II DOMENICA DOPO PENTECOSTE
Domenica, 07 giugno 2026
VANGELO STORICO
Introduzione
Si può consultare l’introduzione generale, in Vangelo storico della Prima Domenica di Avvento.
Nuova e Antica Legge
Oggi leggiamo Mt 5, 43-48.
Si tratta di un passo della Nuova Legge del Cristo Re e del suo Regno, perciò i precetti del Vangelo di Matteo si ergono sulla Legge Antica.
«Egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti». Non sono parole pronunciate storicamente da Gesù, sono saggezza umana evidente.
«I pubblicani». Matteo non dice “i peccatori”, perché mette se stesso tra i peccatori peggiori di fronte alla Legge di Mosè.
Ricompensa o situazione nuova
«Quale ricompensa ne avete?». In Matteo, realmente, si deve tradurre “ricompensa”, ma in Luca troviamo “grazia”, “vantaggio”, e si tratta delle parole originali del Maestro.
Ricompensa è ciò che si ottiene per un buon comportamento, mentre la “grazia” è quel qualcosa in più che ci dà il Regno di Dio, non commisurato al nostro impegno, ma in vista di concederci vita naturale-soprannaturale in abbondanza.
Il senso è reso dalla frase successiva: «Che cosa fate di straordinario (ossia di impossibile ai pagani e ai peccatori)?».
Qui non si tratta di imitare Cristo per avere ricompensa, ma di poter essere qualcosa di diverso da ciò che è il mondo.
Fare come il Padre
«Voi dunque siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste». Si deve intendere come essere creativi come il Padre nel fare ciò che non sanno fare i pagani, non nel senso di stravolgere la nostra vita cercando di vivere come fossimo soltanto spirito. Si tratta di imitare il Padre nell’agire, non di voler essere come il Padre.
Non moralismo, ma legislazione esemplare
Spesso le sentenze del Vangelo secondo Matteo si prestano a interpretazioni moralistiche e ascetiche, se non si tiene presente che le parole originali di Gesù, spesso, non sono in questo Vangelo, che si tratta invece di legislazione esemplare per il mondo ebraico.
Giovanni Conforti