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BATTESIMO DEL SIGNORE

Domenica, 10 gennaio 2027

VANGELO STORICO

Introduzione generale
Si può consultare l’introduzione generale, in Vangelo storico della Prima Domenica di Avvento.

La sintesi per i Romani
Fedele al suo intento di «ricapitolare» la buona notizia di Gesù Cristo, Marco raccoglie ciò che hanno scritto Luca e Matteo.
So che, sul Vangelo di Marco, Griesbach nel 1789 ha espresso considerazioni simili alle presenti. Però non le ho mai lette.
Ragioniamo comunque sui fatti. Ogni Vangelo è stato pubblicato in un momento preciso, non attraverso tentativi diversi, perché non ci sono giunti codici di tentativi.
La successione cronologica dei Vangeli è soltanto da ricostruire e non può essere che unica.
Il Vangelo di Marco si spiega adeguatamente come “ricapitolazione” di tutti e tre gli altri Vangeli.
Di quello di Giovanni vi si trova soltanto qualche traccia, perché non offriva il racconto di molti fatti della vita di Gesù e avrebbe confuso chi aveva già letto il Vangelo secondo Matteo.
Infatti il Vangelo secondo Matteo fu il primo a essere pubblicato, in tutto l’impero romano.
Marco scrisse il suo libro, il più breve dei quattro Vangeli, come un manuale, come promemoria per Pietro e per i suoi collaboratori, quando dovevano parlare di Gesù Cristo a Roma.
Scrisse subito in lingua greca, piuttosto semplice e con sintassi aramaica, perché Pietro, essendo di Galilea, parlava correntemente l’aramaico e il greco popolare.
Per quanto mi risulta, sia gli scribi di Matteo, sia Marco hanno usato la traduzione del primo Vangelo di Matteo dall’ebraico-aramaico in greco, effettuata da Luca. Per questo motivo nel testo greco di Matteo e Marco si trovano frasi copiate esattamente da Luca.

Contributi delimitati
Veniamo al testo.
Il racconto dell’avvenimento è desunto dal Vangelo di Matteo: Mt 3, 11.13.16.
Ma la voce del Padre si rivolge a Gesù direttamente come nel Vangelo di Luca: «Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto» (Lc 3, 22).
Giovanni non si ritiene degno di «sciogliere i legacci dei sandali», come in Lc 3, 16.

Il Cristo Redentore universale
Marco dunque, per far conoscere Gesù Cristo ai Romani, fornisce tutte le notizie possibili, raccogliendole da documenti già scritti e aggiungendo dove occorre la testimonianza diretta dell’Apostolo Simon Pietro.
Presenta Gesù come il Cristo Salvatore universale, senza parlare troppo di cose ebraiche ai Gentili.
Tutta l’opera di Gesù iniziò legalmente, secondo la legge del suo popolo, da questo battesimo.
Giovanni Battista era di famiglia sacerdotale e istruito come scriba. Poteva anche certificare con un suo sigillo. Era considerato profeta. Così poté “consacrare” il Messia-Cristo, come nell’Antico Testamento i profeti consacravano con l’olio i re.
Tutto questo non è stato scritto da Marco, ma il promemoria permetteva poi di parlarne diffusamente agli interlocutori romani.

Giovanni Conforti