UFFICIO DELLE LETTURE
Venerdì, 16 gennaio 2026
VENERDI
DELLA PRIMA SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO
V O Dio, vieni a salvarmi.
R Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
INNO
Dio disse: «Facciamo l’uomo e dòmini» (Gn 1, 26)
Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:
L’alta tua fantasia
ha popolato, Signore, la terra,
con ordinata sapienza chiamando
e fiere e rettili e bestie del campo.
E quasi re, sugli animali ignari
hai posto l’uomo, tua vivente immagine,
dell’universo coscienza e voce:
e così fu compiuto il sesto giorno.
La nostra nobiltà difendi, o Dio,
salva l’uomo dal male
che contamina il cuore
e i tuoi figli avvilisce.
La grazia accordi l’animo alla lode:
ogni groviglio di contesa sciogli,
prosperi nella pace il nostro giorno,
salvaci nella gioia.
A te leviamo, Padre, la supplica
per Gesù Cristo tuo Figlio
che nello Spirito santo
regna con te nei secoli. Amen.
latino
Plasmátor hóminis, Deus,
qui, cuncta solus órdinans,
humum iubes prodúcere
reptántis et feræ genus;
Qui magna rerum córpora,
dictu iubéntis vívida,
ut sérviant per órdinem
subdens dedísti hómini:
Repélle a servis tuis
quicquid per immundítiam
aut móribus se súggerit,
aut áctibus se intérserit.
Da gaudiórum præmia,
da gratiárum múnera;
dissólve litis víncula,
astrínge pacis fœdera.
Præsta, Pater piíssime,
per Iesum Christum Dóminum,
qui tecum in perpétuum
regnat cum sancto Spíritu. Amen.
in canto
L’altissimo tuo pensiero
la terra ha colmato, Signore,
chiamando con ordine saggio
le fiere e le bestie del campo.
E re sopra tutti i viventi
hai posto, a tua immagine, l’uomo:
coscienza e voce del mondo,
vicario del piano di Dio.
Difendi la nostra grandezza
e salvaci, o Dio, dal male,
che il cuore gravato minaccia
e i figli che ami avvilisce.
La grazia conduca alla lode
sciogliendo contese e litigi:
fiorisca nel giorno la pace
e guidaci tu alla gioia.
Ascoltaci, Padre clemente,
per Cristo Gesù tuo Figlio,
che regna con te nello Spirito
da sempre e per sempre nei secoli. Amen.
INNO
Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:
Tu che l’arcana voce di Dio
unico Figlio proclama,
o contemplata gloria degli angeli,
sei la salvezza e il vigore del mondo.
Cibo, bevanda, senso alla fatica
tu sei, dolcezza alla quiete, Cristo;
ogni disgusto, ogni triste livore
dall’anima disperdi.
Lieto splendore che vinci le tenebre,
dall’odioso Nemico salvaci;
sciogli dall’impaccio delle colpe e guidaci
alla dimora del cielo.
Al Padre, eterno Signore dei secoli,
all’Unigenito amato, allo Spirito
dal coro dei credenti
gioiosamente si levi il cantico. Amen.
latino
Christe, tu Patris, Patre teste, Proles
tuque sanctórum decus angelórum,
tu salus mundi, via, vita, virtus
créderis esse.
Esto tu noster cibus atque potus,
tu labor, virtus, réquies, amíctus;
livor absístat, tumor, ira, luxus
mæror et omnis.
Lucem infúndens ténebras repélle,
aufer infésti láqueos dracónis,
vincla dissólvens scélerum, fer astra
scándere nobis.
Glória summum résonet Paréntem,
glória Natum, paritérque sanctum
Spíritum dulci modulétur hymno
omne per ævum. Amen.
in canto
La voce arcana di Dio
te unico Figlio proclama:
sei luce gloriosa degli angeli,
salvezza e vigore del mondo.
Tu cibo, bevanda e ristoro,
dolcezza alla quiete, o Cristo;
disperdi dall’anima inquieta
disgusto e triste vigore.
Splendore che vinci la notte,
soccorrici contro il Nemico;
noi, schiavi di colpa, purifica
e guidaci al Regno dei cieli.
Al Padre, Signore dei secoli,
al Figlio Unigenito amato,
uniti nell’unico Spirito,
gioioso si levo il canto. Amen.
CANTICO DEI TRE GIOVANI
Cfr. Dn 3, 52-56
Ogni creatura lodi il Signore
Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
e siedi sui cherubini, *
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo, *
degno di lode e di gloria nei secoli.
Come era nel principio e ora e sempre
nei secoli dei secoli, amen, *
degno di lode e di gloria nei secoli.
SALMODIA
Salmo 34, 1-2, 3c. 9-19. 22-23. 27-28
Il Signore salva nella persecuzione
Cristo… con il proprio sangue entrò una volta per sempre nel santuario, procurandoci così una redenzione eterna (Eb 9, 12).
I (1-2. 3c. 9-12)
Ant. 1 Di’ all’anima mia, Signore; *
«Sono io la tua salvezza».
Signore, giudica chi mi accusa, *
combatti chi mi combatte.
Afferra i tuoi scudi *
e sorgi in mio aiuto.
Di’ all’anima mia: *
«Sono io la tua salvezza».
Io invece esulterò nel Signore *
per la gioia della sua salvezza.
Tutte le mie ossa dicano: «Chi è come te, Signore, †
che liberi il debole dal più forte, *
il misero e il povero dal predatore?».
Sorgevano testimoni violenti, *
mi interrogavano su ciò che ignoravo,
mi rendevano male per bene: *
una desolazione per la mia vita.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. 1 Di’ all’anima mia, Signore; *
«Sono io la tua salvezza».
II (13-16)
Ant. 2 Riecheggiava nel mio petto la mia preghiera.
Io, quand’erano malati, vestivo di sacco, †
mi affliggevo col digiuno, *
riecheggiava nel mio petto la mia preghiera.
Mi angustiavo come per l’amico, per il fratello, *
come in lutto per la madre mi prostravo nel dolore.
Ma essi godono della mia caduta, si radunano, *
si radunano contro di me per colpirmi all’improvviso.
Mi dilaniano senza posa, †
mi mettono alla prova, scherno su scherno, *
contro di me digrignano i denti.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. 2 Riecheggiava nel mio petto la mia preghiera.
III (17-19. 22-23. 27-28)
Ant. 3 Dèstati per la mia causa, Signore.
Fino a quando, Signore, starai a guardare? †
Libera la mia vita dalla loro violenza, *
dalle zanne dei leoni l’unico mio bene.
Ti loderò nella grande assemblea, *
ti celebrerò in mezzo a un popolo numeroso.
Non esultino su di me i nemici bugiardi, *
non strizzi l’occhio chi mi odia senza motivo.
Signore, tu hai visto, non tacere; *
Dio, da me non stare lontano.
Dèstati, svégliati per il mio giudizio, *
per la mia causa, Signore mio Dio.
Esulti e gioisca chi ama il mio diritto, †
dica sempre: «Grande è il Signore *
che vuole la pace del suo servo».
La mia lingua celebrerà la tua giustizia, *
canterà la tua lode per sempre.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. 3 Dèstati per la mia causa, Signore.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.
V Tu sei benedetto, Signore.
R Amen.
L Benedicimi, Padre.
V Per Cristo, che è via e verità,
la divina Maestà ci benedica.
R Amen.
PRIMA LETTURA
Rm 3, 1-20
Dalla lettera ai Romani di san Paolo, apostolo
Tutti gli uomini sotto il dominio del peccato
Qual è la superiorità del giudeo? O quale l’utilità della circoncisione? Grande, sotto ogni aspetto. Anzitutto perché a loro sono state affidate le rivelazioni di Dio.
Che dunque? Se alcuni non hanno creduto, la loro incredulità può forse annullare la fedeltà di Dio?
Impossibile! Resti invece fermo che Dio è verace e «ogni uomo mentitore», come sta scritto:
«Perché tu sia riconosciuto giusto nelle tue parole e trionfi quando sei giudicato» (Sal 115, 11; 50, 6). Se però la nostra ingiustizia mette in risalto la giustizia di Dio, che diremo? Forse è ingiusto Dio quando riversa su di noi la sua ira? Parlo alla maniera umana.
Impossibile! Altrimenti, come potrà Dio giudicare il mondo?
Ma se per la mia menzogna la verità di Dio risplende per sua gloria, perché dunque sono ancora giudicato come peccatore? Perché non dovremmo fare il male affinché venga il bene, come alcuni – la cui condanna è ben giusta – ci calunniano, dicendo che noi lo affermiamo?
Che dunque? Dobbiamo noi ritenerci superiori? Niente affatto! Abbiamo infatti dimostrato precedentemente che giudei e greci, tutti, sono sotto il dominio del peccato, come sta scritto:
«Non c’è nessun giusto, nemmeno uno,
non c’è sapiente, non c’è chi cerchi Dio!
Tutti hanno traviato e si sono pervertiti;
non c’è chi compia il bene, non ce n’è neppure uno.
La loro gola è un sepolcro spalancato,
tramano inganni con la loro lingua,
veleno di serpenti è sotto le loro labbra,
la loro bocca è piena di maledizioni e di amarezza.
I loro piedi corrono a versare il sangue;
strage e rovina è sul loro cammino
e la via della pace non conoscono.
Non c’è timore di Dio davanti ai loro occhi» (cfr. Sal 13, 2-3; 5, 1; 139, 4; 9, 7; Is 59, 7-8; Sal 35, 2).
Ora, noi sappiamo che tutto ciò che dice la legge lo dice per quelli che sono sotto la legge, perché sia chiusa ogni bocca e tutto il mondo sia riconosciuto colpevole di fronte a Dio. Infatti in virtù delle opere della legge «nessun uomo sarà giustificato davanti a lui» (Sal 142, 2), perché per mezzo della legge si ha solo la conoscenza del peccato.
RESPONSORIO
Cfr. Sal 11, 2. 8
R Tu, o Signore, ci custodirai.
Ci guarderai dal male.
V Salvami, Signore!
Non c’è più un uomo fedele;
è scomparsa la fedeltà tra i figli dell’uomo.
Ci guarderai dal male.
L Benedicimi, Padre.
V La grazia dello Spirito santo
illumini i nostri sensi e il nostro cuore.
R Amen.
SECONDA LETTURA
Dal «Commento a dodici Salmi» di sant’Ambrogio, vescovo
(Sal XLIII, 78-79; SAEMO 8, 177-179)
Si è abbassato per insegnarti l’umiltà
Che cosa possiamo dire a proposito della carne del nostro Signore Gesù Cristo? Una cosa sicuramente: che egli ha realmente assunto questa nostra carne e che per questo «ha abbassato sé stesso fino alla morte, e alla morte di croce» (Fil 2, 8). Osserva scrupolosamente e prendi in esame tutti gli elementi! Nota che egli ha volontariamente assunto la natura del nostro corpo e la condizione della nostra schiavitù, diventando simile agli uomini. Non simile alla carne, ma simile agli uomini peccatori, perché ogni uomo è schiavo del peccato. Perciò «anche all’aspetto è stato trovato come uomo» (Fil 2, 7) (era stato scritto di lui: «Ed è uomo, ma chi lo riconoscerà?» [Ger 17, 9]. Uomo secondo la carne, ma superiore all’uomo secondo la sua capacità di agire) e «come un uomo ha abbassato sé stesso» (Fil 2, 7-8) – sta scritto – , perché Dio è venuto a trovare, per liberarli, quelli che erano stati abbassati. Dunque egli stesso si è abbassato per noi. Il suo corpo dunque non è corpo di morte, proprio perché è corpo di vita, né la sua carne è ombra di morte, proprio perché è splendore di gloria. Né in lui si trova luogo di sofferenza, proprio perché nel suo corpo c’è il dono della consolazione per tutti. Si è abbassato per insegnarti l’umiltà. Così ascolta la sua parola: «Imparate da me, che sono mite ed umile di cuore!» (Mt 11, 29). Si è abbassato lui, per esaltare te: «Chi si umilia, sarà esaltato» (Mt 23, 12). Ma non tutti quelli che si abbassano, saranno esaltati. Ci sono molti infatti che vengono abbassati dalla colpa fino alla loro perdizione. Ma il Signore si è abbassato fino alla morte, per essere esaltato dalle porte della morte.
Questa è la grazia di Cristo – prendine nota, come pure del bene che ti ha fatto! – Dopo la venuta di Cristo, questa carne, che era ombra di morte, è cominciata a risplendere in virtù della grazia del Signore e ad illuminarsi di luce propria. Tanto che è stato detto: «Il tuo occhio è la lucerna del tuo corpo» (Mt 6, 22). Ma fa’ attenzione di quale occhio si tratti: non dell’occhio del corpo, ma di quello dello spirito. Sta scritto: «Se il tuo occhio sarà limpido, tutto il tuo corpo sarà splendente» (Mt 6, 22). Senza dubbio è l’occhio interiore quello che illumina tutto il corpo dell’uomo, come pure è l’occhio interiore quello che può rendere opaco tutto il corpo, poiché sta scritto: «Se invece il tuo occhio sarà torbido, tutto il tuo corpo sarà tenebroso» (Mt 6, 23). Puoi vedere che, all’interno dello stesso uomo, le tenebre hanno la stessa fonte della luce. Sei proprio tu la tua coltre di nebbia o la fonte di luce, la nebbia della malvagità e le tenebre dei peccati, o la luce della bontà. Sei proprio tu l’artefice sia della condanna sia della grazia. Non l’opera di Dio è sbagliata! Hai in te stesso la luce, poiché la tua infanzia è bontà; puro è l’animo dell’uomo prima dei rischi dell’adolescenza e del peccato della gioventù. Dunque sei tu che hai fatto diventare tenebra in te quello che è luce. Così il medesimo occhio, cioè il pensiero dell’uomo, può essere o tenebroso nel peccatore o splendente nel buono.
LAUS ANGELORUM MAGNA
Gloria a Dio nell’alto dei cieli, *
e pace in terra agli uomini di buona volontà.
Noi ti lodiamo, ti eleviamo un inno, *
ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo.
Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, *
Signore Dio, Re del cielo.
Dio Padre onnipotente, *
Gesù Cristo e Spirito santo.
Signore Dio, *
Figlio del Padre.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, *
accogli la nostra supplica.
Tu che siedi alla destra del Padre, *
abbi pietà di noi.
Sii tu la nostra guida e il nostro aiuto; *
salvaci, rendici puri, conservaci nella tua pace.
Liberaci dai nemici *
e dalle tentazioni.
Perché tu solo il santo, *
tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo,
Gesù Cristo, *
nella gloria di Dio Padre con lo Spirito santo.
Ogni giorno ti benediciamo, *
e lodiamo il tuo nome per sempre.
Dégnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.
Benedetto sei tu, Signore; *
mostrami il tuo volere.
Vedi la mia miseria e la mia pena *
e perdona tutti i miei peccati.
Dalle mie labbra fiorisca la lode, *
la lode al nostro Dio.
Possa io vivere per lodarti: *
mi aiutino i tuoi giudizi.
Come pecora smarrita vado errando; *
cerca il tuo servo perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.
Presto ci venga incontro la tua misericordia, †
perché siamo troppo infelici: *
aiutaci, Dio, nostra salvezza.
Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri, *
degno di lode e di gloria nei secoli. Amen.
LAUS ANGELORUM MAGNA
Glória in excélsis Deo *
et in terra pax homínibus bonæ voluntátis.
Laudámus te, hymnum dícimus tibi, *
benedícimus te, adorámus te, glorificámus te.
Grátias tibi ágimus propter magnam glóriam tuam, *
Dómine Deus rex cæléstis.
Deus Pater omnípotens, *
Iesu Christe et sancte Spíritus.
Dómine Deus, *
Fílius Patris.
Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi, *
sύscipe deprecatiónem nostram;
qui sedes ad déxteram Patris, *
miserére nobis.
Miserére nobis: sύbveni nobis, dírige nos: *
consérva nos, munda nos, pacífica nos,
libera nos ad inimícis, *
a tentatiónibus.
Quia tu solus sanctus, *
tu solus Dóminus, tu solus Altíssimus
Iesu Christie *
in glória Dei Patris cum sancto Spíritu.
Per síngulos dies benedícimus te, *
et laudámus nomen tuum in ætérnum, et in sæculum sæculi.
Dignáre, Dómine, die isto, *
sine peccáto nos custodíre.
Benedíctus es, Dómine, *
doce me iustítias tuas.
Vide humilitátem meam et labórem meum *
et dimítte ómnia peccáta mea.
Eructábunt lábia mea hymnum, *
hymnum Deo nostro.
Vivet ánima mea et laudábit te, *
et iudícia tua adiuvábunt me.
Errávi sicut ovis, quæ períerat: *
requíre servum tuum, quia mandáta tua non sum oblítus.
Cito antícipet nos misericórdia tua, Dómine, †
quia páuperes factin sumus nimis, *
ádiuva nos, Deus salutáris noster.
Benedíctus es, Dómine, Deus patrum nostrórum, *
et laudábilis et gloriósus in sæcula sæculórum. Amen.
Se all’Ufficio delle Letture seguono immediatamente le Lodi si omettono l’orazione seguente e l’introduzione di Lodi e si recita immediatamente il Cantico di Zaccaria.
ORAZIONE
Il nostro labbro conosca, o Dio pietoso,
la gioia di lodarti,
e l’animo sempre si rallegri
della tua grande misericordia.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Quando l'Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell'orazione riportata si può sempre dire l'orazione seguente:
Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.
CONCLUSIONE
V Benediciamo il Signore.
R Rendiamo grazie a Dio.