III DOMENICA DI QUARESIMA
Domenica, 08 marzo 2026
VOCE GUIDA
Introduzione
Il credente è una persona aperta, in cammino, che non ha né sicurezze né preclusioni ma si appoggia di giorno in giorno, passo dopo passo, alla parola di Dio, come fecero Abramo e Mosè, di cui oggi leggiamo. Le scelte che Dio fa conoscere sono decisive e ben superiori ai nostri progetti e alle nostre attese.
A partire dalla figura di Abramo siamo posti di fronte alla nostra fede. Viene spontaneo chiederci: siamo credenti davvero e sempre? Oppure siamo tra quelli che pensano alla fede come fonte di vantaggi o di difesa?
Atto penitenziale
Fratelli carissimi, invitati dal Signore alla mensa della Parola e dell’Eucaristia, manifestiamo il nostro sincero pentimento e riconosciamoci peccatori: le nostre colpe meritano condanna, ma il Signore, ancora una volta, ci accoglie, ci dona il suo perdono e ci restituisce alla libertà dei figli di Dio.
Tu, Figlio di Dio, che hai esteso la benedizione di Abramo a tutte le genti: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.
Tu, Figlio, dell’uomo, che hai sperimentato la morte a vantaggio di tutti: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.
Tu, Figlio unigenito del Padre, che ci hai liberati perché restassimo liberi: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.
Lettura
Dopo l’idolatria del vitello d’oro, Dio rinnova l’alleanza con il suo popolo. Il peccato non arresta il progetto di Dio: Dio rivela in modo più profondo il suo nome, che è misericordia, e promette meraviglie inaudite.
Epistola
La Legge non fa che rivelare la nostra ingiustizia e non è in grado di liberarci dal peccato. Come testimonia la storia di Israele, il popolo è incapace di rimanere fedele all’alleanza. Solo la fede in Gesù ci comunica la giustizia stessa in cui visse Abramo.
Vangelo
In questo dialogo con i Giudei, Gesù offre una profonda rivelazione di sé stesso, assumendo il nome stesso di Dio: Io Sono. Compiere l’opera di Abramo significa credere in Gesù e nella sua parola, che ci libera dalla schiavitù della menzogna e del peccato.