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XII DOMENICA DOPO PENTECOSTE - anno A

Domenica, 16 agosto 2026

VOCE GUIDA

Introduzione
Siamo chiamati a verificare se la nostra fede è semplicemente frutto di una tradizione, seppur buona, oppure espressione di una adesione convinta al Vangelo e alle sue esigenze

Atto penitenziale
Carissimi, fratelli e sorelle, il Signore Gesù, che ci invita alla mensa della Parola e dell'Eucaristia, ci chiama alla conversione: con fiducia, apriamo il nostro spirito al pentimento e invochiamo la sua infinita misericordia.

Tu che verrai un giorno a giudicare le nostre opere: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.

Tu che susciti in noi la grazia del pentimento: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.

Tu che riveli all'umanità l'infinita misericordia del Padre: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.

Lettura
La distruzione di Gerusalemme al tempo del re Sedecia (587 a.C.) e la deportazione a Babilonia di gran parte della popolazione scampata alla spada dei Caldei sono eventi storici che vengono riletti in chiave teologica. Questo dramma trova la sua vera causa nelle ripetute infedeltà degli Israeliti a Dio e nell'ostinazione del loro cuore di «non far ritorno a lui».

Epistola
Quando «Dio giudicherà i segreti degli uomini», apparirà che tutti, Ebrei e pagani, sono stati chiamati a vivere secondo i suoi comandamenti. Per gli uni, essi sono scolpiti sulle tavole della Legge e la circoncisione è il segno nella carne che dice la loro volontà di obbedienza; per gli altri, sono scritti nel cuore di ciascuno e ne è testimone la loro coscienza.

Vangelo
Il Signore Gesù è la «sapienza... riconosciuta giusta» per le sue opere. Il riconoscimento e la conseguente decisione di convertirsi non avvennero nelle città dove egli compì «la maggior parte dei suoi prodigi» e durante gli anni della sua vita terrena. Altre persone, in altri tempi e luoghi, avrebbero accolto con entusiasmo ciò di cui non erano stati testimoni diretti.