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SANTI INNOCENTI MARTIRI

Lunedì, 28 dicembre 2026

VANGELO STORICO

Introduzione

Si può consultare l’introduzione generale, in Vangelo storico della Prima Domenica di Avvento.

 

Vittime innocenti o testimoni?

Il Vangelo di oggi (Mt 2, 13b-18) attira la nostra attenzione sulla concretezza storica.
Martiri sono i credenti di una religione che hanno reso testimonianza alla loro fede con la propria vita.
Questi bambini, i più grandi dei quali avevano compiuto da poco un anno, quale testimonianza hanno reso della fede in Gesù Cristo? Quale altra testimonianza hanno dato?
La domanda sembra irriverente, ma che senso avrebbe avuto parlare del loro sacrificio, se i Vangeli non fossero racconti storici? Forse quello di rendere più odioso il re Erode? O di rendere odioso il Re dei Giudei che era nato e, prima di compiere i due anni, aveva già provocato vittime innocenti?
Per prima cosa si deve dire che la colpa non era certamente di Gesù, o di suo Padre in Cielo. La morte di questi piccoli è segno del regno del diavolo, sotto cui il mondo si trovava, proprio perché Gesù non aveva ancora iniziato la civiltà della benevolenza.
Ma gli scribi evangelisti di Matteo, avendo potuto raccogliere diverse informazioni dalla madre di Gesù e da altre persone, a Gerusalemme e nei dintorni, hanno riferito questo fatto provvidenziale per fissare la data della nascita di Gesù e quindi ambientare storicamente tutti i fatti della sua vita.

 

I Vantaggi e l’innocenza del Cristo

Non è irrilevante poter dire che tutto è storico nei Vangeli.
Se le parole e i fatti dei Vangeli non fossero storici, sarebbero soltanto degli spunti per il nostro impegno, per fare il bene che dipenderebbe soltanto da noi, senza un vero aiuto del Cielo. E non saremmo mai abbastanza coerenti per salvarci.
Se, al contrario, le parole e i fatti evangelici sono di carattere divino, noi non abbiamo bisogno di riflessioni, di silenzio per avvicinarci a Dio, di “coerenza”. Non costruiamo noi la nostra salvezza. La salvezza ci è venuta incontro e compie in noi cambiamenti divini.
Certamente, poiché siamo intelligenti, liberi e abbiamo un cuore, dobbiamo impegnare tutta la nostra vita per meritare la salvezza e per corrispondervi.
Ma è Gesù Cristo a darci dei vantaggi, impossibili senza di lui.
Anzi, mentre noi pensiamo di essere inevitabilmente peccatori, cosicché l’innocenza finisce quando incominciamo a essere autonomi e creativi, il Cristo Re ci dice che con lui non va perso “nemmeno un capello del nostro capo”.
Tanto meno gli sfugge dalle mani la nostra innocenza, se abbiamo fiducia in lui, lo ascoltiamo, proviamo a fare quello che ha detto e partecipiamo ai suoi Sacramenti.
La Penitenza cancella i peccati; la Comunione con lui innocente ricostituisce l’innocenza. Diviene lui il nostro giudice, non ci condannano i nostri peccati.
Egli ci ha cari, noi possiamo aver cara ogni persona che ci passa vicino. Se dunque siamo cari al Figlio di Dio Creatore e abbiamo caro il prossimo, anche le altre creature, su cui lavoriamo, stanno con noi nella carità, nella creatività buona.
Nulla è fuori dalla carità; nulla e nessuno può impedirci di pensare, parlare e agire con carità.
Se i Vangeli sono storici, gli evangelisti sono veri martiri, innocenti anch’essi perché ci hanno messo in comunione diretta con l’Innocente, Cristo storico.

 

Un po' di storia

Quando arrivarono a Gerusalemme i Magi, Erode, i sacerdoti e gli scribi non sapevano niente della “stella”. L’avevano vista soltanto i Magi in Oriente; soltanto essi poterono informare Erode.
Questa stella, dunque, non era un fenomeno celeste visibile anche in Palestina, come fu la congiunzione tra due o tre pianeti nel 7-6 a.C. Si trattava di un astro particolare.
Gesù era nato alla fine del 3 a.C. Ora aveva circa un anno e correva l’anno 1 a.C.
Erode era ancora vivo e ancora svolgeva funzioni regali, nonostante avesse già nominato eredi i quattro figli tra il 4 e il 3 a.C.
Egli infatti nacque nel 70 o 69 a.C. e morì di malattia intorno ai settant’anni, vale a dire all’inizio dell'1 a.C.
Le notizie su Erode ci sono fornite principalmente da Giuseppe Flavio. Lo storico ha lasciato intendere, senza però dirlo con precisione, che il regno sia passato ai figli di Erode quando morì. Perciò molti hanno pensato che sia morto nel 4 o 3 a.C.

Giovanni Conforti