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IV DOMENICA DI AVVENTO

Domenica, 06 dicembre 2026

VANGELO STORICO

Introduzione generale
Si può consultare l’introduzione generale, in Vangelo storico della Prima Domenica di Avvento.

Sentimenti familiari
Il racconto è ordinato, fresco, immediato, come si esprimeva certamente l’apostolo Pietro.
Marco vide questo avvenimento. Era molto giovane e ora se n’è ricordato come di uno dei momenti di più intensa gioia per lui.
Entrava nella capitale il Messia, tanto atteso, che avrebbe ripristinato il regno di Davide, il re più amato dagli Ebrei.
Anche gli Apostoli erano pieni di gioia e ora Pietro la rivive con il discepolo Marco, mentre questi scrive. Possiamo immaginare la loro età mentre elaborano il Vangelo: Pietro ha circa quarant’anni e Marco meno di trenta.
Quello che era avvenuto appena cinque giorni dopo l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, cioè la sua passione e morte, ha lasciato inalterati i sentimenti di quel giorno, perché il Cristo Re, giustiziato nel modo più infamante, perdonò i crocifissori e il terzo giorno vinse la morte.
Il fatto che Pietro avesse negato di essere discepolo di Gesù, mentre il Maestro veniva condannato a morte, ha reso più grande l’amicizia dell’Apostolo verso il Messia, che era sempre stato pronto a perdonarlo e che gli aveva affidato il primato nella Chiesa.

Riassunto fedele
Questo brano, confrontato con quelli paralleli di Matteo e Luca, rivela l’impegno nel raccogliere tutto quello che dicono l’uno e l’altro, senza allungare il racconto.
Marco sceglie ciò che è storico, evitando di contraddire Matteo che ha introdotto variazioni. Ma sa bene come fare, perché anch’egli faceva parte del gruppo dei «molti» scribi che hanno composto il primo Vangelo.

Giovanni Conforti