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SANTA FAMIGLIA

Sabato, 25 gennaio 2025

VANGELO STORICO

I molti scribi dei quattro Vangeli

Gli scribi di Matteo, tra cui c’erano anche Marco e Luca, potrebbero aver ritoccato alcuni particolari di questi avvenimenti (Mt 2,19-23)  e non abbiamo la possibilità di verificarlo.
Tuttavia hanno rispettato rigorosamente i tempi, meglio di quanto facevano gli storici di allora.
D’altra parte hanno mostrato che le profezie si sono realizzate rigorosamente, secondo la scienza degli scribi ebrei.

 

La magnificenza delle profezie

Ogni collegamento possibile con le antiche Scritture viene rilevato da questo Vangelo.
Sono due le profezie importanti per testimoniare che Gesù è il Re dei Giudei atteso.
Egli dovette permanere un certo tempo in Egitto, terra di attesa, di lontananza dalla terra promessa. In tal modo i quattrocento anni in cui gli Ebrei avevano vissuto in Egitto erano anche simbolo di questa permanenza di Gesù in terra straniera.
Con il suo ritorno in patria, incominciò a realizzarsi la promessa del Messia divino, per il popolo d’Israele e per il mondo.
Perché Giuseppe aveva bisogno di essere avvertito in sogno per tornare nella sua regione?
Semplicemente perché gli scribi di Matteo volevano richiamare la profezia del «germoglio» di Isaia 11,1, che si era realizzata nel «Nazareno»: in ebraico i due termini hanno la stessa radice.
Ma è anche facile capire che la famiglia da cui era nato Giuseppe doveva essere di Betlemme, essendovi egli tornato per il censimento. Si doveva perciò privilegiare questo paese e non Nazareth come sua patria, essendo la «città di Davide».

 

Il peso dei fatti

Gli scribi  di Matteo hanno precisato l’età dei bambini fatti uccidere da Erode e di conseguenza l’età di Gesù; hanno precisato che a insidiare la vita di Gesù erano più di uno e che essi erano morti.
Gli scrittori perciò sapevano bene come si erano svolti i fatti storici. Qualcuno, oltre Maria e Giuseppe, poteva esserne stato testimone essendo a quel tempo in età giovanile.
La fuga in Egitto non è raccontata da Luca, ma sono troppi i particolari storici della venuta dei Magi a Betlemme, perché anche questo fatto non sia attendibile. Senza di esso, nel racconto del capitolo 2 di Matteo rimarrebbe un vuoto di circa un anno.
Gesù era nato nei giorni intorno alla fine del 3 e l'inizio del 2 a.C.; Erode era nato nel 70 o nel 69 a.C.
Erode, probabilmente consigliato dalla malvagità del figlio Antipatro, fece uccidere i bambini di Betlemme nei primi mesi dell’anno 1 a.C.
Infatti fu colto dalla malattia grave quando aveva 70 anni, ossia durante l’anno 2 a.C., e perciò morì agli inizi dell'1 a.C.
«Sono morti  coloro che insidiavano la vita del bambino». Infatti, cinque giorni prima di morire, Erode aveva fatto uccidere suo figlio Antipatro, che era co-regnante da diversi anni.
Erode aveva già designato a succedergli nel regno gli altri tre figli, Archelao, Antipa e Filippo, ma si accorgeva soltanto ora, leggendo una lettera inviata da Augusto, che Antipatro aveva sempre tramato contro i fratelli per restare unico erede.
Morto Antipatro, Erode cambiò in fretta il testamento, destinando ad Archelao il regno di Giudea e Samaria. Ma Archelao regnò per poco, essendo incostante e poco rispettoso dei suoi sudditi. In effetti la sua inaffidabilità convinse Giuseppe a tornare a Nazaret.

 

Tra capi ebrei e autorità romane

Gli scribi cristiani sono stati rigorosi, sia secondo la scienza greca o romana, sia secondo la scienza degli scribi ebrei, mostrando ancora una volta di essere inseriti nella realtà sostanzialmente tranquilla del periodo appena successivo all’ascensione al cielo di Gesù.
È bene qui ricordare che artefice di tale pace fu soprattutto il sacerdote Teofilo. Questo personaggio, nel periodo in cui fu scritto il Vangelo secondo Matteo, era sommo sacerdote, innalzato a tale carica dal legato di Roma Vitellio.

Giovanni Conforti