Torna alla celebrazione

II DOMENICA DOPO L'EPIFANIA - anno A

Domenica, 18 gennaio 2026

VOCE GUIDA

Introduzione
Continuano le epifanie del Signore, sia nel dono del vino nuovo e migliore, a Cana, sia nei volti e nelle storie di migranti e di rifugiati nei quali Lui ha detto di essere presente e vicino a noi, in ogni tempo e in ogni luogo. La fredda e inquieta acqua delle traversate può diventare vino grazie alla nostra accoglienza solidale.
Non possiamo rallegrarci per il primo miracolo di Gesù e non riconoscere che questo è il segno che anche noi possiamo offrire a chi si allontana forzatamente dalle proprie terre e radici. Davanti e insieme al Dio fatto uomo assumiamo la nostra responsabilità di “essere sale e luce… per la vita del mondo”.

Atto penitenziale
Carissimi, invitati dal Signore alla sua mensa di salvezza, con fede e speranza accresciute riconosciamoci peccatori e bisognosi di perdono, per essere rinnovati dal suo dono d’amore.

Tu, Figlio di Dio, che hai manifestato la tua gloria nell’ora della croce: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.

Tu, Figlio dell’uomo, che offri per noi il vino nuovo del tuo amore: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.

Tu, Figlio unigenito del Padre, che intercedi a nostro favore: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.

Lettura
A Merìba Dio «si dimostrò santo in mezzo a loro», attraverso il dono dell’acqua. Dio rivela sé stesso mediante i doni con cui si prende cura della nostra vita. La fede che ci viene chiesta è credere in questa sua sollecitudine provvidente.

Epistola
Molti desideri abitano la nostra vita e «non sappiamo come pregare», non perché ignoriamo cosa chiedere, ma perché non sappiamo fare ordine nei desideri e discernere i veri bisogni. Lo Spirito ci aiuta a orientare i nostri desideri al vero bene, Dio stesso.

Vangelo
Quello di Cana è l’inizio dei segni e imprime il suo stampo su tutto ciò che Gesù dirà e farà. Ci rivela così il suo mistero più nascosto: egli è lo Sposo venuto a trasformare l’acqua della nostra relazione con Dio nel vino di una comunione sponsale.