UFFICIO DELLE LETTURE

Lunedì, 18 agosto 2025

LUNEDI
DELLA VENTESIMA SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

V   O Dio, vieni a salvarmi.
R   Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.
Alleluia.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

Sommo Creatore dei lucenti cieli,
o immenso Dio che dividendo l’acque,
offri alla bruna terra
le fresche piogge e l’ardore del sole,

dall’alto manda sull’anima nostra
la divina rugiada della grazia,
né, seducendoci con nuovi inganni,
ci mortifichi più l’antico errore.

Alla tua luce la fede
attinga la provvida luce
che ogni miraggio disperda
e dissipi ogni tenebra.

Ascolta, Padre, la nostra preghiera
per Gesù Cristo Signore
che regna con te nei secoli
e con lo Spirito santo.   Amen.

latino

Imménse cæli Cónditor,
qui, mixta ne confúnderent,
aquæ fluénta dívidens,
cælum dedísti límitem,

Firmans locum cæléstibus
simúlque terræ rívulis,
ut unda flammas témperet,
terræ solum ne díssipet:

Infúnde nunc, piíssime,
donum perénnis grátiæ,
fraudis novæ ne cásibus
nos error átterat vetus.

Lucem fides invéniat,
sic lúminis iubar ferat;
hæc vana cuncta térreat,
hanc falsa nulla cómprimant.

Præsta, Pater piíssime,
per Iesum Christum Dóminum,
qui tecum in perpétuum
regnat cum sancto Spíritu.   Amen.

In canto

O sommo Creatore dei cieli,
sapiente dividi le acque,
offrendo alla terra feconda
le piogge e l’ardore del sole.

Dall’alto discenda sull’anima
divina rugiada di grazia;
tornando con nuovi inganni,
non rechi la morte il Maligno.

Al tuo splendore la fede
attinga la provvida luce,
che ogni miraggio disperda
e dissipi tutte le tenebre.

O Padre, la nostra preghiera
ascolta per Cristo Signore,
che insieme alla Spirito santo
con te vive e regna in eterno. Amen.

INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

Ristorate le membra affaticate,
i servi tuoi si lèvano;
vieni ed accogli, o Dio,
la prima voce dei tuoi figli oranti.

Lieto ti loda il labbro,
il cuore ardente ti chiama:
all’operosa vita che riprende
presiedi e benedici.

La stella del mattino
vince la notte, alla crescente luce
la tenebra nel bel sereno sfuma:
il male così ceda alla tua grazia.

A te concorde sale la supplica:
strappa dai cuori ogni fibra colpevole,
e l’animo redento
celebrerà in eterno la tua gloria.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito santo
domina e vive nei secoli.   Amen.

latino

Somno reféctis ártubus,
spreto cubíli, súrgimus:
nobis, Pater, canéntibus
adésse te depóscimus.

Te lingua primum cóncinat,
te mentis ardor ámbiat,
ut áctuum sequéntium
tu, sancte, sis exórdium.

Cedant tenébræ lúmini
et nox diúrno síderi,
ut culpa, quam nox íntulit,
lucis labáscat múnere.

Precámur ídem súpplices
noxas ut omnes ámputes,
et ore te canéntium
laudéris in perpétuum.

Præsta, Pater piíssime,
per Iesum Christum Dóminum,
qui tecum in perpétuum
regnat cum sancto Spíritu.   Amen.

in canto

La notte ha donato ristoro
e lieti i tuoi figli si levano;
accogli benevolo, o Padre,
la lode in attesa del giorno.

Con gioia il labbro si schiude,
il cuore ardente ti chiama:
al nostro lavoro presiedi
e dona il tuo amore fecondo.

La stella del primo mattino
è segno di luce crescente
che vince serena le tenebre:
così la tua grazia il male!

Concorde a te sale la supplica:
tu strappa dai cuori ogni colpa,
e l’animo nostro redento
ti celebri oggi e in eterno.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Cristo Gesù, tuo Figlio
che regna Signore per sempre,
unito allo Spirito santo. Amen.

CANTICO DEI TRE GIOVANI

Cfr. Dn 3, 52-56

Ogni creatura lodi il Signore

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
     e siedi sui cherubini, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

Come era nel principio e ora e sempre
     nei secoli dei secoli, amen, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.

SALMODIA

Salmo 72

Perché il giusto soffre

Beato colui che non si scandalizza di me (Mt 11, 6).

I (1-12)

Ant. 1   Quanto è buono Dio con i giusti!

Quanto è buono Dio con i giusti, *
      con gli umili dal cuore puro!

Per poco non inciampavano i miei piedi, *
     per un nulla vacillavano i miei passi,
perché ho invidiato i prepotenti, *
     vedendo la prosperità dei malvagi.

Non c’è sofferenza per essi, *
     sano e pasciuto è il loro corpo.
Non conoscono l’affanno dei mortali *
     e non sono colpiti come gli altri uomini.

Dell’orgoglio si fanno una collana *
     e la violenza è il loro vestito.
Esce l’iniquità dal loro grasso, *
     dal loro cuore traboccano pensieri malvagi.

Scherniscono e parlano con malizia *
     minacciano dall’alto con prepotenza.

Levano la loro bocca fino al cielo *
     e la loro lingua percorre la terra.
Perciò seggono in alto, *
     non li raggiunge la piena delle acque.

Dicono: «Come può saperlo Dio? *
     C’è forse conoscenza nell’Altissimo?».
Ecco, questi sono gli empi: *
     sempre tranquilli, ammassano ricchezze.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 1   Quanto è buono Dio con i giusti!

II (13-20)

Ant. 2   Come un sogno al risveglio, Signore, *
             quando sorgi, fai svanire la loro immagine.

Invano dunque ho conservato puro il mio cuore *
     e ho lavato nell’innocenza le mie mani,
poiché sono colpito tutto il giorno, *
     e la mia pena si rinnova ogni mattina.

Se avessi detto: «Parlerò come loro», *
     avrei tradito la generazione dei tuoi figli.

Riflettevo per comprendere: *
     ma fu arduo agli occhi miei,
finché non entrai nel santuario di Dio *
     e compresi qual è la loro fine.

Ecco, li poni in luoghi scivolosi, *
     li fai precipitare in rovina.

Come sono distrutti in un istante, *
     sono finiti, periscono di spavento!
Come un sogno al risveglio, Signore, *
     quando sorgi, fai svanire la loro immagine.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 2   Come un sogno al risveglio, Signore, *
             quando sorgi, fai svanire la loro immagine.

III (21-28)

Ant. 3   Il mio bene è stare vicino a Dio, *
             in Dio ho posto il mio rifugio.

Quando si agitava il mio cuore *
     e nell’intimo mi tormentavo,
io ero stolto e non capivo, *
     davanti a te stavo come una bestia.

Ma io sono con te sempre: *
     tu mi hai preso per la mano destra.
Mi guiderai con il tuo consiglio *
     e poi mi accoglierai nella tua gloria.

Chi altri avrò per me in cielo? *
     Fuori di te nulla bramo sulla terra.

Vengono meno la mia carne e il mio cuore; †
     ma la roccia del mio cuore è Dio, *
     è Dio la mia sorte per sempre.

Ecco, perirà chi da te si allontana, *
     tu distruggi chiunque ti è infedele.

Il mio bene è stare vicino a Dio: *
     nel Signore Dio ho posto il mio rifugio,
per narrare tutte le tue opere *
     presso le porte della città di Sion.

Gloria al Padre e al Figlio *
     e allo Spirito santo.
Come era nel principio e ora e sempre *
     nei secoli dei secoli. Amen.

Ant. 3   Il mio bene è stare vicino a Dio, *
             in Dio ho posto il mio rifugio.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

V   Tu sei benedetto, Signore.
R   Amen.

L    Benedicimi, Padre.
V   Per Cristo, che è via e verità,
      la divina Maestà  ci benedica.
R   Amen.

PRIMA LETTURA

Ef 1, 15-23

Dalla lettera agli Efesini di san Paolo, apostolo

La preghiera di Paolo perché i fedeli siano illuminati

Anch’io, avendo avuto notizia della vostra fede nel Signore Gesù e dell’amore che avete verso tutti i santi, non cesso di render grazie per voi, ricordandovi nelle mie preghiere, perché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una più profonda conoscenza di lui.
Possa egli davvero illuminare gli occhi della vostra mente per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi credenti secondo l’efficacia della sua forza che egli manifestò in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla sua destra nei cieli, al di sopra di ogni principato e autorità, di ogni potenza e dominazione e di ogni altro nome che si possa nominare non solo nel secolo presente ma anche in quello futuro. Tutto infatti ha sottomesso ai suoi piedi e lo ha costituito su tutte le cose a capo della Chiesa, la quale è il suo corpo, la pienezza di colui che si realizza interamente in tutte le cose.

RESPONSORIO

Cfr. Ef 1, 17. 22. 21

R   Il Dio del Signore nostro Gesù Cristo
      lo ha costituito capo della Chiesa
      al di sopra di ogni principato e autorità:
           tutto ha sottomesso ai suoi piedi.

V   Di gloria e di onore lo hai coronato,
      gli ha dato potere
      sulle opere delle sue mani:
           tutto ha sottomesso ai suoi piedi.

L    Benedicimi, Padre.
V   La grazia dello Spirito santo
      illumini i nostri sensi e il nostro cuore.
R   Amen.

SECONDA LETTURA

Dalla «Esposizione del Vangelo secondo Luca» di sant’Ambrogio, vescovo

(II, 10-11. 13: SAEMO 11, 155. 157-159)
Gesù è presente dappertutto

Anche di Giovanni fu detto dall’angelo che sarebbe stato grande; ma quegli è grande quanto può esserlo un uomo, Gesù è grande in quanto è Dio, perché «grande è il Signore, e degnissimo di lode; la sua grandezza è ininvestigabile» (Sal 144, 3). Ma in tutta verità anche Giovanni è grande, poiché «tra i nati di donna non c’è nessuno più grande del profeta Giovanni Battista» (Lc 7, 28). Però c’è anche chi è più grande di lui, poiché «il più piccolo nel Regno di Dio è più grande di lui» (Lc 7, 28). Grande, comunque, è Giovanni. Ma, pur essendo grande davanti al Signore, Giovanni non beve né vino né bevande inebrianti, Gesù invece mangia e beve con i pubblicani e i peccatori. Quegli accumula meriti con la sua mortificazione, perché non possiede alcun potere innato, Cristo invece, il quale per diritto di natura poteva largamente perdonare i peccati, perché mai avrebbe dovuto scansare coloro che egli poteva rendere migliori di quanti digiunavano?
Similmente, in senso spirituale, egli non disdegnava il loro convito, perché doveva donare ad essi il sacramento. Perciò, uno mangia e l’altro digiuna, simbolo entrambi dei due popoli; in uno c’è il popolo che ancora digiuna, nell’altro c’è il popolo che viene nutrito. Però anche Cristo digiunò perché tu non evitassi tale precetto, e mangiò con i peccatori, perché tu ne ammirassi l’operazione della grazia, e ne riconoscessi la potenza.
Dunque, anche Giovanni è grande, ma la sua grandezza ha un principio e una fine; ma il Signore Gesù è il «Principio e la Fine, è il Primo e l’Ultimo. Nulla è anteriore al Primo, nulla è posteriore all’Ultimo» (cfr. Ap 22, 13; 1, 17; 2, 8).
Ben a ragione, perciò, si dice che è grande, perché la potenza di Dio si estende dappertutto, e dappertutto si dispiega la maestà della natura divina. La Trinità non ha limiti, non ha confini, non ha misura, non ha dimensioni. Non si circoscrive nello spazio, non si penetra col pensiero, non si afferra col giudizio, non muta col tempo. Anche agli uomini il Signore Gesù ha dato la grandezza: infatti «la loro voce si diffonde su tutta la terra; le loro parole giungono fino all’estremità della terra» (Sal 18, 5); però non fino all’estremità del mondo, non fino all’estremità del cielo, non al di là dei cieli. Invece nel Signore Gesù «sono state create tutte le cose, quelle del cielo e quelle della terra, le visibili e le invisibili, ed egli è prima di tutti e tutte le cose sussistono in lui» (Col 1, 16 ss.). Mira il cielo, Gesù è lassù; guarda la terra, Gesù è presente; sali con la parola al cielo, discendi con la parola nelle viscere della terra, Gesù è sempre là. Se salirai al cielo, Gesù è là; se discenderai nella profondità della terra, lo trovi presente. Oggi, mentre vi sto parlando, egli è con me, qui in questo punto, in questo momento, e se nell’Armenia, adesso, c’è un cristiano che parla, là è presente Gesù; «nessuno infatti può dire: “Gesù Signore”, se non in virtù dello Spirito Santo» (1Cor 12, 3). Se col pensiero ti interni negli abissi, vedrai che anche là Gesù è all’opera; sta scritto infatti: «Non dire nel tuo cuore: chi è salito al cielo? cioè per farne discendere Cristo; oppure chi è disceso nell’abisso? cioè per ricondurre Cristo dai morti» (cfr. Rm 10, 6 ss.). Dov’è che non si trova colui che ha riempito i cieli, gli abissi e la terra? A ragione è grande colui che ha riempito il mondo della sua potenza, ed è dappertutto e sarà sempre, poiché «il suo regno non avrà più fine».

LAUS ANGELORUM MAGNA

Gloria a Dio nell’alto dei cieli, *
     e pace in terra agli uomini di buona volontà.

Noi ti lodiamo, ti eleviamo un inno, *
     ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo.
Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, *
     Signore Dio, Re del cielo.

Dio Padre onnipotente, *
     Gesù Cristo e Spirito santo.

Signore Dio, *
     Figlio del Padre.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, *
     accogli la nostra supplica.
Tu che siedi alla destra del Padre, *
     abbi pietà di noi.

Sii tu la nostra guida e il nostro aiuto; *
     salvaci, rendici puri, conservaci nella tua pace.
Liberaci dai nemici *
     e dalle tentazioni.

Perché tu solo il santo, *
     tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo,
Gesù Cristo, *
     nella gloria di Dio Padre con lo Spirito santo.

Ogni giorno ti benediciamo, *
     e lodiamo il tuo nome per sempre.
Dégnati oggi, Signore, *
     di custodirci senza peccato.

Benedetto sei tu, Signore; *
     mostrami il tuo volere.
Vedi la mia miseria e la mia pena *
     e perdona tutti i miei peccati.

Dalle mie labbra fiorisca la lode, *
     la lode al nostro Dio.
Possa io vivere per lodarti: *
     mi aiutino i tuoi giudizi.

Come pecora smarrita vado errando; *
     cerca il tuo servo perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Presto ci venga incontro la tua misericordia, †
     perché siamo troppo infelici: *
     aiutaci, Dio, nostra salvezza.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri, *
     degno di lode e di gloria nei secoli.   Amen.

LAUS ANGELORUM MAGNA

Glória in excélsis Deo *
     et in terra pax homínibus bonæ voluntátis.

Laudámus te, hymnum dícimus tibi, *
     benedícimus te, adorámus te, glorificámus te.
Grátias tibi ágimus propter magnam glóriam tuam, *
     Dómine Deus rex cæléstis.

Deus Pater omnípotens, *
     Iesu Christe et sancte Spíritus.

Dómine Deus, *
     Fílius Patris.

Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi, *
     sύscipe deprecatiónem nostram;
qui sedes ad déxteram Patris, *
     miserére nobis.

Miserére nobis: sύbveni nobis, dírige nos: *
     consérva nos, munda nos, pacífica nos,
libera nos ad inimícis, *
     a tentatiónibus.

Quia tu solus sanctus, *
     tu solus Dóminus, tu solus Altíssimus
Iesu Christie *
     in glória Dei Patris cum sancto Spíritu.

Per síngulos dies benedícimus te, *
     et laudámus nomen tuum in ætérnum, et in sæculum sæculi.

Dignáre, Dómine, die isto, *
     sine peccáto nos custodíre.

Benedíctus es, Dómine, *
     doce me iustítias tuas.
Vide humilitátem meam et labórem meum *
     et dimítte ómnia peccáta mea.

Eructábunt lábia mea hymnum, *
     hymnum Deo nostro.
Vivet ánima mea et laudábit te, *
     et iudícia tua adiuvábunt me.

Errávi sicut ovis, quæ períerat: *
     requíre servum tuum, quia mandáta tua non sum oblítus.

Cito antícipet nos misericórdia tua, Dómine, †
     quia páuperes factin sumus nimis, *
     ádiuva nos, Deus salutáris noster.

Benedíctus es, Dómine, Deus patrum nostrórum, *
     et laudábilis et gloriósus in sæcula sæculórum.   Amen.

Se all’Ufficio delle Letture seguono immediatamente le Lodi si omettono l’orazione seguente e l’introduzione di Lodi e si recita immediatamente il Cantico di Zaccaria.

ORAZIONE

Sii tu la nostra guida e il nostro aiuto, o Dio;
fa’ che la rettitudine del cuore
ci mantenga sempre sul giusto cammino.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.


Quando l'Ufficio delle letture si recita nelle ore notturne o nelle prime del mattino, invece dell'orazione riportata si può sempre dire l'orazione seguente:

Allontana, o Dio, ogni tenebra
dal cuore dei tuoi servi
e dona alle nostre menti la tua luce.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio,
che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE

V   Benediciamo il Signore.
R   Rendiamo grazie a Dio.