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III DOMENICA DOPO L'EPIFANIA - anno B

Domenica, 24 gennaio 2027

VOCE GUIDA

Introduzione
Un altro frammento di Vangelo in cui è evidente come Gesù sappia stare con amore accanto a chi lo circonda, prendendo un’iniziativa che supera ogni attesa e che sorprende gli stessi discepoli. L’amore del Signore intuisce e provvede, offre in abbondanza tempo, parole e pane per alleviare ogni fatica e ridare vigore.
La nuova epifania raccontata dal testo di Matteo fa risaltare la cura meticolosa che il Signore ha nei confronti di ciascuno e che si esprime nel mettere a proprio agio, nel condividere il cibo e nell’indicare percorsi di valore. Con la convocazione all’Eucaristia, noi pure ci riconosciamo nella provvidenza del Padre.

Atto penitenziale
Fratelli carissimi, con fiducia, apriamo il nostro spirito al pentimento e riconosciamoci peccatori, perché alle debolezze della nostra condizione umana, supplica il perdono del Signore.

Tu che guidi il tuo popolo nel deserto dell’esistenza: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.

Tu che apri la tua mano e sazi la nostra fame di vita e di verità: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.

Tu che ci fai partecipi del tuo Corpo e del tuo Sangue: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.

Lettura
Proseguendo nel ricordare le epifanie di Gesù, la liturgia ci fa indugiare nel segno dei pani, profetizzato dalla manna e dalle quaglie. Il dono di Dio è più forte della nostalgia di Israele, e lo incoraggia a camminare verso il futuro della sua promessa.

Epistola
La storia di Israele è monito per la nostra vita di fede. Nonostante i doni ricevuti, il popolo ha mormorato contro Dio, ha adorato idoli falsi, ha vissuto in modo non gradito a Dio. Il dono di Dio è gratuito; nostra è la responsabilità di saperlo accogliere.

Vangelo
Sfamando le folle nel deserto, Gesù compie un gesto messianico, che sembra ripetere l’opera di Mosè. In verità va ben oltre, perché nel pane egli imprime il segno della sua vita che si dona. Donare tutto ciò che si possiede è di fatto donare sé stessi.