VESPRI

Venerdì, 06 marzo 2026

VENERDI
DELLA SECONDA SETTIMANA DI QUARESIMA

VERSIONE PER LA RECITA COMUNITARIA

Nei Venerdì di Quaresima non si celebra la santa messa. È invece raccomandata la celebrazione solenne dei Vespri con il popolo.
Tale celebrazione assume una struttura di tipo vigiliare, eco degli antichi usi della Chiesa di Gerusalemme, che nella sera di questo giorno aliturgico vegliava in attesa della celebrazione eucaristica allo spuntare del Sabato.
Pertanto, quando i Vespri del Venerdì sono celebrati in forma solenne col popolo, dopo i riti lucernari si proclamano, con i rispettivi salmelli e le orazioni, le letture vigiliari. Seguono i Salmi con le rispettive antifone e l’orazione.
Omessa infine la commemorazione battesimale, la celebrazione trova conclusione nelle Acclamazioni a Cristo, seguite dal Padre Nostro e dalla benedizione.

Il sacerdote (o il diacono) esce dalla sacrestia e si reca in processione all’altare, preceduto dai ministri che portano il turibolo non fumigante e la navicella (se è prevista l’incensazione) e una lampada accesa tra due candelieri spenti. Giunti davanti all’altare, il sacerdote introduce i Vespri con il saluto, mentre tutta l’assemblea è in piedi.

V   Il Signore sia con voi.
R   E con il tuo spirito.

RITO DELLA LUCE

Cfr. Sal 140 (141), 1-4

Come nube d’incenso,
la mia preghiera, Signore, s’innalzi.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.

A te grido, soccorri,
ascolta questa voce che ti implora.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.

Poni la tua custodia alle mie labbra,
non ceda il cuore al fascino del male.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.

Come nube d’incenso,
la mia preghiera, Signore, s’innalzi.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.

Mentre si canta il Lucernario, i ministri presentano i due candelieri spenti al sacerdote (o al diacono). Questi, tracciato un segno di croce sulla lampada accesa, attinge alla fiamma e accende i candelieri. Alcuni ministri dispongono i candelieri vicino o sopra l’altare. Intanto. si accendono gli altri ceri e le lampade della chiesa.

Dopo l’accensione dei candelieri, il sacerdote (o il diacono), secondo l’opportunità, infonde l’incenso, sale all’altare e lo bacia. Ricevuto il turibolo, incensa l’altare. Al termine dell’incensazione raggiunge la sede.

INNO

Cristo, che a nostra salvezza
disponi il santo digiuno,
vieni e conforta il tuo popolo
che celebra la Quaresima.

Ispira il pentimento,
poni sul labbro la supplica
che mitighi la giustizia
e muova il Padre al perdono.

La grazia tua ci liberi
dal passato colpevole
e un futuro innocente
pietosa a noi propizi.

L’annuo fervore ci doni,
purificando i cuori,
di tendere ancora una volta
alla beata Pasqua.

O Trinità, potente unico Dio,
l’universo ti adori
e, liberato dal male,
ti canti un cantico nuovo.   Amen.

INNO

Iesu, quadragenáriæ
dicátor abstinéntiæ,
qui ob salútem méntium
præcéperas ieiúnium,

Adésto nunc Ecclésiæ,
adésto pæniténtiæ,
qua supplicámus cérnui
peccáta nostra dílui.

Tu retroácta crímina
tua remítte grátia
et a futúris ádhibe
custódiam mitíssime,

Ut, expiáti ánnuis
compunctiónis áctibus,
tendámus ad paschália
digne colénda gáudia.

Te rerum univérsitas,
clemens, adóret, Trínitas,
et nos novi per véniam
novum canámus cánticum. Amen.

INNO

O Cristo, che a nostra salvezza
disponi il santo digiuno,
conforta e guida il tuo popolo
nei giorni di austero cammino.

Distogli da tutti i peccati
il cuore pentito e umiliato;
sul labbro risveglia la supplica
che muova il Padre al perdono.

La grazia, che doni copiosa,
purifichi il nostro passato:
conduca a un futuro innocente
chi volge lo sguardo al tuo volto.

Infondi un nuovo fervore,
donando purezza ai cuori:
ancora una volta chiamati,
tendiamo con gioia alla Pasqua.

O grande Signore, uno e trino,
ti adorino il cielo e la terra:
per te liberati dal male,
ti cantino un cantico nuovo. Amen.

RESPONSORIO

Cfr. Gb 31, 33; Sal 50 (51), 11

Ho nascosto la mia colpa come se fosse un tesoro,
ho tenuto segreta l’iniquità del mio cuore.
Ho peccato: Signore, abbi pietà.

Distogli lo sguardo dai miei peccati,
cancella tutte le mie colpe.
Ho peccato: Signore, abbi pietà.

RESPONSORIO

Cfr. Gen 50, 17

Ascolta, ti preghiamo, le voci dei tuoi servi,
     non ricordare il nostro peccato.

Noi siamo i servi di Dio, tuo padre;
cancella le nostre iniquità,
     non ricordare il nostro peccato.

I LETTURA

Dt 5, 1-22

Il decalogo.

Lettura del libro del Deuteronomio.

In quei giorni. Mosè convocò tutto Israele e disse loro: «Ascolta, Israele, le leggi e le norme che oggi io proclamo ai vostri orecchi; imparatele e custoditele per metterle in pratica. Il Signore, nostro Dio, ha stabilito con noi un’alleanza sull’Oreb. Il Signore non ha stabilito quest’alleanza con i nostri padri, ma con noi che siamo qui oggi tutti vivi. Il Signore sul monte vi ha parlato dal fuoco faccia a faccia, mentre io stavo tra il Signore e voi, per riferirvi la parola del Signore, perché voi avevate paura di quel fuoco e non eravate saliti sul monte. Egli disse:
 “Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile.
Non avrai altri dèi di fronte a me.
Non ti farai idolo né immagine alcuna di quanto è lassù nel cielo né di quanto è quaggiù sulla terra né di quanto è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, tuo Dio, sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra la sua bontà fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.
Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascia impunito chi pronuncia il suo nome invano.
Osserva il giorno del sabato per santificarlo, come il Signore, tuo Dio, ti ha comandato. Sei giorni lavorerai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bue, né il tuo asino, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te, perché il tuo schiavo e la tua schiava si riposino come te. Ricòrdati che sei stato schiavo nella terra d’Egitto e che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto uscire di là con mano potente e braccio teso; perciò il Signore, tuo Dio, ti ordina di osservare il giorno del sabato.
Onora tuo padre e tua madre, come il Signore, tuo Dio, ti ha comandato, perché si prolunghino i tuoi giorni e tu sia felice nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà.
Non ucciderai.
Non commetterai adulterio.
Non ruberai.
Non pronuncerai testimonianza menzognera contro il tuo prossimo.
Non desidererai la moglie del tuo prossimo. Non bramerai la casa del tuo prossimo, né il suo campo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo”.
Sul monte il Signore disse, con voce possente, queste parole a tutta la vostra assemblea, in mezzo al fuoco, alla nube e all’oscurità. Non aggiunse altro. Le scrisse su due tavole di pietra e me le diede».

Parola di Dio

I LETTURA

Dt 16, 1-4

La festa di Pasqua e la settimana degli Azzimi.

Lettura del libro del Deuteronomio.

In quei giorni, Mosè disse: «Osserva il mese di Abìb e celebra la Pasqua in onore del Signore, tuo Dio, perché nel mese di Abìb il Signore, tuo Dio, ti ha fatto uscire dall’Egitto, durante la notte. Immolerai la Pasqua al Signore, tuo Dio: un sacrificio di bestiame grosso e minuto, nel luogo che il Signore avrà scelto per stabilirvi il suo nome. Con la vittima non mangerai pane lievitato; con essa per sette giorni mangerai gli azzimi, pane di afflizione, perché sei uscito in fretta dalla terra d’Egitto. In questo modo ti ricorderai, per tutto il tempo della tua vita, del giorno in cui sei uscito dalla terra d’Egitto. Non si veda lievito presso di te, entro tutti i tuoi confini, per sette giorni, né resti nulla fino al mattino della carne che avrai immolato la sera del primo giorno».

Parola di Dio

I LETTURA

Es 20, 1-24

Il decalogo

Lettura del libro dell'Esodo

In quei giorni, Dio pronunciò tutte queste parole:
«Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d'Egitto, dalla condizione servile:
Non avrai altri dèi di fronte a me.
Non ti farai idolo né immagine alcuna di quanto è lassù nel cielo, né di quanto è quaggiù sulla terra, né di quanto è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, tuo Dio, sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra la sua bontà fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.
Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascia impunito chi pronuncia il suo nome invano.
Ricòrdati del giorno del sabato per santificarlo. Sei giorni lavorerai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: non farai alcun lavoro, né tu né tuo figlio né tua figlia, né il tuo schiavo né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il settimo giorno. Perciò il Signore ha benedetto il giorno del sabato e lo ha consacrato.
Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà.
Non ucciderai.
Non commetterai adulterio.
Non ruberai.
Non pronuncerai falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
Non desidererai la casa del tuo prossimo. Non desidererai la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo né la sua schiava, né il suo bue né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo".
Tutto il popolo percepiva i tuoni e i lampi, il suono del corno e il monte fumante. Il popolo vide, fu preso da tremore e si tenne lontano. Allora dissero a Mosè: "Parla tu a noi e noi ascolteremo; ma non ci parli Dio, altrimenti moriremo!". Mosè disse al popolo: "Non abbiate timore: Dio è venuto per mettervi alla prova e perché il suo timore sia sempre su di voi e non pecchiate". Il popolo si tenne dunque lontano, mentre Mosè avanzò verso la nube oscura dove era Dio.
Il Signore disse a Mosè: "Così dirai agli Israeliti: "Voi stessi avete visto che vi ho parlato dal cielo! Non farete dèi d'argento e dèi d'oro accanto a me: non ne farete per voi! Farai per me un altare di terra e sopra di esso offrirai i tuoi olocausti e i tuoi sacrifici di comunione, le tue pecore e i tuoi buoi; in ogni luogo dove io vorrò far ricordare il mio nome, verrò a te e ti benedirò».

Parola di Dio

SALMELLO

Cfr. Sal 33 (34), 10. 2

Temete il Signore, suoi santi,
nulla manca a coloro che lo temono.

     Benedirò il mio Signore in ogni tempo,
     nella mia bocca sempre la sua lode.

SALMELLO

Cfr. Sal 77 (78), 3-4, 4d. 12a. 13-14

Ciò che abbiamo udito e conosciuto e i nostri padri
ci hanno raccontato, non lo terremo nascosto ai loro figli;
diremo alla generazione futura le lodi del Signore,
la sua potenza e
     le meraviglie ch’egli ha compiuto
     davanti ai loro padri.

Fece prodigi nel paese d’Egitto.
Divise il mare e li fece passare
e fermò le acque come un argine.
Li guidò con una nube di giorno
e tutta la notte con un bagliore di fuoco: queste
     le meraviglie ch’egli ha compiuto
     davanti ai loro padri.

Orazione

Concedi, Padre, 
alla Chiesa perfetta fedeltà dell’animo alla tua legge,
perché possa sempre più impreziosirsi della divina ricchezza della grazia.
Per Cristo nostro Signore.

Orazione

Assistici, o Dio, con l’aiuto della tua grazia;
fa’ che, affamati di giustizia e digiuni di colpe,
tutti insieme corriamo alla gioia pasquale.
Per Cristo nostro Signore.

II LETTURA

1Sam 2, 26-35

Condanna della stirpe sacerdotale di Eli, mostratasi infedele, e annuncio di un sacerdote fedele per sempre.

Lettura del primo libro di Samuele.

In quei giorni. Il giovane Samuele andava crescendo ed era gradito al Signore e agli uomini.
Un giorno venne un uomo di Dio da Eli e gli disse: «Così dice il Signore: “Non mi sono forse rivelato alla casa dei tuoi padri, mentre erano in Egitto, in casa del faraone? L’ho scelto da tutte le tribù d’Israele come mio sacerdote, perché salga all’altare, bruci l’incenso e porti l’efod davanti a me. Alla casa di tuo padre ho anche assegnato tutti i sacrifici consumati dal fuoco, offerti dagli Israeliti. Perché dunque avete calpestato i miei sacrifici e le mie offerte, che ho ordinato nella mia dimora, e tu hai voluto più riguardo per i tuoi figli che per me, e vi siete pasciuti con le primizie di ogni offerta d’Israele mio popolo? Perciò, ecco l’oracolo del Signore, Dio d’Israele: Sì, avevo detto alla tua casa e alla casa di tuo padre che avrebbero sempre camminato alla mia presenza. Ma ora – oracolo del Signore – non sia mai! Perché chi mi onorerà anch’io lo onorerò, chi mi disprezzerà sarà oggetto di disprezzo. Ecco, verranno giorni in cui io troncherò il tuo braccio e il braccio della casa di tuo padre, sì che non vi sia più un anziano nella tua casa. Vedrai un tuo nemico nella mia dimora e anche il bene che egli farà a Israele, mentre non ci sarà mai più un anziano nella tua casa. Qualcuno dei tuoi tuttavia non lo strapperò dal mio altare, perché ti si consumino gli occhi e si strazi il tuo animo, ma tutta la prole della tua casa morirà appena adulta. Sarà per me un segno quello che avverrà ai tuoi due figli, a Ofni e Fineès; nello stesso giorno moriranno tutti e due. Dopo, farò sorgere al mio servizio un sacerdote fedele, che agirà secondo il mio cuore e il mio animo. Io gli darò una casa stabile e camminerà davanti al mio consacrato, per sempre”».

Parola di Dio

II LETTURA

2Cr 35, 1-7. 10-18

La celebrazione pasquale di Giosia.

Lettura del secondo libro delle Cronache.

In quei giorni. Giosia celebrò a Gerusalemme la Pasqua in onore del Signore. La Pasqua fu immolata il quattordici del primo mese. Egli ristabilì i sacerdoti nei loro uffici e li incoraggiò al servizio del tempio del Signore. Egli disse ai leviti che ammaestravano tutto Israele e che si erano consacrati al Signore: «Collocate l’arca santa nel tempio costruito da Salomone, figlio di Davide, re d’Israele; essa non costituirà più un peso per le vostre spalle. Ora servite il Signore, vostro Dio, e il suo popolo Israele. Disponetevi, secondo il vostro casato, secondo le vostre classi, in base alla prescrizione di Davide, re d’Israele, e alla prescrizione di Salomone, suo figlio. State nel santuario a disposizione dei casati dei vostri fratelli, dei figli del popolo; per i leviti ci sarà una parte in ogni casato. Immolate la Pasqua, santificatevi e mettetevi a disposizione dei vostri fratelli, secondo la parola del Signore comunicata per mezzo di Mosè».
Giosia diede ai figli del popolo, a quanti erano lì presenti, del bestiame minuto, cioè trentamila agnelli e capretti, come vittime pasquali, e in più tremila giovenchi. Ciò proveniva dai beni del re. Così tutto fu pronto per il servizio; i sacerdoti si misero al loro posto, così anche i leviti secondo le loro classi, conformemente al comando del re. Immolarono la Pasqua: i sacerdoti spargevano il sangue, mentre i leviti scorticavano. Misero da parte l’olocausto da distribuire ai figli del popolo, secondo le divisioni per casato, perché lo presentassero al Signore, come sta scritto nel libro di Mosè. Lo stesso fecero per i giovenchi. Secondo la regola arrostirono la Pasqua sul fuoco; le parti consacrate le cossero in pentole, in caldaie e in tegami e le distribuirono sollecitamente a tutto il popolo. Dopo, prepararono la Pasqua per se stessi e per i sacerdoti, poiché i sacerdoti, figli di Aronne, furono occupati fino a notte nell’offrire gli olocausti e le parti grasse; per questo i leviti la prepararono per se stessi e per i sacerdoti, figli di Aronne. I cantori, figli di Asaf, occupavano il loro posto, secondo le prescrizioni di Davide, di Asaf, di Eman e di Iedutùn, veggente del re; i portieri erano alle varie porte. Costoro non dovettero allontanarsi dal loro posto, perché i leviti loro fratelli prepararono per loro.
Così in quel giorno fu disposto tutto il servizio del Signore per celebrare la Pasqua e per offrire gli olocausti sull’altare del Signore, secondo l’ordine del re Giosia. Gli Israeliti presenti celebrarono allora la Pasqua e la festa degli Azzimi per sette giorni. Dal tempo del profeta Samuele non era stata celebrata una Pasqua simile in Israele; nessuno dei re d’Israele aveva celebrato una Pasqua come questa, celebrata da Giosia insieme con i sacerdoti, i leviti, tutti quelli di Giuda e d’Israele presenti e gli abitanti di Gerusalemme.

Parola di Dio

SALMELLO

Cfr. Sal 12 (13), 4. 1

Guarda, rispondimi,
Signore, mio Dio

     Fino a quando continuerai a dimenticarmi,
     fino a quando mi nasconderai il tuo volto?

SALMELLO

Cfr. Sal 80 (81), 4-6b. 9a. 7-8c. 10

Suonate la tromba nel plenilunio, nostro giorno di festa.
Questa è una legge per Israele,
un decreto del Dio di Giacobbe.
Lo ha dato come testimonianza a Giacobbe
quando usciva
     dal paese d’Egitto.

Ascolta, popolo mio, ti voglio ammonire.
Ho liberato dal peso la tua spalla
le tue mani hanno deposto la cesta.
Hai gridato a me nell’angoscia e io ti ho liberato,
avvolto nella nube ti ho dato risposta.
Non ci sia in mezzo a te un altro dio
e non prostrarti a un dio straniero.
Io sono il Signore tuo Dio, che ti ho fatto uscire
     dal paese d’Egitto.

Orazione

Dio, che ci salvi solo perché sei pietoso,
fa’ che sperimentiamo sempre la tua misericordia,
così da evitare la severità di quel giudizio,
che nessuno può affrontare sereno e sicuro se la tua grazia non lo conforta.
Per Cristo nostro Signore.

Orazione

Sazia, o Dio pietoso,
la fame di verità della tua famiglia,
che ascolta con assiduità l’annunzio della salvezza,
e disponila a celebrare con amore fedele il mistero pasquale.
Per Cristo nostro Signore.

III LETTURA

Lv 25, 1-2a; 26, 3-13

Le benedizioni connesse all’osservanza della Legge.

Lettura del libro del Levitico.

In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè sul monte Sinai e disse: «Parla agli Israeliti dicendo loro:
“Se seguirete le mie leggi, se osserverete i miei comandi e li metterete in pratica, io vi darò le piogge al loro tempo, la terra darà prodotti e gli alberi della campagna daranno frutti. La trebbiatura durerà per voi fino alla vendemmia e la vendemmia durerà fino alla semina; mangerete il vostro pane a sazietà e abiterete al sicuro nella vostra terra.
Io stabilirò la pace nella terra e, quando vi coricherete, nulla vi turberà. Farò sparire dalla terra le bestie nocive e la spada non passerà sui vostri territori. Voi inseguirete i vostri nemici ed essi cadranno dinanzi a voi colpiti di spada. Cinque di voi ne inseguiranno cento, cento di voi ne inseguiranno diecimila e i vostri nemici cadranno dinanzi a voi colpiti di spada.
Io mi volgerò a voi, vi renderò fecondi e vi moltiplicherò e confermerò la mia alleanza con voi. Voi mangerete del vecchio raccolto, serbato a lungo, e dovrete disfarvi del raccolto vecchio per far posto al nuovo.
Stabilirò la mia dimora in mezzo a voi e non vi respingerò. Camminerò in mezzo a voi, sarò il vostro Dio e voi sarete mio popolo. Io sono il Signore, vostro Dio, che vi ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, perché non foste più loro schiavi; ho spezzato il vostro giogo e vi ho fatto camminare a testa alta”».

Parola di Dio.

III LETTURA

Lv 6, 17; 7, 1-6

Il sacrificio di liberazione.

Lettura del libro del Levitico.

In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè e disse: «Questa è la legge del sacrificio di riparazione. È cosa santissima. Nel luogo dove si scanna l’olocausto, si scannerà la vittima di riparazione; se ne spargerà il sangue attorno all’altare e se ne offrirà tutto il grasso: la coda, il grasso che copre le viscere, i due reni con il loro grasso e il grasso attorno ai lombi e al lobo del fegato, che distaccherà insieme ai reni. Il sacerdote farà bruciare tutto questo sull’altare come sacrificio consumato dal fuoco in onore del Signore. Questo è un sacrificio di riparazione. Ogni maschio tra i sacerdoti ne potrà mangiare; lo si mangerà in luogo santo. È cosa santissima».

Parola di Dio.

SALMELLO

Cfr. Sal 79 (80), 19. 2

Da te, Signore, più non ci allontaneremo,
ci farai vivere e invocheremo il tuo nome.

     Ascolta, tu, pastore d’Israele,
     tu che guidi Giuseppe come un gregge.

SALMELLO

Cfr. Eb 9, 11a. 12b. 15

Cristo, venuto come sommo sacerdote di beni futuri,
non con sangue di capri e di vitelli,
ma con il proprio sangue
entrò una volta per sempre nel santuario, perché
     coloro che sono stati chiamati
     ricevano una redenzione eterna.

Per questo egli è mediatore della Nuova Alleanza,
perché, essendo ormai intervenuta la sua morte
per la redenzione delle colpe
commesse sotto la prima Alleanza,
     coloro che sono stati chiamati
     ricevano una redenzione eterna.

Orazione

Accogli, o Dio clemente,
la preghiera che ti innalziamo con umile gioia perché,
conoscendo che tu ci sei padre,
dal tuo amore paterno ci sentiamo ascoltati e soccorsi.
Per Cristo nostro Signore.

Orazione

Esaudisci, o Padre, la nostra supplica:
donaci largamente i frutti della tua redenzione
e guidaci alla gloria senza fine,
per i meriti del Signore Gesù, nostro mediatore,
che vive e regna nei secoli dei secoli.

IV LETTURA

1Re 18, 21-39

I sacerdoti di Baal sul Carmelo vengono smentiti e si manifesta l’approvazione di Dio nei confronti di Elia.

Lettura del primo libro dei Re.

In quei giorni. Elia si accostò a tutto il popolo e disse: «Fino a quando salterete da una parte all’altra? Se il Signore è Dio, seguitelo! Se invece lo è Baal, seguite lui!». Il popolo non gli rispose nulla. Elia disse ancora al popolo: «Io sono rimasto solo, come profeta del Signore, mentre i profeti di Baal sono quattrocentocinquanta. Ci vengano dati due giovenchi; essi se ne scelgano uno, lo squartino e lo pongano sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Io preparerò l’altro giovenco e lo porrò sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Invocherete il nome del vostro dio e io invocherò il nome del Signore. Il dio che risponderà col fuoco è Dio!». Tutto il popolo rispose: «La proposta è buona!».
Elia disse ai profeti di Baal: «Sceglietevi il giovenco e fate voi per primi, perché voi siete più numerosi. Invocate il nome del vostro dio, ma senza appiccare il fuoco». Quelli presero il giovenco che spettava loro, lo prepararono e invocarono il nome di Baal dal mattino fino a mezzogiorno, gridando: «Baal, rispondici!». Ma non vi fu voce, né chi rispondesse. Quelli continuavano a saltellare da una parte all’altra intorno all’altare che avevano eretto. Venuto mezzogiorno, Elia cominciò a beffarsi di loro dicendo: «Gridate a gran voce, perché è un dio! È occupato, è in affari o è in viaggio; forse dorme, ma si sveglierà». Gridarono a gran voce e si fecero incisioni, secondo il loro costume, con spade e lance, fino a bagnarsi tutti di sangue. Passato il mezzogiorno, quelli ancora agirono da profeti fino al momento dell’offerta del sacrificio, ma non vi fu né voce né risposta né un segno d’attenzione.
Elia disse a tutto il popolo: «Avvicinatevi a me!». Tutto il popolo si avvicinò a lui e riparò l’altare del Signore che era stato demolito. Elia prese dodici pietre, secondo il numero delle tribù dei figli di Giacobbe, al quale era stata rivolta questa parola del Signore: «Israele sarà il tuo nome». Con le pietre eresse un altare nel nome del Signore; scavò intorno all’altare un canaletto, della capacità di circa due sea di seme. Dispose la legna, squartò il giovenco e lo pose sulla legna. Quindi disse: «Riempite quattro anfore d’acqua e versatele sull’olocausto e sulla legna!». Ed essi lo fecero. Egli disse: «Fatelo di nuovo!». Ed essi ripeterono il gesto. Disse ancora: «Fatelo per la terza volta!». Lo fecero per la terza volta. L’acqua scorreva intorno all’altare; anche il canaletto si riempì d’acqua. Al momento dell’offerta del sacrificio si avvicinò il profeta Elia e disse: «Signore, Dio di Abramo, di Isacco e d’Israele, oggi si sappia che tu sei Dio in Israele che io sono tuo servo e che ho fatto tutte queste cose sulla tua parola. Rispondimi, Signore, rispondimi, e questo popolo sappia che tu, o Signore, sei Dio e che converti il loro cuore!». Cadde il fuoco del Signore e consumò l’olocausto, la legna, le pietre e la cenere, prosciugando l’acqua del canaletto. A tal vista, tutto il popolo cadde con la faccia a terra e disse: «Il Signore è Dio! Il Signore è Dio!».

Parola di Dio.

IV LETTURA

Ger 11, 18-20

Come agnello mansueto portato al macello

Lettura del profeta Geremia.

Il Signore me lo ha manifestato e io l’ho saputo; mi ha fatto vedere i loro intrighi. E io, come un agnello mansueto che viene portato al macello, non sapevo che tramavano contro di me, e dicevano: «Abbattiamo l’albero nel suo pieno vigore, strappiamolo dalla terra dei viventi; nessuno ricordi più il suo nome».
Signore degli eserciti, giusto giudice,
che provi il cuore e la mente,
possa io vedere la tua vendetta su di loro,
poiché a te ho affidato la mia causa.

Parola di Dio.

SALMELLO

Cfr. Sal 102 (103), 1-2

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.

     Benedici il Signore, anima mia,
     non dimenticare tanti suoi benefici.

SALMELLO

Cfr. Sal 21 (22), 7-9. 20. 21a. 22a. 23. 29

Io sono verme, non uomo,
infamia degli uomini, rifiuto del mio popolo.
Mi scherniscono quelli che mi vedono,
storcono le labbra, scuotono il capo:
«Si è affidato al Signore, lui lo scampi;
lo liberi se è suo amico».
     Ma il regno è del Signore,
     egli domina su tutte le nazioni.

Signore, non stare lontano,
mia forza accorri in mio aiuto.
Scampani dalla spada, salvami dalla bocca del leone.
Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli,
ti loderò in mezzo all’assemblea.
     Ma il regno è del Signore,
     egli domina su tutte le nazioni.

Orazione

Creatore eterno dell’universo,
donaci di confessare il tuo nome nel mondo con la parola e con la vita.
Per Cristo nostro Signore.

Orazione

Il sangue prezioso del tuo Figlio unigenito
ha reso sacro, o Dio, l’emblema della croce
e ne ha fatto un simbolo di salvezza;
a quanti si gloriano di seguire questo santo vessillo
concedi sempre la tua protezione.
Per Cristo nostro Signore.

Terminate le letture vigiliari, con i rispettivi Salmelli e le Orazioni, e prima dell’avvio della salmodia, è opportuno rivolgere al popolo un’esortazione, che ne sostenga il cammino di preparazione alla celebrazione della Pasqua.

SALMODIA

Salmo 114 (115)

Rendimento di grazie

Dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni (Cfr. At 14, 22).

Ant. 1   Oppressi dalla tristezza e dall’angoscia
             ti invochiamo ogni giorno, Signore: *
             abbi pietà di noi.

Amo il Signore, perché ascolta *
     il grido della mia preghiera.

Verso di me ha teso l’orecchio *
     nel giorno in cui lo invocavo.

Mi stringevano funi di morte, †
     ero preso nei lacci degli inferi, *
     ero preso da tristezza e angoscia.

Allora ho invocato il nome del Signore: *
     «Ti prego, liberami, Signore».

Pietoso e giusto è il Signore, *
     il nostro Dio è misericordioso.
Il Signore protegge i piccoli: *
     ero misero ed egli mi ha salvato.

Ritorna, anima mia, al tuo riposo, *
     perché il Signore ti ha beneficato.

Sì, hai liberato la mia vita dalla morte, †
     i miei occhi dalle lacrime, *
     i miei piedi dalla caduta.

Io camminerò alla presenza del Signore *
     nella terra dei viventi.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 1   Oppressi dalla tristezza e dall’angoscia
             ti invochiamo ogni giorno, Signore: *
             abbi pietà di noi.

Salmo 120 (121)

Il custode di Israele

Non avranno più fame né avranno più sete, non li colpirà il sole, né arsura alcuna (Ap 7, 16).

Ant. 2   La tua destra, Signore, ci venga in aiuto.

Alzo gli occhi verso i monti: *
     da dove mi verrà l’aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore: *
     egli ha fatto cielo e terra.

Non lascerà vacillare il tuo piede, *
     non si addormenterà il tuo custode.
Non si addormenterà, non prenderà sonno *
     il custode d’Israele.

Il Signore è il tuo custode, †
     il Signore è la tua ombra *
     e sta alla tua destra.

Di giorno non ti colpirà il sole, *
     né la luna di notte.
Il Signore ti custodirà da ogni male: *
     egli custodirà la tua vita.

Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri, *
     da ora e per sempre.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 2   La tua destra, Signore, ci venga in aiuto.

Orazione

Conserva ancora, Signore Gesù,
verso di noi la divina attitudine a perdonare:
tu che hai redento l’uomo immeritevole
non permettere che il frutto della tua misericordia
si perda a causa della nostra arroganza.
Tu che sei Dio, e vivi e regni con il Padre,
nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

ACCLAMAZIONI A CRISTO SIGNORE

A Cristo, sacerdote eterno,
eleviamo le nostre invocazioni:

Tu che mondi la Chiesa da ogni bruttura,
Kyrie, eleison.
     Kyrie, eleison.

Tu che estingui la sete
di chi ti chiede l’acqua della vita,
Kyrie, eleison.
     Kyrie, eleison.

Tu che ai credenti elargisci lo Spirito di sapienza,
Kyrie, eleison.
     Kyrie, eleison.

Tu che in questo tempo di salvezza
rinnovi i nostri cuori,
Kyrie, eleison.
     Kyrie, eleison.

Tu che guidi il tuo popolo nel deserto dell’esistenza,
Kyrie, eleison.
     Kyrie, eleison.

Tu che dalle tenebre dell’errore
ci hai chiamato alla luce della fede,
Kyrie, eleison.
     Kyrie, eleison.

ACCLAMAZIONI A CRISTO SIGNORE

Eleviamo la nostra invocazione a Cristo,
che è venuto non per essere servito, ma per servire
e dare la sua vita per la redenzione di tutti:

Figlio di Dio, che ci hai riconciliati col Padre
per mezzo della tua morte,
Kyrie, eleison.
     Kyrie, eleison.

Sacerdote sommo, che offri a Dio il sacrificio della salvezza,
Kyrie, eleison.
     Kyrie, eleison.

Agnello senza difetti e senza macchia,
Kyrie, eleison.
     Kyrie, eleison.

Vittima immacolata, che hai versato il tuo sangue
sull’altare della Croce,
Kyrie, eleison.
     Kyrie, eleison.

Unigenito del Padre, che raduni nella Nuova Alleanza
i dispersi figli di Dio,
Kyrie, eleison.
     Kyrie, eleison.

Tu che confermi a nostro favore l’Alleanza eterna,
Kyrie, eleison.
     Kyrie, eleison.

Padre nostro.

CONCLUSIONE

Per la conclusione dei Vespri si danno due casi:

A) Se la celebrazione è presieduta da un sacerdote o da un diacono, la conclusione si fa col saluto e con la benedizione in questo modo:

V   Il Signore sia con voi.
R   E con il tuo spirito.
      Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison. 

V   Vi benedica Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito santo.
R   Amen. 

Si possono anche usare le forme di benedizione più solenni come è detto nel Messale.
Se si congeda l’assemblea, si aggiunge l’invito: 

V   Andiamo in pace.
R   Nel nome di Cristo. 


B) Nella celebrazione individuale o quando non presiede un sacerdote o un diacono, si conclude con la formula seguente:

V   Il Signore ci benedica e ci custodisca.
R   Amen. 

oppure:
V   La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
R   Amen.

In conformità alle consuetudini locali, la conclusione può assumere la forma solenne di benedizione con la reliquia della Santa Croce.

BENEDIZIONE CON LA RELIQUIA DELLA SANTA CROCE

Preghiamo
O Dio, Padre nostro, che hai voluto salvare gli uomini con la morte in croce del tuo unico Figlio, concedi a noi, che nel nostro esilio abbiamo conosciuto questo mistero di amore e di grazia, di conseguire i frutti della redenzione nella patria del cielo.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.

Il Signore sia con voi
E con il tuo Spirito
Kyrie eleison (3v)

Diamo lode al Signore 
Rendiamo grazie a Dio.
 

INNO PRINCIPALE **
melodia CD 160 Gesù che ti sacrifichi

Del Re il vessillo sfolgora,
la croce appare in gloria,
ove il Creator degli uomini
è appeso a un patibolo.

I chiodi lo trafiggono,
Gesù sospeso sanguina:
s’immola qui la vittima
che il mondo vuol redimere.

Spietata poi la lancia
trapassa il cuore esanime;
l’acqua e il sangue sgorgano
che i nostri errori lavano.

Veraci ora si adempiono
le profezie di Davide:
dal legno del patibolo
regna il Signor dei secoli.

Il sangue è come porpora
che adorna un tale albero,
il solo eletto a reggere
le membra sue altissime.

Beata croce, simile
a mistica bilancia!
Tu porti, appesa vittima,
che ci salvò dagli inferi.

Spandi profumi nobili
più dolce sei del nettare,
lieta di frutti floridi,
del Re il trionfo celebri.

Salve altare e vittima!
Nella passione splendida
ormai la morte sgomini,
vita è donata agli uomini.

BENEDIZIONE
V   Vi benedica Dio onnipotente, 
Padre e Figlio e Spirito santo.
R   Amen.

RIPOSIZIONE

INNO PRINCIPALE
Croce, speranza unica,
la Chiesa oggi ti celebra:
ai buoni aggiungi grazie,
ai rei cancella i crimini.

O Trinità, ti adorino
i tuoi redenti unanimi:
la Croce ebbe a redimerli,
con la tua Croce salvali.
Amen.


Al Canto dell' inno può essere sostituibile con un canto comune
Es. La Croce di Cristo

Canto Finale
Salve regina, Stabat Mater

BENEDIZIONE CON LA RELIQUIA DELLA SANTA CROCE

Preghiamo
O Dio, Padre nostro, che hai voluto salvare gli uomini con la morte in croce del tuo unico Figlio, concedi a noi, che nel nostro esilio abbiamo conosciuto questo mistero di amore e di grazia, di conseguire i frutti della redenzione nella patria del cielo.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.

Il Signore sia con voi
E con il tuo Spirito
Kyrie eleison (3v)

Diamo lode al Signore 
Rendiamo grazie a Dio.

INNO LATINO 
MELODIA AMBROSIANA

Vexilla Regis pródeunt;
fulget Crucis mystérium,
quo carne carnis Cónditor
suspénsus est patibulo.

Confixa clavis viscera,
tendens manus, vestígia;
redemptiónis grátia
hic immolóta est hóstia.

Quo vulnerátus insuper
mucróne dirae lánceae;
ut nos laváret crimine,
manávit unda, sánguine.

Impléta sunt quae cóncinit
David fidéli cármine,
dicéndo natiónibus:
«Regnávit a ligno Deus».

Arbor decóra et fúlgida
ornàta Regis púrpura,
elécta digno stipite
tam sancta membra tángere.

Beáta, cuius bráchiis
prétium pepéndit saéculi!
Statéra facta est córporis,
praedam tulitque Tártari.

Fundis aróma córtice,
vincis sapóre néctarem
lucúnda fructu fértili
plaudis triúmpho nóbili.

Salve ara, salve victima,
de passiónis glória,
qua Vita mortem pértulit
et morte vitam réddidit.


BENEDIZIONE
V   Vi benedica Dio onnipotente, 
Padre e Figlio e Spirito santo.
R   Amen.

RIPOSIZIONE

INNO LATINO
O Crux ave, spes única
hoc passiónis témpore;
auge piis iustitiam
reisque dona véniam.

Te summa, Deus, Trinitas,
colláudet omnis spiritus;
quos per crucis mystérium
salvas, rege per saécula.
Amen.


Al Canto dell' inno può essere sostituibile con un canto comune
Es. La Croce di Cristo

V   E la benedizione di Dio, Padre e Figlio e Spirito santo
discenda su voi e con voi rimanga sempre.
R   Amen.

Canto Finale
Salve regina, Stabat Mater

BENEDIZIONE CON LA RELIQUIA DELLA SANTA CROCE

Preghiamo
O Dio, Padre nostro, che hai voluto salvare gli uomini con la morte in croce del tuo unico Figlio, concedi a noi, che nel nostro esilio abbiamo conosciuto questo mistero di amore e di grazia, di conseguire i frutti della redenzione nella patria del cielo.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.

Il Signore sia con voi
E con il tuo Spirito
Kyrie eleison (3v)

Diamo lode al Signore 
Rendiamo grazie a Dio.

INNO MELODIA IN CANTO

O Croce, vessillo onorabile
di un Re crocifisso e risorto:
mistero di morte e di gloria
in Cristo, al patibolo appeso.

Straziato da chiodi spietati,
si spegne in atroce dolore:
si immola il Figlio di Dio,
offerta del nostro riscatto.

Un colpo di lancia crudele
trafigge e squarcia il suo cuore:
fluiscono sangue ed acqua
che lavano i nostri peccati.

Imporpora il sangue regale
un arido e squallido legno:
risplende la croce di Cristo,
che regna da un trono di morte.

O croce adorabile e santa,
altare che accoglie la vittima:
ci porti la Vita che muore
per dare la vita agli uomini!

BENEDIZIONE
V   Vi benedica Dio onnipotente, 
Padre e Figlio e Spirito santo.
R   Amen.

RIPOSIZIONE

INNO IN CANTO

O croce adorabile e santa,
sei l’unica nostra speranza!
Concedi perdono ai colpevoli,
accresci nei giusti la grazia.

Gesù con il Padre e lo Spirito,
a te si elevi la lode;
nei secoli tu custodisci
noi morti con te sulla croce. Amen.


Al Canto dell' inno può essere sostituibile con un canto comune
Es. La Croce di Cristo

V   E la benedizione di Dio, Padre e Figlio e Spirito santo
discenda su voi e con voi rimanga sempre.
R   Amen.

Canto Finale
Salve regina, Stabat Mater


 

VERSIONE PER LA RECITA PERSONALE

Quello che segue è l’ufficio vespertino per la recita personale. Per i venerdì di Quaresima ambrosiani, privi della celebrazione della Messa, è raccomandata la celebrazione solenne dei Vespri con la partecipazione del popolo in forma di Liturgia Vespertina. Lo schema di tale liturgia è riportato dopo quello dei Vespri per la recita personale.

V   Il Signore sia con voi.
R   E con il tuo spirito.

Se non presiede un sacerdote o un diacono:

V   Signore, ascolta la nostra preghiera.
R   E il nostro grido giunga fino a te.

RITO DELLA LUCE

Cfr. Sal 140 (141), 1-4

Come nube d’incenso,
la mia preghiera, Signore, s’innalzi.
     Guarda le mani a te levate, o Dio,
     sacrificio di lode nella sera.

A te grido: soccorri,
ascolta questa voce che ti implora.
     Guarda le mani a te levate, o Dio,
     sacrificio di lode nella sera.

Poni la tua custodia alle mie labbra,
non ceda il cuore al fascino del male.
     Guarda le mani a te levate, o Dio,
     sacrificio di lode nella sera.

Come nube d’incenso,
la mia preghiera, Signore, s’innalzi.
     Guarda le mani a te levate, o Dio,
     sacrificio di lode nella sera.

INNO

Cristo, che a nostra salvezza
disponi il santo digiuno,
vieni e conforta il tuo popolo
che celebra la Quaresima.

Ispira il pentimento,
poni sul labbro la supplica
che mitighi la giustizia
e muova il Padre al perdono.

La grazia tua ci liberi
dal passato colpevole
e un futuro innocente
pietosa a noi propizi.

L’annuo fervore ci doni,
purificando i cuori,
di tendere ancora una volta
alla beata Pasqua.

O Trinità, potente unico Dio,
l’universo ti adori
e, liberato dal male,
ti canti un cantico nuovo.   Amen.

INNO

Iesu, quadragenáriæ
dicátor abstinéntiæ,
qui ob salútem méntium
præcéperas ieiúnium,

Adésto nunc Ecclésiæ,
adésto pæniténtiæ,
qua supplicámus cérnui
peccáta nostra dílui.

Tu retroácta crímina
tua remítte grátia
et a futúris ádhibe
custódiam mitíssime,

Ut, expiáti ánnuis
compunctiónis áctibus,
tendámus ad paschália
digne colénda gáudia.

Te rerum univérsitas,
clemens, adóret, Trínitas,
et nos novi per véniam
novum canámus cánticum. Amen.

INNO

O Cristo, che a nostra salvezza
disponi il santo digiuno,
conforta e guida il tuo popolo
nei giorni di austero cammino.

Distogli da tutti i peccati
il cuore pentito e umiliato;
sul labbro risveglia la supplica
che muova il Padre al perdono.

La grazia, che doni copiosa,
purifichi il nostro passato:
conduca a un futuro innocente
chi volge lo sguardo al tuo volto.

Infondi un nuovo fervore,
donando purezza ai cuori:
ancora una volta chiamati,
tendiamo con gioia alla Pasqua.

O grande Signore, uno e trino,
ti adorino il cielo e la terra:
per te liberati dal male,
ti cantino un cantico nuovo. Amen.

Seguono poi nella recitazione corale le letture, coi salmelli e le orazioni, come sono qui riportate. E' cosa lodevole che questo si faccia anche nella recitazione non corale.

PRIMA LETTURA

1Sam 2, 26-35

Castigo dei prevaricatori

Dal primo libro di Samuele

Il giovane Samuele andava crescendo in statura e in bontà davanti al Signore e agli uomini.
Un giorno venne un uomo di Dio da Eli e gli disse: «Così dice il Signore: Non mi sono forse rivelato alla casa di tuo padre, mentre erano in Egitto, in casa del faraone? Non l’ho scelto da tutte le tribù d’Israele come mio sacerdote, perché salga l’altare, bruci l’incenso e porti l’efod davanti a me? Alla casa di tuo padre ho anche assegnato tutti i sacrifici consumati dal fuoco, offerti dagli Israeliti. Perché dunque avete calpestato i miei sacrifici e le mie offerte che io ho ordinato per sempre e tu hai avuto maggior riguardo ai tuoi figli che a me e vi siete pasciuti in tal modo con le primizie di ogni offerta di Israele mio popolo? Ecco dunque l’oracolo del Signore, Dio d’Israele: Avevo promesso alla tua casa e alla casa di tuo padre che avrebbero sempre camminato alla mia presenza. Ma ora - oracolo del Signore - non sia mai! Perché chi mi onorerà anch’io l’onorerò, chi mi disprezzerà sarà oggetto di disprezzo. Ecco verranno giorni in cui io taglierò via il tuo braccio e il braccio della casa di tuo padre, sì che non vi sia più un anziano nella tua casa. Guarderai sempre angustiato tutto il bene che farò a Israele, mentre non si troverà mai più un anziano nella tua casa. Qualcuno dei tuoi tuttavia non lo strapperò dal mio altare, perché ti si consumino gli occhi e si strazi il tuo animo: ma chiunque sarà nato dalla tua famiglia morirà per la spada degli uomini. Sarà per te un segno quello che avverrà ai tuoi due figli, a Ofni e Fìncas: nello stesso giorno moriranno tutti e due. Dopo, farò sorgere al mio servizio un sacerdote fedele che agirà secondo il mio cuore e il mio desiderio. Io gli darò una casa stabile e camminerà alla mia presenza, come mio consacrato per sempre».

SALMELLO

Cfr. Sal 12, 4. 2

Guarda, rispondimi, Signore mio Dio.

Fino a quando continuerai a dimenticarmi,
fino a quando mi nasconderai il tuo volto?

Orazione

Dio, che ci salvi solo perché sei pietoso, 
fa’ che sperimentiamo sempre la tua misericordia, 
così da evitare la severità di quel giudizio,
che nessuno può affrontare sereno e sicuro 
se la tua grazia non lo conforta. 
Per Cristo nostro Signore.

SECONDA LETTURA

Lv 25, 1; 26, 3-13

Le benedizioni di Dio

Dal libro del Levitico

Il Signore disse ancora a Mosè sul monte Sinai: «Se seguirete le mie leggi, se osserverete i miei comandi e li metterete in pratica, io vi darò le piogge alla loro stagione, la terra darà prodotti e gli alberi della campagna daranno frutti. La trebbiatura durerà per voi fino alla vendemmia e la vendemmia durerà fino alla semina; avrete cibo a sazietà e abiterete tranquilli il vostro paese.
Io stabilirò la pace nel paese; nessuno vi incuterà terrore; vi coricherete e farò sparire dal paese le bestie nocive e la spada non passerà per il vostro paese. Voi inseguirete i vostri nemici ed essi cadranno dinanzi a voi colpiti di spada. Cinque di voi ne inseguiranno cento, cento di voi ne inseguiranno diecimila e i vostri nemici cadranno dinanzi a voi colpiti di spada.
Io mi volgerò a voi, vi renderò fecondi e vi moltiplicherò e confermerò la mia alleanza con voi. Voi mangerete del vecchio raccolto, serbato a lungo, e dovrete metter via il raccolto vecchio per far posto al nuovo.
Stabilirò la mia dimora in mezzo a voi e io non vi respingerò. Camminerò in mezzo a voi, sarò vostro Dio e voi sarete il mio popolo. Io sono il Signore vostro Dio, che vi ho fatto uscire dal paese d’Egitto; ho spezzato il vostro giogo e vi ho fatto camminare a testa alta».

SALMELLO

Cfr. Sal 33, 10. 2

Temete il Signore, suoi santi,
nulla manca a coloro che lo temono.

Benedirò il mio Signore in ogni tempo,
nella mia bocca sempre la sua lode.

Orazione

Concedi, Padre, alla Chiesa 
perfetta fedeltà dell’animo alla tua legge, 
perché possa sempre più impreziosirsi della divina ricchezza della grazia. 
Per Cristo nostro Signore.

SALMODIA

Salmo 114

Rendimento di grazie

È necessario attraversare molte tribolazioni per entrare nel regno di Dio (At 14, 21).

Ant. 1   Oppressi dalla tristezza e dall’angoscia
              ti invochiamo ogni giorno, Signore: *
             abbi pietà di noi.

Amo il Signore perché ascolta *
     il grido della mia preghiera.
Verso di me ha teso l’orecchio *
    nel giorno in cui lo invocavo.

Mi stringevano funi di morte, *
    ero preso nei lacci degli inferi.

Mi opprimevano tristezza e angoscia †
    e ho invocato il nome del Signore:
    «Ti prego, Signore, salvami».

Buono e giusto è il Signore, *
    il nostro Dio è misericordioso.
Il Signore protegge gli umili: *
    ero misero ed egli mi ha salvato.

Ritorna, anima mia, alla tua pace, *
    poiché il Signore ti ha beneficato;

egli mi ha sottratto dalla morte, †
    ha liberato i miei occhi dalle lacrime, *
    ha preservato i miei piedi dalla caduta.

Camminerò alla presenza del Signore *
    sulla terra dei viventi.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 1   Oppressi dalla tristezza e dall’angoscia
              ti invochiamo ogni giorno, Signore: *
             abbi pietà di noi.

Salmo 120

Il custode di Israele

Non avranno più fame, né avranno più sete, né li colpirà il sole, né arsura di sorta (Ap 7, 16).

Ant. 2   La tua destra, Signore, ci venga in aiuto.

Alzo gli occhi verso i monti: *
    da dove mi verrà l’aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore, *
    che ha fatto cielo e terra.

Non lascerà vacillare il tuo piede, *
    non si addormenterà il tuo custode.
Non si addormenta, non prende sonno, *
    il custode d’Israele.

Il Signore è il tuo custode, †
il Signore è come ombra che ti copre, *
    e sta alla tua destra.

Di giorno non ti colpirà il sole, *
    né la luna di notte.
Il Signore ti proteggerà da ogni male, *
    egli proteggerà la tua vita.

Il Signore veglierà su di te, quando esci e quando entri, *
    da ora e per sempre.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 2   La tua destra, Signore, ci venga in aiuto.

Orazione

Conserva ancora, Signore Gesù, verso di noi 
la divina attitudine a perdonare: 
tu che hai redento l’uomo immeritevole 
non permettere che il frutto della tua misericordia 
si perda a causa della nostra arroganza.  
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, 
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, 
per tutti i secoli dei secoli.

COMMEMORAZIONE DEL BATTESIMO

Dal corpo di Dio è scaturito per me un fonte eterno: Cristo ha bevuto le mie amarezze e mi ha donato la dolcezza della sua grazia (S. Ambrogio).

Chiesa, città beata,
dimora dello Spirito!
     L’ha edificata il Padre
     su Cristo, pietra angolare.

Di questo tempio noi siamo
le pietre scelte e vive.
     L’ha edificata il Padre
     su Cristo, pietra angolare.

Orazione

Dio di mirabile amore, 
che sapientemente ci hai tratti dal fonte battesimale 
come pietre lucenti per edificare la città eterna, 
concedi volontà ferma e fede operosa, 
perché possiamo sempre riconoscere 
l’unico nostro fondamento in Cristo, Signore e Maestro, 
che vive e regna nei secoli dei secoli.

INTERCESSIONI

Rendiamo grazie al Signore, 
che morendo in croce ci ha ridato la vita. 
A lui si rivolga umilmente la nostra orazione:

     Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di noi.

Tu che sei salito a Gerusalemme 
per affrontare la passione 
ed entrare così nella gloria,
-   guida la tua Chiesa alla Pasqua eterna.

Tu che restituisci alla Chiesa l’uomo peccatore, 
rinnovandolo nella santità,
-   riapri ai penitenti le porte del tuo convito.

Tu che hai fatto della croce l’albero della vita,
-   concedi a chi è rinato nel battesimo di assaporare i suoi frutti salutari.

Tu che, misericordioso, 
hai risanato molti dai loro mali,
-   da’ sollievo agli infermi che soffrono.

Sacerdote eterno, che ti sei offerto al Padre 
come vittima pura, santa, immacolata, 
per tutti gli uomini:
-   accogli nel tuo regno i sacerdoti defunti.

Preghiamo con le parole 
che Gesù ha insegnato agli apostoli:

Padre nostro.

CONCLUSIONE

Per la conclusione dei Vespri si danno due casi:

A) Se la celebrazione è presieduta da un sacerdote o da un diacono, la conclusione si fa col saluto e con la benedizione in questo modo:

V   Il Signore sia con voi.
R   E con il tuo spirito.
      Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison. 

V   Vi benedica Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito santo.
R   Amen. 

Si possono anche usare le forme di benedizione più solenni come è detto nel Messale.
Se si congeda l’assemblea, si aggiunge l’invito: 

V   Andiamo in pace.
R   Nel nome di Cristo. 


B) Nella celebrazione individuale o quando non presiede un sacerdote o un diacono, si conclude con la formula seguente:

V   Il Signore ci benedica e ci custodisca.
R   Amen. 

oppure:
V   La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
R   Amen.