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IV DOMENICA DOPO L'EPIFANIA - anno A

Domenica, 01 febbraio 2026

VANGELO STORICO

Introduzione

Si può consultare l’introduzione generale, in Vangelo storico della Prima Domenica di Avvento.

 

Gesù sempre all’opera con il Padre

Confrontando tra loro i quattro Vangeli e ambientandoli nella cronologia storica, comprendiamo che questi fatti (Mt 8, 23-27) avvennero dopo la Festa delle Capanne dell’anno 31 d.C.
I discepoli hanno poca fede, cioè si fidano poco dei fatti che hanno visto tante volte.
Già da due anni Gesù ha continuato a compiere opere di guarigione, di festa addirittura, quando ha cambiato l’acqua in vino; sempre comunque per la vita. Non ha lasciato che succedesse qualcosa di male ai suoi.
Ha promesso beatitudine ai poveri, agli affamati e agli afflitti, ben conscio che ci sono coloro che rendono poveri, affamano, affliggono (Lc 6, 20-26). Ha insegnato come realizzare la beatitudine nelle diverse situazioni, anche molto difficili e come costruire una “casa sulla roccia” (Lc 6, 27-49).
Non è mai accaduto che venisse sorpreso da qualcosa di pericoloso.
Dovrebbero avere ben capito che non li può lasciar perire tra le onde e che, anche quando dorme, non lo può sorprendere alcun male.
Gesù vuole che i discepoli sappiano bene che egli opera sempre insieme al Padre (Gv 5, 17), sia che vegli di notte in preghiera, sia che dorma tranquillo in mezzo a una tempesta.
Allo stesso modo anche oggi, sebbene non lo vediamo, è sempre all’opera perché nulla di quanto il Padre gli ha dato vada perduto (Gv 6, 39). E il Padre gli ha dato in mano ogni cosa (Gv 3, 35).
Se ha potuto salvare i suoi discepoli dalla tempesta, con lui si è più sicuri che con i piedi ben saldi per terra.

Giovanni Conforti