BATTESIMO DEL SIGNORE
Domenica, 10 gennaio 2027
VOCE GUIDA
Introduzione
“Uniti in Cristo Gesù, voi siete diventati vicini… non siete più stranieri né ospiti. Insieme con gli altri, anche voi appartenete al popolo e alla famiglia di Dio e siete parte di quell’edificio che ha come fondamenta gli Apostoli e i Profeti e come pietra principale lo stesso Gesù Cristo”: così san Paolo descrive la grazia battesimale, che avvolge anche noi.
A conclusione del tempo natalizio, celebriamo un’altra epifania del Signore, manifestato dalla voce del Padre e dalla presenza dello Spirito, lungo le rive del Giordano e in mezzo alla fragilità degli uomini, come figlio amato e donato. Oggi rinnoveremo quindi con decisione la scelta di Gesù come unico Signore e l’impegno gioioso di appartenere a Lui.
Atto penitenziale
Carissimi, nel mistero che oggi celebriamo, il «Padre della luce» ha manifestato al mondo «il Salvatore degli uomini»: invitati alla mensa della Parola e del Pane di vita, riconosciamoci peccatori e, con fiducia, manifestiamo il nostro sincero pentimento.
Tu che nel Battesimo nel Giordano sei stato costituito testimone fra i popoli: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.
Tu che sei splendore e irradiazione della gloria del Padre: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.
Tu che nell’acqua e nello Spirito ci hai rigenerato a tua immagine: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.
Lettura
Il Battesimo di Gesù è un’ulteriore manifestazione del suo mistero. Secondo la profezia di Isaia, in lui Dio si fa vicino e si lascia incontrare, la sua misericordia ci raggiunge. Ora ci è possibile cercare il Signore abbandonando le vie dell’empietà.
Epistola
Immergendosi nel Giordano e nella fraternità dei peccatori, Gesù vive già il mistero della Pasqua, quando nel dono del suo sangue ci rende tutti, ebrei e pagani, un solo uomo nuovo, capace di presentarsi al Padre nello stesso Spirito, quello del Figlio.
Vangelo
I cieli si squarciano e tra Dio e gli uomini si ristabilisce la comunione lacerata dal peccato. Il Padre si compiace dell’Amato proprio mentre egli si confonde con i peccatori. Gesù vive così il suo essere l’Unigenito, per renderci figli dello stesso Padre.