittima
che il mondo vuol redimere.
Spietata poi la lancia
trapassa il cuore esanime;
l’acqua e il sangue sgorgano
che i nostri errori lavano.
Veraci ora si adempiono
le profezie di Davide:
dal legno del patibolo
regna il Signor dei secoli.
Il sangue è come porpora
che adorna un tale albero,
il solo eletto a reggere
le membra sue altissime.
Beata croce, simile
a mistica bilancia!
Tu porti, appesa vittima,
che ci salvò dagli inferi.
Spandi profumi nobili
più dolce sei del nettare,
lieta di frutti floridi,
del Re il trionfo celebri.
Salve altare e vittima!
Nella passione splendida
ormai la morte sgomini,
vita è donata agli uomini.
BENEDIZIONE
V E la benedizione di Dio, Padre e Figlio ✠ e Spirito santo
discenda su voi e con voi rimanga sempre.
R Amen.
RIPOSIZIONE
INNO PRINCIPALE
Croce, speranza unica,
la Chiesa oggi ti celebra:
ai buoni aggiungi grazie,
ai rei cancella i crimini.
O Trinità, ti adorino
i tuoi redenti unanimi:
la Croce ebbe a redimerli,
con la tua Croce salvali.
Amen.
Al Canto dell' inno può essere sostituibile con un canto comune
Es. La Croce di Cristo
Canto Finale
Salve regina, Stabat Mater
BENEDIZIONE CON LA RELIQUIA DELLA SANTA CROCE
Preghiamo
O Dio, Padre nostro, che hai voluto salvare gli uomini con la morte in croce del tuo unico Figlio, concedi a noi, che nel nostro esilio abbiamo conosciuto questo mistero di amore e di grazia, di conseguire i frutti della redenzione nella patria del cielo.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Il Signore sia con voi
E con il tuo Spirito
Kyrie eleison (3v)
Diamo lode al Signore
Rendiamo grazie a Dio.
INNO LATINO
MELODIA AMBROSIANA
Vexilla Regis pródeunt;
fulget Crucis mystérium,
quo carne carnis Cónditor
suspénsus est patibulo.
Confixa clavis viscera,
tendens manus, vestígia;
redemptiónis grátia
hic immolóta est hóstia.
Quo vulnerátus insuper
mucróne dirae lánceae;
ut nos laváret crimine,
manávit unda, sánguine.
Impléta sunt quae cóncinit
David fidéli cármine,
dicéndo natiónibus:
«Regnávit a ligno Deus».
Arbor decóra et fúlgida
ornàta Regis púrpura,
elécta digno stipite
tam sancta membra tángere.
Beáta, cuius bráchiis
prétium pepéndit saéculi!
Statéra facta est córporis,
praedam tulitque Tártari.
Fundis aróma córtice,
vincis sapóre néctarem
lucúnda fructu fértili
plaudis triúmpho nóbili.
Salve ara, salve victima,
de passiónis glória,
qua Vita mortem pértulit
et morte vitam réddidit.
BENEDIZIONE
V E la benedizione di Dio, Padre e Figlio ✠ e Spirito santo
discenda su voi e con voi rimanga sempre.
R Amen.
RIPOSIZIONE
INNO LATINO
O Crux ave, spes única
hoc passiónis témpore;
auge piis iustitiam
reisque dona véniam.
Te summa, Deus, Trinitas,
colláudet omnis spiritus;
quos per crucis mystérium
salvas, rege per saécula.
Amen.
Al Canto dell' inno può essere sostituibile con un canto comune
Es. La Croce di Cristo
Canto Finale
Salve regina, Stabat Mater
BENEDIZIONE CON LA RELIQUIA DELLA SANTA CROCE
Preghiamo
O Dio, Padre nostro, che hai voluto salvare gli uomini con la morte in croce del tuo unico Figlio, concedi a noi, che nel nostro esilio abbiamo conosciuto questo mistero di amore e di grazia, di conseguire i frutti della redenzione nella patria del cielo.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Il Signore sia con voi
E con il tuo Spirito
Kyrie eleison (3v)
Diamo lode al Signore
Rendiamo grazie a Dio.
INNO MELODIA IN CANTO
O Croce, vessillo onorabile
di un Re crocifisso e risorto:
mistero di morte e di gloria
in Cristo, al patibolo appeso.
Straziato da chiodi spietati,
si spegne in atroce dolore:
si immola il Figlio di Dio,
offerta del nostro riscatto.
Un colpo di lancia crudele
trafigge e squarcia il suo cuore:
fluiscono sangue ed acqua
che lavano i nostri peccati.
Imporpora il sangue regale
un arido e squallido legno:
risplende la croce di Cristo,
che regna da un trono di morte.
O croce adorabile e santa,
altare che accoglie la vittima:
ci porti la Vita che muore
per dare la vita agli uomini!
BENEDIZIONE
V E la benedizione di Dio, Padre e Figlio ✠ e Spirito santo
discenda su voi e con voi rimanga sempre.
R Amen.
RIPOSIZIONE
INNO IN CANTO
O croce adorabile e santa,
sei l’unica nostra speranza!
Concedi perdono ai colpevoli,
accresci nei giusti la grazia.
Gesù con il Padre e lo Spirito,
a te si elevi la lode;
nei secoli tu custodisci
noi morti con te sulla croce. Amen.
Al Canto dell' inno può essere sostituibile con un canto comune
Es. La Croce di Cristo
Canto Finale
Salve regina, Stabat Mater
VERSIONE PER LA RECITA PERSONALE
Quello che segue è l’ufficio vespertino per la recita personale. Per i venerdì di Quaresima ambrosiani, privi della celebrazione della Messa, è raccomandata la celebrazione solenne dei Vespri con la partecipazione del popolo in forma di Liturgia Vespertina. Lo schema di tale liturgia è riportato dopo quello dei Vespri per la recita personale.
V Il Signore sia con voi.
R E con il tuo spirito.
Se non presiede un sacerdote o un diacono:
V Signore, ascolta la nostra preghiera.
R E il nostro grido giunga fino a te.
RITO DELLA LUCE
Cfr. Sal 140 (141), 1-4
Come nube d’incenso,
la mia preghiera, Signore, s’innalzi.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.
A te grido: soccorri,
ascolta questa voce che ti implora.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.
Poni la tua custodia alle mie labbra,
non ceda il cuore al fascino del male.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.
Come nube d’incenso,
la mia preghiera, Signore, s’innalzi.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.
INNO
Cristo, che a nostra salvezza
disponi il santo digiuno,
vieni e conforta il tuo popolo
che celebra la Quaresima.
Ispira il pentimento,
poni sul labbro la supplica
che mitighi la giustizia
e muova il Padre al perdono.
La grazia tua ci liberi
dal passato colpevole
e un futuro innocente
pietosa a noi propizi.
L’annuo fervore ci doni,
purificando i cuori,
di tendere ancora una volta
alla beata Pasqua.
O Trinità, potente unico Dio,
l’universo ti adori
e, liberato dal male,
ti canti un cantico nuovo. Amen.
INNO
Iesu, quadragenáriæ
dicátor abstinéntiæ,
qui ob salútem méntium
præcéperas ieiúnium,
Adésto nunc Ecclésiæ,
adésto pæniténtiæ,
qua supplicámus cérnui
peccáta nostra dílui.
Tu retroácta crímina
tua remítte grátia
et a futúris ádhibe
custódiam mitíssime,
Ut, expiáti ánnuis
compunctiónis áctibus,
tendámus ad paschália
digne colénda gáudia.
Te rerum univérsitas,
clemens, adóret, Trínitas,
et nos novi per véniam
novum canámus cánticum. Amen.
INNO
O Cristo, che a nostra salvezza
disponi il santo digiuno,
conforta e guida il tuo popolo
nei giorni di austero cammino.
Distogli da tutti i peccati
il cuore pentito e umiliato;
sul labbro risveglia la supplica
che muova il Padre al perdono.
La grazia, che doni copiosa,
purifichi il nostro passato:
conduca a un futuro innocente
chi volge lo sguardo al tuo volto.
Infondi un nuovo fervore,
donando purezza ai cuori:
ancora una volta chiamati,
tendiamo con gioia alla Pasqua.
O grande Signore, uno e trino,
ti adorino il cielo e la terra:
per te liberati dal male,
ti cantino un cantico nuovo. Amen.
Seguono poi nella recitazione corale le letture, coi salmelli e le orazioni, come sono qui riportate. E' cosa lodevole che questo si faccia anche nella recitazione non corale.
PRIMA LETTURA
1Re 3, 5-15
Il dono della sapienza
Dal primo libro dei Re
A Gàbaon il Signore apparve a Salomone in sogno durante la notte. Dio disse: «Chiedimi ciò che vuoi che io ti conceda». Salomone disse: «Tu hai trattato il tuo servo Davide, mio padre, con grande amore, perché egli aveva camminato davanti a te con fedeltà, con giustizia e con cuore retto verso di te. Tu gli hai conservato questo grande amore e gli hai dato un figlio che siede sul suo trono, come avviene oggi. Ora, Signore, mio Dio, tu hai fatto regnare il tuo servo al posto di Davide, mio padre. Ebbene io sono solo un ragazzo; non so come regolarmi. Il tuo servo è in mezzo al tuo popolo che hai scelto, popolo numeroso che per quantità non si può calcolare né contare. Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male; infatti chi può governare questo tuo popolo così numeroso?». Piacque agli occhi del Signore che Salomone avesse domandato questa cosa. Dio gli disse: «Poiché hai domandato questa cosa e non hai domandato per te molti giorni, né hai domandato per te ricchezza, né hai domandato la vita dei tuoi nemici, ma hai domandato per te il discernimento nel giudicare, ecco, faccio secondo le tue parole. Ti concedo un cuore saggio e intelligente: uno come te non ci fu prima di te né sorgerà dopo di te. Ti concedo anche quanto non hai domandato, cioè ricchezza e gloria, come a nessun altro fra i re, per tutta la tua vita. Se poi camminerai nelle mie vie osservando le mie leggi e i miei comandi, come ha fatto Davide, tuo padre, prolungherò anche la tua vita». Salomone si svegliò; ecco, era stato un sogno. Andò a Gerusalemme; stette davanti all’arca dell’alleanza del Signore, offrì olocausti, compì sacrifici di comunione e diede un banchetto per tutti i suoi servi.
SALMELLO
Cfr. Sal 25, 8. 1
O Dio, amo la casa dove dimori
e il luogo dove abita la tua gloria.
Signore, fammi giustizia:
nell'integrità ho camminato,
confido nel Signore, non potrò vacillare.
Orazione
O fonte di sapienza e di giustizia,
Dio vivo e vero,
custodisci i tuoi servi con indefettibile amore,
perché docilmente
sappiano camminare al tuo cospetto
sulla via della verità e della vita.
Per Cristo nostro Signore.
SECONDA LETTURA
1Re 18, 21-39
Il Signore è Dio!
Dal primo libro dei Re
Elia si accostò a tutto il popolo e disse: «Fino a quando salterete da una parte all’altra? Se il Signore è Dio, seguitelo! Se invece lo è Baal, seguite lui!». Il popolo non gli rispose nulla. Elia disse ancora al popolo: «Io sono rimasto solo, come profeta del Signore, mentre i profeti di Baal sono quattrocentocinquanta. Ci vengano dati due giovenchi; essi se ne scelgano uno, lo squartino e lo pongano sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Io preparerò l’altro giovenco e lo porrò sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Invocherete il nome del vostro dio e io invocherò il nome del Signore. Il dio che risponderà col fuoco è Dio!». Tutto il popolo rispose: «La proposta è buona!».
Elia disse ai profeti di Baal: «Sceglietevi il giovenco e fate voi per primi, perché voi siete più numerosi. Invocate il nome del vostro dio, ma senza appiccare il fuoco». Quelli presero il giovenco che spettava loro, lo prepararono e invocarono il nome di Baal dal mattino fino a mezzogiorno, gridando: «Baal, rispondici!». Ma non vi fu voce, né chi rispondesse. Quelli continuavano a saltellare da una parte all’altra intorno all’altare che avevano eretto. Venuto mezzogiorno, Elia cominciò a beffarsi di loro dicendo: «Gridate a gran voce, perché è un dio! È occupato, è in affari o è in viaggio; forse dorme, ma si sveglierà». Gridarono a gran voce e si fecero incisioni, secondo il loro costume, con spade e lance, fino a bagnarsi tutti di sangue. Passato il mezzogiorno, quelli ancora agirono da profeti fino al momento dell’offerta del sacrificio, ma non vi fu né voce né risposta né un segno d’attenzione.
Elia disse a tutto il popolo: «Avvicinatevi a me!». Tutto il popolo si avvicinò a lui e riparò l’altare del Signore che era stato demolito. Elia prese dodici pietre, secondo il numero delle tribù dei figli di Giacobbe, al quale era stata rivolta questa parola del Signore: «Israele sarà il tuo nome». Con le pietre eresse un altare nel nome del Signore; scavò intorno all’altare un canaletto, della capacità di circa due sea di seme. Dispose la legna, squartò il giovenco e lo pose sulla legna. Quindi disse: «Riempite quattro anfore d’acqua e versatele sull’olocausto e sulla legna!». Ed essi lo fecero. Egli disse: «Fatelo di nuovo!». Ed essi ripeterono il gesto. Disse ancora: «Fatelo per la terza volta!». Lo fecero per la terza volta. L’acqua scorreva intorno all’altare; anche il canaletto si riempì d’acqua. Al momento dell’offerta del sacrificio si avvicinò il profeta Elia e disse: «Signore, Dio di Abramo, di Isacco e d’Israele, oggi si sappia che tu sei Dio in Israele e che io sono tuo servo e che ho fatto tutte queste cose sulla tua parola. Rispondimi, Signore, rispondimi, e questo popolo sappia che tu, o Signore, sei Dio e che converti il loro cuore!». Cadde il fuoco del Signore e consumò l’olocausto, la legna, le pietre e la cenere, prosciugando l’acqua del canaletto. A tal vista, tutto il popolo cadde con la faccia a terra e disse: «Il Signore è Dio! Il Signore è Dio!».
SALMELLO
Cfr. Sal 79, 19. 2
Da te, Signore, più non ci allontaneremo,
ci farai vivere e invocheremo il tuo nome.
Ascolta, tu, pastore d'Israele,
tu che guidi Giuseppe come un gregge.
Orazione
Creatore eterno dell'universo,
donaci di confessare il tuo nome nel mondo
con la parola e con la vita,
perché tu sia da tutti invocato
come l'unico vero Dio.
Per Cristo nostro Signore.
SALMODIA
Salmo 144
Lode alla maestà divina
Sei giusto, Signore, che sei e che eri (Ap 16, 5b).
Ant. 1 Buono è il Signore verso tutti, *
la sua tenerezza si espande
su tutte le sue creature.
O Dio, mio re, voglio esaltarti *
e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno, *
lodare il tuo nome in eterno e per sempre.
Grande è il Signore *
e degno di ogni lode,
la sua grandezza *
non si può misurare.
Una generazione narra all'altra le tue opere, *
annunzia le tue meraviglie.
Proclamano lo splendore della tua gloria *
e raccontano i tuoi prodigi.
Dicono la stupenda tua potenza *
e parlano della tua grandezza.
Diffondono il ricordo della tua bontà immensa, *
acclamano la tua giustizia.
Paziente e misericordioso è il Signore, *
lento all'ira e ricco di grazia.
Buono è il Signore verso tutti, *
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.
Ti lodino, Signore, tutte le tue opere *
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno *
e parlino della tua potenza,
per manifestare agli uomini i tuoi prodigi *
e la splendida gloria del tuo regno.
Il tuo regno è regno di tutti i secoli, *
il tuo dominio si estende ad ogni generazione.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. 1 Buono è il Signore verso tutti, *
la sua tenerezza si espande
su tutte le sue creature.
II (14-21)
Ant. 2 Il Signore è vicino *
a quanti lo invocano.
Fedele è il Signore in tutte le sue parole, *
santo in tutte le sue opere.
Il Signore sostiene quelli che vacillano *
e rialza chiunque è caduto.
Gli occhi di tutti sono rivolti a te in attesa *
e tu provvedi loro il cibo a suo tempo.
Tu apri la tua mano *
e sazi la fame di ogni vivente.
Giusto è il Signore in tutte le sue vie, *
santo in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a quanti lo invocano, *
a quanti lo cercano con cuore sincero.
Appaga il desiderio di quelli che lo temono, *
ascolta il loro grido e li salva.
Il Signore protegge quanti lo amano, *
ma disperde tutti gli empi.
Canti la mia bocca *
la lode del Signore.
Ogni vivente benedica il suo nome santo, *
in eterno e per sempre.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. 2 Il Signore è vicino *
a quanti lo invocano.
Orazione
Dio vivo e vero,
niente a te è impossibile, niente è difficile:
fa' che riusciamo a darti l'omaggio
di una vita incolpevole e degna,
così da conseguire i benefici della tua onnipotenza.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell'unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
COMMEMORAZIONE DEL BATTESIMO
Non questo nostro domicilio carnale, ma piuttosto il domicilio dell'uomo celeste dobbiamo ritenere immagine di Dio, donata dal Signore ai credenti che nel sacro fonte sono stati rinnovati con una nascita dal cielo (S. Zeno).
Candido più che neve, nel battesimo
riluce il cuore dell'uomo.
Con animo puro, sempre
nella gioia viviamo.
Cristo ci chiama alla grazia
e dalla terra ci conduce al cielo.
Con animo puro, sempre
nella gioia viviamo.
Orazione
O Dio, forte e buono,
che ci hai redento e rinnovato con ineffabile amore
per mezzo della croce del Figlio tuo
e nel mistero battesimale ci hai reso partecipi
della sua forza divina,
ascolta l'implorazione:
a quanti sono ricaduti nella colpa
sia dato ancora una volta di risorgere;
così nella Chiesa potremo tutti gustare
la gioia liberatrice della Pasqua di Cristo,
che vive e regna nei secoli dei secoli.
INTERCESSIONI
Invochiamo con fiducia il Salvatore,
che ci ha redenti
con la sua morte e con la sua risurrezione:
Abbi pietà di noi, Signore.
Figlio di Dio, che fai crescere il tuo popolo
con la rinascita dei battezzati alla vita nuova,
- dilata la santità della Chiesa
anche col fervore dei penitenti.
Redentore del mondo, che hai detto a Pietro
di perdonare senza limitazioni le offese,
- fa' che i cristiani,
docili al tuo insegnamento,
non si stanchino mai di essere misericordiosi.
Cristo, che hai lavato umilmente
i piedi dei discepoli,
- proteggi quanti consacrano l'esistenza
al bene dei fratelli.
Signore Gesù, uomo dei dolori,
che ci hai risanati con le tue lividure,
- dona ai malati
di portare a compimento la tua passione
con la loro sofferenza.
Niente potrà mai separarci dalla tua carità;
- accogli clemente i giusti
che sono morti nella tua pace.
Uniti a Gesù,
che è stato obbediente alla volontà del Padre
fino alla morte di croce,
osiamo dire:
Padre nostro.
CONCLUSIONE
Per la conclusione dei Vespri si danno due casi:
A) Se la celebrazione è presieduta da un sacerdote o da un diacono, la conclusione si fa col saluto e con la benedizione in questo modo:
V Il Signore sia con voi.
R E con il tuo spirito.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.
V Vi benedica Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito santo.
R Amen.
Si possono anche usare le forme di benedizione più solenni come è detto nel Messale.
Se si congeda l’assemblea, si aggiunge l’invito:
V Andiamo in pace.
R Nel nome di Cristo.
B) Nella celebrazione individuale o quando non presiede un sacerdote o un diacono, si conclude con la formula seguente:
V Il Signore ci benedica e ci custodisca.
R Amen.
oppure:
V La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
R Amen.