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SANTISSIMA TRINITÀ

Domenica, 15 giugno 2025

VANGELO STORICO

Introduzione

Si può consultare l’introduzione generale, in Vangelo storico della Prima Domenica di Avvento.

 

Dio è carità

Come è stato ricordato più volte in questi commenti ai brani evangelici festivi, i discorsi di Gesù che troviamo nel Vangelo di Giovanni, e quindi anche le parole di oggi (Gv 14 ,21-26), sono stati dettati dal Maestro divino al discepolo caro.
Possiamo forzare un po’ il discorso di Gesù e dire che è “incentrato” sulla carità. Ciò spiega perché in seguito Giovanni scrisse che «Dio è carità».
Con questa idea in mente, è vantaggioso ritradurre il brano:

21Chi ha i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ha caro. E chi mi ha caro sarà tenuto caro dal Padre mio e anch’io lo avrò caro e mi manifesterò a lui».
22Gli dice Giuda, non l’Iscariota: «Signore, cos’è accaduto per cui devi manifestarti a noi e non al mondo?».
23Gli ha risposto Gesù: «Se uno mi ha caro, osserverà la mia parola e il Padre mio lo avrà caro e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. 24Chi non mi ha caro non osserva le mie parole, e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
25Queste cose vi ho detto rimanendo tra voi. 26Ma l’Avvocato, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto io.

Il Signore (Cristo Re) e Maestro divino non stava introducendo nel mondo “concetti teologici”, ma stava facendo conoscere le cose concrete del Padre suo, come pure di se stesso e dello Spirito Santo.

 

Manifestarsi a chi non è disposto?

Giuda Taddeo si domanda: “Come puoi tu, Gesù, diventare re così? Perché devi andare via da Gerusalemme, in un luogo segreto, dove aspetterai solo noi?”
Forse i discepoli pensavano che Gesù avesse ceduto all’idea di diventare re di Gamla, assecondando quelli che volevano rapirlo per farlo re, dopo che aveva moltiplicato i pani e i pesci.
Ma Gesù non è tipo che scherza o che si fa prendere in giro, è pieno di carità anche nella sua dignità divina e regale. Non avrebbe senso che si manifestasse a chi non lo ascolta, a chi non gli crede e non prova nemmeno a fare quello che egli dice.
Gesù Cristo si sarebbe manifestato, risorto, a quelli che lo avevano caro e avrebbe preso dimora presso di loro, insieme al Padre, per sempre. Lo Spirito Santo avrebbe sviluppato in loro ciò che Gesù aveva iniziato. 

 

Manifestazione completa, da Persone a persone

Se qui la Trinità non si è manifestata in modo sensibile, come al Battesimo nel Giordano, però il Figlio l’ha manifestata in modo semplice e chiaro con le sue parole. Se al Battesimo si era manifestata per lui, agli occhi e alle orecchie della gente, ora era Gesù a manifestarla ai suoi discepoli.
Come avere ospite nella nostra dimora il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo?
Conoscendo le parole e i comandamenti di Gesù, osservandoli, mettendoli in pratica, mettendoli alla prova dei fatti.
Intanto, nella stessa Trinità, l’Avvocato ce li fa comprendere nel modo più adatto al momento che viviamo e ci ispira come riferirli alla realtà.
Lo Spirito Santo prende soltanto “dalle cose di Gesù Cristo e del Padre”, non dice nulla da sé, opera con la Trinità.
Questo è il modo in cui i Tre “lavorano” insieme, prendendo dimora presso di noi.
Dobbiamo distinguere il cielo che contiene la luna e le stelle (che fanno da ornamento ai nostri sogni) e il sole (che ci fornisce l’energia per vivere) dal Cielo di Dio che ha creato tutte queste cose.
Dio non è lontano nel cielo stellato.
Gesù Cristo ci ha fatto conoscere le cose del Padre, cioè le cose di Dio. Non c’è più alcun mistero che ci tiene servi di qualcosa di oscuro e ostile.
Dio ci vuole suoi familiari e, attraverso le parole e i comandamenti del Cristo Re, la Trinità prende dimora presso di noi, nella nostra terra.
Se non fossero le tre Persone divine a venire da noi e a “starci accanto”, non potremmo mai raggiungere il Dio vero e Unico, in Tre Persone, in un immaginario luogo del cielo stellato.

Giovanni Conforti