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SANTA FAMIGLIA

Domenica, 25 gennaio 2026

VANGELO STORICO

Introduzione

Si può consultare l’introduzione generale, in Vangelo storico della Prima Domenica di Avvento.

 

Luca e la testimonianza sacerdotale

Il Vangelo di Luca è, in particolare, un racconto storico. Qui (Lc 2, 22-33) riporta le testimonianze di Maria, madre di Gesù, le parole precise che lei ripeteva a memoria, da protagonista e testimone, allorché le veniva richiesto.
Il suo racconto ha caratteristiche sacerdotali, sia perché lei apparteneva probabilmente alla stirpe sacerdotale, sia perché i suoi parenti sacerdoti l’avevano aiutata a costituire questa sua testimonianza ufficiale.

 

Fede israelita

È evidente altresì che Maria era inserita nell’ambiente sacerdotale ebraico ed era molto sensibile alle profezie e a ogni manifestazione profetica.
La famiglia di Gesù compie tutto secondo la legge del Signore, rispetta in pieno le prescrizioni ebraiche ed è pienamente devota alla santità del Tempio.
Maria e Giuseppe non sanno ancora che cosa si realizzerà in Gesù e si mantengono fedeli all’Antica Alleanza.
Ma nemmeno il Cristo, nel suo ministero, avrebbe cancellato qualcosa dell’Alleanza che Dio aveva stabilito con i Patriarchi e con Mosè. L’avrebbe completata in modo inatteso.
In ciò che compie la famiglia di Gesù si vede la sincera fede ebraica; in ciò che ha fatto in seguito Gesù c’è la luce che illumina il mondo e fa rivivere nella pienezza la fede di Israele.

 

Consacrazione universale

Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore: Gesù è il primogenito tra gli uomini nell’eterno disegno del Signore. È degno di essere sacro al Signore, ma pure ognuno di noi, in lui. Non che il Signore preferisca i maschi, ma questa legge prefigurava la consacrazione dell’uomo Figlio di Dio e, in lui, di tutta l’umanità.

 

La forza e la pace dell’anima

Simeone aspettava la consolazione di Israele.
Gli uomini giusti e pii non avevano bisogno di liberarsi dai Romani. Se li raggiungeva la consolazione di Dio, non avevano bisogno di altro.
Anche noi, se rivediamo la realtà di ciò che avvenne allora, riceviamo la stessa consolazione e abbiamo entusiasmo di vivere e sentirci liberi nella situazione in cui ci troviamo, senza attendere condizioni esteriori più propizie.
Condizioni interiori ci stabiliscono nella sicurezza e nella luce, che permette di trasformare assai efficacemente anche la situazione esteriore, vicino a noi prima di tutto.

 

Israele e le genti

Luce che rivela alle genti la verità dell’opera di Dio, offrendo la possibilità di vederla e di rendere gloria a lui.
Israele, la Chiesa che l’hanno ricevuta in anticipo ne sono glorificati.
Le genti non possono disprezzare ciò che dà loro vita vera, civiltà che permane nel tempo e si sviluppa senza doversi ricredere.
Le genti sono assetate di questa vita e civiltà. Solo che si deve rispondere loro alimentandosi delle testimonianze storiche, valide anche giuridicamente, su Gesù Cristo.

 

Lo Spirito Santo nella realtà

La consolazione viene dallo Spirito Santo. Lo Spirito può ben fare tutto quello che leggiamo qui. Per noi la consolazione dello Spirito Santo viene dal leggere la testimonianza di ciò che Egli ha operato nel Figlio e attraverso il Figlio.
Senza Gesù Cristo non avremmo un segno concreto del modo in cui agisce oggi lo Spirito.
Lo Spirito, se vuole, ritenendolo necessario, può muovere le persone a incontrare quel Bambino o quell’Uomo, per poter poi operare salvezza in modo naturale e, insieme, soprannaturale, in particolare nei Sacramenti.

 

Comprendere, sì, ma fidarsi del Signore

La santa famiglia, radicata nell’Antica Alleanza, riceveva la consolazione di Israele e si preparava alla rivelazione di Dio, che Gesù avrebbe realizzato per tutte le genti.
Per Maria e Giuseppe c’erano troppe cose soprannaturali da comprendere, tanto più che ancora poco si era avverato.

Giovanni Conforti