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V DOMENICA DI QUARESIMA

Domenica, 22 marzo 2026

VOCE GUIDA

Introduzione
Il dono grazie al quale esistiamo, la vita, sembra schiacciata definitivamente dalla morte, oltre che da altre forme del male che la possono impoverire e ridurre. A Dio chiediamo di evitare quanto va contro il desiderio di bene che accompagna il tempo che siamo chiamati ad attraversare, ma la riuscita appare impossibile.
L’amicizia tra Gesù e Lazzaro non garantisce privilegi a proposito della malattia, della morte e del dolore. Gesù scoppia in pianto con le sorelle dell’amico, davanti alla sua tomba, chiamandolo poi a vivere ancora e presentandosi come il Signore che, impegnando la sua vita e la sua morte, riscatta in ciascuno fragilità e colpe.

Atto penitenziale
Carissimi, il Signore Gesù, che ci rende partecipi della sua stessa vita, vi chiama alla conversione: con fiducia, riconosciamo i nostri peccati e disponiamoci al pentimento, perché alle debolezze della nostra umana miseria supplisca il perdono della sua infinita misericordia.

Tu che guidi il tuo popolo nel deserto dell’esistenza: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.

Tu che fai passare dalla morte alla vita chi ascolta la tua Parola: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.

Tu che sei morto in croce e sei il primogenito di coloro che risorgono dai morti: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.

Lettura
Israele si viene a trovare tra due pericoli mortali: il mare e gli egiziani. Ma Dio è con lui e la paura iniziale si trasforma alla fine nel timore di Dio. Solo accettando di attraversare le acque di morte, il popolo può rinascere alla vita e alla fede.

Epistola
La rinascita pasquale non ci attende solo oltre la soglia della morte; sin d’ora ritma la vita spirituale. Ci fa passare dalla morte del peccato alla vita nuova in Cristo; dal vantarci delle nostre opere al confidare nel dono di Dio e nella sua salvezza.

Vangelo
La fede di Marta deve lasciarsi purificare da Gesù. Lazzaro non solo risorgerà nell’ultimo giorno ma, come ognuno di noi, può sin d’ora incontrare Gesù che è la risurrezione e la vita. La comunione con lui è più forte della separazione della morte.