VESPRI

Venerdì, 16 gennaio 2026

SANT'ANTONIO ABATE
Memoria

PRIMI VESPRI

V   Il Signore sia con voi.
R   E con il tuo spirito.

Se non presiede un sacerdote o un diacono:

V   Signore, ascolta la nostra preghiera.
R   E il nostro grido giunga fino a te.

RITO DELLA LUCE

Cfr. Prv 4, 18. 23

      Come la luce dell’alba
      cresce fino al meriggio,
           la strada dei giusti avanza
           verso l’eterna gloria.

V   Custodisci sopra ogni cosa il tuo cuore:
      fluisce dal cuore la vita.
           La strada dei giusti avanza
           verso l’eterna gloria.

      Come la luce dell’alba
      cresce fino al meriggio,
           la strada dei giusti avanza
           verso l’eterna gloria.

INNO

Tu sei corona e gaudio,
Gesù Maestro e Signore,
a chi per te con animosa fede
la vita sua votò.

Odi la nostra preghiera,
guarda al servo tuo santo
e i fedeli che implorano
libera dalla colpa e dal demonio.

A noi ritorna il giorno
della sua morte beata:
dalle terrene lusinghe fuggendo
alla dimora celeste salì.

Forte e sereno, davanti agli uomini
ti riconobbe Re;
così vinse il Nemico
e dei malvagi superò le insidie.

Temprato nella rinuncia,
d’ogni mirabile virtù vestito,
compiuta ormai la faticosa strada,
al convito regale ora si asside.

Alla divina Trinità beata,
che la fatica dei servi
della sua gioia ineffabile premia,
gloria si canti nei secoli.   Amen.

INNO

Iesu, coróna célsior
et véritas sublímior,
qui confiténti sérvulo
reddis perénne præmium,

Da supplicánti cœtui,
huius rogátu cælitis,
remissiónem críminum
rumpéndo nexum vínculi.

Nil vanitátis díligens,
terréna sic exércuit,
ut mente tota férvidus
tibi placéret únice.

Te, Christe, rex piíssime,
hic confiténdo iúgiter,
calcávit hostem fórtiter
supérbum ac satéllitem.

Virtúte clarus et fide,
oratióni sédulus
ac membra servans sóbria,
dapes supérnas óbtinet.

Deo Patri sit glória
tibíque soli Fílio
cum Spíritu Paráclito,
in sempitérna sæcula.   Amen.

INNO

Sei gioia e corona dei santi,
Gesù, o Maestro e Signore:
per chi ti ha seguito con fede
sei vita nel regno dei cieli.

Ascolta la nostra preghiera,
il servo tuo santo t’invoca:
a noi che umilmente imploriamo
concedi perdono e salvezza.

Cantiamo a questo beato
che vive con te nella luce:
onori e lusinghe fuggendo,
entrò nella casa del Padre.

Discepolo forte e sereno,
Signore e Re ti annunciava;
così il Nemico sconfisse
con te vincitore del male.

Temprato da ferme rinunce,
da grandi virtù coronato,
percorso il duro cammino,
è assiso al convito regale.

A te, Trinità infinita,
che in cielo i tuoi servi fedeli
con gioia ineffabile premi,
la lode per sempre nei secoli. Amen.

NOTIZIA DEL SANTO

Antonio nacque nel Medio Egitto verso la metà del sec. III da famiglia facoltosa.
Intorno ai vent’anni decise di consacrarsi totalmente a Dio.
Dopo aver provveduto ad assicurare l’avvenire della sorella, distribuì i suoi beni ai poveri e si ritirò a vivere da eremita sotto la guida di un monaco anziano. Così passò quindici anni nella preghiera, nella meditazione delle sacre Scritture, nel lavoro manuale, nell’esercizio ascetico, vincendo terribili tentazioni del demonio con l’aiuto della grazia e con un forte impegno della sua volontà.
Nel 285 si addentrò in regioni più desertiche, dove per un ventennio visse solo con Dio.
Poi la fama della sua santità attirò molti alla sua sequela e il deserto si andò popolando di anacoreti che lo riconoscevano maestro.
Ormai sessantenne, desideroso di nascondimento, si rifugiò in totale solitudine nel deserto della Tebaide. L’amore per la vita eremitica non gli impedì di prendere parte attiva alle vicende della sua Chiesa. Nel 311 andò ad Alessandria a confortare i fratelli oppressi dalla persecuzione.
Due volte, benché vecchissimo, non esitò a recarsi a dare il suo aiuto al vescovo Atanasio nella sua lotta contro l’eresia ariana.
Morì il 17 gennaio 356 e fin dall’antichità è circondato di grande venerazione in tutte le Chiese, grazie anche alla sua biografia scritta da sant’Atanasio.

SALMODIA

Salmo 40

Preghiera nella sventura

«Uno di voi mi tradirà, uno che mangia con me» (Mc 14, 18).

Ant. 1   Risanami, Signore, *
             contro di te ho peccato.

Beato l’uomo che ha cura del debole, *
     nel giorno della sventura il Signore lo libera.

Veglierà su di lui il Signore, †
     lo farà vivere beato sulla terra, *
     non lo abbandonerà alle brame dei nemici.

Il Signore lo sosterrà sul letto del dolore. *
     Gli darà sollievo nella sua malattia.

Io ho detto: «Pietà di me, Signore; *
     risanami; contro di te ho peccato».
I nemici mi augurano il male: *
     «Quando morirà e perirà il suo nome?».

Chi viene a visitarmi dice il falso, †
     il suo cuore accumula malizia *
     e uscito fuori sparla.

Contro di me sussurrano insieme i miei nemici, *
     contro di me pensano il male:
«Un morbo maligno su di lui si è abbattuto, *
     da dove si è steso non potrà rialzarsi».

Anche l’amico in cui confidavo, †
     anche lui, che mangiava il mio pane, *
     alza contro di me il suo calcagno.

Ma tu, Signore, abbi pietà e sollevami, *
     che io li possa ripagare.
Da questo saprò che tu mi ami *
     se non trionfa su di me il mio nemico;

per la mia integrità tu mi sostieni, *
     mi fai stare alla tua presenza per sempre.

Sia benedetto il Signore, Dio d’Israele, *
     da sempre e per sempre. Amen, amen.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 1   Risanami, Signore, *
             contro di te ho peccato.

Salmo 45

Dio rifugio e forza del suo popolo

Sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio-con-noi (Mt 1, 23).

Ant. 2   Il Signore degli eserciti è con noi, *
             nostro rifugio è il Dio di Giacobbe.

Dio è per noi rifugio e forza, *
     aiuto sempre vicino nelle angosce.

Perciò non temiamo se trema la terra, *
     se crollano i monti nel fondo del mare.
Fremano, si gonfino le sue acque, *
     tremino i monti per i suoi flutti.

Un fiume e i suoi ruscelli rallegrano la città di Dio, *
     la santa dimora dell’Altissimo.

Dio sta in essa: non potrà vacillare; *
     la soccorrerà Dio, prima del mattino.
Fremettero le genti, i regni si scossero; *
     egli tuonò, si sgretolò la terra.

Il Signore degli eserciti è con noi, *
     nostro rifugio è il Dio di Giacobbe.

Venite, vedete le opere del Signore, *
     egli ha fatto portenti sulla terra.

Farà cessare le guerre sino ai confini della terra, †
     romperà gli archi e spezzerà le lance, *
     brucerà con il fuoco gli scudi.

Fermatevi e sappiate che io sono Dio, *
     eccelso tra le genti, eccelso sulla terra.

Il Signore degli eserciti è con noi, *
     nostro rifugio è il Dio di Giacobbe.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 2   Il Signore degli eserciti è con noi, *
             nostro rifugio è il Dio di Giacobbe.

PRIMA ORAZIONE

O Dio, che hai edificato sulla pietra
la nuova Gerusalemme,
rendila pura e lieta col fiume di grazia
che sgorga dal trono dell’Agnello
e custodiscila contro ogni violenza;
mentre le umane certezze vacillano
intatta la tua Chiesa rimanga,
tabernacolo del tuo incontro con gli uomini
e segno imperituro di salvezza
al cospetto dei popoli.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CANTICO DELLA BEATA VERGINE MARIA

Lc 1, 46-55

Esultanza dell'anima nel Signore

Sia in ciascuno l'anima di Maria a magnificare il Signore, sia in ciascuno lo spirito di Maria a esultare in Dio (S. Ambrogio).

Ant.   Il regno dei cieli è simile a un tesoro
          nascosto in un terreno; *
          un uomo lo trova e, pieno di gioia,
          vende tutti i suoi averi e compra il campo.
          Alleluia, alleluia, alleluia.

L'anima mia magnifica il Signore *
     e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

perché ha guardato l'umiltà  della sua serva. *
     D'ora in poi tutte le generazioni
          mi chiameranno beata. 

Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
     e Santo è il suo nome:

di generazione in generazione la sua misericordia *
     si stende su quelli che lo temono. 

Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
     ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

ha rovesciato i potenti dai troni, *
     ha innalzato gli umili; 

ha ricolmato di beni gli affamati, *
     ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo, *
     ricordandosi della sua misericordia, 

come aveva promesso ai nostri padri, *
     ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. 

Gloria. 

L'anima mia magnifica il Signore.

Ant.   Il regno dei cieli è simile a un tesoro
          nascosto in un terreno; *
          un uomo lo trova e, pieno di gioia,
          vende tutti i suoi averi e compra il campo.
          Alleluia, alleluia, alleluia.
          Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

SECONDA ORAZIONE

O Dio, che ispirasti all’abate sant’Antonio
di ritirarsi nel deserto
per trovarti e per servirti nella vita solitaria,
concedi anche a noi
di non lasciarci travolgere
dal tumulto mondano,
ma di amarti con tutto il cuore, sopra ogni cosa.
Per Cristo nostro Signore.

COMMEMORAZIONE DEL BATTESIMO

L’uomo interiore, che rinasce, non deve rivestirsi dei colori stridenti di azioni vecchie e di azioni nuove, ma, assumendo lo stesso colore di Cristo, deve imitarlo con un continuo impegno dell’animo, dal momento che nel battesimo è rinato per lui (S. Ambrogio).

R   Cristo ci ha liberato dalla collera
      che sovrasta i colpevoli.
           Grande è il suo amore!

V   Dal fianco suo squarciato sul Calvario
      acqua e sangue fluirono.
      Grande è il suo amore!

      Pace e grazia nell’onda del battesimo
      sono donate ai popoli.
           Grande è il suo amore!

Orazione

O Dio, che generi sempre nuovi figli alla Chiesa,
donaci di vivere nella testimonianza
della vita quotidiana
il mistero del battesimo
che celebriamo con fede pura.
Per Cristo nostro Signore.

INTERCESSIONI

A Cristo diciamo la lode, che nei santi
ci dona una testimonianza del vangelo,
e con cuore credente preghiamo:

       Santifica il tuo popolo, Signore.

I santi ti hanno servito nei fratelli;
     - dona ai tuoi discepoli
       di crescere nella carità.

Essi, che hanno avuto la grazia
di sopportare ogni dolore nel tuo nome,
     - intercedano presso Dio
       a favore dei colpiti dalla sofferenza.

I tuoi eletti hanno raggiunto la perfezione
nell’obbedienza alla volontà del Padre;
     - fa’ che tutti gli uomini
       si conformino sinceramente
       all’eterno disegno di salvezza.

Tu che hai dato agli uomini
la speranza della vita senza fine,
     - concedi alla tua Chiesa di essere
       persuasiva testimone del tuo amore.

Tu che inviti i giusti al tuo celeste convito,
     - accogli tra i santi i nostri fratelli defunti.

L’amore di Cristo
ci spinge a invocare il Padre di tutti:

Padre nostro.

CONCLUSIONE

Per la conclusione dei Vespri si danno due casi:

A) Se la celebrazione è presieduta da un sacerdote o da un diacono, la conclusione si fa col saluto e con la benedizione in questo modo:

V   Il Signore sia con voi.
R   E con il tuo spirito.
      Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison. 

V   Vi benedica Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito santo.
R   Amen. 

Si possono anche usare le forme di benedizione più solenni come è detto nel Messale.
Se si congeda l’assemblea, si aggiunge l’invito: 

V   Andiamo in pace.
R   Nel nome di Cristo. 


B) Nella celebrazione individuale o quando non presiede un sacerdote o un diacono, si conclude con la formula seguente:

V   Il Signore ci benedica e ci custodisca.
R   Amen. 

oppure:
V   La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
R   Amen.