ULTIMA DOMENICA DOPO L'EPIFANIA - anno A
Domenica, 15 febbraio 2026
VOCE GUIDA
Introduzione
La certezza che, grazie alla paternità di Dio, ad ogni persona e ad ogni atto d’amore sarà dato il suo vero valore è la bella notizia che oggi la Parola di Dio ci trasmette. Siamo invitati così a superare ogni tipo di delusione o di tristezza che possiamo provare a causa dei nostri limiti o delle vicende della vita.
Pur riconoscendoci figli di Dio, infatti, possiamo restare estranei alla sua volontà benevola e incoraggiante. Entrare in chiesa è sempre come tornare a casa, dopo esserci allontanati: l’abbraccio che con gratuità qui riceviamo, portiamolo a tutti affinché l’unico Padre sia il centro prezioso e benedetto dei nostri rapporti.
Atto penitenziale
Fratelli carissimi, radunati in una sola famiglia, disponiamo il nostro spirito al pentimento e accostiamoci con fiducia a Dio nostro Padre, che in Cristo suo Figlio ci dona il perdono e la pace.
Tu che ci liberi dal peccato e dalla morte: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.
Tu che rimproveri e correggi quelli che ami: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.
Tu che fai festa per ogni peccatore pentito: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.
Lettura
Il peccato è ben più che commettere una colpa: è rottura di una relazione, non riconoscimento del dono di Dio per noi. Il perdono di Dio pertanto torna a tessere una comunione intima di reciproca appartenenza, come quella tra la sposa e lo sposo.
Epistola
L’ubbidienza alla Legge rimane impossibile per chi confida nella carne, cioè nelle proprie umane risorse, in un volontarismo vano. Gesù ha assunto la nostra carne, segnata dal peccato, per donarci il suo Spirito, che ci fa camminare nella santità.
Vangelo
Nella parabola di Luca la misericordia del Padre si rivela tanto verso il primo figlio quanto verso il secondo. Entrambi, in modo diverso, hanno bisogno del suo perdono, che non si limita a cancellare la loro colpa, ma li trasforma da servi in figli.