BATTESIMO DEL SIGNORE
Domenica, 11 gennaio 2026
VANGELO STORICO
Introduzione generale
Si può consultare l’introduzione generale, in Vangelo storico della Prima Domenica di Avvento.
Perché Gesù volle essere battezzato da Giovanni?
Certamente Gesù, nel momento ricordato dal Vangelo di oggi (Mt 3, 13-17), compì un atto di umiltà, di solidarietà con il genere umano, ma ciò che conta, per la redenzione di Israele e del mondo, è che Gesù, con il battesimo di Giovanni, fu riconosciuto come il Cristo da tutto il popolo.
Giovanni Battista sapeva, perché gliene avevano parlato i genitori Zaccaria ed Elisabetta, che Gesù era «il suo Signore» (Lc 1, 43), anche se non l’aveva mai incontrato, essendo vissuto in luoghi deserti fin da fanciullo (Lc 1, 80).
Il profeta Giovanni concluse dunque nel modo più grande l’Antico Testamento, preparando giuridicamente, di fronte alla legge di Mosè, l’esordio del Messia.
Gesù, prima, era un lavoratore; non era dedito allo studio e non apparteneva alle comunità essene o zelote, da cui si pensava stesse per uscire l’Unto del Signore, il Messia o Cristo.
Gesù stesso, nella discussione con gli scribi a Gerusalemme, mise in stretta relazione la propria autorità con il battesimo di Giovanni (Lc 20, 1-8), e l’apostolo Paolo, agli Ebrei nella sinagoga di Antiochia di Pisidia, poté presentare questa credenziale: «Dalla discendenza di lui (cioè del re Davide), secondo la promessa, Dio trasse per Israele un salvatore, Gesù, dopo che Giovanni ebbe predicato, innanzi al “vessillo” del suo ingresso (a Gerusalemme), un battesimo di conversione a tutto il popolo d'Israele».
La Trinità di Dio si fa udire e vedere
Con battesimo di acqua, non fu solo il Battista che presentò ufficialmente Gesù al popolo, ma lo presentò anche la Trinità di Dio.
La stessa Trinità, per la prima volta, si fece conoscere all’umanità nel modo più semplice e concreto.
Da allora fu chiaro questo mistero di Dio, anche se della sua profondità possiamo comprendere soltanto qualcosa. Ma tanto basta a cambiare la vita del mondo, perché il Creatore ci ha fatto entrare nella sua familiarità.
I presenti poterono sentire che la voce era quella di Dio Padre, perché veniva dal cielo e si rivolgeva al “Figlio”, all’uomo che era lì sulla riva del fiume Giordano.
La colomba, che venne su Gesù, non era un simbolo di pace, ma una realtà più importante. Gesù non aveva bisogno di pace, il Padre era molto contento di lui.
Ricercando qua e là il significato della “colomba”, ho potuto notare che già da almeno mille anni gli Egiziani e i Babilonesi avevano impiegato i colombi come messaggeri. Gli Ebrei, che si trovavano di mezzo, potevano vederli passare sulle loro teste.
Dunque la colomba è un messaggero del Padre, per il Figlio uomo.
Come si è capito che la colomba era lo Spirito Santo, non un simbolo?
Giovanni Battista l’ha testimoniato, dopo ciò che aveva visto e udito, dopo averne probabilmente parlato con Gesù stesso e dopo aver “osservato” il comportamento di Gesù per quaranta giorni di ritiro nel deserto.
Le comunicazioni del Padre all’uomo Gesù
Quale messaggio comunicò la colomba a Gesù?
Non è difficile da scoprire, perché nel Vangelo secondo Giovanni leggiamo: « Colui che viene (giù) dall’alto (il Figlio) è al di sopra di tutti; colui che viene dalla terra (Giovanni Battista) appartiene alla terra e parla della terra. Colui che viene dal cielo è al di sopra di tutti: ciò che ha visto e udito, questo testimonia, e nessuno accoglie la sua testimonianza. Colui che ha accolto la sua testimonianza (Giovanni Evangelista), certifica con sigillo (il Battista aveva un suo sigillo) che (egli) è il vero Dio. Infatti colui che Dio ha mandato proferisce le parole di Dio, poiché, indubbiamente, lo Spirito (gliele) dà non contate».
Nello stesso Vangelo leggiamo più volte che Gesù, il Figlio, affermava di dire soltanto ciò che il Padre gli diceva e di compiere soltanto ciò che il Padre gli aveva ordinato.
Perciò la colomba aveva portato all’uomo Gesù le parole e le opere del Padre.
In seguito a questa presentazione di Giovanni e della Santissima Trinità, Gesù, «nella potenza dello Spirito Santo, ritornò in Galilea e la fama di lui si diffuse tutt’intorno nella regione. Egli insegnava nelle loro sinagoghe ed era stimato da tutti», era riconosciuto come Maestro e Messia e non c’era ancora ostilità nei suoi confronti.
Un’ultima annotazione: chi ascoltava Gesù e lo seguiva era “nel pieno possesso delle sue facoltà”; per la maggior parte erano giovani, forti e svegli. Ne sono esempi proprio l’evangelista Giovanni, che era un ragazzo fresco di scuola, e Pietro che era un capo di pescatori.
Giovanni Conforti