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ASCENSIONE DEL SIGNORE - Messa nel giorno

Giovedì, 14 maggio 2026

VANGELO STORICO

Introduzione

Si può consultare l’introduzione generale, in Vangelo storico della Prima Domenica di Avvento.

 

Luca testimone

Il passo del Vangelo di oggi (Lc 24, 36b-53) conferma che l'evangelista Luca era uno dei due discepoli che si recavano a Emmaus il giorno della Risurrezione.
Infatti, nel passo precedente questo, l'evangelista racconta con vivacità quello che avvenne durante il percorso, come poteva fare soltanto un protagonista. Ora, appena tornato a Gerusalemme insieme a Cleofa, può vedere di nuovo Gesù risorto nel Cenacolo, insieme agli altri centoventi discepoli circa, uomini e donne, e può raccontare ogni particolare.
Ma lo fa in modo distaccato, per aver già incontrato il Signore risorto e per aver sentito da lui la spiegazione delle Scritture.
Con la sensibilità di medico e con la fedeltà di pubblico ufficiale, egli fa notare ciò che dimostra la risurrezione di Gesù.
Provenendo da Antiochia ed essendo un neofito e non ebreo di origine, era stato assunto come medico del Tempio. Gli Ebrei normalmente non esercitavano la medicina e affidavano a medici pagani il compito di curare le malattie degli addetti al servizio del Tempio. Questi esercitavano il loro ministero a piedi scalzi ed erano esposti a vari malanni.

 

Ascensioni di Gesù

Riguardo all'ascensione di Gesù, non si deve temere il confronto tra il Vangelo di Luca, quello di Giovanni e gli Atti degli Apostoli, come se le diversità dei testi ci confondessero nella nostra fede; si deve anzi approfondire ogni particolare, per conoscere in modo veramente storico ciò che avvenne. Si incontrano sorprese e collegamenti con tutto il Nuovo Testamento.
Solo accorgimento: non fermarci soltanto a ciò che hanno compreso i Padri della Chiesa e altri scrittori durante i secoli, ma esaminare con fiducia, rispetto e libertà i testi, soprattutto di Luca e Giovanni, così come sono stati scritti e sono stati ricostruiti criticamente.
Constatiamo allora che le ascensioni di Gesù sono state numerose: la prima, il mattino della risurrezione;  l'ultima e definitiva, quaranta giorni dopo.
Nel brano di oggi Luca le riassume, ricordando uno dei momenti, quello che avvenne la sera del giorno in cui Gesù era risorto.
Tra l'altro, in quella circostanza, Gesù promise lo Spirito Santo, in un modo ancora velato, e lo donò effettivamente ai suoi discepoli (Gv 20, 22). Ma la promessa di Gesù era quella di un avvenimento ben visibile, prodigioso.
Quindi leggiamo nel versetto 51: «E avvenne che, mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato su verso il cielo». Ma poi apparve ai discepoli per quaranta giorni. Questo spiega la loro grande gioia (versetto 52). Per quaranta giorni ebbero vicino a loro il Maestro, ormai «elevato» pienamente alla dignità divina, che li metteva in comunicazione diretta con il Cielo e indicava loro le cose da fare. Egli andava e veniva dal Padre e appariva «parlando delle cose del regno di Dio».
Nell'Apocalisse troviamo le profezie che Gesù proferì in quei giorni, ricordate come «parole vere, di Dio».
Negli Atti degli Apostoli (1, 4), dopo i quaranta giorni, leggiamo: "... la promessa del Padre «quella, disse, che voi avete udito da me...»". E subito dopo Gesù salì al cielo definitivamente. Ma: quando i discepoli avevano già udito da Gesù questa promessa? Appunto la sera del giorno della risurrezione, prima di lasciarli, «portato verso il cielo» (versetto 49).
Il legame tra il Vangelo di Luca e gli Atti degli Apostoli è, dunque, storicamente preciso.
Dal confronto tra i quattro Vangeli rileviamo che i discepoli dovevano restare a Gerusalemme. Ma Gesù aveva chiesto agli Undici, separatamente dagli altri, di andare in Galilea, su un monte.

 

Il corpo risorto

Il corpo di risorto di Gesù ha poteri nuovi, che realizzano le nostre stesse fantasie. Anch'esse hanno la loro importanza. Invece Gesù risorto non è affatto frutto di fantasia. Tutto quello che fece in quei giorni è certificato da pubblici ufficiali.
È immagine di quello che saremo anche noi dopo la risurrezione dell'ultimo giorno. Ma la risurrezione è già presente, per chi è morto e non conta più il tempo, vivendo nell'eternità. Alla risurrezione universale sarà rinnovata anche la Terra perché sia luogo di vita risorta.

Giovanni Conforti