II DOMENICA DI AVVENTO
Domenica, 22 novembre 2026
VOCE GUIDA
Introduzione
“Cambiate vita, perché il regno di Dio è vicino!”. Nel deserto della Giudea, lungo le rive del fiume Giordano, risuona con forza l’appello di Giovanni Battista, considerato un vero profeta. Egli intende scuotere le coscienze per aprire una strada che conduca a modi di pensare e di agire che esprimano il primato di Dio nella vita.
Una scossa salutare, che rinnovi un vero rapporto filiale, è sicuramente necessaria anche a noi. Se la fede è – come afferma san Paolo – un atto di confidente ubbidienza a Dio, il renderci conto delle nostre fughe e resistenze ci indurrà ad imboccare con decisione la via di una degna conversione, ossia di un fruttuoso e desiderato ritorno.
Atto penitenziale
Fratelli carissimi, radunati in una sola famiglia amata e generata da Dio stesso, riconosciamoci tutti peccatori e invochiamo, con fiducia, il perdono e la pace che solo il Signore può donare.
Tu che sei venuto nella pienezza del tempo: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.
Tu che sei fonte di consolazione e perdono: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.
Tu che ci dai il potere di diventare figli di Dio: Kyrie, eléison.
Kyrie, eléison.
Lettura
Nel libro del profeta Isaia «consolatore» diventa un nome di Dio. Egli consola il popolo esiliato promettendo il ritorno nella terra. Anche noi attendiamo come consolazione di Dio il nostro ritorno nella piena comunione con il Padre.
Epistola
Paolo è consapevole dell’incarico ricevuto dal Signore: annunciare la buona notizia anche ai pagani e a quanti non l’hanno mai ascoltata. La fecondità del vangelo, nella grazia del Padre e nella potenza dello Spirito, ci rigenera come figli di Dio.
Vangelo
Non si può accogliere il dono della filiazione divina se non in quel cammino di conversione al quale il Battista ci sollecita. Si è figli di Abramo, si è figli di Dio, solo concedendo al dono battesimale dello Spirito di trasformare la nostra vita.