III DOMENICA DI AVVENTO
Domenica, 29 novembre 2026
VANGELO STORICO
Introduzione generale
Si può consultare l’introduzione generale, in Vangelo storico della Prima Domenica di Avvento.
Testimonianza
In questo passo di Giovanni, Gesù espone la testimonianza a Dio Padre e a se stesso, testimonianza valida essendo più di due testimoni a sostenerla:
1) Giovanni Battista, che aveva visto e udito Gesù comportarsi da Figlio di Dio;
2) il Padre, che aveva ordinato al Figlio di compiere le opere significative e miracolose, viste dalla gente;
3) le Scritture, in cui era stato profetizzato ciò che stava accadendo e che gli Ebrei non avrebbero mai sperato si realizzasse in quel modo.
Il Vangelo di Giovanni è interamente testimonianza certificata, perché si possano ascoltare le parole di Gesù, si conosca la verità e si diventi liberi.
Come Gesù è rigidamente obbediente al Padre, così la sequela di Gesù deve essere rigida, attenta, precisa, per poter essere liberi. Infatti Gesù Cristo è perfettamente libero in tutto e, per partecipare alla sua libertà, occorre seguirlo molto fedelmente.
La fedeltà è possibile se conosciamo concretamente e con precisione Gesù Cristo a cui essere fedeli.
Tra gli uomini è grande chi si è costruito delle buone idee ed è fedele, coerente a esse.
Ma il Figlio di Dio è infinitamente più vitale, per l’uomo, di qualsiasi ideale; essere fedeli a lui ci realizza e ci rende liberi infinitamente di più.
Inoltre non richiede l’impegno di pensare, ciascuno personalmente, un sistema di vita funzionante.
Tuttavia anche questo impegno rimane grande nella vita quotidiana, in politica, nell’attività economica, nella scuola, nella cura dei malati, ecc., se però consiste nel mettere in teoria e in pratica le parole e l’esempio del Cristo Re.
Altrimenti può essere un peso in più, farisaico, ipocrita. Sarebbe meglio essere semplici e vivere giorno per giorno.
Le tre testimonianze
Cerchiamo di comprendere il valore delle tre testimonianze di Gesù.
1) La prima testimonianza è quella di Giovanni Battista: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, come disse il profeta Isaia». «Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi c’è uno che voi non conoscete, che viene dopo di me, al quale io non sono degno di sciogliere il legaccio del sandalo».
Il giorno dopo, Giovanni vede Gesù venire verso di lui e dice: «Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!
È lui colui del quale io ho detto: Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me.
Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare con acqua perché egli fosse fatto conoscere a Israele».
2) La seconda è una testimonianza resa dal Padre Creatore e Signore, onnipotente, che ha tanto caro il mondo da mandare qui suo Figlio.
Che cosa vuole il Padre dal mondo e dagli uomini? Anzi: che cosa vuole fare il Padre per il mondo e per gli uomini?
La testimonianza ha lo scopo di salvarci, di liberarci dalla confusione e dal male, di renderci sicuri, di rendere piena la nostra vita senza noia, di conservare tutto della nostra vita.
Le opere del Cristo Re si vedono o, meglio, si vedevano. Oggi non pare che ci soccorrano più. Perché il Padre non fa miracoli anche oggi?
Allora non abbiamo capito: Dio, se è Dio, fa bene le cose. Non dobbiamo chiedergli di ripeterle. È ora che riscopriamo il valore duraturo di quella testimonianza.
Non possiamo continuare a mettere in dubbio tutto e a non accettare nemmeno l’evidenza, allorché si tratti di Gesù Cristo.
Chi vedeva le opere non poteva far finta di non vederle, poteva inventare qualcosa per non credere al Figlio. Ma solitamente una persona non gli credeva perché chiudeva gli occhi alle certezze che egli offriva e si limitava alle proprie convinzioni, alla propria istruzione e alla propria agiatezza economica. Calcolava ciò che aveva e non ciò che avrebbe ricevuto fidandosi del Cristo Re.
La cosa migliore da fare sarebbe stata di provare a lasciare i beni personali e a fare ciò che Gesù diceva; avrebbe presto visto risultati che l’avrebbero convinto.
Le opere che Gesù compiva, perché il Padre glielo aveva ordinato, sono storiche, certificate con sigillo.
La certificazione non era per chi vedeva, ma per chi abitava lontano e per noi, che siamo lontani nel tempo. Una certificazione vale per sempre.
3) La terza testimonianza è resa dalle Scritture a Gesù e da Gesù alle Scritture: «Voi scrutate le Scritture credendo di avere in esse la vita eterna; ebbene, sono proprio esse che mi rendono testimonianza».
Si cerca vita eterna, tutti la cercano.
Gli Ebrei la cercavano, e la cercano ancora, nelle Scritture.
Gesù la dà effettivamente, ma occorre rendersene conto, credergli.
Sulla «parola» di due o più testimoni
Queste sono le testimonianze per i secoli, ma noi le accettiamo?
I versetti 37-38 dicono: «Non avete la sua parola dentro di voi, perché non credete a colui che egli ha mandato».
Gesù, più che accusarci, sta facendoci notare in che situazione ci troviamo.
La «parola» è un termine che non può indicare soltanto lo scritto o un discorso, sia pure consacrato da un libro ispirato dallo Spirito Santo.
Infatti Gesù è testimone del Padre e la «parola» è questo: la testimonianza di Giovanni, del Figlio e dell’Antico Testamento, resa al Padre.
Quindi la testimonianza ricade su Gesù Cristo.
Giovanni Conforti